
Figlio di Griffin
scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti
Buona domenica e buona Pasqua a tutti! A chi troverà nelle uova giochi belli e a chi troverà invece giochi brutti.
Questa settimana abbiamo partecipato a cinque festival: di reti, di sponde, di testacoda, di dolci e, ovviamente, di colori.
Buona lettura.
Pillole
[Andrea P.-White Winston] Tramways • 1-5 giocatori • 14+ • 120’ • giocato in 3 in circa 150′ compresa spiegazione

Qui sapevamo di intavolare un mezzo capolavoro ancor prima di sceglierlo. La fama di Tramways lo precede, nonostante il suo aspetto faccia di tutto per scoraggiare un giocatore che voglia approcciarsi al gioco. Parliamo di un “pick up & deliver” di quelli ridotti all’osso, alla Splotter Spellen (anche se non è uno Splotter!), con un cuore matematico forte e pulsante, dove costruire la propria rete a scapito degli altri (con risvolti molto bastardi) è all’ordine del giorno e tappa obbligata per vincere. Mi è piaciuto, e tanto. Si percepisce proprio l’assoluta bontà del gameplay e la profondità nonché pesantezza di ogni singola mossa. La partita può esser persa con un solo turno sbagliato, e questo crea una certa tensione. Lo consiglierei? Beh sì… però c’è anche da dire che Brass: Birmingham, e anche il più recente Imperial Steam, possono restituire esperienze molto simili, sia in termini di meccaniche che di resa, con forse maggior fascino e presenza. Comunque, se siete amanti anche dei giochi più asciutti, simil Splotter Spellen, provatelo e non ve ne pentirete.
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[Antonio-Figlio di Griffin] Klask • 2 giocatori • 8+ • 10′ • giocato ovviamente in 2 • 10 minuti rispettati per una partita tirata all’ultimo punto

Era una vita che volevo provare questo gioco di destrezza. È dagli inizi di questa mia passione che entra ed esce dalla mia elastica Wishlist, forse è arrivato il momento di acquistarlo viste le bellissime impressioni che mi ha lasciato. Ha risvegliato in me la fanciullesca voglia di divertirsi con materiali e idee semplici! Ho fatto una partita velocissima e tiratissima a casa del mio amico Max prima di intavolare un setoloso con plancia: ho perso ma ho lasciato il tavolo con l’odore del legno sulle dita e il desiderio di averlo anch’io a casa…prima o poi…
[Antonio-Figlio di Griffin] Coatl • 1-4 giocatori • 10+ • 30-60 • giocato in 3 • 45′ con lettura delle regole per tutti alla prima partita

Il gioco, al netto delle immagini d’esempio, ha soltanto tre pagine di regolamento e si legge e si intavola con semplicità. I materiali sono belli alla vista e al tatto. Ha fatto proprio breccia nel mio cuore di giocatore e, a brevissimo, mi dovrà per forza arrivare a casa assieme al terzo Azul, che pure mi ha fatto innamorare alla prima partita. Questo Coatl (si legge Coatull) consiste alla fine in una semplice raccolta set (pezzi) votata al soddisfacimento dei requisiti presenti sulle carte, nulla più, ma molto appagante, anche per giocatori esperti che cerchino tre quarti d’ora di gioco concentrato ma non spremimeningi. Lo consiglio per ogni tipologia di giocatori.
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[Valeria-MeepleOnTheRoad] La Casa di Pan di Zenzero • 2-4 giocatori • 8+ • 30′ • giocato in 3 • 45′ con spiegazione delle regole

21:40. Troppo presto per chiudere la serata, troppo tardi per tirare fuori un giocone. La Bionda suggerisce di reintavolare Gingerbread House, per terminare la sessione di gioco in leggerezza. Il Riccio non ci ha mai giocato e accetta di buon grado, purché la spiegazione delle regole sia breve perché non ha voglia di prestare troppa attenzione. Detto, fatto. Questo bel titolo colorato si spiega in cinque minuti. Un piazzamento tessere alternativo, in cui la nostra plancia si sviluppa in verticale, dando vita alla casetta di dolci che aveva attirato Hansel e Gretel nella famosa fiaba. La Bionda gioca tranquilla: raccoglie i suoi pezzetti di pane, fa le sue combo per catturare più personaggi in uno stesso turno e massimizza più che può. Il Riccio è distratto, ma riesce comunque a combinare qualcosa, catturando meno personaggi ma dal valore più alto. Io per la prima volta da quando ho questo gioco mi ritrovo sommersa dalle scale: la dea bendata mi ha dato tante tessere piene di scalini nella distribuzione randomica iniziale e ora devo capire come sfruttarle. Vedo che tra gli obiettivi ce ne sono un paio che premiano l’altezza della casa invece della tipologia dei malcapitati personaggi e allora decido di puntare su quelli. Momento di ilarità generale: il Riccio sembra svegliarsi all’improvviso e “si accorge” che quando si copre un simbolo doppio si guadagnano tre pezzi di pane e non due. Si lamenta dicendo di aver giocato in difetto tutta la partita, quando in realtà la Bionda gli ha messo sempre un pezzo di pane in più in riserva senza che lui se ne accorgesse. Io concludo la partita agilmente, con tre obiettivi e un bel numero di personaggi catturati. Anche il Riccio ha tre obiettivi, ma non li massimizza. La Bionda ha solo due carte obiettivo e l’ultima carta rimasta rappresenta un obiettivo quasi impossibile: sei piani di casa, completati o meno. Decide di puntare tutto su quello e ce la fa, assicurandosi parecchi punti. Il conteggio finale premia comunque me: stacco la Bionda di quattro lunghezze, il Riccio di dieci. Tutto sommato questo Gingerbread House rimane un bel giochillo: apparentemente sempliciotto e adatto ai più piccoli, ma in realtà richiede una certa inclinazione alle combo e alla massimizzazione delle mosse. E poi, diciamoci la verità: un gioco in cui le streghe sono buone e i personaggi delle fiabe sono i cattivi è troppo anticonformista per non meritare una partita!
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[F/\B!O P.] Holi: Festival of Colors • 2-4 giocatori • 13+ • 20-40′ • giocato in 3 alla prima partita • 40′ con spiegazione

