White Winston
I più informati sul mondo Kickstarter, ma anche i più distratti, sapranno certamente che in questi giorni si sta svolgendo la campagna di Anunnaki: Dawn of the Gods, il nuovo gioco della coppia Danilo Sabia (Wendake) – Simone Luciani (Tzlok’in, Marco Polo, Lorenzo il Magnifico, Grand Austria Hotel, Barrage, Golem… tanto per citare i più famosi!), edito da Cranio Creations.
Dopo una prima campagna annullata per alcuni errori di valutazione, la casa editrice milanese ha deciso di rilanciare dopo pochi giorni, forte di un progetto con gestazione di anni e di una coppia di autori di primissimo piano, oltre che di un progetto rivisto e corretto.
Essendo stato tra i pochi fortunati che sono riusciti a fare (quasi) una partita completa in fiera, al Modena Play, ho pensato di scrivere questo articolo di approfondimento per trasmettervi con dovizia di dettagli quanto visto e provato.
N.B.
Il gioco provato era fisicamente una copia di pre-produzione ancora molto prototipale, quindi tutte le considerazioni saranno da prendere con le pinze! Il gameplay credo sia ad uno stadio abbastanza definitivo… ma, in ogni caso, considerate quello che scriverò una semplice anteprima, e non una vera e propria recensione!

ANUNNAKI: DAWN OF THE GODS
Giusto per rendere l’idea di che gioco stiamo parlando, cercherò di sintetizzare i punti focali del regolamento.
Parto dicendo che, se conoscete Scythe, sappiate che Anunnaki condivide con questo illustre predecessore diversi punti importanti.
Innanzitutto il genere: parliamo di un gioco 4X (Explore, Expand, Exploit, Exterminate), con la X dell’explore un po’ più debole delle altre (come era per Scythe), in quanto incarnata solo in alcuni segnalini che forniscono piccoli bonus e che possono essere scoperti conquistando i tre territori che li circondano. Rispetto a Scythe, però, l’exterminate è molto più presente, sia in termini di interazione tra giocatori, sia in termini di combattimenti con popolazioni native in alcuni territori.
Avrete a disposizione 4 plance un po’ più piccole, rappresentanti i vostri pianeti di partenza, che ospitano la vostra base, e una un po’ più grande centrale, Gaia, naturalmente più ricca e ambita delle altre.
Il cuore del gioco è rappresentato da un sistema di selezione azioni a stella, dove i vertici e punti di intersezione rappresentano possibili azioni e la vostra scelta verrà determinata muovendovi su questa stella, da un punto ad un altro in continuità, con un pedone.
Un’altra caratteristica molto carina delle meccaniche del gioco, è rappresentata dal sistema di sfruttamento delle risorse (legno, ferro, oro e cibo) presenti sui pianeti. Ogni volta che sceglierete l’azione di produzione, la capacità di produzione del sito scelto verrà diminuita di un’unità; questa caratteristica mi ha ricordato molto i vecchi giochi di strategia per pc, stile Age of Empires…
La partita si chiuderà al raggiungimento di almeno una di due condizioni (che non sto a dettagliare), delle quali una piuttosto improvvisa, che vi consentirà di fare delle vere e proprie chiusure in faccia agli avversari, configurando il gioco anche come una specie di corsa (anche qui, molto simile a Scythe!). Vince chi avrà ottenuto più punti vittoria, al solito.

PRO
- La meccanica della stella, se da una parte dona una profondità non indifferente (molto maggiore rispetto, ad esempio, alla scelta azioni di Scythe) e un gusto euro molto marcato, dall’altra garantisce una fluidità al gioco davvero incredibile, costringendo a pianificare le azioni concatenando quella di turno con le successive 2-3, ottenendo il risultato di un downtime sempre molto contenuto e un ritmo di gioco serrato;
- collegato a quanto detto sopra, un altro punto decisamente a favore è il tempo di gioco estremamente contenuto, per essere un 4X. Considerate che in fiera, in 2 ore siamo riusciti a fare quasi una partita completa, compresa spiegazione;
- la stessa meccanica a stella di cui sopra, è anche il principale elemento di variabilità in quanto i tasselli associati ai vertici/punti di intersezione cambiano ad ogni partita, ma sono sempre gli stessi tra i giocatori, garantendo longevità e allo stesso tempo equilibrio al tavolo;
- le miniature sono risultate più gradevoli dal vivo che sui rendering della campagna, con un’altezza adeguata e un numero sufficiente di dettagli, considerato che poi in gioco l’attenzione si sposta decisamente su altri aspetti;
- l’asimmetricità delle fazioni provate (le 4 del gioco base) risulta sufficientemente marcata e impattante sul gameplay, garantendo stili di gioco diversi.

CONTRO
- La grafica del gioco, seppur chiarissima e funzionale alle meccaniche, non mi ha fatto gridare al miracolo. Se da una parte certe grafiche sono anche troppo astratte, da un’altra le illustrazioni hanno uno stile un po’ fumettoso che a me non piace (ma va molto di moda, a dire il vero). Inoltre i colori scelti sono molto, troppo, sgargianti. Da un 4X, mi sarei aspettato un approccio un po’ più “serioso”.

ELEMENTI NEUTRI
- L’interazione diretta direi che è piuttosto marcata, con scontri abbastanza frequenti (anche perché ogni combattimento porta punti e avanzamenti sulla track militare);
- la meccanica di sfruttamento delle risorse, oltre ad essere tematizzata, costringe a spostarsi continuamente alla ricerca di nuovi territori da sfruttare, spingendo ad un dinamismo marcato anche chi, normalmente, preferisce starsene a coltivare il proprio orticello in santa pace;
- la meccanica a stella e il gameplay in generale, fanno di questo titolo un 4X decisamente molto euro, che poco a da spartire con chi cerca flavour american da questo genere.

CONCLUSIONI
Anunnaki è stato senza dubbio una delle (due) soprese della fiera. Gran bel gioco: corposo, fluido, complesso, ma assolutamente non complicato e contenuto nei tempi di spiegazione, turno e gioco in generale. Bellissima la meccanica a stella di scelta delle azioni, soprattutto considerato che approfondisce il gioco ma senza appesantirlo, anzi, contribuisce in maniera notevole a fluidificare i turni e mantenere un ritmo veloce.
Se vi è piaciuto Scythe, credo che Anunnaki potrà piacervi senza alcun dubbio.
Se, invece, siete tra i detrattori del celebre 4X di Stonemaier, date comunque una possibilità ad Anunnaki, perché le differenze rispetto a Scythe sono diverse e tutte, secondo me, nella giusta direzione (almeno per quanto riguarda il gameplay; sulla grafica/ambientazione Scythe rimane due passi avanti).
Per tutti coloro che, invece, non conoscono Scythe, e magari neanche il genere 4X, Anunnaki può essere un ottimo titolo per conoscere questa tipologia di giochi, senza il rischio di ritrovarsi tra le mani un gioco monstre, da mettere sullo scaffale a prender polvere e basta, ma senza rinunciare neanche a una bella complessità e profondità di gioco.
Per quanto mi riguarda: provato, piaciuto e finanziato.
Se qualcuno di voi fosse interessato al progetto, vi lascio il link alla campagna Kickstarter.
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