scritto mentre giocava a woodcraft da:
SigFapos
I Grandi Esclusi dalla TOP100 è un articolo che nasce non per fare classifica ma per ringraziare e rispondere tutti quelli che ci hanno ricordato, in modo costruttivo, che nel nostro classificone mancherebbero alcuni titoli degni di nota.
Purtroppo gli assenti illustri sono così tanti che bisognerebbe fare un secondo classificone di altri 100 titoli per cui qui ci limiteremo ad elencare quelli suggeriti da voi a cui aggiungeremo qualche nostra proposta
Prima di iniziare vogliamo dire pubblicamente grazie a: Elena, Dado Critico, David, Andrea, Alberto, Adriana, Simone, Davide, Alessio, Viviana, Daniele e Vincenzo che ci hanno dato stimolo per migliorarci e per rendere la TOP100 una classifica più completa
Tutto quello che scriveremo è stato approfondito in modo più completo nella puntata podcast n°103 (LINK del blog e Link Spotify), dove abbiamo sviscerato e nominato molto altro.
Iniziamo!
Cosmic Encounter suggerito da Elena (2008) di Bill Eberle, Jack Kittredge, Bill Norton, Peter Olotka, Kevin Wilson edito dalla Fantasy Flight Games. Per 3-5 persone e battaglie di 60-120 minuti

Gioco di Diplomazia e Battaglie in cui impersonifichiamo una tribù aliena intenta a colonizzare con ogni mezzo 5 pianeti della galassia. Ogni tribù ha poteri speciali ma una delle caratteristiche principali del titolo è il sapiente mix di carte che ci troveremo ad usare. Esse possono creare continue eccezioni alle regole dando vita a una miriade di variabili e possibilità da sfruttare. Non farete mai due partite uguali. Alcuni potrebbero dire che il “fattore fortuna” è il grosso anello debole del gioco ma la realtà è che solo chi sa sfruttare diplomazia, bluff e le carte merita il titolo di “generale galattico”. Ci sentiamo in dovere di chiedere scusa se non approfondiamo di più il gioco ma la verità è che non lo intavoliamo da un pò e speriamo vivamente che qualche casa editrice lo rendi altamente godibile anche con il minor numero di giocatori.
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Root suggerito da Andrea e Alessio (2018) di Cole Wehrle edito da Leder Games e in Italia da MS edizioni. Per 2-4 giocatori e battaglie di 60-90 minuti

Vincitore del premio Goblin Magnifico 2019 è un incredibile e pucciosissimo gioco di conquiste dove l’asimmetria la fa da padrona. il vostro unico scopo all’alba di ogni giorno sarà quello di fondare le vostre basi, creare oggetti e guerreggiare per prevalere sugli altri. L’autore spesso si fa ispirare dai wargame e in questo caso ha preso ispirazione della serie COIN tirando fuori dal cilindro un titolo asimmetrico a tal punto da poter considerare ogni fazione una meccanica di gioco a sé. Root gode anche di diverse espansioni che introducono fazioni nuove e quindi nuovi “stili” di gioco che lo rendono molto longevo. Il titolo non è per tutti ed anche se crea partite sempre tese, sarebbe opportuno giocarlo con persone tutte allo stesso livello di conoscenza delle fazioni.
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Lord of Hellas suggerito da Adriana (2018) di Adam Kwapiński, edito da Awaken Realms e in Italia da Asmodee. Per 1-4 giocatori e partite di 60-90 minuti

L’ambientazione è particolare: era post micenea, l’antica Ellade è in declino e in preda alla barbarie con mostri mitologici erranti modificati con tecnologie aliene e futuristiche di non si sa bene che provenienza. Tutte le speranze per una rinascita della civiltà sono in mano a 4 eroi. Non ci sono i dadi, ma le carte che fanno la parte del leone nel combattimento degli eserciti e in quello coi mostri. Il giocatore deve essere bravo a gestirle. LoH è un gran bel gioco, di quelli che subito dopo averlo finito ti spremi le meningi per cercare a chi potresti proporlo domani, perché ti lascia addosso una gran voglia di rimetterlo in tavola il prima possibile. Ottimo in 3 e perfetto in 4
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Glen More II: Chronicles suggerito da Simone (2019) di Matthias Cramer, edito da Funtalis e in Italia localizzato da GateOnGames. Per 2-4 giocatori e partite di 90-120 minuti

