[Recensione] Mandala

Scritto da Chrys.

Questo gioco per due giocatori l’ho scoperto qualche mese fa grazie ai mitici Giullari, la sera della registrazione della partita live a Origami Leggende (se ve la foste persa la trovate qui)… in particolare me lo fece provare Alberto in attesa che la bella Giullaressa tornasse con le pizze per la cena, frantumandomi entrambe le volte le ossa (ma almeno la seconda volta ho perso con più dignità… o forse ha avuto pietà di me). ^__^
Sto parlando di Mandala (2 giocatori, 20 minuti), gioco ideato da Trevor Benjamin e Brett J. Gilbert ed edito da Lookout Games.
Benjamin è l’autore di 16 titoli tra cui ricordiamo l’acclamato War Chest, Undaunted Normandy e Dice Heist, mentre Gilbert ha all’attivo oltre 40 titoli tra cui Elysium, Pyramids, Raids e Fairy Tiles.
Mandala è un gioco di carte fondamentalmente astratto (sulle carte potevano metterci procioni colorati e funzionava uguale) che si ricollega al tema unicamente per la caducità di quello che creeremo in centro, che ogni volta che sarà completato verrà subito distrutto, oltre che per i nomi di alcuni elementi.

NELLA SCATOLA

In una piccola scatola quadrata standard (20×20 cm) troviamo una plancia in stoffa che rappresenta il campo da gioco e 110 carte quadrate standard (7×7 cm) che rappresentano dei mandala di 6 colori diversi e due carte riepilogative. Troviamo poi un regolamento in inglese di poche pagine.
La plancia in stoffa è molto bella ma soprattutto la scelta della stoffa ha permesso di far stare in una scatola piccola un plancia decisamente grande (70×50 cm) che in effetti serve tutta come spazio e aiuta moltissimo la gestione del gioco. Le carte sono di buona grammatura ma non telate.


COME SI GIOCA
A inizio partita ogni giocatore riceve una mano di 6 carte più due carte che vengono messe direttamente nella sua pila delle carte vinte. In ognuno dei due settori della plancia vengono poi piazzate due carte scoperte nella zona centrale (la “montagna”) e siamo pronti a partire.

Plancia di gioco
Come potete notare dalla foto la plancia presenta in centro due settori dove giocheremo le carte e ciascuno è diviso in 3 parti: una parte centrale neutra chiamata “montagna” e due parti chiamate campi, una rivolta veso un giocatore e l’altra verso il suo avversario. Più esternamente verso di noi abbiamo uno spazio per le carte vinte durante la partita oltre a 6 spazi che determinano il valore delle carte prese e che vengono chiamati “fiume”.

La regola d’oro: ogni colore può essere
presente solo in una delle tre aree di ogni settore (quindi se è nella montagna non può essere più
assegtnato ai campi, oppure se è presente nel mio campo non può essere
più giocato sulla montagna o nel campo avversario).

Le azioni possibili

Ogni volta che tocca a noi possiamo svolgere solo una di queste tre azioni:

  • Innalzare la montagna e pescare: possiamo giocare una singola carta nella zona centrale (rispettando la regola d’oro) e poi peschiamo fino a 3 carte ma senza superare il limite di mano che è di otto carte.
  • Far crescere i campi: possiamo giocare quante carte dello stesso colore vogliamo in uno dei nostri due campi (rispettando la regola d’oro). In questo caso NON peschiamo.
  • Scartare e pescare: possiamo scartare quante carte dello stesso colore vogliamo e poi ne peschiamo altrettante dal mazzo.
Se a fine turno in un settori sono presenti tutti e sei i colori (ovviamente sparsi nelle sue tre aree) allora dovremo procedere a distruggere il mandala.


