Insert Coin to Play, chi negli anni Ottanta non ha letto questa scritta al bar o nelle sale giochi, quando il soldino ci serviva per cercare di migliorare i record registrati sul videogioco o per sfidare gli amici a chi avrebbe saputo fare meglio (Street Fighter sei ancora un complesso, perdevo sempre! Con chiunque!). Insert Coin to Play è proprio il titolo del gioco che vi presentiamo oggi, appartiene alla Blue Collection di Little Rocket Games (trilogia che comprende anche i titoli One Card Dungeon e Cyberdoom Tower di cui troverete in futuro le recensioni). Il gioco è un flip&write in cui sul nostro Game Pad dovremo riempire delle pixellose forme in maniera ottimale. Il gioco è opera del trio Giampaolo Razzino (patron della Little Rocket Games di cui qui trovate una interessante storia), Marco Salogni e Zemilio (già autore di Kingdom Candy Monster) con le illustrazioni ad opera dello stesso Marco Salogni. Gioco per due – otto giocatori, con la durata di 20 minuti circa. Se siete pronti a riempire pixellosi quadrati potete continuare a leggere questa recensione.

I Materiali
La scatola di Insert Coin to Play contiene:
- un blocchetto di fogli Game Pad;
- trentadue carte Forme;
- due carte Game Over;
- una tessera di riepilogo;
- sei matite (Ikea style).
Normalmente non sono i materiali ad attirare l’occhio nei giochi con questa meccanica, anche se Insert Coin to Play ci lascia, comunque, due spunti interessanti: per primo il fatto che si è deciso di ricreare questa grafica particolare e soprattutto l’idea che il gioco appartiene alla Blue Collection, che in un qualche modo vuol ricordare le cartucce delle consolle degli anni Ottanta.
Qui trovate l’unboxing dei tre giochi.
Il gioco … ovvero eccovi le regole
Il gioco si divide, sostanzialmente in due fasi differenti la prima è quella del Draft delle carte e preparazione del proprio GamePad, mentre nella seconda si dà il via al gioco vero e proprio con il Flip&Write.
Draftate le carte si disegnano le forme pixellate nei tre spazi Livello del Game Pad.
In ogni turno si gira la prima carta del mazzo cosicché tutti i giocatori la possano vedere; nella carta bisogna guardare i due schemi di pixel disegnati negli angoli in basso ed ogni giocatore può scegliere uno dei due schemi pixel disegnati; sceltone uno il giocatore lo usa per colorare lo stesso schema dentro una delle forme nel proprio Game Pad. Lo schema dei pixel da disegnare nel proprio Game Pad può essere ruotato o ribaltato a specchio, ma, ovviamente, deve sempre rispettare la sua forma originale. Nella fase si riempimento i quadratini colorati non devono mai fuoriuscire dai contorni della Forma nella quale si disegnano e possono essere disegnati in un’unica forma.
Il giocatore può rinunciare a disegnare la forma perdendo un punto vita e potendo mettere un solo quadratino dove questi preferisce.

La strada per la vittoria
Nel mazzo ci sono due Carte Game Over, che supereremo o avendo completato le figure da disegnare (rispettivamente una e due) oppure spendendo la nostra moneta. Quando un giocatore ha completato le tre forme si termina il gioco e si parte con il conteggio dei punti: ogni forma ha il suo punteggio, ma chi non ha completato qualche forma deve sottrarre un punto per ogni pixel non colorato. Poi si aggiungono tre punti per ogni moneta avanzata e 1 punto per ogni vita (cuore) non usata. Chi ha fatto più punti sarà decretato vincitore. Ci sono poi altre regole accessorie, ma, sostanzialmente, questo è il flusso del gioco.

