[I filler] Choco Challenge

 scritto da Fabio (Pinco11)

DI CHE SI TRATTA
Choco Challenge, ideato da Federico Latini (già nostro collaboratore e presenza fissa nella nostra prima serie di giochi sul nostro podcast, uscita qualche anno fa), è il gioco vincitore del premio Gioco Inedito 2020 promosso annualmente da Lucca Crea e dV Giochi
Il tema del 2020 era appunto quello del cioccolato ed il titolo del quale ci occupiamo oggi propone proprio una sfida tra i più abili maestri cioccolatieri, impegnati a proporre le più fantasiose combinazioni tra la materia regina (il cioccolato), i vari ingredienti di base, gli aromi più azzardati e le farciture più gustose. 
Le meccaniche di base del gioco sono quelle del push your luck e deck building (ossia, tenta la fortuna e costruisci il tuo mazzo di carte). 
Pubblico: familiare
Dati: 3-5 giocatori, 8+, 20′
Dipendenza dalla lingua: nessuna e nella scatola ci sono regole in italiano ed inglese.

IL GIOCO IN POCO
Choco Challange è un classico filler, che gira intorno ad un set di regole di base semplice. L’idea è quella che al tuo turno altro non fai se non girare carte dal tuo mazzetto fino a quando non scegli di fermarti o non sballi. Se ti fermi (prima di sballare) potrai prelevare una carta dal mercato al centro del tavolo (ce ne sono 6 e prenderai la carta nella posizione corrispondente al numero di carte che hai girato, es. se ne hai girate tre prendi la terza a partire dal mazzo) ed eventualmente, se ne hai girate abbastanza, una delle carte dolce (di valore pari o inferiore al numero di carte da te girate).
Se, girando le carte, ti esce una carta uguale ad una già girata, purtroppo sballi e passi il turno al giocatore alla tua destra.
Il gioco procede sino a quando non sia esaurito il mazzo degli ingredienti o tre dei mazzetti delle carte dolce: si contano le corone presenti sulle carte possedute da ognuno e chi ne ha di più vince.
Aggiungo che ci sono anche alcune regole ulteriori, utili a rendere il gioco più stuzzicante, che qui mi limito ad accennare. Esistono infatti delle carte strumenti che possono essere scartate per evitare di sballare ed alla fine di ogni turno (a partire dal secondo) gli altri giocatori (se tu non sballi) potranno pescare carte ingrediente o strumento a se avranno nel loro turno pescato più o meno carte di te.
Ho girato 4 carte diverse, per cui prendo la quarta carta dell’offerta 😉

COME SI PRESENTA
Il formato del premio è quello di ideare un gioco che richieda, come materiali, quasi solo carte (in deroga sono consentite pochissime aggiunte), dovendo rientrare in una classica scatolina tipo scala40, per cui i componenti sono sempre piuttosto spartani.
Le illustrazioni, affidate ad Andrea Guerrieri, sono però davvero ben realizzate e danno al gioco, una volta apparecchiato, veramente un bel colpo d’occhio.
Il tema, passando alla ambientazione. è a sua volta reso efficacemente, visto che tutte le carte sono legate proprio al mondo del cioccolato.

SENSAZIONI
Siamo di fronte ad un classico filler, che si fonda su logiche conosciute, prima fra tutte quella del push your luck o , per dirla all’italiana, al tenta la fortuna, ma che ha l’ambizione di mescolare, su questo impianto di base, diverse idee addizionali.
Riprendendo il tema di fondo, è proprio come se alla cioccolata si volessero aggiungere alcuni ingredienti, farciture ed aromi, ottenendo così un prodotto assai diverso dalla classica tavoletta da tutti conosciuta.
L’impianto di base del tutto è, come accennavo nelle regole, piuttosto lineare, perchè l’idea è quella che ognuno parta con un mazzetto di 8 carte, composto da due copie ciascuno di cacao, zucchero, burro e latte e che al tuo turno altro non devi fare se non girare carte fino a quando te la senti di rischiare. E’ evidente che se ti accontenti e ne giri una sola non puoi sballare: se lo fai, banalmente, al tuo primo giro prenderai solo una carta addizionale (in questo caso, normalmente, una farcitura) che aggiungerai al tuo mazzo. Al turno successivo il tuo mazzo avrà ora 9 carte e quella che hai appena aggiunto non avrà doppioni, diminuendo così le tue probabilità di sballare. Nell’accrescere il tuo mazzo, dunque, dovrai cercare di acquisire, nel corso del gioco, più carte diverse che ti sia possibile, sfruttando il fatto che tra le carte acquistabili ci sono 3 tipi di farciture e 5 tipi di aromi. Già da qui si intende come, per quanto il gioco resti basato sulla fortuna, è anche necessario svolgere dei ragionamenti, per incidere su di essa, affrontando, di turno in turno, dei rischi ragionati.

