scritto da
FΛB!O P.
Abbiamo acquistato questo librogame appena uscito, perché in famiglia siamo dei grandi appassionati della collana “La Mia Prima Avventura“, localizzata dalla dV Giochi. Come mai allora ve ne parlo soltanto adesso? In pratica è arrivato in casa nostra in un età di transizione tra la figlia maggiore e quella minore: il lato positivo è che ho accumulato le impressioni su La Regina del prato fiorito di entrambe e dei rispettivi amici ^_^
Storia e illustrazioni sono di Arnaud Boutle, mentre il game design è firmato da Roméo Hennion. Pubblicato in origine da Game Flow, è godibile già dai 4 anni di età, in quanto i bimbi saranno in grado di fare le loro scelte se qualcuno leggerà per loro. Non c’è nessunissimo spoiler e gli esempi sono inventati.
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L’inverno è ormai passato: è ora di sgranchirsi le ali e di volare! Lascia l’alveare per costruire un nido tutto tuo!

I COMPONENTI
La Regina del prato fiorito ha 28 pagine di dimensioni 18,5×26,5 cm. La rilegatura è realizzata da una spirale metallica, che consente la prima delle due peculiarità della collana: buona parte delle “pagine” è divisa orizzontalmente in tre parti, girabili indipendentemente. La copertina 20×28 è cartonata, bella spessa e resistente, con due angoli smussati a 45°.
Ecco la seconda particolarità: in seconda e terza di copertina sono fissati 4 dischi di cartone con raffigurati oggetti e personaggi funzionali alla storia. Le pagine non sono dei rettangoli canonici: mancando degli angoli, lasciano vedere uno spicchio di ciascun disco. Dopo il titolo si trovano subito due facciate che spiegano come usarli e come vivere in generale l’avventura. Non sono presenti enigmi, solamente scelte e conseguenze, per cui non c’è un elenco delle soluzioni. Lo stile grafico è fresco e fantastico, con un tratto adatto all’età dei destinatari: nei disegni sono state inserite delle chicche, che approfondirò più sotto. Materiali ottimi e ampiamente promossi.

LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Un altro tratto distintivo di questa collana è che la lettura procede linearmente e non a salti come nei classici librigame. Ogni volta che si incontra una pagina divisa in tre, bisogna fare una scelta. Si continua la storia girando solo la parte di pagina selezionata (superiore, centrale, inferiore): non si deve guardare le altre né si può tornare indietro.
All’interno di ciascuno dei tre filoni narrativi ci si trova di fronte a un altro bivio, che può essere di due tipi: un controllo di identità/equipaggiamento (sei un babbano? hai un giratempo?) o un’ulteriore scelta (salti dalla finestra o mangi la minestra?). Una chiara iconografia fa capire, in base alla risposta, quando voltare 1 o 2 pagine. A questo punto si trova nuovamente una pagina intera, girando la quale si spostano tutti insieme i terzi precedenti superiori/centrali/inferiori (pure quelli non letti), riportando la storia su un momento comune (vedere foto per capire meglio).
Ho accennato a degli oggetti: durante l’avventura avremo più occasioni di ottenerne e il modo, semplice e intuitivo, che il libro offre per “metterli nella borsa” è ruotare il rispettivo disco verde o blu fino a renderne visibile il disegno. La Regina del prato fiorito si distingue anche in questo: nel terzo disco giallo terrete traccia di una “risorsa” che si accumula, il nettare. Quando dovrete aumentare (o diminuire!) la vostra scorta, girate il disco nel verso opportuno.
Non serve niente oltre al libro: né carta né matita né altro. La preparazione iniziale è rapidissima: impostate i dischi verde e blu sullo spazio vuoto, il giallo su 0 nettare, mentre quello rosso deve mostrare il personaggio che si vuole impersonare tra Mielina l’ape nutrice e Mieletta l’ape operaia.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
L’ideatore di questa collana cerca di innovarla ad ogni uscita: Alla ricerca del drago e Il tesoro di Atlantide hanno gettato le basi e sono abbastanza simili tra loro come impostazione (recupera “cose” e non farti “male”); in Missione nello spazio abbiamo le “ricompense”; Viaggio nella terra del sole introduce degli “aiutanti”; in La corsa più pazza del mondo fanno la loro comparsa i “rivali”.
Le due grosse novità de La Regina del prato fiorito si vedono – o almeno intuiscono – fin dall’inizio. Per diventare ape regina avrete bisogno di tanto nettare, che potrete sia raccogliere/ottenere che perdere/utilizzare. Ecco allora che il pratico disco giallo viene in vostro aiuto per avere sempre una scorta aggiornata. Ma non è soltanto un espediente tecnico: l’avere una risorsa permette in qualche modo alla storia di essere meno lineare e prevedibile.
Sul disco rosso, poi, sono presenti tre api, però solamente due sono selezionabili in fase di preparazione. La corona in testa a quella che non potete scegliere e il titolo stesso del librogame lasciano presagire quale potrebbe essere la motivazione… Non vado oltre a questi cenni, che essenzialmente sono sotto gli occhi di tutti all’apertura del libro, però noi un wow l’abbiamo pronunciato alla prima lettura :-O
Parlando ancora di personaggi e novità, c’è un’aggiuntiva soluzione di continuità nel fatto che sono tutte femmine e non il solito trio femmina-maschio-neutro. Alcuni amichetti maschi sono stati un po’ titubanti all’inizio, decidendo di buttarsi ugualmente dopo qualche incoraggiamento e optando spesso per la forte e spericolata ape operaia. Tuttavia la storia prende pure in tali casi la piega voluta dal lettore e ha saputo tenerlo incollato nonostante la diffidenza di partenza, addirittura con vivaci confronti sui bivi e la richiesta di provare pure la più furba e birichina ape nutrice.

