Scritto investigando
LucaCiglione
The Wall è una serie composta da tre differenti casi investigativi. Il sistema di gioco è ideato da Remo Conzadori e Christian Giove mentre le illustrazioni sono di Roman Roland Kuteynikov e Davide Corsi. Edito da GateOnGames ogni partita ha durata dichiarata di 45 minuti e si può giocare da 1 a 6 giocatori di almeno 16 anni.
“La polizia è chiamata ad indagare su alcuni casi misteriosi: si tratta veramente di suicidio? Chi si trovava sulla scena del crimine prima dell’arrivo dei soccorsi? Quali indizi in più possono fornire le indagini di laboratorio? È il momento di scoprirlo!“
COSA TROVO NELLA SCATOLA
GateOnGames prosegue nella sua linea di giochi estremamente portabili da giocare ovunque. In questa piccola scatolina troveremo infatti semplicemente 27 carte e un decoder.

COME SI GIOCA
Siamo di fronte ad un classico investigativo, dovremo quindi leggere l’introduzione e poi cominciare ad effettuare le nostre indagini, fino ad arrivare alla fine della partita nella quale saremo chiamati a rispondere ad alcune domande cui corrisponderà un determinato punteggio ma soprattutto dovremo aver capito le dinamiche del caso e svelato il colpevole.
Le meccaniche alla base della classica investigazione sono un po’ diverse dagli altri giochi in commercio.
Il gioco è suddiviso in diverse fasi, nelle quali avremo a che fare con tre diversi tipi di carte. In ogni fase dovremo scegliere un sottoinsieme di quelle disponibili e metterle “On the Wall” sul nostro muro virtuale dove potremo sempre riguardarle e riosservarle fronte retro. Le carte escluse saranno consultabili invece solo sul lato visibile.
Ecco nel dettaglio i tre tipi di carte con cui avremo a che fare:
- Carte Luogo: rappresentano i luoghi chiave delle indagini. Sul fronte abbiamo il nastro della polizia e sul retro la rappresentazione fisica delle location. Queste carte servono principalmente per cercare oggetti nascosti e particolari che supportino le nostra tesi.
- Carte Oggetto: sul fronte si vede l’oggetto, sul retro sono riportati i dettagli.
- Carte Personaggio: sul fronte abbiamo l’immagine dei coinvolti nel caso, sul retro una serie di domande che potremo fargli. Le risposte alle domande sono criptate e servirà il decoder per leggerle
Una cosa da notare è che anche il fronte delle carte potrebbe avere delle informazioni importanti. Ad esempio un personaggio, invento, potrebbe mostrare una ferita ad una mano. Non ci servirebbe interrogarlo per notarla.
Il gioco ci guida nelle tre diverse fasi in modo ben scandito, prima osserveremo i luoghi, poi gli oggetti ed infine passeremo agli interrogatori.
Alla fine daremo la soluzione, rispondendo alle domande e potremo valutare la riuscita dell’indagine grazie ad un sistema di punteggio.

OPINIONI
Un altro investigativo rapido ce n’era bisogno? Beh direi di sì, non ci sono mai troppi investigativi sul mercato e inoltre, The Wall, ha le carte in regola per poter dire la sua in un settore con davvero molta concorrenza.
Come sempre, le dinamiche generate al tavolo dalla conversazione tra i giocatori e le discussioni per arrivare alle scelte da compiere rappresenteranno il cuore del gioco, tuttavia, in The Wall le meccaniche aiutano moltissimo a calarsi nella parte ed in un certo senso a guidarci nelle indagini.
Se in molti altri competitor il scegliere indizi piuttosto che altri, penso a Sherlock o anche a Decktective è inizialmente un po’ casuale, frutto della sensibilità dei singoli giocatori e non giustificato dalla narrazione (se il Detective sa le cose perché dovrebbe scartarle?) qui tutto è giustificato come se fossimo davvero in una scena del crimine.
Non abbiamo tempo di guardare tutto, dobbiamo prendere delle decisioni. Prima faremo dei sopralluoghi, dove? Poi esamineremo degli oggetti. Quali? e Infine decideremo chi interrogare e cosa chiedere.
Il gioco ci dice da subito che alcune rinunce dovranno essere fatte per mancanza di tempo, starà a noi tessere un indagine solida che si basi fin dalla prima carta su una precisa idea (modificabile poi in corso d’opera come in ogni indagine che si rispetti). Anche il fatto che le carte non scelte, possano comunque avere indizi sul fronte è molto in game, è molto realistico e plausibile ad esempio, che pur non interrogando una certa persona potremmo comunque aver notato che ha i capelli biondi e servircene nelle ricerche.
In Sintesi
In The Wall, per farla breve, si ha davvero la sensazione di stare facendo un’indagine sulla quale si ha un certo controllo e il gioco ci guida nelle varie fasi passo passo lasciandoci però in ogni momento la possibilità di guardare la bacheca, fare le nostre deduzioni e ricominciare ad indagare.
Il caso che ho giocato, Delitto sotto i riflettori, ha un intreccio assolutamente logico e i vari dettagli non sono sulle singole carte ma disseminati in vari punti cosicché non sarà mai la scelta sbagliata di una carta a non farci risolvere il caso. Colpo d’occhio, ragionamento e deduzione saranno tutte in egual modo coinvolte durante la risoluzione del caso.
La Rigiocabilità
Il gioco come molti investigativi una volta risolto non è giocabile una seconda volta dalle stesse persone, in quanto conosceremo già la soluzione. Da notare, in ogni caso, che nessun elemento viene in alcun modo modificato o rovinato e, di fatto, terminato di giocare non ci sarà differenza tra la vostra copia ed una nuova.

