Con Blackstone Fortress, la Games Workshop dichiara apertamente al mondo ludico il suo impegno crescente per lo sviluppo, in casa, di giochi da tavolo – di matrice più classica – basati sul proprio universo fantasy di riferimento e lo fa allargando la famiglia dei dungeon-crawling della serie Warhammer Quest con un nuovo capitolo, che questa volta ci proietta nel futuro del 40K.
Il contenuto della Cripta è segreto.
![]() |
| La carta Combattimento mostra i punti da cui emergeranno gli Ostili. Il numero indica anche la relativa Carta Iniziativa associata ai nemici |
Le missioni di esplorazione vengono generate in maniera casuale grazie alla creazione di un mazzo chiamato appunto “Esplorazione”, composto da 8 carte fra cui distinguiamo: 4 carte Sfida (che contengono delle prove di abilità o degli eventi da risolvere con dei check di dado) e 4 carte Combattimento (su cui è indicato lo schema per generare, con le tile contenute nella scatola, la zona di scontro e le relative zone da cui emergono gli Ostili, ovvero i nemici).
Facciamo qualche passo indietro.
![]() |
| Per questa partita d’esordio scelgo il Kroot. Mercenario alieno estremamente versatile. |
Prima di tutto va formata una squadra, che deve sempre essere composta da 4 personaggi, a prescindere dal numero di giocatori. Quello della scalabilità è sicuramente l’unico problema piuttosto evidente del titolo. A ciascun personaggio è associata una miniatura e una scheda doppia faccia Normale/Ispirato (come in Shadespire). La dotazione viene completata dai 4 dadi attivazione (d6), carte “Risorsa” (che possono essere equipaggiamenti od oggetti da usare una sola volta, gli eventuali segnalini associati ad abilità speciali (trappole, fiamme, ecc.), ma soprattutto alla su Navicella Spaziale.
Quando diventano strutture le navicelle possono ospitare le miniature durante la fase di downtime e commercio nello Spazio Porto.
Il valore del dado è fondamentale per capire se possiamo usare quel tipo di azione.
Per le azioni generiche come Muoversi, Cerare o Curare una Ferita Lieve basta un qualsiasi valore di dado pari o superiore a 1 (1+). Mentre per usare Attacchi specifici o le Abilità del personaggio occorrono valori ben precisi indicarti sulla scheda personaggio o eventualmente nella carta Risorsa in dotazione all’esploratore. I giocatori possono interrompere forzatamente e intenzionalmente il proprio turno pur avendo ancora dadi da spendere. I dadi rimanenti non vanno sprecati: il loro valore va ridotto di uno e rimangono in riserva per essere usati con Reazione a un attacco o a un evento.
![]() |
| La barra dell’iniziativa. Si aggiorna all’inizio di ogni scontro. |
Gli elementi che caratterizzano il sistema di combattimento sono, più o meno, i soliti: gittata della propria arma, linea vista, tipologia di terreno e coperture. La linea di vista si misura con un righello, in dotazione, e la gittata di un attacco è specificata in ogni scheda o carta.
Blackstone Fortress introduce, in WQ, un sistema di Iniziativa che utilizza delle carte (Esploratore/Ostili) disposte casualmente all’inizio di ogni round di combattimento su un’apposita track per stabilire la sequenza esatta di azione. Questa sequenza può essere forzata in un’apposita fase di gioco detta “Azzardo” che permette di sostituire (dopo un check di dado riuscito) il nostro personaggio con un nemico per modificare la sequenza di attivazione. Mentre è sempre possibile fare “Gioco di Squadra” quando, per massimizzare l’approccio tattico, due esploratori si scambiano di posizione nella sequenza di attivazione.
La combinazione di gittata e tipo di attacco di ciascuna arma in dotazione alla miniatura si esplica in tre tipi di dado d’attacco in ordine crescente di “potenza” (ovvero di risultati utili): d6, d8, d12. I risultati possibili di questi dadi possono essere vuoto (fallito), 🔺 (Ferita Lieve = 1 danno), 🔺🔺 (Ferita Grave = 3 danni). Gli stessi valori vengono usati per difendersi: ogni successo 🔺/🔺🔺 annulla il danno a cui corrisponde. Ogni danno non annullato diventa un segnalino Ferita Lieve o Grave. I segnalini vanno posti sugli spazi azione liberi e ridurranno la riserva di dadi azione per il round successivo. Durante la missione possono essere curate solo le ferite Lievi, per quelle Gravi bisogna ritornare alla Stazione Spaziale “Precipizio“.
