[TOP 5] I migliori giochi di “Gestione Dadi”

Benvenuti ad un nuovo appuntamento con le nostre Top 5. Oggi torno ad affrontare una classifica di giochi legati ad una specifica meccanica: la gestione dadi. Si tratta di una meccanica che sfrutta in maniera nuova e particolare una delle componenti classiche dei giochi da tavolo: ovvero i dadi. É una meccanica relativamente nuova ma che ha portato sui nostri tavoli giochi molto interessanti dal punto di vista tattico e strategico e tra gli autori che hanno saputo esaltare questo tipo di meccanismo troviamo alcuni tra i più affermati designer italiani: Andrea Chiarvesio, Daniele Tascini e Simone Luciani. Prima di svelare quali sono secondo me i migliori giochi di gestione dadi vediamo brevemente in cosa consiste questa meccanica.

La meccanica della gestione dei dadi

L’utilizzo classico dei dadi nei giochi da tavolo, consiste nel lanciarli e registrare il risultato determinato dal numero che compare nella faccia superiore. Il risultato può portare al successo o al fallimento di una certa azione scelta dal giocatore o determina, come nel caso del classico Monopoly, di quante caselle avanza il mio segnalino.

É evidente come questo utilizzo sia strettamente dipendente dalla fortuna (so che state pensando alle 24 armate che avete perso nel cercare di conquistare la Kamchatka continuando a realizzare punteggi più bassi del vostro avversario che si difendeva con soli 2 dadi) e benché questo a volte possa generare tensione e grandi colpi di scena al tavolo, non sempre è tollerato e tollerabile.

La gestione dadi, cerca di svincolare il risultato del lancio dalla dipendenza della “dea culona” (citazione del nostro Fabio P.) utilizzando il risultato non come semplice valore numerico (per cui un 5 è sempre meglio di un 3) per cui il risultato del lancio determina soltanto una diverso ventaglio di scelte possibili: ad esempio se esce un 1 posso costruire un nuovo edificio, se esce il 6 posso raccogliere le risorse che produco e spostarle nella mia riserva.

Prima di passare ai migliori titoli che sfruttano la meccanica della gestione dadi vi lascio il link ad un vecchio articolo presente sul nostro sito per approfondire l’argomento e vi ricordo che in questa classifica non c’è nessuna oggettività nella scelta dei titoli, ma che si tratta della mia personale top 5 dei giochi di gestione dadi che ho provato.

Se secondo voi, ho tralasciato un titolo che merita di stare in questa classifica, segnalatelo nei commenti magari motivando perché secondo voi, sarebbe stato giusto includerlo nell’elenco dei migliori titoli di gestione dadi.

Quinta posizione • Coimbra • F. Brasini, V. Gigli • 2018 • 2-4 giocatori • 60-90 min • 14+

Coimbra

Nonostante necessiti di una partita per poter assimilare tutti i meccanismi, Coimbra risulta piuttosto lineare a una volta familiarizzato con l’iconografia è piuttosto intuitivo..

Per quanto riguarda la meccanica di gestione dei dadi, questi vengono lanciati all’inizio di ogni turno da uno dei giocatori e da quel momento si esegue una sorta di draft in cui chi prende il dado con il risultato più alto potrà scegliere per primo l’azione da svolgere, ma pagando un prezzo più alto. Inoltre il colore del dado scelto determinerà anche le rendite di fine turno.

C’è una continua interazione tra i giocatori anche se indiretta e oltre ai dadi ci sono le carte che possono indirizzare la strategia, rendendo ogni partita diversa nel suo sviluppo. Le vie per accumulare punti sono tantissime perché oltre alle carte, già menzionate, ci sono quattro track su cui dovrete progredire.

Mi piace perché costringe i giocatori a stare sempre sul pezzo senza per questo bruciare le loro sinapsi, perché se si sbaglia c’è modo di recuperare (ma attenzione che perseverare è diabolico) anche se l’insalatona di punti finale è un po’ spiazzante e soprattutto alle prime esperienze, risulta di difficile interpretazione.

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Quarta posizione • Pulsar 2849 • Vladimir Suchy • 2-4 giocatori • 2017 • 60-90 min • 14+

Pulsar 2849

Dovrebbe essere nuovamente disponibile, da qualche giorno, la ristampa in italiano di questo titolo a cura di Cranio Creations che ha come meccanica principale il draft di dadi (due a testa, almeno inizialmente) che daranno diritto a svolgere azioni corrispondenti al valore o alla posizione in cui vengono piazzati.

Pulsar 2849 si fa notare al tavolo per il grande tabellone rotondo e per i numerosi e colorati componenti di gioco. L’interazione tra i contendenti seduti al tavolo si sente sia nel draft dei dati, ma anche nella costruzione di una rete e del conseguente motore produttivo.

