Scritto in maniera elementare da
Natale con Sherlock Holmes, edito da Plesio Editore e firmato da Alberto Orsini, è un librogame investigativo dal taglio classico e rigorosamente deduttivo. Privo di dadi, punti vita o sistemi di combattimento, il volume rinuncia alle strutture meccaniche più articolate per concentrare l’intera esperienza sul puro ragionamento logico, sull’osservazione e sulla raccolta degli indizi. Il risultato è un’opera che abbraccia pienamente lo spirito del giallo classico, trasportando il lettore nella Londra vittoriana innevata e affidandogli un unico compito: risolvere il mistero… o meglio, i misteri!

La struttura
La caratteristica strutturale più evidente dell’opera di Orsini è quella di non proporre un’unica lunga campagna narrativa, bensì una raccolta composta da tre racconti completamente indipendenti tra loro. Il filo conduttore che tiene insieme il volume è Rebecca Hurley, giovane investigatrice e fedele collaboratrice di Sherlock Holmes. È attraverso il suo sguardo che il lettore affronta le indagini, osservando gli eventi senza mai assumere direttamente il ruolo del celebre detective di Baker Street. Una scelta interessante, perché permette di mantenere Holmes come figura quasi mitica, presente ma mai eccessivamente invasiva, lasciando spazio alla crescita della protagonista e alla capacità del lettore di arrivare autonomamente alle proprie conclusioni.
Ciascuna delle tre avventure presenta un incipit autonomo, un mistero indipendente, una propria rosa di sospettati e una conclusione completamente separata dalle altre. Non esistono collegamenti narrativi destinati a costruire una trama orizzontale di ampio respiro e ogni caso può essere affrontato singolarmente senza alcun ordine obbligato. Questa struttura rende il volume particolarmente fruibile anche in sessioni relativamente brevi. È possibile completare un’indagine, chiudere il libro e riprenderlo giorni dopo senza il timore di aver dimenticato informazioni fondamentali. Si tratta di una soluzione che privilegia la modularità rispetto alla continuità narrativa e che probabilmente incontrerà il favore di chi ama affrontare un mistero alla volta.
Naturalmente questa scelta comporta anche qualche rinuncia. Chi predilige campagne più articolate, con personaggi che evolvono nel tempo e una trama generale destinata a intrecciare progressivamente tutti gli eventi, potrebbe percepire la suddivisione in episodi come meno coinvolgente sul lungo periodo. Allo stesso tempo, però, la varietà delle situazioni e dei casi evita qualsiasi sensazione di ripetitività, offrendo ogni volta un enigma costruito secondo logiche differenti.

La protagonista
Uno degli elementi più riusciti dell’opera è proprio la scelta della protagonista. Rebecca Hurley non rappresenta semplicemente un espediente narrativo per evitare di impersonare Sherlock Holmes, ma diventa il tramite ideale tra il lettore e il mondo investigativo creato da Conan Doyle. La giovane detective possiede intelligenza, metodo e spirito di osservazione, ma non gode dell’aura quasi sovrumana del suo mentore. Questo rende molto più credibile il coinvolgimento del lettore nelle indagini: gli errori sono possibili, i dubbi sono legittimi e le conclusioni devono essere costruite passo dopo passo. Holmes rimane una presenza importante, ma non diventa mai la soluzione automatica ai problemi, lasciando che sia Rebecca a sostenere il peso dell’investigazione.
L’Ombra di Leonida
Primo caso del libro e primo caso ufficiale di Rebecca: troviamo la nostra giovane eroina, adolescente in questo caso, alle prese con un complotto che qualcuno di voi potrebbe già conoscere. Questo caso infatti si inserisce nella trama del quinto libro della serie Solo Mysteries, “I Dinamitardi”. Rebecca assiste casualmente alla riunione del fantomatico Consiglio dei Cinque: Jonathan, un suo amico, si rifiuta di prestare giuramento e verrà “messo a tacere”. Riuscirà Rebecca a salvare il giovane soldato da questa minaccia?
Ci troviamo all’interno del Leonidas Club e Rebecca presta qui servizio come cameriera. Gran parte della vicenda si svolge proprio nei locali del club, che Rebecca dovrà esplorare senza dare troppo nell’occhio. A suo sfavore è presente il punteggio di Allerta: più la protagonista effettua azioni fuori dalla sua competenza o si reca in posti a lei vietati, più l’Allerta sale. Inutile dire che oltre un certo punto ci saranno delle conseguenze. Fortunatamente, nel corso dell’avventura, Rebecca riuscirà a trovare passaggi segreti (solo se leggete con attenzione!) che le permetteranno di mantenere basso il livello di Allerta e di spostarsi per il club in segreto. Riuscirà così ad ottenere tutti gli indizi utili per scoprire dove è finito Jonathan?

