White Winston
Siete mai stati tormentati da un rimorso/rimpianto?
L’altro giorno alla radio raccontavano che una recente ricerca di un’università americana ha affermato che, in terza età, pesano molto di più i rimpianti che i rimorsi, ovvero, le scelte non compiute, rispetto alle decisioni prese e rivelatesi poi sbagliate.
Nella fase finale della nostra esistenza, dove vivremo sostanzialmente di ricordi, ripercorrendo la nostra vita e tutte le scelte fatte, quei momenti in cui “poteva essere ma poi non è stato” peseranno come macigni. Sbagliare è nella natura umana e, seppur con degli ovvi distinguo, può lasciare sempre una nota positiva: una lezione di vita. Lasciare invece che sia il caso, o peggio ancora che siano “gli altri”, con il loro giudizio, con la loro influenza, le loro aspettative su di noi, a scegliere per noi, è devastante. Ci lascerà per sempre col dubbio che avremmo potuto farcela, che sarebbe potuta essere l’occasione della vita, quella che ti svolta l’esistenza. E noi non abbiamo avuto il coraggio e la determinazione di perseguirla.
Perché in fondo, in quei 42 milioni di minuti di vita vissuta, ci ricorderemo soprattutto di quei minuti in cui siamo stati così vicini alla felicità, da sfiorarla.

PER NORTHWOOD!
Per Northwood! è un gioco competitivo euro di Wilhelm Su, per 1 giocatore, durata 15-30 minuti, edito nel 2022 da Side Room Games (Maquis, Orchard, Grove, Black Sonata) e localizzato da Gate On Games nel 2023.
Parliamo di un solitario tascabile, ambientato in un mondo animato da animaletti teneri e colorati, a base di prese, gestione mano e push your luck. Lo scopo del gioco è quello di girare per tutto il reame di Northwood, incontrare i singoli governanti dei territori, cercando di convincerli alla riunificazione a colpi di dibattiti, ovvero, di carte giocate.
Non sono un grande amante delle ambientazioni troppo pucciose… però mi fido molto del fiuto di Side Room Games / Gate on Games per i solitari. Inoltre, visto il periodo pre-vacanze estive, direi che un solitario come questo si può candidare a ragion veduta a possibile gioco da portare in ferie.

GRAFICA E MATERIALI
Scatola compatta, anzi, compattissima, praticamente sta nel palmo di una mano. Quindi direi perfetta per infilarla in uno zaino/valigia, per non dire quasi in tasca.
Materiali composti da un nutrito mazzo di carte plastificate, dal regolamento e dal manuale degli scenari.
Le carte sono divise tra il mazzetto dei personaggi (24 in tutto) e il mazzo delle carte dialogo (32) numerate da 1 a 8 e divise con seme. Questi ultimi sono 4, ma sono stati reinterpretati in stile “puccioso” con fiori, foglie, occhi e artigli. Le carte dei personaggi invece sono tutte disegnate, con una grafica volutamente infantile, coloratissima, che pare uscita da un libro per bambini di 2-3 anni.
Questo è stato forse il punto che ho meno gradito. La grafica pucciosa la accetto quando almeno si prende sul serio (tipo Root, per intendersi)… ma in casi come questo, non soltanto non mi aiuta per niente a calarmi minimamente nella parte, ma la trovo quasi in contrasto con l’ambientazione stessa del gioco, che narra comunque di scontri (a suon di parole… ma pur sempre scontri!). Però, mi rendo conto che questo è un giudizio di merito assolutamente soggettivo e, forse, di essere pure un po’ controcorrente rispetto ai gusti del mercato.

REGOLAMENTO
Per giocare a Per Northwood!, avrete bisogno di disporre sul tavolo le 8 carte feudo, numerate da 0 a 7, abbinando ciascuna a un personaggio casuale (2 per ogni seme). Questi saranno i territori da visitare nel corso della partita e i relativi sovrani da convincere a sposare la causa della riunificazione di Northwood.
A vostra disposizione, avrete 4 personaggi, anch’essi casuali (nelle partite standard) e il mazzo delle 32 carte dialogo. Ogni personaggio è dotato di un’abilità speciale che potrete decidere di utilizzare durante la partita (1 sola volta per personaggio).
Per prima cosa dovrete pescare 8 carte dialogo e, sulla base dei semi e dei numeri pescati, dovrete scegliere quale feudo visitare. Questa scelta condizionerà il numero di prese che dovrete esattamente eguagliare durante quella visita (da 0 a 7); se riuscirete a centrare questo obiettivo, il sovrano di quel feudo si unirà a voi e potrete sostituirlo a uno dei 4 di partenza.

