Barbecubes [recensione]

Scritto da Krampus Box.

Avete presente quelle giornate in cui lo stomaco brontola come un troll messo a dieta e non sapete cosa trafugare in cucina?

Estraniamoci dal periodo in cui esce questo articolo (post-Natale, dove nel nostro stomaco non entrerebbe uno spillo nemmeno per sbaglio) e proviamo ad immaginare la scena.

Cosa fare?

La soluzione ve la diamo noi: un bel Barbecue.

Ma siccome siamo pur sempre dei giocatori incalliti, perché limitarsi a grigliare carne vera quando possiamo sfidare la gravità e i nostri nervi con dei cubetti di legno pixellati?

Siamo orgogliosi di presentarvi dunque Barbecubes, l’ultimo nato nella linea delle “scatoline di latta” che promette di farvi sudare più di un mastro nano grigliatore davanti a un braciere.

La Alley Cat Games, casa di produzione britannica nota per aver sfornato titoli di ogni genere, ha trovato una vera e propria miniera d’oro con la sua serie di giochi in formato “tin” (scatola di latta).

Tutto è iniziato con il celebre Tinder Blocks, dove si cercava di costruire un falò senza far crollare tutto. Visto il successo di quel piccolo ammasso di legnetti, i designer Brad J. Gilbert e Rob Sparks hanno deciso di utilizzare la legna bruciata per iniziare a cucinarci sopra qualcosa. Da qui nasce la nuova stravagante idea.

In Italia, questo piccolo gioiellino è arrivato grazie alla localizzazione di Little Rocket Games (che ringraziamo tantissimo per averci fornito la copia per questa recensione).

Tra noi e little rocket c’è da sempre tanta collaborazione (basti vedere i numerosi giochi che abbiamo recensito, localizzati o prodotti) e Barbecubes si unisce a questa fiera lista come ultima perla ludica.

Il titolo è quel classico gioco che si infila in tasca o nello zaino e si tira fuori in ogni occasione: al ristorante aspettando la pizza, in spiaggia tra un tuffo e l’altro, o proprio durante una grigliata vera per decidere chi dovrà pulire la piastra.

L’estetica del gioco è particolare: dimenticate le illustrazioni realistiche, qui regna la Pixel Art. Tutto, dai componenti alle carte, sembra uscito direttamente da una partita a Minecraft o da un vecchio gioco per GameBoy a 8-bit.

Non fatevi ingannare dall’estetica dei componenti: la sfida è reale e la tensione può essere tagliata con…le pinze incluse nella confezione!

Incuriositi? Speriamo proprio di sì.


Barbecubes – Prime Impressioni

Prima di tutto facciamo le presentazioni:

  • Gioco di abilità
  • Durata della partita: circa 5-15 minuti
  • 2-6 Giocatori
  • Distributore: Alley Cat Games (In Italia Little Rocket Games)
  • Game Designer: Brett J. Gilbert, Rob Sparks
  • Graphic Designer: Rory Muldoon

Barbecubes è un gioco di destrezza puro, dove l’obiettivo è piazzare pezzi di cibo su una griglia senza fare un disastro nucleare.

Le meccaniche sono di una semplicità disarmante, il che è sempre un pregio per un gioco che punta a essere un “filler” veloce.

Fondamentalmente, si pesca una carta, si guarda cosa bisogna cucinare e lo si piazza sulla griglia usando le pinzette metalliche in dotazione. Sembra facile, vero? Lo pensavamo anche noi. Poi però ti accorgi che la salsiccia ha una forma strana, che il pollo rotola e che quel maledetto bacon è sottile e scivoloso come un’anguilla.

Una delle cose che più colpisce fin dalle prime prove è il coinvolgimento fisico.

Non si gioca solo con la testa, ma con ogni singolo muscolo della mano e del braccio. C’è quel momento magico e terrificante in cui la pinza si avvicina alla griglia, il respiro si ferma, gli avversari iniziano a gufare (perché sì, la gufata è parte integrante del gameplay non scritto) e tu cerchi disperatamente di non far cadere il tuo hamburger all’interno della scatola.

