Scritto da Fabio (Pinco11)
Tutte le case editrici tengono quindi in grande considerazione questo evento ed il 70% delle uscite di novita´ si concentra quindi in questi giorni: i 150.000 (circa) visitatori della fiera hanno quindi veramente l´imbarazzo della scelta nell´accostarsi ai vari stand presenti, dove e´ possibile (avendo la necessaria pazienza di attendere il proprio turno, volteggiando nel frattempo come dei piccoli avvoltoi in attesa della propria preda) provare i titoli nuovi di zecca proposti, spessissimo avendo la chance di farsi spiegare le regole (in inglese o tedesco) dagli stessi autori.
Altra attività prediletta da molti è poi quella di acquisto: tra le aree della fiera infatti girano innumerevoli visitatori dotati di trolley, borsoni, borsette, valige, addirittura carrelli , tutti letteralmente carichi di giochi che essi comprano a prezzi veramente vantaggiosi. A parte le novità, sempre proposte con qualcosina di sconto rispetto al futuro prezzo ufficiale, si sprecano infatti le occasionissime, con pile di titoli che vengono svenduti in pochi minuti dal loro arrivo, cogliendo le case, grazie ai numeri enormi di visitatori della fiera, l’occasione per esaurire o quasi i propri magazzini.
Ogni tavolo ed ogni passaggio è riempito durante la fiera: raramente ne è intaccata però la vivibilità, dati gli ampi spazi, salvo forse nella giornata di domenica, di maggiore afflusso: spesso però è facile vedere occupati tutti gli spazi per giocare, anche per terra ..
Gli stand dei produttori di giochi naturalmente fanno la parte del leone e propongono tutte le uscite, recenti o meno, delle singole case, dando anche la possibilità di provarli: gli stand come dimensione vanno da un minimo con un paio di tavoli, a quelli più ampi, tipo, quest’anno, la Queen, con almeno una ventina di essi. A volte sono anche predisposti, come scenografia, elementi di impatto come ‘statue’ (tipo il marine di Warhammer) o figuranti (come le cameriere di Tanto Cuore), mentre più spesso è la cartellonistica ad attrarre l’occhio all’inizio, mentre poi i protagonisti sono i giochi …
Fatta la doverosa premessa descrittiva di massima, utile per chi non abbia mai avuto la possibilità di visitare lo Spiel, mi accingo ora a trarre un piccolo bilancio della fiera.
Il motivo di tanta volatilità è da ricercarsi nel fatto che non c´ e´ stato quest´ anno un titolo che sia riuscito davvero ad emergere sugli altri e la mancanza di un primattore ha fatto si che il flusso di visitatori, che spesso passava dagli stand preposti alle votazioni, si muovesse freneticamente da uno stand all´ altro senza mai fermarsi, sempre alla ricerca del gioco del quale non si puo´ fare a meno nella lista degli acquisti. Le classifiche (del tutto inattendibili statisticamente, in quanto redatte dulla base di poche decine di voti espressi mentre i visitatori sono decine di migliaia) redatte da Fairplay Online Magazine e BGG non sono mai state mutevoli come quest’anno e numerosi sono i titoli che sono riusciti a restare in vetta per meno di un´ ora , andando poi rapidamente a scomparire: la cosa rispecchia, come accennavo, la incertezza dei visitatori e da l´ idea di come nessuno sia riuscito a spiccare dalla massa.
La prima delle due classifiche è stata quella, come sempre, relativamente più stabile ed ha visto alla fine prevalere Tournay, della Pearl Games, seguito da Trajan, ultima creazione di Feld. Ottimo poi il risultato ottenuto dai titoli di Friese, primo fra tutti il suo Die Ersten Funken, dalla traduzione in tedesco del vecchio Glory To Rome, nonchè dall’ultimo gioco Hans im Gluck Hawaii e dal Cramer Helvetia.
Assolutamente inattendibile si è invece rivelata la classifica di BGG, la quale è risultata talmente mutevole che i risultati finali, che vedono una lista di titoli assolutamente conosciuti nelle prime posizioni, rappresenta solo una foto del momento finale della ‘competizione’, essendosi succedute decine di titoli nei primi posti, sempre poi scalzati dai nuovi arrivi. Ottime comunque sono state le prestazioni degli ‘italiani’, con Ristorante Italia, Aquileia, Upon a Salty Ocean, Dungeon Fighter e Lupin III, che si sono spesso avvicinati alle primissime posizioni, a volte alcuni di essi permanendo per qualche ora in vetta. Ai tavoli della DvGiochi, dove era proposto in anteprima anche Gang, il nuovo gioco di carte dedicato al mondo dei gangster, poi risulta essere andata sold out già sabato l’espansione di Bang! dedicata alla corsa dell’oro (Gold Rush), mentre a quelli della Giochi Uniti era presente, accanto all’appena uscito Ventura, il prototipo del titolo del prossimo anno, ossia Il mistero dei Templari (sempre ideato da Silvio Negri Clementi). Presso gli stand Cranio, infine, ha ottenuto un buon successo anche Sakè, dei ragazzi della Albepavo, il quale, godendo di un’ottima grafica, attraeva gli incuriositi visitatori.