Possiamo dunque testimoniare che La Regina del prato fiorito è stato un successo in casa nostra e in tutte le altre in cui lo abbiamo portato. Alice adora le molte storie che si intrecciano nelle medesime pagine. Come già gli altri prima di lei, ha cominciato facendo le sue scelte in base al gusto personale, senza badare al personaggio del momento. Poi si è resa conto che un’azione di forza o di precisione era preferibile intraprenderla con l’una o l’altra ape. Crescendo su questo aspetto, mettendo insieme diversi tentativi e i vari indizi, alla fine è riuscita a farcela in una manciata di letture. Nonostante ora abbia già visto tutto quel che c’era da vedere, ancora oggi prende il libro e rivive l’avventura.
Come scritto, il trionfo bisogno un pochino sudarselo, perché se si arriva in fondo in certe condizioni o senza soddisfare dei requisiti la prova fallisce e bisogna ritentare. Le scelte pesano, non vengono fatte tanto per fare. Il libro comunque non scoraggia mai, bensì mette voglia di riaffrontarlo con frasi come “Non male, ma puoi fare di meglio!” e “Non importa, puoi sempre riprovare!“. Il passato è maestro e ciascun personaggio ha più di una sequenza corretta per essere incoronato vincitore, cosa che stimola.
Un’ultimissima chicca, che ci ha letteralmente fatto IM-PAZ-ZI-RE e di cui non abbiamo trovato traccia online, è lo spuntare di citazioni disegnate qua e là nelle pagine. Abbiamo riconosciuto un riferimento a ciascuna delle precedenti uscite della collana: tutto è partito da una mia ingenua osservazione “questo X mi ricorda Y“, ribattuta da Alice “veramente io ho visto A in B“. Diceva Agatha Christie: «Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova». Ebbene, ci siamo messi alla caccia del terzo e abbiamo trovato pure quarto e quinto!
Onestamente non trovo lati negativi in questo librogame, al massimo posso ribadire che non va a salti come succede nel canone del genere, per cui se il lettore si aspetta questo potrebbe rimanere deluso, se non addirittura infastidito. Se al contrario questa modalità piace, ha la possibilità di continuare la serie con molti altri volumi, che di per sé non hanno un ordine. Spero che la localizzazione continui con Tracking the Dahu, The Infinite Library e Argonuts!

COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Alice (5 anni e 7 mesi) ha potuto imparare – o ripassare – leggiocando La Regina del prato fiorito:
- che un libro solo può contenere più storie;
- a tener conto delle caratteristiche del personaggio e del contesto per fare le sue scelte;
- a decifrare e a seguire l’iconografia;
- a non perdersi d’animo se si fallisce, perché dopo le cadute l’importante è rialzarsi!

FINO A QUANDO CI SI PUÒ GIOCARE
Il sito dell’editore e il retro di copertina de La Regina del prato fiorito riportano 4+ come età consigliata. Azzardo i 10-11 anni come limite superiore, in particolare se questo è il primo approccio con i librigame. Come esperienza diretta possiamo garantire che funziona alla grande in fascia 4-9 anni. Alice frequenta ancora la scuola dell’infanzia, per cui necessita di un lettore. Quando è Ambra a prestarsi in questo ruolo, a volte le scelte vengono demandate in toto alla piccola, altre volte affrontano l’esperienza in maniera collaborativa. Questa modalità in comune la impiegano anche per letture di gruppo coi loro amici, coi quali non vedono l’ora di condividere questi bei librigame.

Alla ricerca del drago – una prova di coraggio
Il tesoro di Atlantide – un’avventura negli abissi
Missione nello spazio – un amico da salvare
Viaggio nella terra del sole – il fiume scomparso
La corsa più pazza del mondo – una gara senza regole
La Regina del prato fiorito – un alveare da sogno
Il ladro di uova – un caso per un vero detective
MIA MOGLIE DICE COSE
«Mi piace che ci siano vari livelli da superare per ottenere la vittoria. Diventare regina non ti garantisce di arrivare a fine libro e aver ottenuto il massimo dei punti, anche se ovviamente ti dà un certo tono.
Si nota il cambiamento dal primo librogame. Le storie sono più complicate e pure le scelte sono più difficili da imbroccare. Se nei primi libri si riusciva a indovinare la strada giusta, immedesimandosi nel personaggio, in questo libro è più difficile, sebbene avere un occhio verso il proprio personaggio aiuti.
Questi sono libri che non deludono!»
MIA FIGLIA DICE COSE
«Mi piace raccogliere le scorte di nettare sul disco, mi piace diventare regina, mi piace avere Ronzuto al mio fianco e ottenere la corona di fiori. Ah, mi piace costruire il mio nuovo alveare a forma di castello.»
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