Il gioco trasmette una sensazione di “titolo intelligente”.

Il fatto che la scatola stessa diventi parte della struttura di gioco (la base del barbecue) è un tocco di design geniale che avevamo già apprezzato in altri titoli della linea, ma che qui sembra ancora più tematico.

E se siete di quelli che si sentono in colpa anche solo a guardare una bistecca di legno, Alley Cat Games ha pensato anche a voi: esiste infatti una versione vegetariana (o Veggie Edition) dove al posto di costine e pesciolini dovrete destreggiarvi con funghi, peperoni e pannocchie (non localizzata in Italia).

Qui da noi non ci interessano gli ortaggi (sorry a tutti i vegetariani/vegani) ma della succosa e pericolante carna pixelata.

Non ci sarebbe bisogno ma approfondiamo rapidamente quelle che sono le brevi e semplici regole di questo stupendo titolo.


Barbecubes – Fondamenti

Entriamo nel vivo della cucina e vediamo come si prepara questo barbecue.

Il setup è veloce quasi quanto la sua spiegazione.

Per prima cosa, svuotate tutto il contenuto della scatola: troverete pezzi di cibo in legno, due pezzi che formano la griglia, le pinze e un mazzo di carte.

Sulla scatola vogliamo già anticipare una piccola cosa. Non so se difetto della specifica scatola che abbiamo ricevuto noi, ma vista la mole di materiale al suo interno il coperchio tende a non chiudersi “bene”.

Definiamo bene: se lo capovolgo c’è possibilità che si apra e che il suo contenuto (cibo pixelloso) si sparga per casa con altissima possibilità di perdere qualcosa. Essendo una latta di metallo mi sarei aspettato almeno una chiusura con “click” quindi un blocco, che non c’è.

Tornando al gioco, ecco come si monta il tutto:

  • Si prendono i pezzi di cibo e si mettono nel coperchio della scatola (questo sarà il vostro “piatto” da cui attingere).
  • Si prende la parte profonda della scatola di latta e la si mette al centro del tavolo.
  • Si posizionano i due pezzi della griglia sopra l’apertura della scatola, incastrandoli bene. Attenzione: c’è un verso giusto per metterli affinché non ballino troppo.
  • Si mescolano le carte e si forma un mazzo coperto.
  • Si lasciano le pinze a portata di mano.

Il regolamento stabilisce che il primo giocatore sia colui che ha partecipato a un barbecue più recentemente. Un classico criterio ma al solito diciamo “scegliete un po’ come vi pare”!

Svolgimento del turno:

  • Prima di tutto pescate una carta dal mazzo. La carta ti indica tre cose fondamentali:

    1. Quale pezzo di cibo devi prendere (bistecca, pollo, pesce, salsiccia, hamburger o bacon).

    2. Su quante barre della griglia deve appoggiarsi il pezzo (una o due).

    3. Quale mano usare: se sulla carta c’è l’icona di una mano, devi usare la tua mano non dominante (quindi la sinistra se sei destrorso, e viceversa).

  • Armato di pinze e di tanta speranza, prelevate il cibo dal coperchio e tentare di posizionarlo sulla griglia. È permesso spostare o spingere delicatamente i pezzi già presenti sulla griglia per farsi spazio, ma se cade qualcosa sono dolori.

Le conseguenze degli errori:

  • Se il pezzo che stai cercando di piazzare cade fuori dalla scatola (sul tavolo o a terra), non succede nulla di grave: lo raccogli con le pinze e ci riprovi.
  • Se invece il pezzo cade dentro la scatola (ovvero “cade nel braciere” e si brucia) oppure se, nel tentativo di piazzarlo, fai cadere un altro pezzo già presente (dentro o fuori non importa), sono dolori: devi prendere la carta che hai pescato e tenerla davanti a te come penalità.

Il gioco prosegue a turni in senso orario. Non appena un giocatore accumula due carte penalità, viene eliminato dalla partita.

