scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti
Buona domenica a tutti! A chi scrive commenti sui giochi belli e a chi
scrive commenti sui giochi brutti.
Questa settimana ci siamo imbarcati dalle coste della Francia in
direzione dell’America e siamo arrivati – niente di meno che – ad Alcatraz!
Buona lettura!
[Davide-Simarillon] Abbandonare la Nave • 3-7 giocatori • 10+
• 30′ • giocato in 4 • 10′ minuti (prima partita) + 25′ minuti (seconda
partita)
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| Abbandonare la Nave |
Ci sono giochi che entrano nella tua ludoteca davvero per caso, così è per
Abbandonare la Nave–Abandon Ship, gioco decisamente datato (2008) a firma
di Reiner Knizia, trovato a 5 € a un mercatino dell’usato diversi anni
fa. I ratti devono salvarsi dal Titanic che sta imbarcando acqua ad ogni
turno. Ogni ratto ha un dado personalizzato e c’è un dado jolly da usare,
eventualmente, su tutti i ratti. Ogni giocatore ha tre ratti da salvare
(carta segreta) considerando che ci sono tappe intermedie in cui si
recuperano punti, ma il ratto che prima esce dalla nave non porta punti,
diversamente dal secondo, terzo, quarto. Se l’acqua raggiunge un ratto che
è solo questo annega e sparisce dal gioco. A questo titolo riusciamo a
giocare, facilmente, anche con la piccola Letizia (il 10+ in effetti non
l’ho mai capito). La prima partita è un massacro di ratti, finisce in meno
di dieci minuti, i ratti sono spesso soli e l’acqua sale velocemente e la
vince proprio Letizia grazie ai formaggi raccolti nelle tappe intermedie.
Vista la velocità della partita ci concediamo la rivincita ed è Lorenzo
questa volta a vincere, riuscendo a ottenere i punti da tutti e tre i
suoi colori. Il gioco è simpatico e scenografico (chi l’avrebbe mai
detto che avrei cercato di salvare dei ratti) con il meccanismo della
barca che affonda che fa la sua figura, ma ho sempre il dubbio che i dadi
siano un po’ squilibrati a vantaggio di alcuni topi (dubbio creatosi con
il numero di partite, soprattutto per quella possibilità di alcuni dadi di
essere ribaltati su altri colori) e quel +11 sul dado jolly su un tragitto
tutto sommato così corto non l’ho mai capito.
[Davide-Simarillon] Trans America • 2-6 giocatori • 13+ •
30′ • giocato in 5 • 60 minuti
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| Trans America |
Quando in casa hai più di 300 scatole è normale che ce ne siano alcune che
giacciono sugli scaffali per un tempo un po’ più lungo, sebbene questo
gioco sia uno di quelli più giocati a casa nostra. La necessità di un
gioco veloce che si possa giocare in 5 (e magari anche in 6) ci porta a
scegliere questo titolo, per un gioco che, personalmente, trovo sempre
molto piacevole (nel suo target). I nonni sono spaventatissimi: “non ce la
farò mai a collegare tutte queste città! Ci metteremo una vita!” Io non
sono un grande “spiegatore orale di giochi” e questa è una delle frasi che
ricorre spesso alla prima partita. Il gioco, ovviamente, scorre molto più
veloce di quanto qualcuno potesse pensare: si posizionano binari e le
connessioni tra le diverse reti si susseguono in tempi rapidi, solo il
binario colorato ostacola un pochetto la connessione (e la nonna non
sempre capisce dove è connessa la sua rete). La lotta è serrata, spesso
mancano uno o al massimo due tratte ed è proprio una questione di timing
minimale. Si arriva verso la vittoria e Letizia e mamma si fanno scoprire
che sono prossime alla mossa vincente. Lorenzo sa di non poter vincere e
con il suo binario colorato (la mini-espansione Vexation) mette un vincolo
insuperabile per le due signore di casa. Vince così il nonno, che
approfitta delle perenni lotte tra i nipotini! Abbiamo la prima edizione
di un gioco a cui, ogni tanto, è indispensabile rimuovere la polvere e che
qualche anno fa Ravensburger ha giustamente ripubblicato (e ringiovanito).
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[Antonio-Figlio di Griffin]
The Castles of Burgundy (Nuova Edizione)
• 1-4 giocatori • 12+ • 70-120′ • giocato in solitario • 60′ con lettura
regolamento
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| The Castles of Burgundy (Nuova Edizione) |
Finalmente ho aperto e tolto (idealmente) un’altra scatola dallo scaffale
della vergogna e stavolta la vergogna era accresciuta dal fatto che si
trattava di un classico che, colpevolmente, non avevo mai giocato. Ho
affrontato, per questo, la sfida in solitario de I Castelli della Borgogna
(il titolo l’ho mantenuto in inglese, perché è quello presente sulla nuova
edizione comunque multilingua). Azzardo a dire che il solo-mode non è certo
la configurazione che rende più giustizia a questo titolo. La cosa
particolare (e allo stesso tempo strana) è che la condizione di vittoria non
è una sfida con se stessi al miglior punteggio (come ad esempio in un
Newton
tanto caro al nostro WW), ma una sfida al completamento della propria plancia
con il riempimento di ogni spazio esagonale. Alcuni passaggi del regolamento
in solitario li ho trovati non proprio immediati e questa cosa mi fa pensare
che sia stato più un modo per accontentare i cavalieri ludici solitari in
questa edizione da anniversario. Resta la bontà e la linearità del flusso di
gioco che, per gli amanti della gestione dadi come me, risulta essere di
forte attrattiva. Pensavo fosse più complicato come sistema, invece si
apprende velocemente, tranne che per gli effetti dei monasteri, che
richiedono una consultazione più frequente del regolamento. Di sicuro mi ha
lasciato la voglia di reintavolarlo e di farlo con più giocatori… chissà
che non sia il gioco giusto da fare coi miei colleghi di blog alla prossima CON (prenoto un tavolo da 4 con Matte, F/B!O e la Vale)!
