scritto da F/B!O P.
Da qualche settimana questo gioco può fregiarsi del titolo di Gioco dell’Anno 2019, per cui ve lo ripropongo nella sua veste italiana dopo la recensione firmata da Pinco della versione tedesca.
Il gioco è stato pubblicato inizialmente in Germania da Ravensburger con il titolo di Wettlauf nach El Dorado nel 2017, anno in cui è stato pure nominato per lo Spiel des Jahres. Vanta firme eccellenti come Reiner Knizia (autore) e Franz Vohwinkel (illustratore). La filiale italiana ha deciso di portarlo a marzo scorso sul suolo patrio, in tempo per sfoggiarlo alla Play. Questa edizione contiene anche lo spagnolo: ecco spiegato la curiosità del titolo in inglese (The Legendary El Dorado) diverso dal titolo inglese originario (The Quest for El Dorado).
Ad ogni modo le sue caratteristiche sono chiaramente invariate: 2-4 giocatori, 30-60 minuti di durata, 10+ l’età consigliata. Le meccaniche presenti sono quelle della corsa, della costruzione mazzo, del tabellone modulare e del movimento su griglia (esagonata).
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Si ringrazia Ravensburger per la copia recensore.
Sei pronto per un’emozionante avventura alla ricerca della leggendaria città dell’oro? Forma un gruppo di impavidi avventurieri in una spedizione attraverso l’insidiosa giungla del Sud America. Pianifica bene il percorso, ingaggia veri esperti e procurati l’equipaggiamento adeguato. Per raggiunger El Dorado e vincere, dovrai intraprendere il percorso migliore! Piano di gioco modificabile con oltre 100.000 configurazioni. Una strategia diversa per ogni partita!
IL GIOCO IN UNA FRASE
Al vostro turno pescate 4 carte dal mazzo personale e potete usarle per far avanzare la vostra pedina di esagono in esagono (pagandone i vari costi) sul tabellone modulare o per comprare altre carte da mettere sulla vostra pila degli scarti: il primo che arriva a El Dorado vince!
COMPONENTI
La scatola (297×297×71mm) contiene i regolamenti e i fogli di preparazione (IT + ES), 7 tavole territorio, 2 strisce territorio, 1 tessera d’arrivo, 6 blocchi, 8 pedine (in 4 colori), 4 pannelli spedizione (IT/ES), 1 gettone “cappello esploratore” per il primo giocatore, 1 pannello mercato (in 2 pezzi), 172 carte (86 IT + 86 ES) e 36 gettoni grotta.
Il volume della scatola è giustificato dalle dimensioni delle tavole territorio. Le pedine hanno una sagoma personalizzata da esploratori un po’ spacconi. Il cartone è spesso e resistente, la grafica ergonomica. Le carte sono in formato mini euro (44×67 mm), suppongo perché così il mercato e il pannello personale hanno dimensioni contenute. Imbustatele, se siete di quel culto. Le indicazioni per la preparazione del gioco e per i percorsi alternativi sono state intelligentemente slegate dal regolamento e impaginate in un agile foglio indipendente. Insolitamente, l’elenco dei componenti è presente soltanto sul retro della scatola e non nei manuali. Il gioco preparato sul tavolo ne occupa una cospicua superficie e fa bella mostra di sé.
Ho girato anche un video di unboxing ^_^
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| Percorso per la prima partita. Da notare i blocchi grigi presenti tra una tavola e l’altra. |
COME SI GIOCA
Lasciandovi come sempre al regolamento (EN) per una lettura più precisa, ecco una sintesi dei contenuti.
Per iniziare sarà sufficiente prendere il foglio di preparazione e seguire le istruzioni. In sostanza si tratta di preparare il percorso secondo uno dei 7 esempi proposti (di livello prima partita, principiante, intermedio o esperto) oppure di crearne uno proprio, implementando i consigli e i trucchi elencati sul retro. Il foglio illustra anche la dotazione iniziale di ciascun giocatore (2 pedine, 1 pannello spedizione che fa da plancia personale, 8 carte uguali per tutti) e la formazione del mercato. Si usano le 54 carte spedizione in 18 pile da 3: le 6 pile di carte con il pallino nell’angolo vanno sopra al pannello mercato e sono disponibili subito, le altre 12 diventano disponibili una alla volta appena si libera un posto sul pannello.
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| Pannello spedizione del giallo, con pratico riassunto del turno (a sinistra si pesca, a destra si scarta) |
Perfettamente nel canone del genere, al vostro turno avete 4 carte in mano e le giocate per far avanzare la vostra pedina e/o per acquistare una nuova carta. Se avete ancora in mano delle carte, potete scegliere di tenerle per il prossimo turno o di scartarle (ciascuna individualmente). Infine pescate fino ad avere 4 carte, in caso rimescolando la pila degli scarti per sostituire il mazzo da pesca esaurito.
