non si può più dire niente! - Indignazioni perenni

Non si può più dire niente! – Indignazioni Perenni

Non si può più dire niente – Indignazioni Perenni è un gioco di Immanuel Casto e Dario Massa, edito da Studio Supernova alla fine del 2023. È un party game della durata variabile tra i 30 e i 60 minuti, da 4-12 giocatori, vietato ai minori.
Come indicato sulla confezione, si tratta di un party game dai contenuti espliciti, per adulti indignati: il povero giocatore ingenuo ha appena aperto i social e vede che tutti sono indignati per qualcosa… ma cosa? Gli indignati cittadini dovranno guidarlo a suon di frasi fatte, tag ed emoticon, cercando di fargli capire quale è il tema che suscita tanta indignazione. Ma attenzione ai troll, che vogliono solo dare fastidio!

Non si può più dire niente!: carte ruolo

MATERIALI E CONTENUTO

Il gioco è vietato ai minori ed è ben indicato sulla scatola: evidenti sono le icone per i contenuti espliciti presenti (discriminazione, turpiloquio, sesso, droga, violenza).
Abbiamo 72 carte immagine, 80 carte indizio (con numeri da 1 a 6), 17 carte ruolo e le due carte SI/NO.

Le carte immagine rievocano le tematiche care al popolo social: abbiamo tutta una serie di fatti di cronaca degli ultimi anni, alcuni che anticipano in qualche modo fatti recentissimi (pandoro rosa dice qualcosa?).

Le carte indizio riportano semplicemente le migliori frasi di sempre. Frasi che potremmo e dovremmo usare in una qualsiasi discussione!

Le carte ruolo spiegano in maniera semplice ed efficace le regole aggiuntive del nostro personaggio. Per esempio, il ritardato è un cittadino indignato che deve sempre giocare la carta indizio dal valore più basso. Oppure, il troll incapace è un troll… che non conosce la carta indignazione!

Non si può più dire niente!: carte indizio

REGOLAMENTO IN POCHE RIGHE

Una volta distribuiti casualmente i ruoli ai vari giocatori, viene definito il tema da indovinare mostrando la prima carta del mazzo a tutti i giocatori (ingenuo escluso, ovviamente), piazzandola poi sul tavolo assieme ad altre cinque carte immagine.

Esplode ora la polemica! Ogni giocatore dovrà scegliere uno dei suoi indizi e giocarlo di fronte all’ingenuo, davanti al SI o al NO.
Il primo indica che l’indizio è pertinente all’immagina da indovinare. Al contrario, un indizio messo sul NO indica che il concetto espresso è in conflitto. Dopo aver visto gli indizi di tutti, l’ingenuo può o indicare l’immagine incriminata o girare a faccia in giù una o più immagini non pertinenti e chiedere un ulteriore giro di indizi.

I troll vincono se l’ingenuo sbaglia ad indicare la carta, in caso contrario vinceranno l’ingenuo e tutti i cittadini indignati.

IMPRESSIONI

L’arrivo di Non si può più dire niente è coinciso con la grande indignazione per alcune tematiche di Cocorido e, visto il tema, temevo che scoppiasse anche il caso per questo gioco. Senza parlare eccessivamente della questione, pare che tutto si sia arenato e quindi posso recensire tranquillamente e senza grossi problemi.

Personalmente, temevo (o speravo?) che il gioco creasse molto più sdegno e risentimento, con tutta una serie di discussioni al tavolo riguardanti fobie, filie e mille perversioni varie. In realtà si discute giusto un minimo e non c’è un vero e proprio scontro come (erroneamente) avevo supposto. L’unico momento di confronto lo troviamo nella descrizione delle carte immagine, ma poi ci si sposta molto rapidamente sulla partita vera e propria.

Il gioco può accogliere al tavolo da 4 a 12 persone: la modifica dei ruoli è abbastanza libera, ma ci sono ovviamente suggerimenti su come creare il giusto mix. Ogni carta, inoltre, ha un valore (positivo o negativo) che permette di regolare il gioco alla difficoltà preferita. Avremo personaggi di grande spessore, come il cagacazzi (gioca sempre sul no), o come il radical chic (gioca la carta col valore più alto che ha in mano), o il troll incapace (non solo vuole dare fastidio, ma nemmeno conosce il tema di discussione!). Insomma, una rappresentazione fin troppo reale del popolo di internet.

Le carte indizio raccolgono le migliori frasi postate sui social: “ne sono uscita capobranco”, “@ sei bellissim*” e mille altre.

Le immagini sono molto evocative e decisamente dirette: il tema di ogni carta è ben chiaro e non sorgono dubbi sui contenuti. Quello che abbiano notato è l’importanza di parlare tra cittadini, prima di rivelare l’immagine all’ingenuo. Come home rule, quindi, facevamo fare un giro all’ingenuo, prendendoci del tempo per capire il tema delle immagini e discuterne un minimo tra noi. Quando l’ingenuo tornava al tavolo e si trovava di fronte le sei carte poteva anche lui raccontarci ciò che vedeva e, in caso di dubbi, eravamo noi a spiegare ciò che, secondo noi, era raffigurato.
Sia chiaro: i temi sono molto ben definiti, ma in certi casi l’ingenuo era così innocente che c’era bisogno di guidarlo!

Non si può più dire niente!: Immagini

CONCLUSIONI

Non si può più dire niente – Indignazioni Perenni è un ottimo party game per cittadini indignati e troll annoiati. Potete giocarlo assieme alla prima uscita della serie per un mix sempre diverso di carte indizio, immagini e ruoli!
Dopo qualche partita vi accorgerete che è un gioco che fa riflettere sia sulle situazioni assurde che viviamo nel quotidiano, sia sulle risposte che la gente comune affida ai social. Bisogna pensare come gli altri, cercando di immedesimarci nel loro pensiero… e avere quasi paura del risultato!

Sicuramente consigliato ad un gruppo di amici, in modo da poter giocare a briglia sciolta!

Si ringrazia l’editore per la copia review.

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