La Lega dei Capelli Rossi
Forse qualcuno di voi avrà familiarità con il racconto scritto da Doyle: la trama è sostanzialmente la stessa, ma abbiamo Rebecca al posto di un troppo impegnato Holmes! Riuscirà a risolvere il caso senza l’aiuto del famoso investigatore?
La struttura a bivi aiuta sicuramente un racconto di questa portata: dovremo semplicemente raccogliere i giusti indizi ed arrivare alla soluzione! Questo è il caso più semplice dei tre, ed anche il più lineare: la storia procede speditamente lungo i 40 paragrafi di cui è composto il libro. Ci saranno cinque possibili indizi da raccogliere, oltre a 5 trofei per favorire un minimo di rigiocabilità.
Natale in Casa Lestrade
Grande omaggio dell’autore a Natale in Casa Cupiello, di De Filippo: Rebecca si ritrova a passare un Natale a casa dell’ispettore Lestrade. Si spera in un Natale tranquillo, ma la protagonista viene avvicinata dopo pochi minuti dalla figlia di Lestrade: è disperata perché una preziosa lettera è scomparsa da casa! Qualcuno dei presenti è il ladro, ma la lettera deve assolutamente essere ritrovata: al suo interno ci sono degli elementi che potrebbero porre fine al clima di serenità del periodo natalizio. Rebecca passerà il pranzo ad investigare sulla questione: ci sono i personaggi da interrogare e le stanze di casa da esplorare. Il tutto in poco tempo e senza farsi scoprire!
Anche qui abbiamo degli indizi che possono essere trovati lungo la lettura, abbinati ad un numero: quando li vorremo usare (al momento giusto, si spera) basterà sommare o sottrarre il numero dell’indizio al paragrafo al quale ci troviamo! Vista la fretta, inoltre, non potremo effettuare tutte le azioni che vogliamo: una serie di crocette limita le nostre azioni: non scopriremo tutto alla prima lettura! Al termine, dovremo rendere conto a Sherlock Holmes della soluzione del mistero, presentando gli indizi raccolti durante la giornata.

Conclusioni
Natale con Sherlock Holmes è un’opera solida, elegante e costruita con notevole consapevolezza del mezzo. Alberto Orsini sceglie di rinunciare a qualsiasi artificio superfluo per concentrare tutta l’esperienza sulla deduzione, riuscendo a realizzare un librogame che mette realmente alla prova le capacità investigative del lettore. La struttura in tre casi autoconclusivi potrebbe lasciare qualche perplessità a chi preferisce campagne lunghe e fortemente narrative, ma rappresenta anche uno dei maggiori punti di forza del volume per chi desidera affrontare indagini complete senza dover necessariamente dedicare molte ore consecutive alla lettura.
La prosa di Alberto Orsini rappresenta probabilmente uno degli aspetti migliori dell’intero volume. Lo stile richiama con naturalezza quello dei racconti di Arthur Conan Doyle senza mai cadere nell’imitazione pedissequa o nella semplice citazione nostalgica: l’autore riesce inoltre a mantenere un linguaggio elegante e coerente con l’epoca, senza appesantire la lettura con eccessivi manierismi. Anche i dialoghi risultano convincenti e contribuiscono a delineare i personaggi senza ricorrere a lunghe spiegazioni. Ogni incontro aggiunge informazioni utili all’indagine e, allo stesso tempo, contribuisce a rafforzare l’immersione nell’universo narrativo.
È un titolo che non cerca di stupire attraverso sistemi complessi o meccaniche innovative, bensì attraverso la qualità della scrittura, la coerenza delle indagini e il piacere di arrivare alla soluzione esclusivamente grazie alle proprie capacità di osservazione. Per gli amanti del giallo classico e dell’universo di Sherlock Holmes rappresenta senza dubbio una proposta capace di offrire diverse ore di investigazione appagante, fedele allo spirito delle opere di Conan Doyle e perfettamente a suo agio nel formato librogame.
Si ringrazia l’editore per la copia review
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