scritto da Fabio (Pinco11)
Della mia insana passione per i tira e scrivi siete già a conoscenza, per cui appena ha fatto capolino, nella hotness della rete, anche Castle Party, vi sarete immaginati di poterne leggere, presto o tardi, una mia recensione e non volendo deludervi, eccomi qua!
Il gioco, ideato da Eugeni Castano, è proposto per 2-4 giocatori di età 8+, con tempo a partita stimato in mezz’oretta ed è prodotto e distribuito dalla Devir, in scatola multilingua, che contiene anche il manuale nella nostra lingua.
Quale ambientazione è stata prescelta quella di una bizzarra festa tra mostri, che si svolge nel castello di Re Zucca, facendo molto Halloween e quanto a meccaniche siamo nel campo dei tira e scrivi, o meglio dei gira e scrivi (non ci sono dadi, ma carte), con piazzamento di polimini (alla Tetris) finalizzato alla formazione di gruppi di caselle dello stesso tipo.
IL GIOCO IN POCO
Ognuno riceve ad inizio partita la propria scheda, che qui è una plancia di cartone lucido, nonchè un pennarello cancellabile (in dotazione) e tre carte mostro e si parte.
Ad ogni giro il giocatore di turno gira una delle carte forma, che riproduce una forma composta da un certo numero di quadratini (es. un quadrato 2×2, un rettangolino 1×2 o le classiche forme a gomito tipiche del tetris) ed i giocatori, partendo da lui, assemblano, partecipando ciascuno con una carta mostro (si parte dal giocatore di turno, che sceglie la carta che assume la posizione di partenza, segnata con una ‘x’ sulla carta forma) il polimino da disegnare sulla plancia. Un volta assemblato tutti disegnano quella forma, facendo attenzione di inserire in ogni casella il simbolo del mostro corrispondente (ce ne sono di 6 tipi).
Lo scopo del gioco è quello di assemblare (per fine partita) gruppi il più estesi possibile di mostri dello stesso tipo adiacenti (un punto per casella del gruppo + grande per ogni tipo di mostro), inserendovi magari il re dei mostri (un punto per ogni mostro di quel tipo intorno a lui).
In corso di partita è possibile ricorrere ad azioni speciali (tipo ‘ruota la carta’) e compaiono tre orologi che consentono di ottenere punti immediati per una delle categorie speciali di punteggio parziale (es. 1 punto per ogni mostro vicino alle caselle finestra).
COME SI PRESENTA
Siamo nella categoria dei tira e scrivi, per cui i componenti sono ridotti all’osso, ma qui una certa attenzione alla preparazione del prodotto si percepisce comunque, essendosi concentrati gli sforzi soprattutto sul comparto grafico, proponendo disegni allegri e coloratosi, che ritraggono dei simpatici mostri che fanno effettivamente, assieme a Re Zucca, molto festa in maschera di Halloween, per cui il tema prescelto è stato in effetti reso in modo adeguato, anche a livello di meccaniche, con logiche di punteggi coerenti in qualche modo con il clima del party.
Per il resto la scelta è stata quella di adottare, in luogo dei foglietti usa e getta, delle lavagnette cancellabili, cosa che risulta astrattamente positiva per la longevità.
Personalmente a livello di visibilità sulla plancia preferisco la carta (e con i pennarelli bisogna essere fortunati perchè durino), ma l’effetto finale è garantito lo stesso.
Il fatto di dover disegnare dei simbolini (che fanno molto playstation, visto che abbiano quadrato, triangolo, tondo e X, oltre ai due denti dei vampiri) può, infine, penalizzare nel colpo d’occhio i meno ordinati nel tratto grafico.
COME GIRA
Il gioco, come avrete intuito, è molto semplice nella sua struttura di base ma, vi avviso, non girerà affatto veloce e snello nella prima partita che farete, per cui vi suggerisco di concedervi subito una rivincita, per poterne godere appieno, nella giusta durata.
L’idea di partenza, che è quella del disegnare un polimino, è infatti facile facile, ma vi risulterà assai meno intuitivo, almeno nei primi giri, il meccanismo del comporlo conferendo una carta mostro a testa a turno. Ho assistito, infatti, a turni (solo nella prima partita, tranquilli) lunghissimi, con giocatori che, ad onta del fatto di avere in mano solo tre-carte-tre, ci stavano un minuto a decidere quale mostro scegliere ed in quale delle 2-3 posizioni disponibili metterlo, il tutto prefigurando in quale posizione collocare poi il polimino.
Una volta presaci la mano, alla seconda partita, si parte dall’aver già sviluppato quel minimo di praticità necessario per ridurre a pochi secondi il tempo di scelta e piazzamento della carta, donando al gioco quella fluidità della quale necessita per essere divertente. Pertanto, se avete dei pensatori seriali al tavolo, pensate, se possibile, di allontanarli prima dell’inizio della partita (es. puoi andare in cantina a prendere il vino? … ma non c’è la cantina … e va be, magari intanto studiati un attimo le regole del nuovo gioco di Lacerda, che poi ce lo spieghi …).
In se, una volta superata l’impasse della acquisizione del ritmo di piazzamento, il tutto fluisce molto rapidamente e si comprende come lo spessore del gioco base stia essenzialmente nel far collimare adeguatamente le forme, come accade in tutti i giochi alla tetris, ma con il twist, qui presente, di dover fare attenzione anche al riempimento delle singole caselle, che dona al tutto quel pizzico di freschezza rispetto a titoli similari (es. Cartographer) che partivano dal medesimo presupposto.
Le azioni speciali (ruota la carta, cambia la disposizione dei mostri o cambia un mostro) servono per momenti chiave della partita e devono essere spese con cognizione di causa (quelle inutilizzati rendono due punti a fine partita) e nel contempo, mentre si assembla il nostro mosaico, si deve tenere conto dell’uscita degli orologi, per cui si deve lavorare, oltre che per il fine partita, anche per gli eventi speciali , cercando di procurarsi idonee fonti di punteggio.
A margine, poi, segnalo che sul retro della plancia troverete anche la mappa predisposta per la versione avanzata (rave), la quale introduce una mappa meno regolare e la presenza di cinque caselle predisegnate, intorno alle quali dovrete cercare di far assiepare mostri del tipo corrispondente per ottenere a fine partita punti extra.
Di cose da far collimare, insomma, ne abbiamo diverse e le due modalità di gioco consentono un approccio più casual o più core al gioco, a seconda dei partecipanti.
Pregi:
Non solo Tetris: due livelli di puzzle
Diverse cosette da pianificare
Gioco base semplice da spiegare e un secondo livello di sfida sul lato b della plancia
Difetti:
Inadatto (come tutti quelli alla Tetris) per chi non si raccapezza nel ruotare le forme nello spazio
Pennarelli …
Si gioca al massimo in 4 (nei tira e scrivi con blocchi di carta il numero di giocatori è infinito)
CONCLUSIONI
Castle Party è un gira e scrivi a base di assembla polimini, che propone il twist del dover, prima di ogni piazzamento, comporre la forma da disegnare riempiendola con appositi simboli (mostri) da far a loro volta combaciare. Un secondo livello di puzzle, dunque, rispetto al classico Tetris, per un titolo che resta adatto per il grande pubblico, ma che propone anche alcune ideuzze idonee ad attrarre anche i gamer. Adattissimo, per il tema, per Halloween e per serate party.
Si ringrazia l’editore per la copia recensore e si ricorda che Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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