Delusione assoluta è stata invece Kingdom Builder, titolo sul quale la Queen Games aveva quest’anno puntato moltissimo. Dei numerosi connazionali con i quali ho avuto modo di scambiare quattro chiacchiere in fiera nessuno è rimasto infatti colpito dal gioco di Vaccarino, ottenendo esso, al limite, una valutazione del tipo ‘può andar bene per gli occasionali’, ma anch’essa poco convinta. Mi riservo di darvi più informazioni in un articolo di prova su strada, ma l’alea, la eccessiva semplicità e qualche dubbio sulla grafica contribuiscono a far sorgere più di una perplessità su quello che doveva essere nelle premesse di molti il bestseller della fiera.
Sensazioni
La valutazione d´ insieme che mi sento di trarre al momento, quanto alla qualita´dei titoli di quest´ anno, che saranno nei prossimi mesi in vendita sul mercato, che essa sia, mediamente, di tutto rispetto, nel senso che le produzioni, anche delle piccole case, ovvero di quelle che hanno portato in fiera l´unico titolo che commercializzeranno quest´ anno, si presentano come graficamente abbastanza curate e come componentistica normalmente valide.
Mancano però picchi di innovazione e c’è anche una forte tendenza a puntare su di una fascia di difficoltà più bassa rispetto al passato, nel tentativo di avere a disposizione un target di potenziali giocatori più ampio e quindi potenziali maggiori vendite. Altra tendenza, questa positivissima, è quella al limare i prezzi: a parte qualche normale eccezione, dovuta spesso a costi di produzione di specifici componenti o a scelte di alcune case (come la Queen, tra le più care), i titoli più attesi erano in fiera proposti tra i 20 ed i 30 euro, politica questa che non può che risultare gradita a noi giocatori – acquirenti.
Le ultime note di questo sintetico bilancio della fiera le dedico , in ordine sparso, a menzionare alcuni titoli che a mio avviso, o per averli giocati o per averli visti nelle borse di parecchi visitatori o su numerosi dei tavoli dell’albergo (si: si gioca ad ogni ora ed in ogni posto nei giorni della fiera!).
I piccoli hanno trovato, mai come quest’anno, grandi riscontri, e tra di essi abbiamo i polacchi della Kuznia Gier, con l’accoppiata tra il loro Alcatraz, ambientato nell’omonimo carcere dal quale tutti vogliono fuggire e il party game Top a top (ottimamente piazzato su BGG), nonchè i loro conterranei della Portal, della quale ho visto ben accolto soprattutto City Tycoon, una sorta di Sim City da tavolo. I cechi della CGE hanno a loro volta visto molto venduto il loro Dungeon Petz, dotato di numerosi simpatici trippolini a forma di piccola creatura (anche Last Will è stato ben visto ) ed il successo dell’autore Chvatil è stato completato dall’ottimo riscontro ottenuto con Mage Knight the Boardgame, gioco con miniature , il quale è stato per lunghi tratti in testa alle preferenze degli utenti fieristici associati a BGG. Degni di nota poi, oltre agli italiani (un poco penalizzato nei sondaggi è stato forse solo 011, comunque ritenuto da molti a sua volta di grande interesse, ma essendo titolo piuttosto lungo da giocare si è potuto avvalere di un numeroso di potenziali votanti minore di altri) , gli esordienti svedesi della Frix Games, con il loro Wilderness e gli spagnoli della Gen – x con il loro gioco di carte Stalag 17.
In ordine sparso ricordo, per chiudere per ora, l’astratto Moeraki Kemu di Stefan Kiehl, Siberia della Pd Games (anche se graficamente non eccelso), Takenoko di Bauza (stavolta bella componentistica e meno attraenti meccaniche di gioco), Village di Inka e Marcus Brand (il quale sembrava davvero bello, ma che è arrivato in fiera solo con tre scatole di dimostrazione e non era acquistabile), Vanuatu di Alain Epron (gestionalino dai bei componenti) ed Eclipse di Takokallio (uno dei pochi gestionali pesanti, assieme all’ Ora et Labora di Rosenberg, ad aver ottenuto buoni riscontri in fiera). Un saluto, infine, agli amici dell’Area Autoproduzione internazionale, ossia Calcagno, con il suo Gioca il Segno (una evoluzione dei concetti visti in Uno), gli olandesi di Balance Games, gli spagnoli di Nestor Games e naturalmente, l’inossidabile Porazzi con Assist, scritto insieme con Donadoni.
Bene, sfinito dalla faticosa quattro giorni (per me, visto che alcuni sono arrivati mercoledì e rientraranno solo oggi, ovvero lunedì) di trasferta in terra germanica, saluto tutti, sperando di essere riuscito nell’intento di dare, tra foto ed appunti trasmessi, un piccolo spaccato dell’evento fieristico più importante dell’anno per il nostro settore. Dò poi appuntamento a tutti per l’imminente fiera di Lucca, alla quale interverranno altrettanti visitatori che ad Essen, anche se essi, purtroppo, divideranno le loro attenzioni tra numerosi temi, non recandosi essi nella ridente cittadina toscana solo per i giochi da tavolo … 😉
Nel salutarvi ecco qualche immagine finale in ordine sparso …
Ecco a lato una delle tante classifiche provvisorie di Fairplay Magazine, con posti a partire dall’alto andando verso il basso: Dungeon Fighter era al momento sul podio !!Qui ecco una immagine dello stand dove sperimentavano la Body Painting …, interessante arte. Sotto alcuni trippolini vari da Alba Longa ..
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