Holi o “Festa dei colori” è un’antica festa indù che celebra la primavera, la gioia, la giocosità e il colore: persone di tutte le età si lanciano un arcobaleno di polveri e di liquidi l’uno contro l’altro. Regna il disordine e una profusione di tinte. Questo gioco, pur nella sua astrattezza, cerca di far rivivere l’evento sul tavolo. I giocatori guadagnano gioia (come punti) raccogliendo dolcetti, colorando i tabelloni (i livelli più alti valgono più punti) e gli avversari. Al proprio turno è obbligatorio giocare una carta delle tre in mano, che determina come piazzare i propri gettoni sul tabellone. Opzionalmente è possibile spostarsi e, se le condizioni lo permettono, salire di piano. Mi ha molto colpito come le regole riescano a ricreare la capacità di colorare gli altri e che i colori gettati dai livelli superiori possano scendere fino al terreno. La mia strategia puntava a salire di piano appena possibile, nella speranza di piazzare gettoni di maggior valore. Ambra invece voleva spargere i suoi in ogni angolo, prima di cambiare livello. Monica stava nel mezzo, dal momento che la spazialità non è il suo forte. Sono stato effettivamente il primo a calpestare il tabellone intermedio, però poi per una serie di incastri sono salito in cima per ultimo. A peggiorare la situazione, solamente uno dei miei gettoni finali è rimasto al terzo piano, perché gli altri sono tutti caduti giù. Pensavo di aver così perso la partita, tuttavia la maggioranza sui dolcetti mi ha dato lo sprint finale. Ambra è arrivata seconda per un paio di punti, a riprova che quel 13+ è uno stratagemma – ogni tanto lo si vede su KS – atto a evitare certi controlli americani sui materiali. Monica si è divertita nonostante l’ultimo posto e vuole riprovarlo, ma di fatto è piaciuto a tutti, sia per le meccaniche semplici, particolari e 3D, sia per la notevole presenza scenica. La produzione, con il catafalco smontabile, i vassoietti Game Trayz e ogni gettone macchiato in maniera differente, è da top di gamma. Prima o poi devo provare a usare la struttura per una partita a Burgle Bros…
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Contenuti video
Anche questa settimana il canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo sforna due video di unboxing, aggiungendoci pure un video in 60″ della gioiosa Valeria che si spiega il sistema di gioco di Sushi Roll.
Il primo disinscatolamento è ad opera di F/\B!O che ci apre la “sfuggente” scatola di Catch Don Falconi.
Infine Davide, con la sua simpaticissima figurina, ci fa vedere (e leggere) il contenuto di …Ce l’ho!, un gioco di domande e mini sfide sulla lingua italiana.
Il nostro Podcast in questa puntata ripresenterà un ospite, meno misterioso ma più bello e più serio di quello della scorsa puntata…ascoltate per credere!
Enigmi e saluti
Il bellissimo elaborato della nostra Valeria-MeepleOnTheRoad della scorsa settimana
“Ai comuni mortali l’accesso è interdetto,
solo in pochi sono ammessi al mio cospetto;
lungo scale marmoree e giardini rigogliosi
giungono i doni di nobili facoltosi;
instancabile e devota la servitù lavora,
ammirate estasiati la mia immensa dimora.”
ha messo a dura prova tutti, tanto da restare insoluto ma il gioco che celava, altro non era che Gùgong!
Questa settimana, invece, è Yuri a prestarci la sua fantasia con questo altrettanto valido componimento:
Alla mattina presto mi alzo,
giorno dopo giorno presto mi stanco,
ritorno alla sera con a pezzi la schiena,
i pargoli attorno al tavolo pronti per la cena.
Ceno ringraziando la mia dolce metà,
ora a dormire i pargoli devono andar,
la sera a letto le pecore conto,
aspettando un nuovo giorno e del gallo il canto
Buoni tentativi!
Alla prossima!
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