Fabio (Pinco11)
ASIAN TIGERS PRIME IMPRESSIONI
Alla scorsa Essen avevo inserito Asian Tigers (edito da Pythagoras Games, ora in localizzazione grazie a Giochistarter, per 1-4 giocatori – 120′ – 14+) nell’elenco dei titoli da portare a casa, attratto in buona parte dal tam tam di internet e per il resto dal nome degli autori, ossia la coppia Sentieiro – Soledade (Nippon, Madeira, La Stanza, Panamax).
Il tema di fondo è quello delle quattro potenze economiche emergenti degli anni ’60, ossia Corea del Sud, Taiwan, Singapore ed Hong Kong, anche definite i ‘quattro draghi’ ed il gioco ne rievoca in un certo senso la competizione, risultando incentrato sul piazzamento lavoratori e su di una elaborata logica di maggioranze.
La difficoltà percepita è di 3.71 (su BGG), che lo apparenta, per rimanere ai titoli di quest’anno, ad un Men Nefer (3.75).

ASIAN TIGERS IN POCO
Al proprio turno il giocatore va a prelevare il primo dei lavoratori presenti nell’apposita riga sulla propria plancia (ce ne sono di tre ‘vivaci’ colori, ossia nero, grigio e bianco) e lo utilizza o per investire sulle infrastrutture di uno dei quattro paesi (ossia nella sezione corrispondente sulla mappa) o per vendere i prodotti prima ottenuti sul mercato globale.
Detta così, sembra semplice, ma se la parte di vendita dei prodotti è grosso modo una raccolta set di cose, quella di investimento prevede la possibilità di piazzare i propri segnalini su vari tipi di spazi, idealmente costruendo laboratori, centrali elettriche, università, satelliti e via dicendo. Mano a mano che si prelevano segnalini dalla propria plancia, poi, si ottengono bonus legati alle aree liberate. Nell’insieme ogni cosa, alla fine di ciascuno dei due round (completati gli omini a disposizione), concorrerà ad un punteggio ‘prestigio’, sulla base dei quali è attribuita a fine partita buona parte dei punti finali.

COME SI PRESENTA
Decisamente la grafica non è il punto forte di Asian Tigers, che si presenta più o meno come un qualcosa a metà strada tra un prototipo ed un foglio elettronico. Se siete degli esteti, quindi, questo vi basterà per lasciar perdere, ma so per esperienza che gli amanti dei titoli di peso non si fanno scoraggiare da illustrazioni poco fantasiose, per cui dico che per il resto il suo dovere i materiali li fanno, visto che comunque l’abbondante quantità di segnalini in legno colorati una sua figura, a fine partita, la fa, garantendo il colpo d’occhio.
L’ambientazione, a sua volta, non è sentitissima.

COME GIRA ASIAN TIGERS
Come accennavo in premessa, il tamtam degli amici appassionati mi ha restituito opinioni generalmente positive su questo titolo, che è anche entrato nella ‘preselezione’ del Magnifico della Tana dei Goblin, per cui mi ci sono accostato con una certa attenzione.
In se il gioco rappresenta una evoluzione, con sostanziale inspessimento, dei giochi di maggioranze classici, visto che al posto del tradizionale ‘piazza un omino in un settore e magari attiva un effettino speciale’ tipico dei titoli d’antan di questa categoria, è qui proposta una articolata possibilità di piazzare cose diverse all’interno delle quattro sezioni nelle quali si sviluppa la lotta per la supremazia.

SPESSORE
Abbiamo così i lavoratori colorati, che introducono limitazioni nel piazzamento ed al loro fianco ci sono le diverse conseguenze delle scelte tra i vari sotto settori, con l’introduzione di appositi segnalini extra collocabili, che incidono sulle maggioranze. Di sovente la scelta è quella tra ottenere benefici immediati, sotto forma di gettoni – prodotto (da spendere poi nella sezione delle vendite all’estero) e quella di aumentare la propria presenza, che il suo bel peso lo avrà a fine partita.
Ogni cosa ha le sue conseguenze, per cui una partitella di ambientazione è assolutamente consigliata, visto che è possibile non riuscire a stimare perfettamente, alla prima esperienza, il potenziale di ogni cosa.
A CHI PIACE E A CHI NO
Al momento Asian Tigers gode su BGG di un punitivo 7.3 di voto medio, che vi invito a prendere cum grano salis. La grafica scarna sicuramente ha avuto infatti il suo peso nel far calare il voto medio, ma devo dire che chi gradisca le logiche di maggioranza può trovare qui facilmente il gusto dei suoi piatti preferiti. Diciamo che se quel genere è il vostro ‘cioccolato’, questa è una bella torta (tipo quelle americane) a sei strati, tutti più o meno cioccolatosi.
Sulla scalabilità devo dire che il numero ideale per goderne appieno è naturalmente di quattro presenti, ma i ‘bot’ inseriti rendono comunque interessante anche il giocare a versioni con meno giocanti.
Sul lato opposto, naturalmente, visto che sempre di ‘cioccolata’ (maggioranze, nella nostra metafora) si parla, se non ne siete fan, potrete tranquillamente lasciar perdere, così come se lo siete di piatti meno speziati (tradotto: se cercate meccaniche più dirette).

CONCLUSIONI
Asian Tigers è un titolo a base di maggioranze piuttosto strutturato e dotato di un buon livello di profondità. Consigliato per gli amanti del genere e della complessità, a patto di non lasciarsi disincentivare da una componentistica piuttosto blanda.
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