scritto da Figlio di Griffin e da tutti gli impressionanti
protestano nonostante componenti brutti. Questa settimana abbiamo fatto un
tuffo nell’arte, nella civiltà e nella natura. Abbiamo cominciato ad occuparci
di gatti per poi preoccuparci di sfamare tutti i membri della nostra comunità,
intenti a realizzare una delle più belle e solenni vetrate di sempre, tanto
bella da riuscire a ricreare i colori e la semplicità di un giardino
rigoglioso, verde e pieno di laghi come i paesaggi di un territorio indiano
(d’America).
Buona lettura!
[Yuri-Sayuiv] Kittin • 2-4 giocatori • 6+ • 15′ • giocato in 3 • 15′ con spiegazione
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| Kittin |
Gioco di destrezza, dove dovremo cercare di impilare i gattini come mostrato
sulla carta, e il primo che lo fa, vince la carta. Si spiega in 10 secondi,
giochino molto veloce ma dove la competizione cresce carta dopo carta. I
gatteeple sono stupendi nelle loro varie forme, anche se un paio di colori
si possono confondere tra di loro, ma secondo me va bene così, fa parte del
gioco. Interessanti le varie strategie usate: chi prima prendeva tutti i
gatti necessari e poi cercava di impilarli, chi invece li prendeva uno alla
volta e intanto li metteva in posizione.
[Valeria-MeepleOnTheRoad] Hadara • 2-5 giocatori • 10+
• 45-60′ • giocato in 4 • 70′ con spiegazione
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| Hadara |
Apprezzato da chiunque, abbastanza in alto nelle classifiche di BGG, bello
da vedere, facile da giocare… eppure non capisco perché si parla
pochissimo di questo titolo. Spacciato per gioco di civilizzazione, per me
non lo è affatto. Non sento lo scorrere del tempo, né nelle scelte, né
nelle meccaniche, né tanto meno nell’ambientazione (nulla). Ciononostante
questo Hadara mi piace e piace a tutti quelli a cui lo propongo. I miei
tre compagni di serata ne hanno apprezzato l’immediatezza, la strana
dinamica che si crea al tavolo nella scelta di quali carte
comprare/bruciare e quali lasciare agli altri nella Fase B, i colori, la
chiarezza dei simboli e la durata contenuta nonostante non sia proprio un
fillerino. La partita è stata molto equilibrata; il fatto che sapessi
giocare e i miei amici no non ha influito minimamente, perché comunque un
po’ di alea nella pesca c’è e devi gestire quel che ti esce. Ha vinto
colei che ha puntato su un’unica carta tecnologia usata in combo con le
carte blu che le ha permesso di macinare punti cultura. Chi ha puntato sui
soldi è arrivato terzo e questo mi conferma che la strategia economica non
è tutto, anche se giocare con una rendita di monete bassa è difficile (io
ne ho sofferto per tutta la partita). Ci siamo alzati dal tavolo tutti
soddisfatti, con la consapevolezza di avere tra le mani un ottimo titolo
di draft che stimola la memoria e spinge i giocatori a stare attenti
grazie alla scelta simultanea delle carte. Unico neo: tempi di riordino
lunghi, visto il dover rimettere a posto tutte le carte nei giusti slot
della scatola. Ma il gioco è così carino che ci passiamo sopra.
espansione 5-6 giocatori)
• 1-4 giocatori • 14+ • 30-45′ • giocato in 5 • 50′ con 3 persone alla
prima partita
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| Sagrada |
Un gioco da tenere e trattenere in collezione. È stato una piacevole
sorpresa per chi, al tavolo, non lo conosceva. Ovviamente i due che lo
conoscevano alla fine hanno raggiunto i piazzamenti migliori – primo e
secondo posto – perché l’esperienza con questo titolo serve, soprattutto
per ottimizzare il riempimento della propria vetrata. L’espansione
introduce anche un comodo porta dadi per passarsi quelli da scegliere. Un
po’ sudoku, un po’ figlio di alea: non sempre usciranno tutti i numeri e
tutti i colori utili e, in più giocatori, si rischia pure di vedersi
sottrarre improvvisamente quel o quei dadi necessari ai propri piani. Lo
consiglio ad ogni tipo di giocatore perché facile e bello da giocare.
Aspetto che qualche collega parli anche del suo valido “solo mode” in una
prossima domenica.
• 1-5 giocatori • 14+ • 30′ • giocato in 2 alla prima partita • 25′ con spiegazione
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Village Green
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Ero incuriosito per due motivi: il nome dell’autore (lo stesso di The King is Dead, che adoro) e la recensione di Pinco con luci e ombre. Come meccaniche si tratta di gestire una mano di carte da piazzare in una griglia 4×4, in cui le carte sui bordi superiore e sinistro fanno punti in base alle altre. Monica ne è rimasta entusiasta e quindi è una scatolina che rimarrà a scaffale. L’abbiamo affrontato con il piglio del filler leggero, capace di riempire al massimo una mezz’oretta con uno svolgimento fluido e un set di regole ridotto, ma interessante. In particolare abbiamo apprezzato la possibilità di “sovrascrivere” le carte obiettivo, dando la libertà di adattare le proprie strategie in tempo reale. Da vero pollo ho chiuso la partita, riempiendo il mio villaggio, ma fatto meno punti. Personalmente non mi ha messo la voglia di fare due partite di fila, ma di giocarci altre sere molto volentieri. Da licenziare il grafico che ha messo giallo su bianco…
60-120′ • giocato in solitario • 90′ con lettura regolamento
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| Wendake |
Ci troviamo di fronte ad un piazzamento lavoratori con punti azione che ha
il merito di adottare una griglia 3×3 che varia da turno a turno e con la
quale diventa importante scegliere dopo la prima azione – e a mo’ di tris
– solo quelle delle caselle limitrofe in orizzontale, verticale o
diagonale. Un Eurogame bello tosto e appagante che permette di scegliere
diverse strategie per la vittoria, avendo due coppie di tracciati in cui
far salire i propri indicatori per incassare punti solo dal tracciato
“peggiore” di ogni coppia. Un gioco quindi che premia l’equilibrio e che
spinge a fare un po’ tutto durante la partita. Il bot è sfidante anche se,
una volta scoperte le sue tre carte, ha uno sviluppo di azioni ad
informazione completa. Questo perciò rende le nostre azioni rivolte anche
a quello che l’automa potrà disporre di lì a breve, distraendoci di fatto
dal nostro progetto in solitario che, mai come in questo caso, dà più il
gusto di una partita a due. Come detto il gioco è molto appagante ma è
assolutamente per giocatori giocatori. Mi hanno affascinato moltissimo poi il manuale
che sembra quasi una rivista per qualità di carta impiegata e i materiali
(quasi tutte le risorse sono in legno sagomato)…un gioco che stimola
tutti e cinque i sensi del giocatore universale di cui vi ho parlato
qualche domenica fa (^-^).
canale YouTube che, come spero avrete notato, sta crescendo anche grazie a
voi lettori della domenica!
ovviamente, che qui ci fa il disinscatolamento di New York Zoo, una
novità 2020 di un certo Uwe qualcosa.
fatto da me che apro Blackout: Hong Kong, l’edizione italiana con
la mappa più chiara di quella realizzata per la versione inglese.
per giocare e chissà se fioccheranno solitari sui nostri tavoli.
e ludico Natale!
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