Giocando, poi, si entra nella logica anche della successiva regola presente, che è anche quella che alla prima spiegazione del gioco genera sempre le maggiori difficoltà di comprensione (suggerisco, quindi, di spiegarla direttamente al secondo giro, anticipando che sarà illustrata appunto giocando, perchè è più facile capirla vedendola applicata che in teoria). Mi riferisco qui al fatto che, quando (dopo il primo giro) hai chiuso il tuo turno senza sballare, scatta una sorta di meccanismo di recupero per gli altri giocatori, visto che essi potranno pescare uno strumento se hanno al loro turno girato meno carte di te o un ingrediente se ne hanno girato meno di te.

A tutto quanto sopra descritto aggiungo anche che le carte recano sul dorso dei simboli diversi, a seconda che appartengano al mazzetto di base, che siano farciture o aromi, per cui anche sotto questo aspetto l’autore ha voluto mettere in mano  ai giocatori degli strumenti per poter controllare, almeno in parte, la fortuna, così come è previsto che ad ogni turno si rimescoli integralmente il mazzetto, per evitare di dover memorizzare quanto in esso rimanga.

Nell’insieme, dunque, siamo di fronte non ad una semplice variante del sette e mezzo dove l’unica cosa che conta è la fortuna, ma ad un titolo che, dietro alla prima apparenza, nasconde anche la volontà di mescolare tra loro diverse meccaniche, donando al tutto un pizzico di profondità addizionale. E’ chiaro che se la fortuna ti ama, vincerai e basta, ma alla lunga è anche facile che chi si dedichi al gioco con un approccio più ragionato possa vincere con una buona regolarità, come deve accadere nei migliori giochi introduttivi, dove a tutti è concessa una chance di vincere, ma a chi riflette ne spettano sempre decisamente di più.
Chiaramente qui lo scopo non è quello di metterci di fronte a scelte complesse, ma solo di scegliere il momento giusto in cui smettere di girare le carte, ma comunque lo sforzo di rendere la cosa interessante è stato compiuto e si percepisce. 
Tutto ciò, chiaramente, quale altro lato della medaglia, incide però anche sulla immediatezza del tutto, richiedendo almeno 2-3 partite per essere pienamente digerito e potendo inizialmente disincentivare gli assoluti neofiti (ai quali, però, può essere sufficiente spiegare il tutto giocando, che si impara meglio e si fa prima …).
L’offerta di carte ingrediente (a sinistra gli aromi, a destra le farciture)

PRO
Sulla base del classico tenta la fortuna sono proposte diverse idee aggiuntive che donano spessore al tutto
Ottima grafica
Fruibile fino a 5 giocatori

CONTRO
Le regole aggiuntive necessitano, nelle prima partite, di essere digerite, rallentando il flusso del gioco (non limitatevi, quindi, ad una sola partita prima di giudicarlo!!)
Sul tavolo richiede parecchio posto, per essere un gioco di carte
Prevede un minimo di 3 giocatori (per far funzionare il meccanismo di pesca fuori turno)

FAQ

Chi era il presidente di giuria?
Piccola curiosità: quest’anno era Paolo Mori, affermato game designer che nel 2006 vinse il premio con il suo Borneo. È la prima volta che un vincitore del premio ritorna sul luogo del delitto passando dall’altra parte del tavolo 🙂
Federico ha ideato altri giochi?
Sì, quest’anno uscirà grazie alla collaborazione con Sir Chester Cobblepot Dante Alighieri: Comedia – Inferno. Nel 2013, altra curiosità, aveva ideato una carta speciale per Seasons (inserita nella prima stampa della espansione Path of Destiny), vincendo un concorso bandito allo scopo dalla Libellud.
In questa categoria di giochi, cosa mi suggerisci?
Be’, se ti piacciono i push your luck con un minimo di spessore aggiuntivo, il mio primo pensiero va ad Handler der Karibik (uscito poi con il nome di Port Royale, del quale trovate qui la recensione).

Si ringrazia Lucca Crea per la copia recensore inviata del gioco
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