[Solo sul mio tavolo] La Top10 dei Giochi in Solitario – 2020

scritto da White Winston (Andrea P.)

Orfani delle fiere, dei raduni, delle convention e, in alcuni casi, anche
delle serate gioco, non ci rimane che iniettare in vena un po’ di sana
“serotonina da classifica”! Come promesso, eccovi servita la seconda edizione
della classifica più seguita dai solitaristi d’Italia (in quanto l’unica…).
Come potrete vedere, complice anche la COVID, che ha falciato un po’ le nuove
uscite, ci sono diverse riconferme, soprattutto ai piani alti. Non mancano
comunque alcune succose new entry; in particolare, si allarga il “team
American”, con l’ingresso di un celebre titolo, e si rafforza il “team German”
con due tra le più acclamate uscite dell’ultima annata ludica.
Prima di
tutto però, una premessa: questa sarà una top10 dedicata ai solitari.
Chi segue la mia rubrica Solo sul mio tavolo
ormai sa che dentro alle mie recensioni, oltre al focus sulle modalità
solitario, c’è sempre una panoramica generale sul gioco, che abbraccia aspetti
che fanno da contorno a tale modalità e che talvolta fa riferimento anche alla
più classica modalità multigiocatore. Al contrario, questa vuole essere
una classifica basata esclusivamente sulle modalità solitario; il gioco
può anche essere un capolavoro, ma se il suo “solo mode” non eccelle, non lo
troverete qui menzionato. Il suo target (e il suo scopo) vuole quindi essere
il solitarista che cerca una rapida classifica d’opinione, per approcciarsi a
questo mondo per la prima volta o per consolidare la propria già nutrita
collezione, lasciandosi incuriosire dai titoli proposti.
Naturalmente sarà una classifica “vivente” (qui trovate l’edizione 2019), ovvero mi impegnerò ad
aggiornarla periodicamente, in base alle mutevoli preferenze e ai nuovi titoli
usciti. Un’ultima precisazione: questo non è un premio e non c’è nessuna
oggettività nella scelta e nel posizionamento dei titoli.
Semplicemente, è la mia personale top10! Tenetelo a mente quando
scriverete un bel flame sulla mancanza del vostro titolo preferito…
Basta
chiacchiere… andiamo a vedere chi occuperà l’ambitissima posizione di:

“TOP SOLO SUL MIO TAVOLO 2020”

10. Brass: Birmingham, ideato da Gavan Brown, Matt Tolman e
(soprattutto) Martin Wallace (2018). Editore Roxley e localizzazione italiana
a cura di Ghenos Games (1-4 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario
90 minuti, indipendente dalla lingua).

Riedizione del già noto Brass del 2007 (poi divenuto Brass: Lancashire),
Brass: Birmingham è riuscito nella difficile impresa di mettere d’accordo un
po’ tutti, affermandosi non solo come un gioco migliore del suo predecessore,
ma addirittura a tal punto da guadagnarsi i piani alti(ssimi) della classifica
di BGG. Seppur non annoverabile tra i giochi più eleganti del panorama ludico,
con poche regole e soprattutto con un albero di scelte-conseguenze tutto
sommato ridotto, riesce a restituire una profondità davvero incredibile.
Peculiare la sua fortissima interazione indiretta che, a tratti, può
trasformarsi in diretta, con sottili bastardate sempre a portata di mano.
Esistono ben due versioni per il gioco in solitario degne di nota: il George
Stephenson di miktay811 e il Mautoma di Mauro Gibertoni.
Qui una recensione più completa (comprese le differenze tra i due
automi).

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9. This War of Mine, ideato da Michal Oracz e Jakub Wisniewski
(2017). Editore Awaken Realms e localizzazione italiana a cura di Pendragon
Game Studio (1-6 giocatori, età 18+, tempo a partita in solitario 90 minuti,
dipendente dalla lingua).

Adattamento da tavolo dell’omonimo, celebre videogioco sviluppato da “11
bit studios” nel 2014 e storicamente basato sull’assedio di Sarajevo, durante
la guerra in Bosnia ed Erzegovina del 1992-1995, in This War of Mine
impersonerete un gruppo di civili, ciascuno con la propria vita alle spalle e
le proprie peculiarità, ritrovatisi per caso a dover condividere lo stesso
“tetto”, nonché un unico disperato obiettivo: la sopravvivenza. Una storia,
un’esperienza, una simulazione di una situazione drammatica e realistica allo
stesso tempo. In una parola: ambientazione. Narrativo american perfetto per
essere giocato in solitario, consentendo un livello di immersione pari a
quello che si può percepire leggendo un bel libro.
Qui una recensione più completa.

