– i due giochi che sono il mio grimaldello sicuro per fare entrare
amici adulti nel mondo, che non conoscono, dei giochi in scatola. La
recente uscita di Mirrors, che è antrato nella nostra collezione a Natale, mi ha fatto venir voglia di aggiornare
l’articolo che qui leggerete.
avevo già scritto non sono uno che odia le espansioni a priori, anzi,
alcune servono a dare nuova linfa al gioco; quindi, usando spessissimo Dixit
a casa, con la famiglia, con in nonni e con gli amici, è quasi indispensabile
ingrandire il mazzo, sono così arrivate le prime espansioni e poi
l’effetto collezionismo ha fatto il resto, ma davvero senza alcun rimorso. Ecco qui una piccola riflessione sui
mazzi usciti sino ad ora che sono entrati in casa nostra, considerando
che la soggettività qui è ancora più forte, dal momento che il disegno
che può piacere a me, può non piacere a chi lo sta guardando con me.
appagano molto di più l’occhio e, visto che siamo nella società
dell’immagine, mi sembra una scelta azzeccata, così come quella di dare
un nome ad ogni mazzo di espansione, che è sicuramente più evocativo di
un semplice numero.
DIXIT MIRRORS [10], eccola qui l’ultima arrivata con i disegni di Sebastien Telleschi. Se devo pensare ad un aggettivo per questa espansione mi viene in mente la parola solare;
su tutte le carte anche quelle più cupe, sono presenti colori come
arancione, rosso, rosa ed è sempre presente una piccola nota positiva.
Il disegno inoltre restituisce subito un feeling famigliare, soprattutto
ai più piccoli, con i volti molto simili e con quel naso a punta che,
naturalmente, ti porta a pensare al fumetto franco-belga; volti che sono
presenti davvero in tantissime carte (a abbondano quelli dei piccoli
protagonisti). Abbiamo un illustratore che ha già
lavorato a fumetti e su libri per bambini e che non fa niente per
nascondere il suo passato, se non concedersi qualche rara carta con
riferimenti un pochetto più adulti. Mazzo che, proprio per la sua
composizione e per la sua tipologia di disegno, piace un po’ a tutti
trasversalmente e che non sbaglierete a comprare qualora vogliate
ampliare la vostra collezione di carte di Dixit.
curiosità sulla scatola del mazzo è scomparso il numero relativo all’uscita, immagino
perché si sarebbe potuta creare un po’ di confusione essendo questo il
decimo set di carte, ma essendo il numero in qualche modo coperto da
Dixit X Anniversary].
DIXIT ANNIVERSARY [X – 9],
per i dieci anni del gioco, è uscita l’espansione Anniversary. Ogni
disegnatore dei precedenti mazzi è stato richiamato (sono presenti
tutti) e gli sono state assegnate un preciso numero di carte da
disegnare. Può essere una buona scelta se volete avere stili molto
differenti nello stesso mazzo oppure se volete cimentarvi nel meta-gioco
di capire qualche disegnatore ha disegnato una determinata carta,
impresa, almeno per me, spesso davvero molto semplice, essendo alcuni stili
riconoscibilissimi.
disegnatore di fumetti e illustratore di libri per
bambini. Queste
prime indicazioni rivelano come il mazzo sia in un qualche modo fiabesco, d’altrone al tempo Asterion presentava così il gioco: “le sue splendide
illustrazioni vi trasporteranno in luoghi strani e meravigliosi mentre
esplorerete il suo mondo confuso e nostalgico”. Non è raro trovare citazioni
di fiabe o storie molto famose (Pinocchio e Il Principe Ranocchio
per dirne un paio) o personaggi dell’immaginario come streghe e orchi; i
volti delle persone sono riconducibili a uno stile manga moderno.
Attenzione che bisogna saper cogliere il particolare per non essere
troppo banali. Un mazzo che non mi dispiace, dove si vede molto la mano
di fumettista di Echegoyen; mazzo da avere soprattutto per chi ama
l’immaginario dei bambini, ma da aggiungere solo dopo aver consumato
altri mazzi che gli stanno davanti e sono sicuramente più facili da
giocare, spesso la difficoltà del mazzo è proprio nella suggestione o nell’evocare quel caso non troppo facile e non troppo difficile.
