[Prime impressioni] Warhammer Quest: Blackstone Fortress

scritto da Simone M.

Grande e oscura come un planetoide privo di sole, la Fortezza di Pietranera è una creazione che va oltre le abilità tecnologiche di qualsiasi razza della galassia. 
Chi abbia costruito questo vascello colossale e quale sia il suo scopo sono interrogativi a cui molti vorrebbero avere una risposta, perché persino nel suo attuale stato di torpore la Fortezza di Pietranera possiede un grande potere. 
Tuttavia, questa misteriosa struttura non è unica. Altre sei sono state ritrovate dall’Imperium nel corso dei secoli e la distruzione che hanno causato ha aiutato a spaccare in due la galassia…

Con Blackstone Fortress, la Games Workshop dichiara apertamente al mondo ludico il suo impegno crescente per lo sviluppo, in casa, di giochi da tavolo – di matrice più classica – basati sul proprio universo fantasy di riferimento e lo fa allargando la famiglia dei dungeon-crawling della serie Warhammer Quest con un nuovo capitolo, che questa volta ci proietta nel futuro del 40K.

In Blackstone Fortress i giocatori,  da 2 a 4 (nel regolamento viene proposta anche una versione semi-corpativa a 5 giocatori in cui il quinto impersona le Forze del Caos) nelle vesti di esploratori spaziali, appartenenti a varie razze e fazioni, dovranno percorrere i meandri di una Fortezza di Pietranera (traduzione piuttosto raccapricciante) – planetoidi fortificati e corrotti dal Caos che appaiono periodicamente nello spazio siderale sputati fuori da un Warp – in cerca di archeotecnologia da commerciare nella Stazione Spaziale “Precipizio” oppure di indizi che permetteranno loro di assaltare (una dopo l’altra in specifiche missioni) le 4 Roccaforti che proteggono il cuore della Fortezza: una Cripta… sogno proibito di ogni avido mercenario o Rogue Trader della Galassia.


Il contenuto della Cripta è segreto. 

Le carte esplorazione e i nemici per allestirla sono chiuse in una busta sigillata a cui i giocatori possono accedere solo dopo aver distrutto le Roccaforti.
Il gioco mutua meccaniche dalle precedenti versioni fantasy di WQ e da qualche altro titolo, sempre edito della casa editrice di Nottingham, aggiungendo però alcuni elementi legacy e un sistema di combattimento più rapido e coinvolgente in cui, però, non mancano una valanga di tabelle che fungono da IA per i mostri e che servono a generare gli eventi casuali che possono coinvolgere i nostri eroi. Una sorta di marchio di fabbrica GW.
I – Prova su strada e frammenti di gioco
La carta Combattimento mostra i punti
da cui emergeranno gli Ostili. Il numero
indica anche la relativa Carta Iniziativa
associata ai nemici

Le missioni di esplorazione vengono generate in maniera casuale grazie alla creazione di un mazzo chiamato appunto “Esplorazione”, composto da 8 carte fra cui distinguiamo: 4 carte Sfida (che contengono delle prove di abilità o degli eventi da risolvere con dei check di dado) e 4 carte Combattimento (su cui è indicato lo schema per generare, con le tile contenute nella scatola, la zona di scontro e le relative zone da cui emergono gli Ostili, ovvero i nemici).

Diciamo qundi che la mappa si genera casualmente e appare solo quando si deve combattere. Gli esploratori infatti si muovono (per cronaca d’ambientazione) tra i vari piani della Fortezza attraverso piastre magnetiche (una sorta di elevatori) che li portano casualmente da un piano all’altro e in ogni piano trovano una piastra d’uscita per la Carta Esplorazione successiva e dunque per la successiva Sfida o zona di scontro. Quando termina il mazzo esplorazione e tutti i componenti della spedizione sono ancora vivi la missione si conclude con un successo e si può tornare nella stazione spaziale Precipizio per commerciare le reliquie recuperate, acquistare equipaggiamento ed eventualmente (se non ancora sazi) iniziare una nuova missione.
Facciamo qualche passo indietro.

Per questa partita d’esordio scelgo il Kroot.
Mercenario alieno estremamente versatile.

Prima di tutto va formata una squadra, che deve sempre essere composta da 4 personaggi, a prescindere dal numero di giocatori. Quello della scalabilità è sicuramente l’unico problema piuttosto evidente del titolo. A ciascun personaggio è associata una miniatura e una scheda doppia faccia Normale/Ispirato (come in Shadespire). La dotazione viene completata dai 4 dadi attivazione (d6), carte “Risorsa” (che possono essere equipaggiamenti od oggetti da usare una sola volta, gli eventuali segnalini associati ad abilità speciali (trappole, fiamme, ecc.), ma soprattutto alla su Navicella Spaziale.