Fine.
Quando un personaggio ha terminato le azioni, se ha sconfitto dei nemici somma i loro punti ferita ed esegue un check con il famigerato dado “Pietranera” (…non si può leggere, lo so…): se il valore è pari o inferiore al totale, allora ottiene 1 Punto Ispirazione o segnalino Ispirazione (...hai detto D&D 5ed…?).
![]() |
| Quando il personaggio diventa “Ispirato”, le sue statistiche di combattimento diventano notevolmente più potenti. |
Si possono spendere in vari modi, singolarmente, ma se ne spendi 3 il personaggio si Ispira.
Twist mutuato pari pari da WH Underworlds: Shadespire, il giocatore gira la scheda su lato “Ispirato” per utilizzare (fino alla fine della partita) la versione migliorata del proprio personaggio. In alternativa un esploratore si può ispirare compiendo il suo obiettivo personale (solitamente recuperare un certo oggetto dal mazzo Scoperta).
![]() |
| Kroot, ibernato e pronto per la prossima missione |
Le missioni di Blackstone Fortress, come abbiamo detto, vengono generate casualmente e possono essere giocate come partite one-shot.
Non pensate però che la Blackstone Fortress stia lì ad attendere di essere saccheggiata e violata dalla nostra squadra. Ricordiamoci che è una struttura che viaggia nello spazio attraverso Warp. Dopo ogni missione, infatti, i giocatori sono obbligati a pescare una carta da un apposito mazzo chiamato “Lascito” (vabbe’, anche qui hanno tradotto la parola Legacy letteralmente… senza passione e senza trasporto). Queste carte sono una sorta di timer e aggiungono elementi nuovi alla prossima missione, ovvero quando dovremo generare il mazzo Esplorazione per la prossima partita dovremmo tenere conto delle modifiche imposte da quella carta (ad esempio aggiungere un nuovo tipo di mostro al mazzo degli incontri). Una volta usata, quella carta va eliminata dal gioco.
Dopo esperienze personali con i giochi da tavolo GW piuttosto imbarazzanti, devo ammettere con un certo sgocciolante piacere che questo titolo è un buon prodotto. Il prezzo ovviamente è assolutamente non competitivo rispetto a giochi tridimensionali di altre case, ma è negli standard Games Workshop (120 euro circa alla cassa… solo per il Set Base).
Forte ovviamente di una componentistica di cui è superfluo parlare o stare a ragionarci sopra, Blackstone Fortress riempie finalmente l’immenso vuoto e silenzio che sedicenti GDT di casa GW hanno lasciato dietro di loro (ne parlavo qui, qualche tempo fa, in occasione della recensione di Deathwatch: Overkill). Attenzione: non che questo titolo porti una qualche boccata d’aria fresca sul panorama dei DC tridimensionali, però, nel concept e nelle idee profuse, questo gioco è un progetto ludico più ragionato, con un certo scopo e che si colloca in un contesto specifico di riferimento (cosa non da poco, visto che non parliamo di un progetto sviluppato su licenza).
L’inserimento di alcuni elementi legacy rendono il gioco più appetibile, più vario e meno scontato. Chicche come la Cripta segreta imbustata, le Camere di Stasi e l’estrema semplificazione dei sistemi di combattimento ed esplorazione del “dungeon” per rendere il gioco più fluido, più rapido e meno macchinoso è, a mio avviso, un passo (in termini di progettazione) molto importante e atipico per GW, che solitamente abbiamo visto più volte intestardirsi e rimanere inamovibili su scelte poco vincenti. Menzione di merito anche per le mappe: più compatte, più tattiche, più leggibili…
Solitamente lo sviluppo di GdT targati GW è sempre stato demandato ad altri soggetti più a loro agio con questo tipo di progetti (il connubio fra Fantasy Flight Games e GW, terminato bruscamente con l’arrivo di Asmodee qualche anno fa, è storia).
Tra l’altro con risultati non sempre brillantissimi e all’altezza del materiale o del contesto di riferimento (secondo me i migliori tutoli su piazza restano Blood Bowl Team Manager e Forbidden Stars).
In soldoni, superato lo scetticismo iniziale l’idea, con il gruppetto di sfegatati (e ormai attempati) warhammeristi che mi accompagna, è di affrontare la campagna ed espugnare la Blackstone Fortress e i suoi saloni corrotti dal Caos.
Stay tuned!
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it