Distruggere il mandala
I due giocatori si alternano a prendere dalla parte centrale, scegliendo un colore e prendendo tutte le carte di quel colore. Inizia il giocatore che ha la maggioranza di carte nel campo dal proprio lato. Una volta presi tutti i colori in centro vanno scartate le carte nei campi e se ne pescano altre due che vanno nella montagna centrale.
Quando si prende un colore se quel colore non è ancora presente nel proprio fiume si mette una carta nello spazio più a sinistra del fiume e poi le altre nella pila delle carte vinte… se il colore è già nel fiume le carte vanno invece tutte nella pila di quelle vinte. La posizione in cui un colore si trova determinerà quanti punti vale per quel giocatore ogni carta di quel tipo.
Fine partita
Nel momento in cui il mazzo si esaurisce si rimescolano gli scarti e si procede finché non viene completato un ultimo mandala. Finita la spartizione di questo il gioco finisce. La partita finisce anche se un giocatore riempie il sesto spazio del proprio fiume (il che significa che ha preso almeno una carta di ogni colore).
A questo punto ogni giocatore divide le proprie carte per colore e crea delle pile sotto alla rispettiva carta del proprio fiume: ogni carta varrà quanto indicato dalla posizione del colore nel fiume. Chi ha più punti vince.

CONSIDERAZIONI FINALI
Si stratta di un gioco davvero molto interessante… mi è stato fatto provare con tanto entusiasmo e poco dopo me ne sono comprato una copia tutta mia che ho già intavolato un sacco di volte.
La meccanica è sicuramente particolare ed il gioco è molto più strategico di quanto non sembri: per quanto ci troveremo, come in ogni gioco da due, a dover reagire e adattarci alle mosse dell’avversario c’è un’importante componente di pianificazione legata ai colori che abbiamo in mano e alle specifiche situazioni dei due settori, oltre naturalemente al fatto che la carte non hanno lo stesso valore per noi e per il nostro avversario.

Il risultato è un gioco molto profondo, ma va detto che proprio la sua profondità da alcuni potrebbe apparire come un difetto per ragioni legate al primo impatto e alla curva di apprendimento…

Il primo impatto è altamente spiazzante: nonostante le azioni possibili siano solo tre (di cui faremo molto più spesso le prime due) la prima sensazione è di spaesamento e non riusciamo a capire bene come muoverci. Questo è legato al fatto che inizialmente non si colgono bene le conseguenze delle nostre azioni a medio termine e un pochino anche al fatto che le tre azioni sono totalmente astratte e quindi continueremo a rivedere cosa comportano. Di fatto la prima partita la perderemo malissimo (se giochiamo con qualcuno che lo conosce) o ci sembrerà a casaccio (se entrambi i giocatori sono al primo approccio). La seconda partita ci vedrà però molto più consapevoli e sembrerà quasi un’altro gioco.
La curva di apprendimento non è lentissima ma si sente e il gioco non mette a disposizione opzioni o “effetti elastico” per ribilanciare la situazione. Questo fa sì che si tratti di un ottimo titolo soprattutto se lo giocate spesso con le stesse persone così da avere un equilibrio nell’esperienza. Questo ovviamente vale per molti giochi astratti, ma in questo specifico caso l’ho sentito di più. Diciamo che da questo punto di vista è un gioco perfetto per una coppia. 😉
La durata della partita resta sempre nei 20 minuti promessi (anche meno quando ci prendete la mano).
A livello di difficoltà delle regole non so bene dove piazzarlo; non lo vedo come un gioco adatto a tutti perché le tre azioni sono, come detto prima, molto astratte e per quanto semplici da spiegare non entrano subito in testa, il che potrebbe allontanare un giocatore non scafato.
In sintesi si tratta di un gioco astratto che punta a giocatori scafati con diversi titoli alle spalle che non si fanno intimorire dalla prima partita: se rientrate in questo profilo sono abbastanza certo che lo adorerete. In caso contrario probabilmente vi conviene passare oltre e puntare a titoli per due giocatori un po’ più “morbidi”.
Il prezzo di listino è sui 25€, ma il gioco non è stato localizzato in Italia e quindi potrebbe essere non facilissimo da trovare (soprattutto in questo momento storico… mentre scrivo siamo in piena “quarantena”); come sempre vi segnalo che Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it.

— Le immagini sono tratte da dal manuale, scattate da noi o prese dal sito della/e casa/e produttrice/i (Lookout Games) alle quali appartengono tutti i diritti sui giochi di cui si parla. Le immagini e regole sono state riprodotte ritenendo che la cosa possa rappresentare una gradita forma di presentazione del gioco. —

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