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DIXIT REVELATIONS [7], disegni di Marina Coudray, tutte le
carte del mazzo hanno almeno un particolare in oro lucente e in oltre
venti carte questo particolare è goffrato, il mazzo è sicuramente
particolare e alquanto evocativo, richiama molti temi, soprattutto
legati con vari fili all’antichità e alla mitologia, sia essa
greca/latina o indiana. Ci sono poi diverse influenze, come scrive
Asterion alla presentazione del gioco: “le immagini misteriose e
incantevoli di Coudray sono fortemente influenzate dal design del primo
Novecento, dal movimento Art Deco al Surrealismo”. Nella lista dei miei
pittori preferiti c’è sicuramente Magritte (e quindi in un qualche modo
anche De Chirico) e in diverse carte si vede forte l’influenza di questi
due pittori. Tutti i disegni, poi, sono davvero ricchi di quei piccoli
particolari che aiutano a giocare al meglio a Dixit, anche se
sono carte difficili e si rimarrà spesso a osservarle con meraviglia.
Mazzo (che definirei quasi hippie in alcune sfumature) da aggiungere
assolutamente, anche se è un mazzo che o si ama o si odia.
DIXIT MEMORIES [6], disegni di Carine Hinder e Jérôme Pélissier,
per la prima volta ci si affida a una coppia e direi con ottimi
risultati, infatti i disegni hanno davvero un qualcosa in più. Il mazzo
di Dixit Memories sembra quasi l’evoluzione di Daydreams (il mazzo che l’ha preceduto); gli sfondi delle carte sono spesso in tonalità marroni o
verdi, ma i soggetti che dominano le carte sono resi con colori vivi
come il rosso, l’arancione o l’azzurro; non è raro poi che le carte
siano dominate da animali in atteggiamenti antropomorfi. Non so perché,
ma se giochiamo almeno in sei e usiamo questo mazzo, una o più carte di questo mazzo esce sempre tra
quelle che vengono poste sul tavolo, evidentemente i disegnatori hanno
saputo trarre l’ispirazione giusta per far sognare i giocatori. Mazzo da
aggiungere assolutamente. [nota personale è il mazzo preferito da mio
figlio di 11 anni].
DIXIT DAYDREAMS [5], disegni di Franck Dion, mazzo tetro,
con pochi colori sgargianti e una predominanza di colori come il
marrone, il verde nelle sue tonalità più scure e il blu scuro, i colori
sono pastello e spesso i soggetti sembrano quasi prigionieri delle
carte, i volti delle persone mancano sovente della bocca, rendendo
l’espressione ancora più enigmatica. Un mazzo sicuramente particolare
che – se piace lo stile – è da avere, perché può suggerire ai giocatori
davvero un qualcosa di molto diverso rispetto a tutti gli altri mazzi. A noi in
casa personalmente non piace, ma solo perché quando giochiamo a Dixit vogliamo giocare con mazzi spensierati e qui non è raro vedere pallottole, armi, persone o animali in difficoltà, …
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DIXIT ORIGINS [4], disegni di Clément Lefevre, questo mazzo è la giusta via di mezzo tra il disegno, quasi onirico, di Marie Cardouat e quello moderno cartoonist
di Xavier Collette: questo è il maggior merito di questo set di carte.
Forse il mazzo pecca un pochetto dal punto di vista del contenuto, con
disegni davvero poco evocativi, un po’ troppo realisti e un po’ piatti rispetto
ai precedenti tre mazzi; spesso, anche qui come nel precedente mazzo,
con un solo soggetto nella carta con un piccolo rischio di
mono-dimensionalità di interpretazione, dal mio punto di vista il mazzo
meno riuscito in assoluto fra i dieci mazzi ad oggi in commercio, da comprare solo per collezionismo/completismo (se si dice).