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| Tutti i tipi di casella |
Muovere la pedina
Il sentiero che conduce a El Dorado attraversa diversi tipi di territori: paesaggio (verde, giallo e blu), rovine (grigio) e il campo base (rosso). La maggior parte delle carte riporta un valore numerico, che permette di muovere la pedina di 1 o più caselle dello stesso tipo, adiacenti alla posizione iniziale. Successivamente, può essere giocata un’altra carta per fare un’ulteriore mossa. Ciascuna delle carte giocate deve soddisfare 2 condizioni precise:
- il simbolo sulla carta deve corrispondere al colore/simbolo della casella sulla quale si vuole muovere la pedina;
- il valore della carta deve essere uguale o superiore a quello della casella (numero dei simboli raffigurati).
Se la carta soddisfa entrambe le condizioni, si può muovere la pedina sulla casella corrispondente. Se il valore della carta è superiore e si ha quindi della “potenza residua”, la si può usare per continuare il movimento sulla casella successiva. Non è possibile combinare fra loro più carte per ottenere una potenza maggiore. Per muovere la propria pedina su una casella rovine (grigio) o campo base (rosso), è possibile usare una carta qualsiasi che si ha in mano. Il numero dei simboli sulla casella indica il numero di carte necessarie da giocare, la differenza è che il campo base elimina completamente le carte dalla partita. Non è possibile entrare nelle caselle montagna (nere) o in quelle già occupate da un altro giocatore.
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| Ci sono 6 pile accessibili, le altre 12 lo diventeranno |
Acquistare una carta
Le carte con il simbolo della moneta hanno un valore pari al numero riportato. Tutte le altre carte valgono ½ moneta ciascuna. Scegliete quali carte utilizzare come valuta e sommate fra loro i valori facciali. Il totale rappresenta l’ammontare di soldi che potete spendere per acquistare una nuova carta. Da una delle pile sul pannello mercato selezionate una carta (fra quelle che potete permettervi) e posizionatela scoperta sulla pila degli scarti.
Se sul pannello mercato c’è una posizione vuota (sono terminate le 3 carte che formavano la pila), si può acquistare una qualsiasi carta spedizione fra quelle che il giocatore di turno può permettersi, scegliendola anche fra quelle che non si trovano sul pannello. Se la carta selezionata proviene da una delle pile che si trovano accanto al pannello mercato, si sposta la pila corrispondente nella posizione vuota.
Le carte oggetto sono monouso e hanno una croce rossa a ricordarlo. Le carte azione permettono mosse particolari, ad esempio: prendere una qualsiasi delle carte spedizione senza doverla pagare, pescare 2 o 3 carte del proprio mazzo principale e usarle nello stesso turno, pescare 1/2 carte ed eliminare dal gioco fino a 2 delle carte che si hanno in mano, spostare la propria pedina di una casella ignorando i requisiti richiesti.
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| I blocchi da inserire tra le tavole |
Quando un giocatore raggiunge una delle 3 caselle della tessera d’arrivo, quello diventa l’ultimo round e la partita finisce una volta completato. Se più giocatori raggiungono El Dorado, vince chi ha collezionato il maggior numero di blocchi. In caso di ulteriore parità, vince il giocatore i cui blocchi hanno il valore più alto.
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| In vista di El Dorado |
CONSIDERAZIONI
Il gioco mi ha conquistato per la sua semplicità e immediatezza. Non sono gli unici pregi, eh, ma sono di certo quelli che ti sbatte subito in faccia. È un deck-building classico nell’impostazione, però non fine a se stesso, perché lo scopo di migliorare il mazzo è arrivare per primi a El Dorado. Come spesso accade in questa meccanica, sono possibili vari stili di gioco: dal “corro in avanti e acquisto come ripiego” al “compro subito le carte belle, così quando parto ho un gran motore” a tutti quelli che ci stanno nel mezzo. Ho visto funzionare di tutto e la via della “costruzione subito” non è neanche interamente percorribile, poiché il mercato si apre man mano che la partita procede. Ecco, il mercato probabilmente è la cosa che mi piace di più: non tutto accessibile subito, attenzione a liberare uno spazio per il giocatore successivo e pile di sole 3 carte per tipo, che rendono impossibile costruirsi lo stesso mazzo ogni volta. Stiamo già quindi parlando di rigiocabilità e la parte del leone in questo parametro la fa il tabellone modulare: ora io non riesco a dimostrvi le oltre 100.000 configurazioni differenti (ci vorrebbe Iaia), ma mi rendo conto che le possibilità sono moltissime (stavo quasi dimenticando: c’è pure una variante Grotte, che introduce su alcune caselle montagna dei gettoni monouso dai potenti effetti). Essendo uscito originariamente due anni fa, nel frattempo la comunità ludica ha avuto modo di sbizzarrirsi e su BGG potete trovare 70 mappe preconfigurate, nonché una procedura generativa per scoprire il percorso a mano a mano che una pedina raggiunge il bordo. La modularità rende la partita adeguabile per durata e difficoltà, a seconda per esempio di quante tavole territorio, strettoie e curve vengano inserite. Leggere la mappa è importantissimo per decidere quale forma dare al proprio mazzo, di conseguenza come muoversi sul mercato. C’è sicuramente della fortuna coinvolta nella pesca delle carte, però conta decisamente di più il lavoro che si è fatto per ingrossare e/o sfoltire il mazzo da pesca. È possibile ottenere quest’ultimo sia tramite giocate dalla propria mano sia entrando in determinate caselle del percorso (campi base), pertanto potete sia avere un mazzo folto che cicla poco sia uno sottile che gira all’impazzata. Quale vi servirà meglio?