Glen More II sfrutta gli stessi punti di forza del primo capitolo: l’ordine di turno stabilito dalla posizione nella rondella di Cramer, Il mercato con il prezzo delle merci variabili e il calcolo punti di fine round e partita derivato dalla differenza tra il primo e l’ultimo giocatore. In questo secondo capitolo abbiamo una profondità strategica aumentata grazie all’introduzione di personaggi per stringere alleanze con i clan scozzesi e le tessere territorio per allargare il nostro villaggio. A tutto questo si aggiungono le “Cronache”, ovvero una sorta di mini espansioni che permettono di aumentare notevolmente la variabilità del gioco. Le cronache sono 8 e divise in altrettante scatolini numerate, aggiungono tutte qualcosa al gioco senza appesantirlo troppo e regalano molta longevità. Gioco con componentistica e grafica TOP
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La guerra dell’anello suggerito da Davide (2011) di Roberto Di Meglio, Marco Maggi, Francesco Nepitello edito da ARES Games e distribuito da Devir. Per 2-4 giocatori e battaglie di 150-180 minuti.

Parliamo di uno straordinario wargame fantasy che, in questo momento, occupa l’ottava posizione nel rank assoluto di bgg. Il titolo completamente asimmetrico ripercorre la trilogia del signore degli anelli e interpone lo strapotere dell’ombra contro l’elusività della compagnia e dei popoli liberi. L’aspetto più interessante è come la guerra avvenga su due livelli differenti, uno è il campo di battaglia dove i due eserciti si schiereranno uno contro l’altro mentre il secondo è la stessa compagnia dell’anello che dovrà nascondersi dall’occhio di Sauron cercando di raggiungere il Monte Fato per distruggere l’anello. I due livelli si intrecceranno più volte nel corso della partita e questo farà in modo che le decisioni prese da un lato si rifletteranno sull’altro. Un gameplay estremamente profondo e una ri-giocabilità elevata.
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Blood Rage: suggerito da Giorgio (2015) di Eric M. Lang, edito dalla CMON e in Italia localizzato da Asmodee. Titolo per 2-4 giocatori e durata di 60-90 minuti

Titolo ad ambientazione vichinga che sfrutta sapientemente meccaniche di controllo del territorio, maggioranze e draft. La mappa descrive un territorio diviso in 8 province, confinanti col mare e con una regione interna: Yggdrasil. Ogni provincia può ospitare solo un numero massimo di miniature, da 3 a 5, e, se razziata, concede un bonus al clan razziatore. La partita si articola in tre ere, in cui i giocatori eseguono una prima fase di draft delle carte per programmare una loro strategia e potenziare il proprio clan; poi spendono i punti azione per piazzare miniature sul tabellone e razziare le varie regioni, combattendo con gli altri clan; infine una provincia viene distrutta e i guerrieri ivi presenti guadagnano punti vittoria per essere morti durante il Ragnarok.
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Pandemic suggerito da Viviana – Il primo titolo della serie è del 2008 di Matt Leacock. Edito da Z-Man Games e in Italia da Asmodee. Cooperativo per 2-4 giocatori e durata di 45-60 minuti

Cooperativo asimmetrico dove nel primo titolo vestiamo i panni di un equipe medica intenta a debellare 4 malattie che flagellano il mondo ma nei numerosi rifacimenti potremo immedesimarci nel Sacro Romano Impero a combattere le numerose invasioni provenienti dal nord oppure potremo essere degli abili jedi nella Guerra dei Cloni. La serie comprende anche 3 titoli legacy in cui ci sarà richiesto di modificare in modo permanete i materiali di gioco. Il titolo ha definito la storia dei cooperativi e dei giochi da tavolo in generale ma non è finito nella TOP100 solo perchè ognuno di noi ha un solo titolo preferito all’interno della serie ma se avessimo raggruppato i voti singoli in un unico “Pandemic” avremo visto spiccare questo nome in classifica.
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Stone Age suggerito da Daniele (2008) di Bernd Brunnhofer edito dalla Hans im Glück e in Italia da Giochi Uniti