Si continua a grigliare finché non rimane un solo “Mastro Grigliatore“.

Se per caso il mazzo di carte dovesse finire prima che tutti tranne uno siano stati eliminati, tutti i giocatori ancora in gara condividono la vittoria.


Come gira Barbecubes

Abbiamo passato diverse serate a testare la stabilità di queste bistecche pixellate e dobbiamo dire che Barbecubes gira che è un piacere, a patto di accettare una buona dose di caos e di risate malvagie alle spalle degli amici.

La sensazione di tensione è palpabile: all’inizio della partita, con la griglia vuota, siamo tutti fenomeni. Posi pezzi con la nonchalance di un vero chef.

Ma dopo pochi giri, quando la griglia inizia a sembrare il parcheggio di un centro commerciale il sabato pomeriggio, le cose cambiano drasticamente.

Lo spazio si riduce, i pezzi iniziano a sovrapporsi in modi improbabili e ogni tocco con le pinze rischia di innescare una reazione a catena disastrosa. È qui che il gioco brilla davvero.

La componente tattica (se così si può chiamare in un gioco dove si usano pinzette) emerge quando devi decidere dove piazzare il tuo pezzo per rendere la vita impossibile a chi viene dopo di te.

Spostare un pezzo di bacon per bloccare l’unico accesso facile a due barre è una mossa da veri esperti del male.

Per quanto riguarda il numero di giocatori, Barbecubes dà il meglio di sé in 3 o 4 persone. In due è una sfida molto serrata e tecnica, quasi un duello all’ultima caloria. In 5 o 6, il tavolo rischia di diventare un po’ troppo affollato. Qualcuno deve sempre sporgersi o alzarsi per raggiungere la griglia al centro, e il rischio di dare una gomitata involontaria al poveretto di turno con le pinze in mano è altissimo.

Il momento della mano non dominante è la prova della verità: solo i meritevoli riusciranno a sopravvivere. Vedere un amico cercare di manovrare una coscia di pollo con la mano sinistra, è uno dei piaceri semplici della vita.

Abbiamo anche provato quella che viene definita (da parte di alcuni recensori e addetti ai lavori) la “Modalità Difficile”, nata quasi per caso: giocare usando la scatola profonda come contenitore per i pezzi e il coperchio meno profondo come base per la griglia.

Non fatelo se non volete vedere i vostri sogni di gloria andare in fumo in tre secondi netti, ma se cercate una sfida estrema, accomodatevi pure!

Un ulteriore punto a favore: il gioco scala bene anche in termini di età. Non lo abbiamo provato con bambini ma siamo sicuri che, rispetto a regolamento e gameplay, sarebbe un titolo perfetto anche per i piccoli aspiranti giocatori.

Non c’è bisogno di grandi strategie: bisogna solo stare fermi, respirare e sperare che la gravità sia dalla nostra parte per quei cinque secondi necessari a passare le pinze al vicino.

Ultimissimo commento: rigiocabilità.

Non ci si aspetta molto da un gioco di questo tipo e di sicuro non vi terrà incollati per più sere di fila, non è stato creato per questo. È stato ideato per essere preso in qualsiasi momento e luogo, per regalare quei 10/15 minuti di risate per poi essere rimesso in tasca o nello zaino.

Lo giocherete raramente? Forse, o forse più di tanti cinghialoni che avete in libreria a prendere polvere. (non stiamo parlando della nostra libreria………….).


Pro e Contro

Ed eccoci come di consueto ai nostri Pro e Contro su Barbecubes.

PRO:

1. Portabilità e Design Estremo: La scatolina di latta è simpatica e super comoda in termini di grandezza. Non occupa spazio, è resistente (potete letteralmente lanciarla nello zaino senza paura) e il fatto che la confezione stessa è il tabellone di gioco è un plus incredibile. Prendi, gioca, riponi…easy.

