scritto da Fabio (Pinco11)
Per chi non lo sapesse (come me, prima di giocare questo titolo), i gasha (o meglio “gachapon”) sono i pupazzetti distribuiti dalle apposite macchinette (quelle dove inserisce un soldino, giri la manopola e cade una sfera di plastica con dentro un regalino) così definite in Giappone. Aggiungo per curiosità che il nome di questi distributori di oggetti è onomatopeico, derivando idealmente dal rumore della manopola (gasha) e da quello della sfera che cade (pon).
Il fillerino del quale vi parlo oggi, Gasha (ideato da Jason Levine, prodotto da Bankiiz e distribuito da Blackrock), è dedicato a questi simpatici oggettini che sono nel paese del sol levante oggetto di grande brama e di millemila scambi.
Alla base del gioco c’è unicamente una meccanica di raccolta set con un pizzico di push your luck, risultando adatto per chiunque (2-6 giocatori, età 7+, 20′ a partita, indipendente dalla lingua, dotato di manuale anglo – francese).
IL GIOCO IN POCO
Il manuale del gioco sta in 4 paginette di microformato e la prima metà è dedicata al setup, che prevede che si piazzino sul tavolo le carte gasha, divise in 4 mazzetti, con a fianco le 4 carte set (obiettivi) ed un numero di gettoni bonus variabile a seconda dei giocatori (in 2 sono 5, in 3 6 e così via). Ognuno riceve 4 carte gasha e si parte.
Al proprio turno si può solo o prelevare due carte gasha pescando dai mazzetti che si desidera (sul retro di ogni carta sono raffigurati i disegni di 2 o 3 tipi di gasha, uno dei quali sarà raffigurato sul fronte coperto della carta) o restituire carte gasha per ottenere una carta set reward, ottenendo anche, come regalo, un token bonus (ed a volte anche una carta omaggio) ogni volta che avrò completato un biglietto (in diverse carte obiettivo ne è raffigurata una metà), che potrò spendere quando desidero per ottenere quanto da esso concesso (turno extra, punti vittoria o 2 gasha jolly).
Il gioco finisce quando terminano i gettoni bonus o le carte obiettivo e chi ha più punti vince.
COME SI PRESENTA
Il punto di forza di questo giochino di carte sta, evidentemente, nella scelta dell’ambientazione, che devo ammettere essere stata, pur nella estrema semplicità del gameplay, resa egregiamente.
L’idea infatti è quella che ci si perda spesso alla ricerca del gashapon desiderato, spendendo mucchi di monetine, visto che ogni volta sembra sempre uscire quello che hai già e non quello che ti manca. Anche il fatto che il retro di ogni carta rechi, esattamente come accade sulle macchinette, indicazione dei tipi di oggetti distribuiti, richiama la logica del regalino casuale, per cui le meccaniche di gioco effettivamente, per una volta, calzano alla perfezione con il tema prescelto.
Anche la grafica (affidata al duo Alcouffe – Coimbra, il secondo dei quali ha nel proprio carnet oltre 150 giochi illustrati) è a sua volta coloratosa, fumettosa ed azzeccata, per cui devo dire che il gioco è dotato di una componentistica curata ed adeguata, con carte telatine abbastanza resistenti, ma assoggettabili, se ne prevedete un uso intenso, ad imbustatura.
COME GIRA
Qui non troverete a livello di gameplay davvero nulla di nuovo, perchè in effetti il gioco prevede solo di pescare carte e restituirle per ottenere dei set, meccanica classica e ben conosciuta, che ultimamente siamo abituati a vedere mescolata con altre.
Di grosse riflessioni non ne sono necessarie, perchè siamo di fronte ad un titolo che è potenziale competitor di giochi come Uno, rispetto ai quali propone in più giusto il concetto del set di carte, che è pienamente fruibile sin dai sei anni di età, per cui collocherei il livello di difficoltà intorno al 1.2 su scala da 1 a 5.
Di grosse strategie, dunque, non se ne elaborano e le uniche scelte stanno nel decidere su quali collezioni focalizzarsi di volta in volta e/o su quante carte tenere in mano prima di partire con una striscia di restituzioni di set. A volte si può anche ragionare qualche secondo extra sulle carte obiettivo sulle quali concentrarsi, scegliendo se andare su quelle che danno solo punti o su quelle che danno anche mezzi biglietti per andare poi alla pesca di gettoni bonus e/o compiere qualche scelta sul ritmo da seguire nell’alternare pesca e restituzione carte, ma non è che alla fine ci sia poi tutta quella differenza.
Se siete quindi alla ricerca di un titolino veloce e simpatico, nonchè assai gradevole alla vista, da proporre nel quarto d’oretta in cui siete reduci da cose più impegnative o ad una tavolata dove stanno tirando fuori Uno e voi proprio non lo digerite, questo Gasha potrebbe fare al caso vostro.
Stessa cosa dicasi in logica di regalino da fare a qualche bimbo che sperate cresca meno digitale di quanto fanno tutti i suoi coetanei di questi tempi.
CONCLUSIONI
Gasha è un giochino di carte rapido e molto semplice, incentrato su di una meccanica di raccolta set. Azzeccato nelle scelte grafiche, con illustrazioni coloratose ed un tema di fondo ben reso, rappresenta l’ideale completamento per serate impegnative o il titolo adatto da proporre ad un pubblico di giocatori del tutto occasionali e ragazzini.
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