Coney [recensione]

Scritto da Team Krampus Box.

Intro

Vi siete mai trovati ad un certo punto della vostra vita a dire “basta…mollo tutto e mi apro un allevamento di conigli”?

Se la risposta è sì, tanta stima per voi…in caso contrario questo articolo vi darà i primi rudimenti per poterlo fare.

I nostri amici della Little Rocket Games (di cui siamo oramai affezionati recensori e clienti) hanno portato alla luce un nuovo titolo tascabile dopo il grande successo di Hens (per chi se lo sia perso, qui il nostro articolo).

Questa volta prenderemo le redini di un allevamento di conigli con meccanica simile al suo predecessore ma con interessanti novità che lo rendono un titolo più “completo” (capirete perché di questo termine durante la recensione).

Oltre al farci una cultura sulle diverse tipologie di conigli, dovremo sistemarli nel nostro allevamento (griglia 3×3 di carte) seguendo determinate regole di posizionamento come per Hens. Inoltre, potremo venderli per ottenere ulteriori risorse o per massimizzare alcune caratteristiche.

Ovviamente l’obiettivo è sempre uno: competere con gli altri giocatori presenti al tavolo, ottenendo il miglior punteggio.

Vi aspettavate la copia esatta di Hens in termini di meccanica? Siete curiosi di capire di più sulla vendita dei vostri conigli? Partiamo senza indugi con la descrizione del gioco, della sua meccanica e delle nostre solite impressioni.

Coney – Prime Impressioni

Prima di tutto facciamo le presentazioni:

  • Abstract/Deck building
  • Durata della partita: 20 – 35 minuti
  • 1-4 giocatori
  • Distributore: Little Rocket Games
  • Autori: Giampaolo Razzino

La casa indipendente Little Rocket Games è già da diversi anni che ci delizia con titoli (localizzati o prodotti) che definiamo tascabili.

Giochi di peso medio/basso, accessibili a qualsiasi tipo di pubblico ma soprattutto di dimensioni così ridotte da essere agilmente sempre presenti nel nostro zaino durante una scampagnata o situazioni simili.

Abbiamo tessuto lodi di Hens, un gioco astratto di gestione carte dove (a turno) ogni giocatore piazza galline nel proprio pollaio fino a completarlo. Rapido, facile (gestione dei numeri sulle carte gallina) ed istruttivo: prima di Hens non avevamo minimamente idea della presenza di così tante specie di “gallina” (Team Padovana Power).

Quando si è aperta la campagna crowdfunding su Kickstarter di Coney ovviamente la nostra curiosità ha alzato le antenne. La prima domanda che ci siamo fatti è: sembra Hens con conigli, vogliamo davvero ottenere una copia di quel gioco?

La fiducia è stata ben ricompensata poiché il gioco si è poi rivelato diverso, più ampio ma soprattutto più completo di quello che possiamo definire il predecessore.

Questo perché Coney non è solo un piazzamento “animali” nella nostra solita griglia 3×3 seguendo determinate condizioni, ma decide di allungare le proprie vedute andando ad aggiungere gestione risorse e vendita dei propri conigli (si avete sentito bene, vendita dei conigli che avete nella griglia) per massimizzare prima della chiusura della partita il nostro allevamento.

Questo ovviamente comporta un passo in avanti nell’approccio al gioco, meno meccanico come poteva essere un Hens e molto più strategico.

La meccanica arricchita ha impatto anche sull’interazione: i giocatori dovranno sempre tenere d’occhio gli allevamenti degli altri per non rischiare di restare indietro o di chiudere la partita con un allevamento incompleto (la partita infatti non ha un minimo di round ma termina quando il primo giocatore completa la griglia 3×3).

Curiosi di scoprire i dettagli del regolamento? Partiamo!

Coney – Fondamenti

Coney, come già accennato, è studiato per essere accessibile a qualsiasi tipo di platea. Dunque, è semplice da intavolare, da spiegare e soprattutto da trasportare (quasi tascabile).

