scritto da
White Winston (Andrea P.) e da tutti gli
impressionanti
Buona domenica!
Bentornati all’appuntamento settimanale e ormai immancabile che vi porta direttamente (e senza passare dal VIA!) sui nostri tavoli. Quest’oggi la lista è leggermente più corta, ma parecchio variegata: titoli dal 2015 al 2020, dal solitario al party game. Intanto la situazione nazionale e internazionale legata alla COVID-19 ha avuto un drastico peggioramento, per cui chissà che piega prenderà la rubrica tra sette giorni!
Buona lettura!
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| Dragon Keepers |
[F/B!O P.] Dragon Keepers
• 1-4 giocatori • 9+ • 30-40′ • giocato in 2 e in 3, ognuno alla sua prima partita • 45′ (in 2) e 25′ (in 3′) entrambe con spiegazione
Autori Catarina e Vital Lacerda, illustratore The Mico, produzione eccellente: un pedigree interessante. Il regolamento propone una versione competitiva 6+, ma che persino Ambra di 6 anni e 4 mesi ha trovato imbarazzante. Fateci una partita per impratichirvi con i componenti e i concetti, ma nulla più. Nella versione collaborativa 9+ invece ci ha divertito: è il classico coop in cui succedono brutte cose (attacchi dei cacciatori di draghi) e i giocatori (custodi dei draghi) devono giostrarsi tra sistemare i problemi (prima che diventino critici) e progredire verso la condizione di vittoria (addestrando i draghi). Il tutto avviene tramite carte e gettoni giocati in abbinata per determinare chi fa cosa, i draghi sotto attacco vengono individuati dal lancio di una riserva di dadi (che aumenta secondo certi criteri). L’interazione è buona, perché bisogna coordinarsi bene per non subire penalità: se l’azione che si vuol fare non riesce si viene puniti. La presenza di alea è sentita, ma la durata contenuta e il lavoro di squadra la rendono accettabile. La scalabilità è lineare, in quanto il numero dei dadi che attaccano i draghi dipende dal numero dei giocatori. La rigiocabilità è discreta, con quattro livelli di difficoltà più uno avanzato (noi persa la prima e vinta la seconda, entrambe a livello facile). Abbiamo voglia di riprovarlo più cattivo. Vedetelo come Dragon Trainer: Il Gioco da Tavolo se avessero pagato i diritti. Se vi piace Tiny Epic Defenders fa decisamente per voi.
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| Lords of Hellas |
[Andrea-White Winston] Lords of Hellas • 1-4 giocatori • 14+ • 60-90′ • giocato in 4 • 90 minuti
Ambientato nella Grecia mitologica più tamarra che possiate immaginare (la mitologia è filtrata attraverso un’ambientazione robot-futuristica), è un gioco ibrido (sbilanciato dal lato american) a interazione diretta e controllo territorio. Non contenti dei già sovrabbondanti contenuti del base, abbiamo deciso di giocare anche l’espansione Ade, che aggiunge un ulteriore sottile strato di complessità e scelte. Il risultato è comunque un gioco a tratti divertente, a tratti frustrante, poco controllabile e fortemente legato alle scelte altrui. Ci si mena tanto e bene, anche se le conseguenze degli scontri non sono mai disastrose. La sensazione a fine partita è un po’ del calderone dove si è voluto buttare dentro troppa roba: un vero concentrato di ineleganza. Il giudizio non è una stroncatura, perché in fondo il gioco funziona e sul tavolo fa tanta scena. Non posso però esimermi dal constatare che probabilmente non lo rigiocherei volentieri. Tanta fatica per non sentire mai quella sensazione di controllo (anche parziale) della situazione che secondo me un minimo deve esserci anche in un gioco del genere. Per fortuna che in Awaken Realms un minimo hanno imparato dagli errori e nei titoli successivi (Nemesis?) hanno puntato maggiormente alla distillazione delle idee migliori, alla ricerca della qualità e non (solo) della quantità (di miniature).
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| 50 Clues: Il pendolo del morto |
[LucaCiglione] 50 Clues: Il pendolo del morto • 1-5 Giocatori • 18+ • 60-90′ • giocato in 3 • 80 minuti (in remoto)
Causa quarantena ho giocato a questo primo capitolo di 50 Clues da remoto e devo dire che si presta parecchio. Come Escape Room é molto carina, gli enigmi sono tutti logici e ben congegnati, sicché anche non dando la soluzione si accende poi sempre la lampadina una volta svelata. Il ritmo è buono e, nonostante i ritardi dovuti all’invio di foto, ci siamo goduti l’avventura. Non ho avuto l’effetto “pugno nello stomaco” per le scelte morali che abbiamo dovuto compiere, forse già preparato avendo visto la recensione di TeOoh!. Se il gameplay mi è piaciuto, la storia in sottofondo non sono riuscito a seguirla particolarmente, ma forse mi sarà più chiara nei prossimi capitoli.