Le Navi sono delle tile che all’inizio vanno “attraccate” alla plancia Precipizio su quello che viene definito lato “Supporto”. Quando viene utilizzata l’abilità Supporto (solo ed esclusivamente durante l’esplorazione della Fortezza e una volta per missione) vengono girate sul lato Struttura.
L’abilità della navicella del mio mercenario Kroot 
era di fornire a me o a un altro membro che ne 
avesse avuto bisogno l’abilità “Illuminatore di Bersaglio”,
ovvero di attaccare senza spendere dadi un unico 
bersaglio infliggendogli solo Ferite Gravi (vedi dopo). 
Boom Baby!

Quando diventano strutture le navicelle possono ospitare le miniature durante la fase di downtime e commercio nello Spazio Porto.

I dadi, come abbiamo già visto in WQ: Silver Tower ed anche in WQ: Shadows Over Hammerhal corrispondono ai punti azione. Il loro valore viene speso per usare un certo tipo di azione come Muoversi, Attaccare, Curarsi o Cercare fra le macerie oltre che a utilizzare un’azione speciale unica del personaggio oppure l’abilità di una carta Risorsa.
Il valore del dado è fondamentale per capire se possiamo usare quel tipo di azione.
Per le azioni generiche come Muoversi, Cerare o Curare una Ferita Lieve basta un qualsiasi valore di dado pari o superiore a 1 (1+). Mentre per usare Attacchi specifici o le Abilità del personaggio occorrono valori ben precisi indicarti sulla scheda personaggio o eventualmente nella carta Risorsa in dotazione all’esploratore. I giocatori possono interrompere forzatamente e intenzionalmente il proprio turno pur avendo ancora dadi da spendere. I dadi rimanenti non vanno sprecati: il loro valore va ridotto di uno e rimangono in riserva per essere usati con Reazione a un attacco o a un evento.
II – Il Sistema di Combattimento, l’Ispirazione e il gioco di squadra

La barra dell’iniziativa. Si aggiorna all’inizio di ogni scontro.

Gli elementi che caratterizzano il sistema di combattimento sono, più o meno, i soliti: gittata della propria arma, linea vista, tipologia di terreno e coperture. La linea di vista si misura con un righello, in dotazione, e la gittata di un attacco è specificata in ogni scheda o carta.
Blackstone Fortress introduce, in WQ, un sistema di Iniziativa che utilizza delle carte (Esploratore/Ostili) disposte casualmente all’inizio di ogni round di combattimento su un’apposita track per stabilire la sequenza esatta di azione. Questa sequenza può essere forzata in un’apposita fase di gioco detta “Azzardo” che permette di sostituire (dopo un check di dado riuscito) il nostro personaggio con un nemico per modificare la sequenza di attivazione. Mentre è sempre possibile fare “Gioco di Squadra” quando, per massimizzare l’approccio tattico, due esploratori si scambiano di posizione nella sequenza di attivazione.

La combinazione di gittata e tipo di attacco di ciascuna arma in dotazione alla miniatura si esplica in tre tipi di dado d’attacco in ordine crescente di “potenza” (ovvero di risultati utili): d6, d8, d12. I risultati possibili di questi dadi possono essere vuoto (fallito), 🔺 (Ferita Lieve = 1 danno), 🔺🔺 (Ferita Grave = 3 danni). Gli stessi valori vengono usati per difendersi: ogni successo 🔺/🔺🔺 annulla il danno a cui corrisponde. Ogni danno non annullato diventa un segnalino Ferita Lieve o Grave. I segnalini vanno posti sugli spazi azione liberi e ridurranno la riserva di dadi azione per il round successivo. Durante la missione possono essere curate solo le ferite Lievi, per quelle Gravi bisogna ritornare alla Stazione Spaziale “Precipizio“.
Fine.
Quando un personaggio ha terminato le azioni, se ha sconfitto dei nemici somma i loro punti ferita ed esegue un check con il famigerato dado “Pietranera” (…non si può leggere, lo so…): se il valore è pari o inferiore al totale, allora ottiene 1 Punto Ispirazione o segnalino Ispirazione (...hai detto D&D 5ed…?).

Quando il personaggio diventa “Ispirato”, le sue statistiche di combattimento
diventano notevolmente più potenti.

Si possono spendere in vari modi, singolarmente, ma se ne spendi 3 il personaggio si Ispira.
Twist mutuato pari pari da WH Underworlds: Shadespire, il giocatore gira la scheda su lato “Ispirato” per utilizzare (fino alla fine della partita) la versione migliorata del proprio personaggio. In alternativa un esploratore si può ispirare compiendo il suo obiettivo personale (solitamente recuperare un certo oggetto dal mazzo Scoperta).


III – Libertà totale (o quasi) e un pizzico di legacy
Kroot, ibernato e pronto per la prossima missione

Le missioni di Blackstone Fortress, come abbiamo detto, vengono generate casualmente e possono essere giocate come partite one-shot.