Gestionale in cui lo scopo dei giocatori è quello di civilizzare e sviluppare il più possibile il proprio villaggio. Questa sensazione di crescita si farà apprezzare fin da subito ma fin da subito si farà ingombrante il momento in cui dovremo sfamare i nostri lavoratori. Il gioco nel complesso scorre fluido, senza tempi morti e senza lunghe meditazioni strategiche anche perché è difficile pianificare tutte le proprie azioni. Sono importanti le azioni che si scelgono di fare ad inizio turno. Quelle successive spesso sono condizionate dalle azioni scelte dagli altri giocatori dato che queste non possono essere più effettuate. Molte strategie possibili e una leggera alea dovuta ai dadi.
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Lorenzo il Magnifico suggerito da Vincenzo (2016) Flaminia Brasini, Virginio Gigli, Simone Luciani, edito da Cranio Creations. Per 2-4 giocatori e partite di 60-90 minuti.

ci catapultiamo qui nel Rinascimento italiano ed assumiamo il ruolo di guida di una famiglia nobiliare, la quale dovrà , partendo da una limitata disponibilità di risorse e capacità produttive, sviluppare la propria casata acquisendo il supporto di personaggi famosi, conquistando territori da porre sotto il proprio controllo, partecipando ad imprese e sviluppando filiere produttive, il tutto con tanta feroce interazione indiretta. Lo spessore da cinghiale Lorenzo lo acquisisce nel corso della partita, non per la complessità delle regole o per la lunghezza del tempo di gioco, ma per la necessità di articolare le proprie azioni tenendo conto di ciò che di volta in volta resta sul tavolo. Una ben riuscita sintesi di meccaniche tipiche del genere, rappresentando, insieme a Marco Polo e Grand Austria Hotel, uno dei più validi esempi dello stato dell’arte odierno del gestionale.
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Dune Imperium (2020) aggiunto dalla redazione (da Fapos). Titolo di Paul Dennen edito da Dire Wolf e localizzato in Italia da Asmodee. Per 1-4 casate e durata di 60-120 minuti.

Il gameplay si basa sulla meccanica di deck-building, abbinata al piazzamento lavoratori, con forti elementi di interazione diretta e indiretta, e combattimenti a suon di maggioranze. Nonostante l’ambientazione non sia delle più sentite, siamo di fronte ad un ibrido, con la componente euro sicuramente più marcata rispetto a quella american, dal peso medio, in grado di rivolgersi ad un pubblico abbastanza ampio. Il solitario è una modalità sorprendente per qualità, rapidità di gestione ed efficacia. Il gioco diventa più opaco però quando si parla di variabilità e ripetitività, con poche strategie attuabili e un po’ di rigidità dal punto di vista delle scelte nell’intera partita; aspetti che forse potranno trovare un loro compimento con l’espansione “Rise of Ix”.
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Underwater Cities (2018) aggiunto dalla redazione (da Matte). Di Vladimír Suchý edito da Delicious Games e in Italia da MS Edizioni. Per 1-4 giocatori e durata di 80-150 minuti.

Forse il titolo più noto dell’autore, un gioco che ci catapulto nell’oceano dove i nostri sforzi scientifici si concentreranno nella costruzioni di grandi città protette da immense cupole con laboratori, impianti di dissalazione ed enormi serre per sfamare la popolazione. Tutto questo lo faremo grazie ad una meccanica di piazzamento carte all’associazione carta/spazio – azione. A carte forti corrispondano azioni deboli e viceversa. Altro aspetto che cattura di questo gioco è la fluidità, l’immediatezza e la piacevole sensazione di crescita della propria rete unitamente al proprio motore di gioco. Si parte lenti, col fiato corto, raccattando e raggranellando ogni briciola e con la necessità di pesare bene le proprie mosse per non finire le risorse, nel tentativo di creare un motore di gioco; si finisce invece con un bolide alla massima velocità. Il miglior titolo dell’Autore? Lasceremo a voi la curiosità.
Keyflower (2012) suggerito dalla redazione (da Simarillon) di Sebastian Bleasdale, Richard Breese edito da R&D Games. Da 2-6 giocatori per partite di 90-120 minuti