Partiamo subito da una breve panoramica di quello che troveremo nella scatola:

  • Regolamento.
  • Carte coniglio di diverse tipologie ma soprattutto uniche per caratteristiche: non avremo doppioni (circa 72).
  • Carte aiuto, come sempre presenti per un facile recap.
  • Segnalino primo giocatore.
  • Risorse in legno: Carote, Fieno e Pellet.
  • Segnapunti…no aspettate, non c’è il segna punti??!! (a dopo nei commenti).

Prepariamo infine il tavolo da gioco per la nostra prima partita a Coney:

  1. Mischiamo tutte le carte coniglio per formare il mazzo di pesca
  2. Dividiamo le tre tipologie di risorse (Carote, Pellet e Fieno) e distribuiamone una risorsa per tipo ad ogni giocatore
  3. Distribuzione carte: gli autori hanno optato per il sistema che oramai va per la maggiore: il draft. Ogni giocatore prende 5 carte, ne sceglie 1 e passa le restanti al giocatore alla propria sinistra fino ad avere in totale 4 carte (ognuno ne scarterà una alla fine).
  4. Come ultimo step scopriremo le prime tre carte del mazzo per formare il mercato visibile di conigli.
  5. L’ultimo giocatore che ha accarezzato un coniglio inizia e prende il segnalino. Il regolamento specifica che se nessuno ha accarezzato un adorabile coniglietto siete delle brutte persone (tirate un dado).

Il nostro obiettivo finale è costruire una griglia 3×3 con i nostri conigli ed essere l’allevatore più cool della vallata. Il primo giocatore che termina la griglia innesca il fine partita, concedendo un ultimo turno a tutti.

Questa condizione assieme alla gestione dei conigli (che potremo vendere) e le risorse (per comprarli) non solo aumenta la componente strategica ma anche l’interazione con gli altri allevatori al tavolo: sarà una vera e propria corsa, dovremo sempre stare attenti alle mosse altrui prima che sia “troppo tardi”.

Partendo dal primo giocatore e procedendo in senso orario, le azioni possibili sono 3 ed il giocatore di turno potrà sceglierne solo una. Vediamole nel dettaglio:

  • Rifornimento
  • Giocare una carta (piazzare un coniglio)
  • Sviluppare

Rifornimento

Se decidiamo di fare rifornimento, in primis potremo scegliere (se vogliamo) di scartare una o più carte dalla mano per poi rifornire la mano prendendo dal mazzo carte o dal mercato scoperto (le tre carte scoperte) fino a tornare a 4 carte.

Fatto ciò, possiamo decidere di “riservare” carte (a breve spiegheremo cosa vuol dire) per poi riprendere ulteriori carte, tornando sempre a 4 carte.

Terminata l’azione prenderemo due risorse qualsiasi a nostra scelta dalla riserva generale e riforniremo di nuovo il mercato di carte scoperte (3 carte) se avremo preso carte da li.

Facciamo subito una parentesi su cosa vuol dire “riservare” carte. Durante l’azione rifornimento come descritto potremo riservare fino ad un massimo di due carte. Queste verranno poi eventualmente giocate nell’azione giocare una carta, come se fossero carte in mano. Cosa c’è di positivo? Beh…non ingolfiamo la mano e ci permettono di pescare ulteriori carte (ricordate che ne dobbiamo avere 4 a fine azione). E di negativo? Ogni carta riservata e non giocata verà -2 punti a fine partita, semplice no?

Giocare una carta coniglio

Durante questa azione come prima cosa in assoluto ogni giocatore può vendere carte. A chi le vendiamo? Non ci è dato di saperlo, ma la riserva pagherà per noi il prezzo di vendita (specificato su ogni carta, quasi sempre inferiore a quello di acquisto ovviamente).

Vendere le carte non solo ci permette di ottenere risorse (per giocare altre carte) ma anche di liberare spazi. Questa è la grande diversificazione rispetto ad Hens: strategicamente potremo sempre decidere di mettere delle carte migliori al posto di quelle che ci erano capitate inizialmente. Certo…dovrete sempre rispettare le condizioni delle carte attorno a quella appena venduta (e non è banale).