Inoltre è possibile, se tutti i giocatori sono d’accordo, uscire e abbandonare una missione per tornare nella Stazione Spaziale Precipizio, per commerciare e per prepararsi a una nuova esplorazione.
I progressi ottenuti, infatti, possono essere utilizzati in qualsiasi momento per entrare nel vivo della campagna, affrontando (quando lo si ritiene opportuno) le 4 roccaforti e accedere così al capitolo finale della campagna stessa. 
Inoltre è possibile usare personaggi differenti da una missione all’altra e “congelare” i progressi di un esploratore mettendolo in stasi. Nella confezione base ci sono delle zip-lock protettive (dette Camere di Stasi) all’interno delle quali possiamo riporre, a missione terminata, la scheda dell’eroe e tutte le risorse che ha guadagnato in questa e nelle missioni precedenti. In questo modo, il nostro esploratore non perderà nulla di ciò che ha ottenuto con (estrema) fatica. Questa modalità permette di far “crescere” anche gli altri personaggi in dotazione garantendo variabilità, favorendo un approccio molto più strategico e più tattico al gioco – permettendoci, magari, di comporre una squadra di esplorazione massimizzando la sinergia fra i suoi membri – aumentando, infine, la longevità del titolo e, dunque, del nostro diletto. (Piccola nota: alle due espansioni già uscite insieme al set base sono previste una valanga di espansioni che comprendono nuove squadre di esploratori, nuovi nemici e nuove dotazioni.)

Non pensate però che la Blackstone Fortress stia lì ad attendere di essere saccheggiata e violata dalla nostra squadra. Ricordiamoci che è una struttura che viaggia nello spazio attraverso Warp. Dopo ogni missione, infatti, i giocatori sono obbligati a pescare una carta da un apposito mazzo chiamato “Lascito” (vabbe’, anche qui hanno tradotto la parola Legacy letteralmente… senza passione e senza trasporto). Queste carte sono una sorta di timer e aggiungono elementi nuovi alla prossima missione, ovvero quando dovremo generare il mazzo Esplorazione per la prossima partita dovremmo tenere conto delle modifiche imposte da quella carta (ad esempio aggiungere un nuovo tipo di mostro al mazzo degli incontri). Una volta usata, quella carta va eliminata dal gioco.

Quando non ci sono più carte “Lascito” da pescare la Fortezza salta nel Warp e la campagna fallisce e si resetta tutto il gioco.
IV – Prime Impressioni

Nelle tetra oscurità del XLI millennio l’Umanità si trova sul baratro dell’estinzione. Sanguinari servitori degli Dei del Caos seminano terrore e rovina tra le stelle, fameliche orde di Daeomons si riversano da fenditure nel tessuto della realtà e razze aliene ostili avanzano sui mondi del dominio del Genere Umano. 
La pace è un sogno lontano e l’unica speranza di sopravvivenza è l’annientamento totale dei nemici all’esterno e all’interno. Tuttavia, pochi conoscono per intero la verità sugli orrori che pullulano nella galassia…

Dopo esperienze personali con i giochi da tavolo GW piuttosto imbarazzanti, devo ammettere con un certo sgocciolante piacere che questo titolo è un buon prodotto. Il prezzo ovviamente è assolutamente non competitivo rispetto a giochi tridimensionali di altre case, ma è negli standard Games Workshop (120 euro circa alla cassa… solo per il Set Base).
Forte ovviamente di una componentistica di cui è superfluo parlare o stare a ragionarci sopra, Blackstone Fortress riempie finalmente l’immenso vuoto e silenzio che sedicenti GDT di casa GW hanno lasciato dietro di loro (ne parlavo qui, qualche tempo fa, in occasione della recensione di Deathwatch: Overkill). Attenzione: non che questo titolo porti una qualche boccata d’aria fresca sul panorama dei DC tridimensionali, però, nel concept e nelle idee profuse, questo gioco è un progetto ludico più ragionato, con un certo scopo e che si colloca in un contesto specifico di riferimento (cosa non da poco, visto che non parliamo di un progetto sviluppato su licenza).


L’inserimento di alcuni elementi legacy rendono il gioco più appetibile, più vario e meno scontato. Chicche come la Cripta segreta imbustata, le Camere di Stasi e l’estrema semplificazione dei sistemi di combattimento ed esplorazione del “dungeon” per rendere il gioco più fluido, più rapido e meno macchinoso è, a mio avviso, un passo (in termini di progettazione) molto importante e atipico per GW, che solitamente abbiamo visto più volte intestardirsi e rimanere inamovibili su scelte poco vincenti. Menzione di merito anche per le mappe: più compatte, più tattiche, più leggibili…

Solitamente lo sviluppo di GdT targati GW è sempre stato demandato ad altri soggetti più a loro agio con questo tipo di progetti (il connubio fra Fantasy Flight Games e GW, terminato bruscamente con l’arrivo di Asmodee qualche anno fa, è storia).
Tra l’altro con risultati non sempre brillantissimi e all’altezza del materiale o del contesto di riferimento (secondo me i migliori tutoli su piazza restano Blood Bowl Team Manager e Forbidden Stars).

In soldoni, superato lo scetticismo iniziale l’idea, con il gruppetto di sfegatati (e ormai attempati) warhammeristi che mi accompagna, è di affrontare la campagna ed espugnare la Blackstone Fortress e i suoi saloni corrotti dal Caos.
Stay tuned!

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