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| Alcuni esempi di percorsi alternativi |
A livello di interazione, devo dire che non è spintissima. Si concentra essenzialmente nel bloccarsi la strada in alcuni punti del percorso e nel prendere le carte dal mercato prima degli avversari. Non è un solitario di gruppo, tuttavia neanche un rovina amicizie. La scalabilità non è molto lineare: le partite in 3 o 4 giocatori si somigliano molto, in 2 invece si ricorre al barbatrucco di muovere 2 pedine a testa con la vittoria data dal portarle entrambe al traguardo. Di fatto quindi è molto simile a una partita in 4, con la possibilità di dividere la propria mano tra le 2 pedine. Sulla carta questa taglia mi pareva peggio di quello che si è dimostrata al tavolo, ma sicuramente il gioco dà il massimo nel multigiocatore, tanto che alcuni utenti di BGG ne hanno prese due copie per giocarci fino a 6 persone. In quanto ai tempi siamo in linea con la cifra promessa dalla scatola.
Chiudo con una citazione autorevole, che condivido: “I nove componenti della Giuria del Gioco dell’Anno hanno considerato El Dorado il gioco più riuscito del 2019 per semplicità e chiarezza del regolamento, alta rigiocabilità e ambientazione evocativa. La Giuria ha inoltre riconosciuto come elemento di merito la capacità del sistema di gioco di migliorare significativamente la profondità delle partite col progredire dell’esperienza acquisita dai giocatori, offrendo sfida e divertimento ai neofiti come ai giocatori esperti.“
Lati negativi?
Se cercate novità o colpi di scena, qui non li troverete.
Nemmeno se cercate un titolo di peso, ad alea 0, tutto deterministico.
Dato che tanto l’occupazione del tavolo è comunque considerevole, mi piacerebbe vederne una versione con carte in formato poker e non mini euro.
In due pottrebbe verificarsi un frangente spiacevole: il primo che arriva con una pedina sul campo base della tavola di partenza (casella rossa per sfoltire il mazzo) potrebbe tenerla occupata e inacessibile all’altro giocatore, migliorando velocemente il proprio mazzo, senza che l’avversario possa fare molto. Se impiegate la variante Grotte, sulla facciata A le conseguenze sono ancora peggiori, perché il campo base è proprio accanto alla casella montagna in cui si ottengono i gettoni grotta.
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| Gettone primo giocatore |
È DIVERTENTE PERDERE A QUESTO GIOCO?
Il senso di questo paragrafo lo potete leggere meglio qui, ma in sintesi mi chiedo: la sconfitta mi lascia la voglia di tornare nuovamente su The Legendary El Dorado?
Sì, perché voglio esplorare altri percorsi e affinare la mia capacità di leggere la mappa, nell’ottica di migliorare in modo mirato il mio mazzo.
Sì, perché almeno due giocatori sono sempre arrivati lì lì sul traguardo e spesso sono servite pure le regole di spareggio.
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| Mazzo iniziale |
MIA MOGLIE DICE COSE
«Mi piace molto questo gioco. Facile da capire ed effettivamente facile da giocare.
Meno facile vincere, ovviamente, ma anche questo è un punto positivo.
La cosa che preferisco è la costruzione del mazzo e, dalla seconda partita, ci si appassiona all’eliminazione carte. Provate: che soddisfazione bruciare quelle del mazzo iniziale! Davvero, è liberatorio. Via, carta troppo misera per rimanere con me, tsk!
Anche l’avanzata verso l’El Dorado è divertente, però state attenti: a volte è meglio prendere la via più lunga, che non impantanarsi in luoghi impervi, stretti e costosi… come ho fatto io qualche sera fa. In fondo, è un gioco di carte e non sempre la sorte ci sorride.»
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— Alcune immagini sono tratte da BGG e dal regolamento, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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