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| The Game: Quick & Easy |
Come ho scritto qui sopra, l’ho giocato addirittura con un giocatore in più del consigliato e il titolo è rimasto veloce e divertente. È un collaborativo portabilissimo, che si spiega in 10 secondi e che regala partite intense e a ripetizione. Quando l’ho fatto provare ad amici e colleghi tutti si sono incollati alle sedie con partite a raffica per cercare di battere il gioco. Rispetto ai suoi fratelli (The Game e The Game Extreme) ha il pregio di essere effettivamente più semplice da giocare (non da vincere) e con una grafica molto più accattivante. Se con Extreme il colore blu aveva calmierato la cupezza teschioide, con Quick & Easy si è passati a un’accattivante bellezza teschioide. I disegni stilizzati dei diversi teschi danno un tocco di stile e di carattere, che ai predecessori mancava. Il sistema è simile, ma con sue peculiarità. Ci sono 5 colori con carte da 1 a 10, che vanno calate su due mazzi (uno crescente, l’altro decrescente), con la possibilità di ignorare le regole dei mazzi calandoci sopra carte dello stesso colore. Consigliatissimo a chi voglia attirare nuovi giocatori al tavolo. Prezzo contenuto (10 €) con una resa eccellente in termini di sfida e divertimento. Si fa giocare e rigiocare. Garantito!
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| Overworld |
• 1-5 giocatori • 14+ • 30-40′ • giocato in 2 alla prima partita • 40′ con spiegazione
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| Kill the Unicorns |
[Giulio-TheUncle] Kill the Unicorns • 2-6 giocatori • 12+ • 30′ • giocato in 3 • 45 minuti
Finalmente sono riuscito a trovare una serata per provare questo “atipico” gioco di aste, bluff e deduzione. Ambientato in un regno fantastico abitato da unicorni dispettosi e puzzolenti, vestiremo i panni di cacciatori ingaggiati dalla regina per far piazza pulita di questi fastidiosi animali magici. Il gioco si svolge in 4 “giorni” divisi in turni: posizionamento trappole, risoluzione poteri personaggio, asta, risoluzione aste e trappole, mercato nero. Il fulcro del gioco è nella combinazione bluff nelle offerte e fortuna/sfortuna delle trappole che possono ribaltare il risultato di un’asta. Vince il gioco, ovviamente, chi fa più punti alla fine del quarto giorno. Graficamente accattivante, è un gioco facilissimo da spiegare e adatto sia a neofiti che a giocatori più smaliziati desiderosi di passare una serata con un fillerino “cartonanimatoso” come questo. I materiali (carta) sono di buona fattura, le illustrazioni piacevoli e scanzonate. Carina la scatola con al suo interno un inserto che permette di riporre tutto in modo ordinato. Ho giocato a questa sessione con due donne (compagna e figlia) ed è riuscito a piacere a entrambe, la prima presa dal fattore aste e la seconda attratta dai disegni puccettosi. Da patito di american/german avevo approcciato il titolo in modo un po’ superficiale, ma devo dire che la partita è letteralmente volata (e sono arrivato ultimo… ma son dettagli).
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| Hostage Negotiator |
[Antonio-Figlio di Griffin] Hostage Negotiator • 1 giocatore • 14+ • 15-30′ • giocato da solo rispetta i 15′
Confesso di averlo preso per completare un ordine e, purtroppo, me ne trovo pentito. Avevo superato i miei pregiudizi sulla parte grafica per provare questo titolo che, come avevo letto, avrebbe dovuto regalare un’esperienza in solitario molto incalzante e ambientata. Non ho sentito per nulla il clima teso promesso e in verità anche la giocabilità mi ha deluso. Si giocano carte, si tirano dadi e si controlla uno dei tre risultati, ci sono dei modificatori, ma non danno alcuna idea di controllo sul gioco. Non so come qualcuno, in rete, lo abbia potuto paragonare a Venerdì, forse non era lucido in quel momento o era ostaggio di uno dei tre cattivi di questo titolo deludente. Si salva solo la buona fattura dei materiali. Ci ho giocato due volte, ma non ho alcuna voglia di reintavolarlo.
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Sul fronte video abbiamo sempre due uscite.
La prima vede Simarillon alle prese con Blood Lilyum, un prodotto che incrocia il mondo del fumetto con quello del gioco da tavolo. Un unicum sul mercato, si inserisce nella linea di prodotti Giochi Uniti che da anni cercano di unire queste due realtà, come ad esempio i titoli Deadland e Omegha. Qui però ci si spinge addirittura oltre, inserendo nella scatola la graphic novel disegnata dal maestro Enzo Troiano e ambientata da Raffaele Simonelli. Il gioco invece è stato ideato da Sergio Roncucci.
L’unboxing di Pharaon invece è a cura di Figlio di Griffin, che ne aveva già scritto una pillola domenica scorsa. È un peso medio-leggero, consigliato a chi voglia fare un upgrade venendo da prime esperienze ludiche più semplici e immediate. Serve parecchio spazio sul tavolo: vediamolo!
Come sono le pillole di oggi? Dolci, amare, scendono bene, restano in gola?
E voi riuscite a giocare in questi tempi complicati?
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