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[F/B!O P.] Dig Your Way Out • 2-6 giocatori • 14+ • 45′ • giocato in 4 alla prima partita • 55′ con spiegazione
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| Dig Your Way Out |
Siamo arrivati parecchio in ritardo sulla serie di Prison Break, ma il tempismo è stato perfetto con la campagna Kickstarter che ha finanziato questo gioco, nel quale ho rivisto tutte le dinamiche e le situazioni presentate nei vari episodi. Le illustrazioni di The Mico sono state un’altra spinta verso il pledge: sporche e abbozzate come al solito, le trovo particolarmente adatte all’ambientazione. L’ultimo chiodo sulla bara è stata la lettura del regolamento beta, che sulla carta sembrava particolare e ben congegnato. La prova su strada è stata addirittura più divertente delle attese! Di base si tratta di aggirarsi per gli spazi del carcere cercando oggetti, mettendoli insieme per creare strumenti da scavo e realizzando un tunnel. Gli oggetti possono essere trovati nelle stanze, ma possono anche essere barattati in cambio di sigarette o estorti ai più indifesi. Alcune azioni sono possibili ovunque, mentre altre solamente in luoghi specifici. Io sono partito molto aggressivo, avendo una lama nella mano iniziale, ma quando ho aggredito Cinzia ho finito per prenderle, perdendo una carta e ricevendo un gettone pestaggio (che impedisce di creare). Con le mie ambizioni ridimensionate, mi sono recato in mensa per rubacchiare un cucchiaio e poi nel blocco detentivo per scavare il mio primo punto tunnel. Arrivare a 10 con soli cucchiai è dura, per cui mi sono rassegnato a un giro in infermeria per curarmi. Cinzia nel frattempo puntava a unirsi a una gang e ha cercato in giro i vari accessori da scartare per farlo, ottenendo così l’abilità passiva delle Queers. Monica si è trovata bene nell’area ricreativa, dove scambiava oggetti contro sigarette e viceversa. Andrea non si capiva bene cosa volesse fare, lui per primo. Gli oggetti che vengono creati sono di dominio pubblico, per cui funzionano sia da esca che da deterrente: ad esempio sapevamo che Monica aveva creato almeno due coltelli, perciò nessuno la infastidiva. Cinzia invece aveva comprato un piccone, per cui mi sono rifatto sotto nelle docce, ma le ho prese nuovamente. Ho abbandonato questa condotta masochista e mi sono dato a qualche scavo estemporaneo. Intanto pure Monica aveva utilizzato un piccone e una pala, arrivando a metà del tunnel. L’assist per la vittoria me l’ha fornito una rivolta nella prigione, scatenata dal buon Andrea senza averne un reale tornaconto, durante la quale ho approfittato della confusione generale per mettere le mani sul badile che mi mancava per sbucare all’esterno e chiudere la partita. È piaciuto a tutti e siamo pronti a ritornare in galera per riprovare la fuga ^_^
Novità nei volti, anzi, nelle mani dei disinscatolatori del gruppo. Per la
prima volta vedrete le quattro mani-zampe di Panda e Procione, gli
Interesse Ludico, che ci aprono la scatola di un gioco in stile anni ’80, il narrativo
Tales of Evil.
Continuiamo col solito F/B!O, che ci apre la scatola di
Myraclia, un titolo di cui già la nostra *Ele*
ci diede qualche impressione a caldo in una puntata di
[Ieri Sera sui Nostri Tavoli].
Chiudiamo sempre con le mani di F/B!O, che ci aprono la piccola scatola di
Bee Happy Pocket, un titolo con due livelli di gioco per far divertire
giocatori già dai 2 anni in su oppure dai 4 anni in su.
Per l’indovinello della scorsa settimana MANU è stato il più veloce a
rispondere correttamente ma AITAN_3 (quanto adoro il suo nickname ^_^) è
stato più preciso, scrivendo il titolo completo del gioco, dicendoci che
“se ci mettiamo a seguire Emilione siamo
Sulle Tracce di Marco Polo“!
Questa volta l’indovinello sarà un po’ più difficile e senza assonanze.
Ditemi a che gioco sto pensando se vi dico la frase:
il mio regno per un ortaggio.
Alla prossima giocatori!
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