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8. Mage Knight Ultimate Edition, ideato da Vlaada Chvátil
(2018). Editore WizKids e localizzazione italiana a cura di Giochi Uniti
(1-5 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario 120-150 minuti,
parzialmente dipendente dalla lingua).
Riedizione del famosissimo gioco Mage Knight Board Game del 2011, raccoglie
al suo interno il gioco base e le tre espansioni uscite negli anni (La
Legione Perduta
, Krang e Le Ombre di Tezla), oltre ad alcune
carte promo (5) appositamente create per questa edizione. Parliamo di uno
dei solitari più famosi, discussi, apprezzati e osannati di tutti i tempi,
che basa il suo enorme successo su meccaniche di deck-building,
esplorazione, crescita del personaggio e combattimenti (molto matematici).
Re indiscusso di molte classifiche, è in realtà un german travestito da
american estremamente complesso e unico. Capolavoro di genere, è un
gioco capace di lasciare il segno per originalità e profondità, dalla
longevità praticamente infinita, anche se con un target assolutamente di
nicchia.
Qui una recensione più completa.

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7. La Festa per Odino, ideato da Uwe Rosenberg (2016). Editore
Feuerland Spiele e Z-Man Games Inc. e localizzazione italiana a cura di
Cranio Creations (1-4 giocatori, età 12+, tempo a partita in solitario
90-120 minuti, parzialmente dipendente dalla lingua).

Gioco di piazzamento lavoratori, piazzamento tessere e
gestione/trasformazione risorse che nasce letteralmente dall’unione di 3 dei
migliori giochi mai pubblicati dal celebre Rosenberg: Agricola, Patchwork e
Le Havre. L’autore prende il meglio dei tre giochi e lo combina
sapientemente con (inaspettato) successo, creando un cinghiale indubbiamente
più complesso, ma molto strategico, stretto e a tratti punitivo (più di
quanto si possa pensare viste le 60+ azioni disponibili). Il solitario è
tradizionale (sfida te stesso e fai più punti possibili), ma di grande
soddisfazione, vista la complessità e la difficoltà nel perseguire in maniera
efficace la propria strategia. Il sapore di cinghiale è molto forte… però se
siete dei fan di Uwe qui troverete forse il suo miglior solitario.
Qui una recensione più completa.

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6. Progetto Gaia, ideato da Jens Drögemüller e Helge
Ostertag (2017). Editore Feuerland Spiele e localizzazione italiana a cura
di Cranio Creations (1-4 giocatori, età 12+, tempo a partita in solitario
90-120 minuti, indipendente dalla lingua).

Seguito spirituale di Terra Mystica, cinghiale di peso massimo, Progetto
Gaia
è riuscito in poco tempo a superare il suo maestro e a scalare la
classifica di BGG fino alla vetta, grazie alla sua fluidità e alle
chirurgiche, ma efficaci, integrazioni e aggiunte, che sono state introdotte
in uno dei gameplay più famosi e apprezzati del panorama ludico. Un sistema
automa simile a quello di Scythe (studiato sempre da Automa Factory),
condito da ben 7 fazioni automa, ciascuna caratterizzata da specifiche azioni
e bonus, rendono questo solitario un capolavoro di varietà, longevità e
complessità (attenzione al regolamento non di facile digestione).
Qui una recensione più completa.

Qui il link a Egyp.


5. Newton, ideato da Nestore Mangone e Simone Luciani (2018).
Editore Cranio Creations (1-4 giocatori, età 14+, tempo a partita in
solitario 45-60 minuti, indipendente dalla lingua).

Newton è un gioco per cervelli da corsa, ovvero uno splendido rompicapo in
un tempo contenuto. Un pizzico di innovazione misto a sapori più classici
fanno di questo italianissimo german un gioco solido, bilanciato e
squisitamente strategico. La cornice della scienza è gradevole quanto
evanescente, ma per i fanatici del genere sono sicuro che questo non
rappresenterà un grosso problema. Importantissima è la lettura del setup
iniziale e la pianificazione, per risultare ottimale, deve essere fatta fin
dall’inizio del round su tutti e 5 i turni da svolgere. Solitario rapido sia
nel setup che nello svolgimento, con obiettivo il raggiungimento del
punteggio più alto (provate a battere il mio 126!); niente di originale
quindi, ma, data la natura solitaristica del titolo in generale (interazione
ai minimi termini), risulta essere forse la modalità migliore per apprezzare
il gioco.
Qui una recensione più completa.