Durante ogni round di gioco, dopo aver deciso se attivare o meno uno dei vostri personaggi, dovrete pescare la prima carta del mazzo dialogo. A questa, dovrete rispondere con una delle carte in vostro possesso tenendo presente che:
- è sempre obbligatorio rispondere a seme, se possibile;
- se la vostra risposta è dello stesso seme e con un numero più alto, otterrete 1 punto;
- se la carta pescata non è dello stesso seme del sovrano che governa il feudo visitato e la vostra risposta invece lo è (dopo aver controllato l’impossibilità di rispondere con lo stesso seme), otterrete 1 punto.
In tutti gli altri casi, invece, perderete quella mano e dovrete scartare la carta che deciderete di giocare, insieme a quella pescata del sovrano.
Il cosiddetto “dibattito” continuerà fin quando non terminerete le carte in mano o il sovrano terminerà il suo mazzo (possibile ma difficile). Se sarete riusciti ad ottenere esattamente il numero di prese indicato nel feudo, otterrete i punti stella indicati sulla carta.
La partita termina quando avrete visitato tutti gli 8 feudi e il totale delle stelle conquistate rappresenterà il vostro punteggio finale.

IMPRESSIONI
Partendo dal presupposto che, davvero, io odio le ambientazioni pucciose e infantili, ho tentato di andare oltre questo aspetto per concentrarmi unicamente sulle meccaniche del gioco.
Il gioco nasce da un’idea realizzata con un semplice mazzo di 40 carte (e lo si percepisce); successivamente, oltre alla grafica/ambientazione, sono stati aggiunti i personaggi e le loro numerose abilità, per movimentare il gameplay e allungarne la longevità. Questo aspetto traspare dalla solidità delle meccaniche, che sembrano uscite da un classico gioco di prese, solitario e ingegnoso.
La fortuna incide certamente abbastanza, visto che le carte alle quali rispondere sono pescate casualmente, ma non così tanto da infastidirvi, visto che comunque avrete sempre un ventaglio di scelte molto ampio, a cominciare dal feudo da visitare. Questa fase è fondamentale perché, vista le carte pescate, vi consentirà strategicamente di capire se la vostra mano è adatta o meno a un determinato feudo (più che altro al suo numero di prese da realizzare).
Interessanti sono anche le abilità dei personaggi, che molto spesso risultano determinanti in una vittoria ma anche in una sconfitta, se non usate al momento giusto, e che donano al gioco una indubbia rigiocabilità. Questa viene ulteriormente amplificata anche dalla presenza di un manualetto con 16 scenari precostruiti, con all’interno anche vari livelli di difficoltà.
Ogni partita risulta a conti fatti sufficientemente articolata e sfidante, soprattutto se il vostro obiettivo è quello di ottenere tutte e 20 le stelle a disposizione. Andando avanti con il match, avrete a disposizione anche l’aiuto dei sovrani “conquistati” che potrà sostituire quello delle carte di partenza… un bel rebus quindi da risolvere per ottimizzare le proprie giocate!

CONCLUSIONI
Per Northwood! è un intelligente gioco di carte, fondato su meccaniche di prese e gestione mano. Apparentemente semplice, anche da imparare (e per questo adatto un po’ a tutti, anche alla mamma che giocava al solitario di Windows), risulta poi molto più complesso del previsto nel raggiungere una vittoria piena, districandosi attraverso le scelte che via via sarete chiamati a compiere.
Un solitario perfetto da portare in vacanza, anche grazie alla sua scatolina ultra compatta e alle carte plastificate.
Unica nota, per me, negativa è l’ambientazione pucciosa e infantile. Sono gusti, per carità, ma volete mettere un gioco del genere, ma ambientato nell’universo di Warhammer 40.000 (Space Hulk – Death Angel, sto pensando a te…), con alieni da impallinare a suon di requiem?!? ‘na favola!!!
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Si ringrazia l’editore per la copia recensore, fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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