Fabio (Pinco11)
SALTON SEA PRIME IMPRESSIONI
Come spesso accade, l’ambientazione di Salton Sea (edito da Devir, che lo distribuisce anche in Italia con manuale nella nostra lingua, ideato da David Bernal, 1-4, 12+, 120′) funge da stimolo per una ricerca ed in questo caso ho scoperto che l’omonimo lago salato si trova in California ed è stato creato da una alluvione del XIX secolo.
Oggi ultra inquinato e fallito un progetto di bonifica, pare che il suo futuro risieda ora nello sfruttamento dell’energia geotermica (ed estrazione di litio) e questa è l’attività che i giocatori sono chiamati a svolgere in questo bel cinghialino di buon peso, con difficoltà avvertita in un 3.72 su base 5, non distante dal 3.90 di un Darwin’s Journey.

SALTON SEA IN POCO
Siamo di fronte ad un gestione azioni, per cui l’idea è che il giocatore, al proprio turno, altro non faccia se non utilizzare uno dei propri meeple lavoratore per ottenere uno degli effetti disponibili sulla propria plancia o su di una delle proprie carte azione libere.
Le azioni sono grosso modo una decina e prevedono la possibilità di acquistare diritti di trivellazione, di trivellare (acquisendo risorse), acquisire carte obiettivo e soddisfarle, processare le risorse, nonchè acquistare ideali azioni di compagnie (ossia avanzare in tre classici percorsi a caselle) e via dicendo.
A fine partita si procede al classico calcolone di punti e tutti a casa.
COME SI PRESENTA SALTON SEA
La Devir si sta facendo una fama, tra i giocatori, per la propria capacità di proporre titoli anche di peso ad un prezzo assolutamente ultra competitivo e con Salton Sea non si discosta da questa linea. Per meno di una trentina di euro, infatti, andiamo ad acquisire una scatola piena zeppa di materiali ed un cinghiale a tutto tondo e già qui il rapporto qualità – prezzo sale alle stelle.
Partendo da questo presupposto devo riconoscere che la grafica non è certo il punto di forza del gioco, visto che il primo impatto è un poco spiazzante, quasi da prototipo, con un sacco di caselle tipo Excel , ma nel contempo i requisiti di leggibilità (dopo qualche turno di digestione di alcune icone sin troppo simili tra loro (vedi quella tra contratto e drilling ) sono soddisfatti ed alla fine un vero amante del cinghiale a queste cose (se il prezzo è contenuto) non ci fa poi troppo caso 😉

COME GIRA
Il twist di Salton Sea sta nel fatto di aver previsto la presenza di carte azione (e quindi di una parte dedicata al deck building) che nel contempo valgono anche da moneta e nella capacità dell’autore di aver dato vita ad un ambiente ‘stretto’, dove i soldi servono sempre e non abbondano mai. Una delle cose che si devono saper fare meglio, quindi, è il sapere fino a quando si deve potenziare la propria mano, acquisendo carte azione sempre più potenti (le quali, in genere, consentono di svolgere le azioni base con dei bonus aggiuntivi) e quando sacrificarle per poter ottenere quei prodotti finali che servono per soddisfare le carte obiettivo.
Nell’insieme niente di terribilmente nuovo, ma abbiamo diversi parametri da tenere in considerazione, una tonnellata di carte tra le quali scegliere ed una quantità di diverse azioni tale da dover riflettere sempre sul da farsi, ma non tanto varie da portare ad una vera paralisi sa analisi (fatti salvi i pensatori seriali, che si impiantano anche a giocare ad Azul).

ALLA FINE DELLA SERATA?
Salton Sea lascia normalmente buone sensazioni ed un valido cinghialino. Non esageratamente innovativo, non dotato di materiali ultra vivaci (anzi, siamo ai limiti del bianco e nero), ma terribilmente conveniente, talmente tanto da risultare, per un ligure come me, assolutamente impossibile non acquistarlo.
Al nostro tavolo è risultato nell’insieme più che gradito ed intrigante il giusto, anche se l’unico dubbio che mi resta è quale sarebbe stato il giudizio se fosse stato proposto in una versione deluxe a più del doppio del suo prezzo.

CONCLUSIONI
Salton Sea è un interessante cinghialino gestionale a base di carte e selezione azioni. Intelligente e ben strutturato, è proposto sul mercato da Devir ad un prezzo di meno di 30 euro, cosa che lo rende uno dei titoli assolutamente più economici della sua categoria.
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