scritto da Fabio (Pinco11)
Acquisto la scatola guidato dal nome dell’autore, ovvero quell’Alexander Pfister che ha sfornato negli ultimi anni tanti titoli interessanti (Western Trail, Mombasa, Port Royal, Oh My Goods!), di vario peso e, considerando che nel 2017 mancavano, ad Essen, sue uscite di peso, ho pensato di ingannare l’attesa con Gier, per 2-5 giocatori di età 8+, indipendente dalla lingua (salvo il manuale), edito da AMIGO.
Di che si tratta? Semplice gioco di carte, con meccaniche di collezione set di tenta la fortuna. Tempo a partita, dai 15 minuti in giù …
LE REGOLE IN DUE PAROLE
Il mazzo da gioco è composto da 98 carte, numerate da 1 a 7 e in 7 colori, e una carta crook per giocatore. A inizio partita ciascuno riceve una carta crook e 7 carte normali, oltre a una o più carte (il primo giocatore 1, il secondo 2 e così via) di fronte a sé.
Al proprio turno per prima cosa il giocatore sceglie una delle carte che ha in mano e la mette di fronte a sé: le carte vanno messe in colonna, divise per numero. Quindi il giocatore sceglierà un avversario e si metterà a pescare dalla sua mano, rubandogli così le carte: egli potrà prelevarne finché vorrà, ma se ne prenderà due uguali (stesso numero) sballerà, fermandosi e restituendo il bottino alla vittima.
Se il giocatore si ferma invece prima di prendere un doppione, potrà trattenere le carte rubate, mettendole davanti a sé. Se tra le carte rubate c’è il crook, lo si restituisce al giocatore dal quale si è pescato e gli si ruba una carta dalla sua collezione. Scopo del gioco è essere il primo giocatore a collezionare sei carte con lo stesso numero.
Se il giocatore si ferma invece prima di prendere un doppione, potrà trattenere le carte rubate, mettendole davanti a sé. Se tra le carte rubate c’è il crook, lo si restituisce al giocatore dal quale si è pescato e gli si ruba una carta dalla sua collezione. Scopo del gioco è essere il primo giocatore a collezionare sei carte con lo stesso numero.
Aggiungo solo, da ultimo, che alcune carte, quando rubate, attivano un piccolo effetto speciale (occhi: guarda la mano di un avversario; +1 tutti i giocatori che hanno in mano una carta con quel numero pescano dal mazzo una carta e la aggiungono alla propria collezione; 2-3 puoi scartare due carte dalla tua collezione per pescarne e aggiungerne alla tua collezione 3). Quando si resta con una sola carta si riempie la mano a otto.
Mmmmm. Diciamo che non si presenta proprio, nel senso che le carte non recano disegni, né un tema di fondo, limitandosi a proporre dei colori e numeri. Il crook, unica eccezione, non è nemmeno ritratto in modo particolarmente accattivante.
COME GIRA
È qui che il gioco mi ha sorpreso, ma nel senso che non mi attendevo con quel nome sulla scatola un titolo nel complesso così semplice.
In sostanza tutto o quasi ruota sul pescare dall’avversario finché non ti fermi o incocci due carte uguali e qui la partenza è la stessa di Händler der Karibik, uno dei giochini che hanno fatto la fortuna di Pfister, ma mentre in quel predecessore poi andavi a utilizzare le carte per acquistarne altre e ti costruivi dei piccoli motorini, qua invece non fai altro che prendere le carte e incolonnarle davanti a te, fino a quando non ne collezioni sei.
Diciamo che Gier è più vicino come difficoltà a Uno che a Händler/Port Royal e che l’8+ sulla scatola è financo eccessivo.
Riflessioni ne puoi fare infatti poche e il massimo della strategia sta nello scegliere se scartare volontariamente una carta della propria collezione per riempirsi la mano, evitando così il rischio che un avversario possa rubare una carta che gli serve, ma poi la quota fortuna è tale, tra il tenta la fortuna della pesca e gli effetti speciali di alcune carte, che onestamente c’è poco posto per pianificare.
Direi per chi desidera staccare e fare un giro di qualcosa di alternativo a vince la carta più alta o a Uno.
Se siete curiosi di sapere come è stato accolto il gioco, vi rispondo che in effetti se ne è parlato pochino e su BGG gode di un ristretto 6,2 di voto medio, sulla base di soli 100 voti e 19 commenti, tra i quali spiccano un paio di voti alti di chi lo ha trovato assai divertente e altri bassi di chi non ci ha trovato nulla di interessante …
Diciamo che probabilmente non tutte le ciambelle riescono col buco … Perché ve ne parlo, allora, vi chiederete. Perché l’autore è uno dei miei preferiti, per cui mi permetto di preavvisare di che si tratta chi sia allettato dalla mia stessa tentazione nel prenderlo 🙂
Nel contempo annoto che, proposto al mio gruppo di amici, ha raccolto anche pareri positivi, con gli amici Carlo e Pier, in particolare, che hanno criticato le mie critiche, trovandolo comunque un filler simpatico e caciarone, a onta delle mie lamentele 🙂
In due, invece, il gioco gira grazie a una regoletta aggiuntiva e perde (a mio modesto parere) anche quel qualcosa che lo può rendere divertente nel multigiocatore.
Nel contempo annoto che, proposto al mio gruppo di amici, ha raccolto anche pareri positivi, con gli amici Carlo e Pier, in particolare, che hanno criticato le mie critiche, trovandolo comunque un filler simpatico e caciarone, a onta delle mie lamentele 🙂
In due, invece, il gioco gira grazie a una regoletta aggiuntiva e perde (a mio modesto parere) anche quel qualcosa che lo può rendere divertente nel multigiocatore.
CONCLUSIONE
Gier è un gioco di carte piuttosto semplice, adatto per un pubblico alla ricerca di qualcosa di realmente basico. Le logiche sono quelle del tenta la fortuna (push your luck) e collezione set, visto che altro non si deve fare (o quasi) se non rubare carte agli avversari per collezionarne sei uguali di fronte a sé. Mescolate dentro ci sono poi un paio di regolette utili a vivacizzare ancora un pelo il tutto, per cui può interessare chi sia alla ricerca di titoli adatti per un pubblico familiare.
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