scritto da Fabio (Pinco11)
Il gioco del quale dialogheremo oggi (il plurale è una licenza poetica, visto che si tratta di un soliloquio) è La Stanza, del dinamico duo Sentieiro-Soledade, edito da Quined Games per 2-4 giocatori dai 10 anni in su, con tempo a partita di 60-90′, indipendente dalla lingua, eccettuato il manuale.
Teorico scopo del gioco (l’ambientazione è un optional) è per i giocatori, calati nei panni di mecenati, quello di muoversi attraverso le diverse stanze di una ipotetica e iperuranica abitazione, reclutando da esse artisti e personaggi storici, utilizzandone le abilità per produrre le opere del loro ingegno.
Meccaniche? Collezione set e gestione azioni (grosso modo). Difficoltà? Siamo intorno al 2,5-3,0 su scala da 1 a 5.
L’AMBIENTAZIONE
Piccola premessa per dire che ho già fatto fatica a riassumerne una nelle quattro righe che ho dedicato allo scopo nell’introduzione. In sostanza siamo di fronte a un gioco astratto, nel quale si vanno a raccogliere tessere colorate e, quando attivate l’azione corrispondente a quel colore, più ne avete, meglio è. Punto.
![]() |
| Il tabellone |
LE REGOLE IN SINTESI
Premetto che siamo di fronte a un gioco che ha il suo maggior pregio nel fatto di essere diverso dal solito, per cui sappiate sin d’ora che la prima partita la passerete, a volte senza successo, a cercare di capire come il tutto si svolga. La mia usuale sintesi delle regole (le trovate qui in inglese), quindi, sarà ancora più sintetica, perché è inutile che mi metta a spiegarvi nei dettagli cose che richiedono una mezza partita con i materiali davanti per essere comprese.
Mi limito quindi a dire che il tabellone propone, in sostanza, un percorso di 16 caselle, in ciascuna delle quali trovate a inizio partita la figura di un personaggio storico (il suo nome è irrilevante ai fini del gioco), con stampato in un angolo il suo colore/settore di specializzazione (il colore è l’unica informazione utile ai fini del gioco).
Al proprio turno il giocatore a cui sta prende il proprio segnalino e si muove di quante caselle vuole, da 1 a 4 (non contando caselle vuote o occupate), prelevando la tesserina del personaggio che era contenuta nella casella di arrivo (la mette nella riga recuitment della propria scheda). Egli quindi deciderà se : A) attivare una disciplina; B) ottenere denaro (ricevendo monete); C) non fare altro e passare la mano. Il fulcro del gioco sta, come avrete intuito, nell’attivare una disciplina, ossia svolgere l’azione della stanza in cui si trova il proprio segnalino (aggiungo che potrete anche svolgere l’azione di un’altra stanza, pagando un omino di quel colore …), cosa che prevede la necessità di assumere almeno un personaggio di quel colore che avevate nella riga recruitment della vostra scheda, pagare il costo richiesto e piazzarlo nella riga sottostante (worker) al posto del personaggio/i che avevate. Indi attiverete quell’azione con forza pari al numero di personaggi di quel colore che possedete, ottenendo effetti diversi a seconda della stanza nella quale vi trovate. Se la forza dell’azione è molto alta, potrete anche produrre un masterpiece di quella categoria (che darà punti a fine partita).
Il gioco procede così, alternandosi i giocatori fino a quando due stanze non siano vuote: a quel punto si riempiono tutte le caselle vuote e si avanza di uno il contaturni. La partita termina quando avete svolto tanti turni quanti sono i giocatori +1 (ci saranno comunque alcuni round per fare le ultime cose) e si contano quindi i punti nella classica insalatona di endgame.
![]() |
| La scheda giocatore |
COME SI PRESENTA
Allora, premesso qui che il gioco è stato prodotto subito in una versione sostanzialmente deluxe (è stato finanziato su Kickstarter per il prezzo di 45 euro o 59, la seconda cifra per avere le monete in metallo con l’idea che sarebbe stato poi venduto a 60-99 sul mercato), qualche modesta lamentela al riguardo la avrei.
Se l’immagine di copertina, infatti, è decisamente attraente, le illustrazioni sulle tessere non colpiscono altrettanto (sono disomogenee nel tratto, per cui alcune sono proposte con stile da ritrattistica, altre quasi da fumetto) e tutti i componenti stampati godono di elementi di abbellimento piuttosto superficiali, dominando nell’insieme, una volta messo il tutto sul tavolo, la colorazione marroncino begiolina prescelta per sfondo delle tessere.
![]() |
| Tessere bonus |
Abbiamo poi una gran quantità di pezzi in legno, anche di dimensione generosa, così come le bellissime monete di metallo, ma la loro presenza non riesce a far superare la sensazione d’insieme di essere di fronte ad una sorta di mix tra elementi da prototipo e di altri da versione finale del prodotto.