DIXIT JOURNEY [3], disegni di Xavier Collette, primo mazzo
a firma diversa da Marie Cardouat e il nuovo tratto si vede tutto:
carte molto più cupe rispetto ai precedenti mazzi, disegno maggiormente influenzato dai cartoon
moderni (con l’influenza Pixar e della digital art molto evidente) e
una tridimensionalità che manca ai disegni dei primi due mazzi e che appaga molto l’occhio. In
alcune carte (non troppe per la verità) c’è un solo soggetto, cosa rara
nei precedenti set, con un piccolo rischio di mono-dimensionalità di
interpretazione, mancando quel particolare da cogliere e da far
cogliere. Un mazzo interessante per gli appassionati di digital art;
personalmente non ho mai capito se mi piaccia oppure no, anche se ho
sempre apprezzato la scelta coraggiosa di introdurre un nuovo
disegnatore per dare una svolta al comparto grafico del gioco. Nota
finale per dire che questo mazzo è quello presente nel gioco completo Dixit Journey, come si può già intuire dal nome assegnatogli. Da avere se vi piace il tratto cartoon.
DIXIT QUEST [2], disegni di Marie Cardouat, i disegni
dell’autrice francese sono sempre belli, se vi piace il tratto, ance se in questo nuovo mazzo, sia
stilisticamente sia a livello di contenuti, non c’è praticamente nulla
che possa distinguersi dal precedente mazzo del gioco base, né per tipologia né per tematiche (mischiando le carte sarà impossibile riconoscerle). Mazzo da aggiungere assolutamente per tutti gli
estimatori della prima disegnatrice di DIxit. Oggi gli preferisco diversi altri mazzi,
mentre all’epoca in cui è uscito l’ho preso con più impazienza di un
assetato nel deserto che vede un bicchiere d’acqua.
è iniziato tutto da qui! La disegnatrice appena diplomatasi
all’Istituto di Arti Decorative di Strasburgo risponde a un annuncio di
Regis Bonnessée di Libellud per illustrare Dixit, dopo aver
illustrato alcuni libri per bambini. I disegni di Marie Cardouat hanno
un tratto lieve e direi quasi onirico, sono molto evocativi e mescolano
sapientemente le emozioni in ognuna delle carte. La partenza è stata
ottima e la semplicità delle regole, accompagnata dai disegni
particolarmente azzeccati, hanno fatto di Dixit in breve tempo un classico moderno.
provato a dire cosa c’è di buono in ognuno di questi mazzi. Qui, ancora
di più che nelle recensioni, ripeto, c’è una forte componente di
soggettività, in quanto, quello scritto sino ad ora è basato sui gusti
artistici del sottoscritto: non riesco ad essere più obiettivo di così!
sino a dodici giocatori: disegnate una ruota con dodici spicchi e un
colore centrale per associarla al coniglio o al segnalino che si muoverà
sul tabellone e procuratevi una piccola molletta per ognuna delle
ruote. Le dinamiche sono identiche a quelle di Dixit,
con la diversità che si indicherà la carta sulla ruota con la molletta e
si modula il numero di chi indovina o non indovina le carte in base al
numero di partecipanti; così, ad esempio, se si giocherà in dieci
basterà che nove indovinino la carta per far sì che chi ha detto la
frase non sia stato abbastanza bravo.
sottoscritto, imbustate le carte e segnatevi da quale mazzo arrivano,
con il numero del mazzo. Forse Libellud (e Asmodee) potevano pensare a
un piccolo simbolo che distinguesse i vari mazzi l’uno dall’altro, così
che finita la partita si potessero riporre le carte nella scatola da cui
sono arrivate con semplicità (soluzione presenti in molti altri giochi, tra l’altro).
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| il mazzo base |
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| ODYSSEY |
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| QUEST |
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| JOURNEY |
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| ORIGINS |
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| DAYDREAMS |
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| MEMORIES |
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| REVELATIONS |
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| HARMONIES |
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| ANNIVERSARY |
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