La firma di Davide … ovvero cosa si potrebbe imparare in questo gioco
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare il valore educativo del giocare e che non bisogna “mai giocare ai videogame con i ragazzini, a meno che ti piaccia essere umiliato”, da Arthur Bloch con la Prima legge di Murphy sui videogiochi.
Ecco quindi in elenco le cose che si possono imparare giocando a Insert Coin to Play:
- a conoscere il draft anche giocando a un flip&write;
- a provare a pensare in modo astratto prima di disegnare la forma che può essere cambiata in vari modi;
- a fare scelte sub-ottimali o negative, in funzione del prosieguo del gioco;
- una volta i videogiochi avevano una grafica pixellosamente bella ed orrenda allo stesso tempo.

Considerazioni Personali / Impressioni
Al contrario del capo Pinco non amo particolarmente i giochi faiqualcosa & write; quindi li provo quando c’è un motivo particolare per provarli; in questo caso il motivo è che il gioco fa parte di una trilogia di giochi che si rifanno, in qualche modo, agli anni ’80 e la cui grafica pixellosa è per me un’attrazione assoluta … e poi ci sono anche One Card Dungeon (sono cresciuto con Heroquest e Starquest!!!) e Cyerdoom Tower (sempre alla ricerca di giochi belli per due giocatori).
Ma tornando sul gioco di oggi iniziamo con le riflessioni partendo dalla piccola ‘Fase di Draft’ che aggiunge un pizzico di pepe al gioco, ma che potrebbe anche portare alcuni giocatori ad iniziare con una marcia in più rispetto altri. Ci sono, infatti, piccole combo tra gli effetti delle carte e se si è così bravi e fortunati da avere proprio la combo giusta è indubbio il piccolo vantaggio rispetto ai compagni di gioco; sicuro non è facile che si realizzino le condizioni ottimali, ma nel caso ….

Polimini, Pixel ed effetti speciali
Le forme, una volta completate, come ho già scritto, hanno anche dei piccoli effetti, che spesso ci anno aggiungere dei pixel ai nostri Game Pad, ecco forse gli effetti non sono bilanciatissimi, anche in relazione al valore della carta, ma non è una cosa che pesa molto nell’economia del gioco.
La parte più interessante del gioco è quella della scelta sul dove piazzare una tra le due forme indicate dalla carta del turno. Le forme possono essere girate come meglio si crede nello spazio, quindi ci vorrà anche un pizzico di astrazione per poter immaginare il pezzo che ruota in tutti i modi possibili; quando si deve piazzare il pezzo lo si deve piazzare completamente, ci sarà quindi un piccolo sforzo alla Tetris per piazzare nel modo migliore i polimini con cui ci stiamo confrontando.
Per chi ha una passione smodata per gli anni ’80 e per i pixel, beh sicuramente l’impatto visivo c’è e, in generale, tutta la grafica di Insert Coin to Play è molto funzionale alle meccaniche di gioco e questo è l’aspetto che, personalmente, ho maggiormente apprezzato.

Postabilita. Scalabilità. Costo e tanti altri piccoli parametri per valutare il gioco
Come la maggior parte dei faiqualcose&write la scalabilità è assoluta, e non c’è nessun differenza a giocare da soli oppure a in otto e per lo stesso motivo, l’interazione è pressoché nulla, solo qualche piccolo effetto ha un riscontro anche sui compagni di gioco, ma nel complesso non si sente per nulla il fatto di essere in più giocatori seduti al tavolo. La rigiocabilità è data dall’ordine di uscite dei polimini e dalle figure che ci sono sul nostro Game Pad, nel complesso, però il gioco è sempre simile a se stesso e mi sembra di poter dire che, anche in questo, è accumunato dalla tipologia di meccanica di gioco. L’originalità non è sicuro il suo punto forte, ma portabilità e costo davvero molto contenuto fanno di Insert Coin to Play un gioco su cui porre attenzione, se vi piacciono i flip&write e state per partire per le vacanze con lo spazio in valigia molto risicato. Se, invece, non siete amanti di questa meccanica, questo gioco non farà assolutamente nulla per farvi cambiare idea (e se vi piacciono i faiqualcosa&write leggetevi la guida del nostro boss).
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Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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