2. Estetica Pixel Art: I componenti in legno con quello stile a 8-bit sono semplicemente deliziosi. Danno al gioco un’identità visiva fortissima che piace sia ai nostalgici del NES sia ai ragazzi cresciuti a pane e Minecraft. Inoltre, i pezzi hanno forme diverse che influenzano realmente la difficoltà di piazzamento, rendendo ogni turno visivamente e fisicamente diverso.

3. Accessibilità Totale: Potete spiegare Barbecubes in circa 30 secondi. È un gioco che abbatte ogni barriera: non serve conoscere lingue straniere, non servono manuali da 40 pagine, serve solo coordinazione occhio-mano. È il “filler” perfetto per riempire i buchi tra un gioco pesante e l’altro o per animare una serata con amici non giocatori (anche per i più piccoli).

CONTRO:

1. Fragilità delle Pinzette: Sebbene l’idea delle pinze sia fantastica e tematicamente perfetta, abbiamo notato che possono essere un po’ delicate. Se vengono forzate o usate con troppa foga, rischiano di perdere la loro forma o addirittura di rompersi nel punto di saldatura. Fortunatamente sono facilmente sostituibili con delle comuni pinzette da cucina o da sopracciglia, ma è un peccato vista la cura del resto dei materiali. Occhio a come le maneggiate!

2. Eliminazione dei Giocatori: Anche se le partite durano pochissimo, l’eliminazione dei giocatori può non piacere a tutti. Se vieni eliminato al secondo turno perché hai la mano di chi si trova all’aperto nudo con -15°, potresti dover guardare gli altri giocare per altri 10 minuti. È divertente osservare i disastri altrui, ma restare a guardare non è mai il massimo. Avrei lasciato il concetto di penalità senza l’eliminazione.

3. Scatola non ermetica: Non parliamo di rischio botulino per barattoli semi-aperti ma quasi. La scatola è bella piena, tra pinzette, cibo in pixel e libretto. Il tutto entra pelo pelo (a meno che non facciate un lavoro certosino in stile tetris) e questo crea quel leggero rimbombamento che non permette una chiusura perfetta. Morale della favola? Senza elastico si apre e troverete tutti i pezzi nel vostro zaino sparsi. Forse una chiusura a “click” sarebbe stata ideale.


Conclusioni

Barbecubes è una piccola gemma di divertimento immediato che ogni appassionato di giochi da tavolo “mordi e fuggi” dovrebbe avere nella propria collezione.

Non rivoluziona il genere dei giochi di destrezza, ma prende tutto ciò che c’era di buono in Tinder Blocks e lo condisce con un tema più goloso, una produzione solida (al netto delle pinzette e chiusura scatola) e uno stile grafico che è pura gioia per gli occhi.

È il gioco ideale da tenere nel vano portaoggetti dell’auto per le emergenze ludiche o da sfoderare durante un aperitivo per decidere chi paga il prossimo giro di spritz.

Ci ha regalato momenti di tensione vera, risate e qualche imprecazione quando quel maledetto pesce scivola nel braciere all’ultimo secondo.

Se amate i giochi tattili, se non vi fate spaventare da una mano che trema e se adorate l’estetica pixelata, correte a prenderlo. Se invece siete dei tipi da “riflessione profonda” e odiate il caso o la coordinazione fisica, passate oltre (ma sappiate che vi perderete un sacco di divertimento ignorante).

Noi promuoviamo Barbecubes con un bel voto, perché nella sua semplicità riesce a fare esattamente quello che promette: farci sentire tutti dei grandi chef, almeno finché la gravità non decide di presentarci il conto!

Ringraziamo ancora una volta Little Rocket Games per aver portato nel mercato italiano questa piccola scatoletta di latta.

E ricordate: se la carne cade nella cenere, potete sempre dire che era “cottura “affumicata estrema”.

Ma se cadete voi dalla sedia per le risate, beh, quella è solo colpa di Krampus Box che vi ha convinto nel prendere questo gioco per sfidare la sorte, tra un hamburger euna coscia di pollo!

Buon appetito ludico a tutti!

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