In questo titolo saremo alle prese con la costruzione di un villaggio nel corso di 4 turni/stagioni. La meccanica preponderante è un asta non convenzionale, in quanto “mascherata” dal piazzamento dei meeples. Tutto il gioco, di fatto, ruota fondamentalmente attorno al piazzamento di questi simpatici “omini colorati” che possono essere posizionati sopra alle tessere esagonali che rappresentano gli edifici per utilizzarne l’azione o ai margini della stesse, per acquisirle ed annetterle al proprio villaggio. La particolarità del gioco risiede nel fatto che il primo giocatore a piazzare un omino su un esagono, determina il colore che può essere giocato su quella tessera nelle fasi successive, fino alla fine del turno. Un titolo dall’interazione elevata che porterà a lotte serrate attorno al tavolo. Astenersi giocatori solitari.
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Istanbul (2014) suggerito dalla redazione (da Cogo) di Rüdiger Dorn, edito da Pegasus Spiele e in Italia da Asmodee. Per 2-5 giocatori e durata di 40-60minuti

Siamo nel quartiere del mercato della vecchia Istanbul e nei panni di avidi mercanti cercheremo di guidare al meglio i nostri aiutanti per riuscire ad ottenere per primi i cinque rubini che ci garantiranno la vittoria. Istanbul è un family+ molto piacevole e ben bilanciato a tema economico dove, però, ottimizzare il proprio gioco non è esattamente una passeggiata. E’ importante guadagnare denaro e merci prima degli avversari ma soprattutto dobbiamo riuscire a ottimizzare i movimenti nel mercato cercando di ostacolare gli avversari il più possibile. È possibile muoversi solo nelle caselle adiacenti non diagonali e di 1-2 aree. Se si finisce nella stessa area dove si trova un altro mercante bisogna pagare una penalità; ma soprattutto per muoverci dovremo cercare di avere sempre almeno un assistente disponibile, a cui affidare l’azione nella tessera destinazione.
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Kepler 3042 (2016) aggiunto dalla redazione (da White Winston) di Simone Cerruti Sola e edito dalla Placentia Games. Per 1-4 giocatori e partite di 60-120 minuti

Kepler-3042 si propone come un “3X” (“explore, expand, exploit”, ovvero “esplora, espandi, sfrutta”) dove la “X” mancante è quella relativa all’aspetto bellico. La previsione infatti è quella relativa a un ipotetico anno 3042, dove l’umanità è ormai tecnologicamente pronta e orientata verso la colonizzazione di nuovi corpi celesti. Consigliato a mani basse agli amanti dei solitari e degli eurogame “solitari-multigiocatore”. Kepler-3042 è uno dei giochi più stretti che esista. Quelle dannate 16 azioni inizialmente vi sembreranno tante, ma voleranno via come piume al vento, lasciandovi a 3-4 turni dal termine nel panico più totale, alla disperata ricerca di una via di uscita che, neanche a dirlo, non esiste. Questa strettezza e l’assoluta eleganza delle regole (poche, ma buone!) costituiscono la spina dorsale di un gioco profondo, equilibrato, sfidante e squisitamente strategico.
Battlestar Galactica (2008) scelto da tutta la redazione Podcast. Gioco di Corey Konieczka, edito dalla Fantasy Flight Games e in Italia da Giochi Uniti. Per 3-6 giocatori e partite di 120-180 minuti

Il viaggio del Galactica volge al termine. Quel che resta dell’umanità, dopo un travagliato viaggio, si
appresta finalmente a raggiungere il tanto sospirato pianeta Terra, sul quale una nuova vita potrà forse ricominciare. I Cylon non demordono però. Dopo lo shock dei Final Five, nuove prove e pericoli attendono i nostri futuri antenati. L’astronave Demetrius, i Raptor d’Assalto, la Basestar Ribelle, i Leader Cylon, gli ammutinati: questi i nomi delle nuove prove che vi attendono. Cooperativo con traditore in cui i giocatori umani dovranno portare il Galactica a percorrere 8 distanze tramite i Salti Iperluce. Durante il viaggio dobbiamo evitare l’esaurimento delle risorse, l’invasione dei Centurioni Cylon e la distruzione del Galactica a causa degli attacchi delle Basi Stellari nemiche. BSG riesce sapientemente ad attenuare il difetto dell’alfa player grazie alle votazioni segrete e al costante rischio di infiltrazioni Cylon. L’ambientazione è il punto di forza, le partite saranno sempre tese e la paranoia è dietro l’angolo
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Con questo aggiornamento vi salutiamo e speriamo di rivedervi presto a recriminare altri entusiasmanti titoli tutti da approfondire!!!!!
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