Potremo giocare fino ad un massimo di due carte coniglio (dalla mano o da quelle riservate) pagando il prezzo indicato dalla carta. Ricordate che potrete sempre usare due risorse qualsiasi per convertirle nella risorsa di cui avete bisogno per l’acquisto.

Anche in Coney, se non sapete dove mettere le carte che avete in mano potrete sempre piazzarla con il suo dorso (la conigliera) al costo di due risorse random. La conigliera è un jolly e può accogliere ai suoi lati qualsiasi tipo di carta e condizione.

Le carte coniglio non hanno solo costi di acquisto e vendita ma anche altre caratteristiche ed effetti (istantanei o a fine partita), tutte spiegate nel dettaglio su ogni singola carta. Vendiamole:

  • Colore: identifica la tipologia di colore per la carta coniglio
  • Punti vittoria: scoring di fine partita dei conigli presenti nel nostro allevamento
  • Costo risorse: quanto dovremo pagare per piazzare la carta coniglio
  • Genere: di che sesso è il coniglio
  • Regole di posizionamento e vendita: le regole che dovremo seguire per posizionare il coniglio oltre al valore che otterremo se decideremo di vendere il coniglio.
  • Coupon: Poteri speciali che verranno giocati (a seconda della specifica) a fine partita, immediatamente o durante l’azione sviluppo.
  • Logo Store: Certificato di garanzia di uno specifico rivenditore di zona. Se a fine partita avremo da 3 a +5 loghi store sui nostri conigli faremo tanti punti come specificato dalla tabella (da 2 a 6 PV max). Gli store sono cumulabili, possiamo collezionare loghi anche di più store diversi.

Azione Sviluppo

Se scegliamo di effettuare lo sviluppo per prima cosa attiveremo tutti i coupon sulle nostre carte con la dicitura “durante lo sviluppo”, nell’ordine che preferiamo. In questa fase sfrutteremo tutti i coupon, compresi quelli che ci faranno mettere risorse sulle carte (per essere conteggiate come punti a fine partita). Ci ricorda un po’ Wingspan qui.

Come già detto, il primo giocatore che chiude la griglia 3×3 innesca la fine della partita. Tutti (compreso il giocatore che ha innescato la fine) compiono un ultimo turno e si passerà al conteggio dei punti:

  • Punti sulle carte coniglio
  • Punti per i coupon “a fine partita”
  • Punti per i loghi degli store che avremo collezionato
  • Punti per le risorse rimaste (1 punto ogni tre risorse random)
  • Si sottraggono punti per le eventuali carte riservate non giocate

Il giocatore con più punti sarà eletto allevatore di conigli dell’anno!!!

Come Gira Coney

Coney è la versione “definitiva” dell’interessante Hens.

Gli autori hanno ripreso il modello e la meccanica (oltre che il tema animale) senza tuttavia restare nella pigrizia di una semplice copia. Si sono chiesti “come possiamo migliorare l’esperienza di gioco” e ci sono riusciti.

Oltre alla solita griglia 3×3 da comporre, in Coney avremo strategia ed interazione oltre che un accenno di gestione risorse.

Dovremo farci calcoli sulle mosse successive, non sarà necessario gestire e pescare le carte coniglio per posizionarle nella nostra griglia.

Dovremo migliorare il nostro allevamento e stare al passo con il mercato: giocare carte per poi venderle in modo da piazzare carte migliori è sicuramente l’approccio più giusto ma ci esporrà al pericolo di avere condizioni di piazzamento difficili. Inoltre, saremo esposti a qualche “scherzetto” dei nostri competitor allevatori al tavolo, che ci ruberanno dal mercato le carte migliori.