A CHI E’ RIVOLTO
Il gioco pur essendo molto logico ha una buona difficoltà, per essere chiari, non basta girare le carte giuste ma sarà comunque necessario un lavoro di cucitura e deduzione.
Poiché si parla di omicidi verosimili, anche nella rappresentazione visuale, il gioco segnala sedici anni come età minima. A seconda della vostra sensibilità potete assolutamente anticipare, non sono le meccaniche o la difficoltà ad aver posto questo limite.
I CASI
In The Wall abbiamo tre casi, con meccaniche uguali ma diversa ambientazione:
- Fatal error: una giovane programmatrice di computer viene trovata morta nella sua stessa casa. Sulla scena del crimine ci sono pochi indizi e i sospettati nascondono qualcosa.
- Omicidio sulla 168^ strada: uno studente delle superiori, promettente giocatore di basket e molto popolare, viene trovato morto lungo la strada che ogni giorno lo portava dal campo, dove si allenava la mattina presto, a scuola. Abitava in un quartiere povero, ma tutto fa pensare che non si tratti di una semplice rapina.
- Delitto sotto i Riflettori: un famoso attore muore sul set del suo ultimo film a causa di un proiettile vero, caricato in una pistola che doveva sparare a salve, mentre girava l’ultima scena. Come è successo? Nel mondo dello spettacolo niente è come sembra e tutti hanno qualcosa da nascondere.
IN QUANTI CI GIOCO
The Wall dà il meglio di sé quando al tavolo si genera una discussione e le varie teorie vengono esposte in un contraddittorio teso a trovare la soluzione più plausibile. Per questi motivi, è la dinamica che si crea tra i partecipanti il vero punto di forza del gioco, tuttavia, grazie al fatto che si è guidati dal gioco in vari step, anche la partita in solitario, in questo caso, può essere affrontata in maniera soddisfacente.
La durata, proprio per questi motivi, risente relativamente del player count e rimane, tutto sommato stabile sui 45 minuti dichiarati.
THE WALL VS MINI CRIMES
Essendo usciti entrambi a Lucca a marchio GateOnGames, portando entrambi la firma tra gli altri di Remo Conzadori ed essendo entrambi investigativi credo sia naturale paragonare questi due prodotti.
Se dovessi consigliarne uno solo, la mia scelta ricadrebbe su The Wall: preferisco decisamente quando il gioco mi guida, mi mette davanti a step ben precisi e di fatto, non mi lascia solo.
Mini Crimes, infatti, lascia molto ai giocatori la decisione su quanto possa durare la partita, puntando tutto sulla dinamica che si innesca al tavolo e la discussione conseguente. Per risolvere un caso con assoluta certezza sarà necessario ragionare molto, scegliere le carte dopo averle a lungo valutate altrimenti si rischia una clamorosa debacle.
In the Wall questo aspetto è ovviamente sempre presente ma avere i vari step, con scelte più limitate in ognuno di essi, è in qualche modo più rassicurante togliendo in un certo senso al giocatore la responsabilità del suo procedere o meno rapidamente.
Non vorrei però essere frainteso, il fatto che la meccanica guidi il giocatore non è affatto indice di minore difficoltà, anzi direi che da questo punto di vista, probabilmente, The Wall ha un livello di sfida paragonabile se non più alto.
Anche la durata dei casi è paragonabile ma sicuramente Mini Crimes richiede ancora meno spazio per essere giocato.
In conclusione suggerirei Mini Crimes a chi cerca un gioco intavolabile davvero ovunque e cerca temi tutto sommato meno verosimili con grafiche cartoon. The Wall, invece è più indicato per chi vuole davvero sentirsi coinvolto in un’indagine di polizia realiatica con tutti gli step che questa comporta.
CONCLUSIONI
The Wall è un investigativo che mi è piaciuto, ha una buona resa in termini di scambi tra i giocatori e a differenza di altri titoli in commercio, riesce davvero a farci sentire parte di una vera e propria indagine di polizia nonostante la semplicità dei materiali, che sono semplici carte e la durata contenuta.
Il punto forte di The Wall, infatti, è proprio la sua verosimiglianza con la realtà che si rispecchai anche nelle meccaniche e nell’approccio che avremo alle investigazioni.
Ringraziamo GateOnGames per la copia review
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