Le icone che descrivono le tessere bonus, poi, sono (a prima vista, poi memorizzarle è rapido) poco intuitive e bruttine a vedersi e lo stesso manuale dà una sensazione globale di essere stato tirato via, presentando diverse illustrazioni oversize, ma difettando poi di idonei esempi utili a dirimere i dubbi che le prime partite portano sempre con se.
Nell’insieme, comunque, direi che siamo nel classico adeguato alla scopo, facendo una media aritmetica tra pregi e difetti (che ho vocalizzato in particolare, visto che il prezzo del gioco non è contenuto).
L’ambientazione, come annotavo, è proposto con finalità del tutto estetiche, perdendo, quindi di senso (di solito dovrebbe aiutare a capire le regole ed il flusso del gioco …).
COME GIRA
Devo dire subito che il gioco, personalmente, mi ha stuzzicato e lo trovo interessante, nonchè sufficientemente innovativo, proponendo una miscela di cose da fare che ha il pregio, per me rilevante, di non riportarmi subito alla mente il solito senso di deja vu che di recente caratterizza il primo approccio alla maggior parte dei giochi. Nel contempo annoto che i miei commensali, invece, si sono fatti di frequente influenzare dalla scarsa intuitività del gameplay, non condividendo del tutto le mie impressioni positive.
![]() |
| I personaggi |
Il primissimo approccio con il gioco lo ebbi ad Essen, avendo deciso di metterlo sul tavolo una sera, nel dopo cena a casa. La lettura del manuale risultò ostica, in quanto, pur essendo ben percepibile il fatto di essere di fronte a meccaniche di gioco adeguatamente liofilizzate e ripulite (pregio!), nello stesso tempo l’esposizione difettava di esempi ed era poco intuitiva, rendendo difficile capire, a prima vista, il senso del tutto. Questo lo dico per sollevare i miei colleghi spiegatori dal dubbio di non averci capito niente che ti attanaglia poco prima di spiegarlo agli altri (“ragazzi, ho poche idee, ma confuse, per cui vediamo di rileggere insieme i passaggi più difficili”). L’esortazione, dunque, se volete evitare una prima partita di pura sofferenza, è quella che chi spiegherà il gioco si metta prima, a casa sua, ad imbandire il gioco ed a fare 2-3 giri di prova, perché solo così sarà in grado di spiegare adeguatamente il tutto agli amici , senza rovinarsi la serata poi.
Il gioco, poi, una volta capito, non è nemmeno tanto difficile, se si considera che alla fine le azioni diverse che si possono compiere sono solo 5 e che esse, una volta memorizzate, sono abbastanza lineari e dirette, non necessitando dei soliti 5-6 comodi passaggi tipici dei cinghiali.
Se vi attendevate, quindi, leggendo il nome degli autori, il classico cinghiale barocco, sarete stupiti, perchè siete davanti, al più, ad una lepre, che del selvatico ha il retrogusto, ma non certo la quantità e sostanza.
Ciò detto, passiamo alle sensazioni che il gioco restituisce, se avrete avuto cura di capirlo bene prima e di spiegarlo con esempi ai vostri commensali.
Il tutto, come accennavo, si rivela davvero rapido e le scelte, alla fine, sono assai contenute, in quanto ad ogni giro altro non devi fare se non valutare in quale casella finire e quale colore di tessera (da ora in poi, visto che l’ambientazione è appiccicata, eviterà di parlare di personaggi) prelevare per metterla nella propria riserva. Le scelte sono limitate, in quanto le caselle raggiungibili sono sempre e solo 4 ed a volte avrete solo un paio di colori tra cui scegliere, per cui qui di paralisi da analisi (almeno all’inizio) non dovreste averne. Una volta arrivati, eccovi la seconda scelta da compiere, che è quella legata allo svolgere o meno un’azione tra le 5 consentite. Ciò richiede di comprare una delle tessere colorate che avete nella riserva e metterla nella riga delle tessere attive, quindi di svolgere l’azione corrispondente (tenete conto che se non siete nella stanza di quel colore, dovrete dar via un omino di quel colore). Qui sta il succo del motore del gioco, perché l’idea è quella che si debba cercare di svolgere le azioni con un certo ordine, in modo tale da svolgerne diverse di fila (in turni successivi) dello stesso colore, in modo tale da poterle fare con forza crescente (la forza dipende da quante tessere di quel colore ho comprato) e poi di passare ad un altro colore.
C’è però una meccanica che mi mette i bastoni fra le ruote, perché per prima cosa io posso avere solo cinque tessere colore di fronte a me (quando ne compro di nuove scarto quelle che penso non mi servano più) ed ogni volta che finisco i soldi, per ottenerne di nuovi, devo muovere di uno spazio la tessera finanziatore che ho nella riga che accoglie le tessere colore comprate, scartandone una …
Alla fine, come accennavo, le azioni non sono poi nemmeno così varie e complesse, perché si va dall’avanzare nella traccia della rendita di denaro, passando poi per il collezionare opere d’arte (punti vittoria secchi), per il prelevare omini colorati (consentono di svolgere l’azione di un colore diverso dalla stanza in cui ti trovi) o per il prepararsi punti extra per aumentare la forza delle azioni future, arrivando al collezionare libri (ottenendo effetti).