L’interazione inoltre è amplificata dal modus in cui si innesca il fine partita: il primo che chiude la griglia 3×3. Il problema ovviamente non è completare la griglia ma massimizzare i conigli al suo interno. Poterli vendere per attendere carte migliori con coupon allettanti (soprattutto per quelli che ottengono punti a fine partita) o con loghi dello store che state collezionando allunga la gestione della griglia.

Se qualcuno accelera il passo, dovremo stargli dietro per non rischiare che la partita venga chiusa mentre stiamo ancora decidendo se vogliamo un coniglio marrone, nero…o arcobaleno.

Questa combinazione di meccaniche non solo migliora il gameplay ma amplia l’accessibilità al titolo. Lo rende interessante sia per neofiti, sia per esperti.

Il titolo, inoltre, scala molto bene da due a quattro (non ci sono tempi morti, le azioni sono rapide soprattutto dopo che ci si prende la mano).

C’è anche un interessante modalità solitario dove in nove turni dovremo fare più punti possibili. Il regolamento base non cambia, semplicemente per complicare le cose non potremo mai scegliere la stessa azione per due volte di fila.

I nostri pro e contro

Eccoci, dunque, ai nostri personali pro e contro su Coney:

Pro:

  • Bilanciamento: Coney è un gioco equilibrato. Gli autori hanno ripreso il successo di Hens e lo hanno portato ad un livello successivo incrementando strategia, gestione di risorse ed interazione. Ora la casualità di pesca è bilanciata dalla gestione dell’allevamento: i conigli potranno essere venduti e gli altri giocatori al tavolo devono essere seguiti. Competizione spietata tra gli allevatori di teneri coniglietti.
  • Materiali e carte: La Little Rocket Games fa al solito un ottimo lavoro tra packaging (tascabile) carte (buona qualità) e risorse in legno. Quello che ci esalta è la gestione dei colori tra grafiche e disegni: tenui e caldi, quasi un peccato tenerlo in libreria al chiuso.
  • Variabilità e scalabilità: il gioco ha un totale di 72 carte diverse, con caratteristiche, coupon e punti diversi. Anche se molto simili tra loro, la diversità aiuta la variabilità delle partite che farete, rendendole sempre non banali. Inoltre, il gioco scala benissimo da 1 nella versione solitaria fino a 4.

Contro:

  • Segna punti: È finita la nostra prima partita di prova, siamo esaltati e soddisfatti e non vediamo l’ora di capire chi ha totalizzato più punti. Ci guardiamo e…”ragazzi, non abbiamo un segna punti dove calcolare il punteggio”. Ognuno di noi ha calcolato sul proprio telefono il punteggio, condividendolo poi con tutti. È innegabile che bisogna limitare lo spreco di carta ma noi da bravi boardgamers viziati diciamo: vogliamo il segnapunti a tema per ricordarci di tutte le partite fatte. Grande mancanza.
  • Pignoleria: visto che troviamo difficile cercare altri contro, abbiamo deciso di essere più pignoli del solito: spesso il regolamento rimanda a sezioni presenti in altre pagine indicando il numero di pagina. Ma le pagine non hanno i numeri (dimenticanza?).

Conclusioni

Coney ci ha soddisfatto. È un gioco semplice, adatto a tutti con una leggera componente di strategia che lo rende meno banale di tanti altri pesi medio/piccoli.

Oltre alla meccanica accessibile abbiamo materiali e box: un pocket game maneggevole e comodo per le vostre scampagnate (in tema bucolico sicuramente rende di più).

Inoltre, scala bene dal solitario ai 4 giocatori: assenza di tempi morti e semplicità di azione. Non ci troveremo a scervellarci nonostante la presenza di una griglia ben definita con regole restrittive (se ci dovesse dire malissimo abbiamo sempre o la conigliera “jolly” o il coniglio multicolore a darci una mano).

A questo punto ci chiediamo quale sia il prossimo allevamento che la Little Rocket Game ci presenterà.

Noi del team Krampus box apriamo a diverse possibilità: maiali, scimmie, orsi (conigli già ne abbiamo).

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