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4. Kepler-3042, ideato da Simone Cerruti Sola (2016). Editore
Placentia Games (1-4 giocatori, età 14+, tempo a partita in solitario 60-90
minuti, parzialmente dipendente dalla lingua).

Gioco italianissimo (autore, editore e disegnatore) di esplorazione,
colonizzazione e sfruttamento/gestione risorse. Ambientazione spaziale molto
curata, per un 3X (la parte mancante è quella bellica) strettissimo, quasi
claustrofobico, dove la famosa coperta corta diventa un fazzoletto. La
modalità solitario è forse la migliore mai concepita in un gioco german: 5
campagne a difficoltà crescente, ciascuna costituita da 4 partite/missioni
con obiettivi specifici e concatenate tra loro. Scegliere ogni turno
l’azione ottimale, gestire il limitato numero di risorse (17, non una di
più), decidere quando sacrificarne una per potenziare l’azione, capire quale
strategia è la migliore per il raggiungimento dell’obiettivo: tutti elementi
che fanno di Kepler-3042 un vero brucia cervelli estremamente sfidante e
appagante.
Qui una recensione più completa.

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3. Terraforming Mars, ideato da Jacob Fryxelius (2016). Editore
FryxGames e localizzazione italiana a cura di Ghenos Games (1-5 giocatori,
età 12+, tempo a partita in solitario 60-90 minuti, dipendente dalla
lingua).

Uno dei migliori titoli usciti nel 2016 (annata d’oro!), gioco card-driven
dalle meccaniche classiche, quasi scontate (“gioca carta, produci risorse,
gioca carta, fai combo, prendi punti”), che in pochissimo tempo è riuscito a
scalare la classifica BGG. Solitario senza automa, ma che ripropone
perfettamente il flavour del gioco, mantenendo comunque un buon livello di
sfida: terraformare il pianeta in 14 turni cercando di ottenere il maggior
punteggio possibile. Materiali che sono diventati “l’esempio da non
seguire”, grafica discutibile, meccaniche non innovative… eppure
Terraforming Mars si è affermato come uno dei migliori giochi di sempre.
Quando è così vuol dire che c’è davvero tanta stoffa. Provare per
credere!
Qui una recensione più completa.

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2. Spirit Island, ideato da R. Eric Reuss (2017). Editore Greater
Than Games e localizzazione italiana a cura di Ghenos Games (1-4 giocatori,
età 13+, tempo a partita in solitario 60 minuti, dipendente dalla
lingua).

Eurogame collaborativo (senza alpha player!) profondo e complesso, dotato di
un’ambientazione particolare e accattivante, basato su meccaniche di
gestione mano e interazione diretta su mappa. Longevità praticamente
infinita grazie a un sistema di difficoltà crescente, che lega tipologia
degli invasori, scenari e regole aggiuntive. Come ogni buon collaborativo,
si presta particolarmente bene al solitario, riuscendo a offrire un
ventaglio di possibilità e modalità di gioco davvero notevole, per
un’esperienza impegnativa, ma estremamente appagante e varia. In pochi anni è
diventato uno dei punti di riferimento dei giochi collaborativi,
conquistando il cuore di solitaristi e giocatori euro di tutto il mondo.
Qui una recensione più completa.

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1. Scythe, ideato da Jamey Stegmaier (2016). Editore Stonemaier
Games e localizzazione italiana a cura di Ghenos Games (1-5 giocatori, età
14+, tempo a partita in solitario 90 minuti, dipendente dalla lingua).
Scythe, oltre a essere un ottimo mix di tante buone idee (alcune originali,
altre magari meno), ha una fluidità e una rapidità davvero ineguagliate. Un 4X
(esplora-espandi-sfrutta risorse-stermina) che mescola in maniera sapiente
tutti i quattro aspetti e li condensa in partite, con o senza automa, di
durata media 90 minuti. Il suo solitario è stato uno dei pionieri della
modalità automa intesa come IA interattiva e a tutt’oggi è un punto di
riferimento del genere (così come i suoi creatori, Automa Factory). L’automa
infatti non si limita, come accade nel 99% dei giochi euro, ad accumulare
punti, magari intralciando qualche vostra decisione e diventando un semplice
traguardo da sorpassare a fine gioco; in un certo senso è adattivo, si muove
in conseguenza dei vostri movimenti, si espande, conquista e, soprattutto, è
molto aggressivo. Un’esperienza di gioco in solitario complessa, profonda e
unica.
Qui una recensione più completa.

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– TOC TOC!
– Chi è?
– Sono la scimmia!
– E cosa
vuoi?
– I tuoi soldiiiiiii!!!!!!!

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