Di questo titolo apprezzo lo sforzo di ambientazione delle regole al contesto (si tratta pur sempre di un gestionale) e un regolamento tutto sommato semplice rispetto ad altri titoli dello stesso peso specifico. Come per Coimbra il conteggio finale dei punti non è dei più lineari, ma la durata abbastanza contenuta per la categoria ne fanno un gioco a cui vi consiglio di dare più di una possibilità: vi saprà stupire.

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Terza posizione • Marco Polo II: Agli Ordini del Khan • S. Luciani D. Tascini • 2019 • 2-4 giocatori • 60-120 min • 12+

Marco Polo II: Agli Ordini del Khan

Marco Polo II: Agli Ordini del Khan è una reimplementazione del gioco Sulle Tracce di Marco Polo degli stessi autori uscito quattro anni prima, che sistema alcune criticità del titolo originale.

A differenza dei precedenti due titoli di questa classifica, in cui si utilizza un pool di dadi comune a tutti i giocatori in questo gioco ognuno lancia i propri e il risultato avrà comunque un certo peso, nel senso che ottenere punteggi elevati ci consentirà di svolgere azioni maggiormente propizie.

C’è chi preferisce la prima implementazione di questo capolavoro del duo Tascini – Luciani, motivando la scelta col fatto che è maggiormente punitivo e molto stretto. Personalmente preferisco il secondo capitolo proprio per un maggiore ventaglio di possibilità e per premiare maggiormente l’aspetto dei viaggi che nel primo capitolo poteva essere lasciato in secondo piano.

Ritengo Marco Polo II: Agli Ordini del Khan un gioco molto ricco e vario, profondo e altamente rigiocabile e soprattutto appagante come pochi. Da avere assolutamente in collezione!

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Seconda posizione • I Castelli della Borgogna • Stefan Feld • 2011 • 2-4 giocatori • 45-90 min • 12+

I Castelli della Borgogna

Se questo titolo è ormai fisso nella top 20 di BGG un motivo ci deve essere. Matte lo ha definito non a caso “capolavoro” nella sua Top 5 dedicata a Stefan Feld ed in effetti questo gioco è una delle pietre miliari dei giochi da tavolo moderni ed in particolare di quei titoli basati sulla meccanica della gestione dadi.

Qui ogni giocatore lancia due dadi ed in base al loro risultato potrà svolgere una delle quattro azioni base possibili. Certo ci sono molte altre meccaniche (come il piazzamento tessere, o il set collection) amalgamate alla grande che consentono a questo titolo di spiccare rispetto a tanti altri concorrenti. L’acume tattico dei giocatori fa tanta differenza ed infatti difficilmente un novizio potrà avere la meglio su un giocatore esperto.

L’anno prossimo uscirà un’edizione speciale del gioco (grazie ad una campagna su Gamefound) con componenti extra lusso che andranno a sostituire il legno e il cartone della versione originale. In effetti i componenti e la grafica di questo titolo hanno fatto sempre storcere il naso anche ai fan più sfegatati di Feld, ma questo non fa che esaltare la bontà de I Castelli della Borgogna.

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Prima posizione • Teotihuacan: la Città degli Dei • Daniele Tascini • 2018 • 1-4 giocatori • 90-120 min • 14+

Teotihuacan: la Città degli Dei

Al primo posto della Top 5 dei giochi a base di gestione dadi troviamo un altro titolo a firma di Daniele Tascini: Teotihuacan: la Città degli Dei, un titolo che ho imparato ad apprezzare con il tempo .

In questo titolo i dadi rappresentano dei lavoratori che si sposteranno in senso orario lungo un tracciato che si snoda lungo il tabellone fermandosi sulle caselle per svolgere l’azione in esse rappresentate. Il vero twist del gioco è che dopo aver svolto l’azione, il nostro dado-lavoratore invecchierà ovvero il suo valore aumenterà di un’unità fino a quando raggiungerà il 6 per poi ascendere consentendo al giocatore di scegliere un bonus tra quelli disponibili.

Anche questo titolo in realtà ha diverse meccaniche che lo rendono un gioiello del game design, ma la gestione dei dadi la fa da padrone, infatti c’è da considerare che il loro valore determina anche la forza dell’azione che andremo ad intraprendere e se non bastasse la loro gestione può determinare anche la durata della partita.

Secondo il mio parere, in Teotihuacan la meccanica della gestione dadi è stata sfruttata in maniera eccellente rendendola centrale sotto diversi aspetti e facendovi dimenticare che normalmente quei poliedri a sei facce di solito vengono anche tirati.

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Tra i giochi che potevano far parte di questa classifica vi segnalo che non ho mai giocato a Troyes e Kingsburg e quindi pur essendo tra i primi titoli ad aver utilizzato questa meccanica in maniera superba non ho potuto inserirli in Top 5.

Se non siete d’accordo con le posizioni assegnate, o se pensate che ci siano titoli che dovevano essere in questa TOP 5 dei migliori giochi di gestione dadi, potete segnalarlo nei commenti dando la vostra motivazione e non scordate di ascoltare la puntata del nostro podcast in cui approfondiamo proprio i giochi che utilizzano questa meccanica..

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