La cosa più varia del gioco, quindi, che è quella che lo rende qualcosa di più di un classico peso medio leggero alla Hans im Gluck di una volta, è rappresentata dalle tessere bonus, le quali possono essere prelevate solo avendo raggiunto un certo requisito nel colore /stanza corrispondente e riconoscono diversi tipi di bonus, come sempre di tipo immediato o permanenti.
Cosa ti ha attratto, quindi, del gioco? La risposta è che questa specie di corsa nella ruota nei criceti (il percorso di 16 caselle proposto) si è rivelata una esperienza diversa solito e la gestionalità, che è tipica di questa categoria di titoli, appare essere proposta in una forma molto streamlined, fruendo di un unica risorsa (il denaro) e con una collezione set molto stretta, visto che ti lasciano attive giusto 5 tessere colore alla volta, dovendo poi spendere sempre per comprarne nuove, buttando ne via di vecchie per far loro posto. Nel contempo è possibile, sacrificando azioni, attivando il settore religione, caricare una sorta di batteria potenziante la forza di specifiche azioni, ma anche qui essa si scarica con un monouso.
Chi è abituato, quindi, alla costruzione di motori di potenza crescente, qui deve entrare nella logica che il motore che hai fatto tanta fatica a costruire dovrai smantellarlo be presto poi, per passare ad un nuovo motore e, soprattutto, che a volte non si riuscirà nemmeno a portarlo a piena potenza, perchè è ben possibile che in un intero turno, sul tavolo, non escano proprio tessere del giusto colore in quantità adeguata, dovendo quindi aggiustare il tiro ad ogni turno, cogliendo il massimo da ciò che la sorte (vedi la pesca di tessere nel setup di inizio turno) ha regalato a tutti.
Il tratto più positivo, ai miei occhi, sta quindi nella diversità dal solito e quindi nella natura di anomalia nella quale il gioco si cala. I miei commensali, invece, non hanno in alcuni casi apprezzato la difficoltà a coltivare in pace il proprio orticello e la presenza degli elementi randomici rappresentati dalla distribuzione non lineare delle tessere nei vari turni, oltre che le picole carenze denunziate in tema di manualistica e componentistica.
L‘interazione tra giocatori, a sua volta, può essere marcata, così come quasi inesistente ed il tutto cambia molto con l’aumentare dei giocatori, perchè in effetti, se si è in due, è abbastanza facile capire se si vuole giocare contro l’avversario (gli tolgo le tessere del colore che sta facendo) o farsi gli affari propri (ok, tu fai il giallo ed io il verde …), mentre in 4 a volte gli altri non lo fanno nemmeno apposta a darti noia, ma lo fanno lo stesso … La logica è quella che gli altri ti ostacolano più che altro nel prendere prima di te cose che ti possono servire e spesso (tranne che nel testa a testa) lo fanno perchè hanno poche scelte, più che per pestarti i piedi.
COME E’ STATO ACCOLTO
Direi “non benissimo”, se considero che il progetto kickstarter è stato finanziato agevolmente, raccogliendo 50.000 euro circa, ossia il doppio del richiesto, ma “solo” da circa 700 sostenitori, quasi 200 dei quali hanno lasciato i loro voti su BGG, consentendogli di raggiungere il non troppo appagante voto di 6.9.
A mio avviso il gioco merita di più, ma reputo, come ho spiegato, generalmente penalizzante la primissima partita (è un gioco che si capisce male la prima volta, se non lo spiega qualcuno che lo ha già giocato e capito bene il fulcro del gioco) e leggendo i commenti di chi ha lasciato voti negativi, si comprende come abbiano effettivamente giocato solo quella volta …
CONCLUSIONI
La Stanza è un gioco anomale e che stupisce sin dalla prima partita, considerando che le aspettative, considerando gli autori, erano quelle di trovarsi di fronte ad un cinghiale, ritrovandosi invece di fronte ad un titolo che scorre, in due non alla prima esperienza, anche in poco più di un’oretta.
Poche azioni tra le quali scegliere, una logica di fondo di collezione set, una manciata di tessere bonus per donare varietà (ce ne sono venti ma se ne usano 15 a partita), la struttura alla fine è sufficientemente leggera per stuzzicare chi non voglia passare un’intera serata su di un unico gioco, mantenendo però sufficiente spessore. Passando alle cose che potrebbero essere soggettivamente meno gradite, rilevo la presenza di un fattore alea da tenere sott’occhio e di una interazione, spesso involontaria, ma comunque avvertibile.
Attendo riscontri dai colleghi giocatori che lo abbiano a loro volta sperimentato.
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it






