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Sono passati venticinque anni e a Roccascura non hanno ancora imparato una lezione piuttosto semplice: quando cala la notte, sarebbe meglio restare a casa.
Ma forse è proprio questo il bello di Lupi Mannari di Roccascura. Da un quarto di secolo riesce a trasformare un tranquillo gruppo di amici in una folla pronta a condannare un innocente sulla base di prove inattaccabili come «è troppo silenzioso» o «guardalo, sta ridendo».
Creato da Philippe des Pallières e Hervé Marly nei primi anni Duemila, il gioco riprende la formula resa celebre da Mafia e la trasporta in un piccolo villaggio tormentato dai licantropi.
Le regole sono poche e il materiale ridotto all’essenziale, perché il vero campo di gioco non è il tavolo, ma le persone sedute attorno.
Di notte i Lupi scelgono una vittima. Di giorno gli abitanti cercano di scoprire chi si nasconde tra loro attraverso discussioni, accuse, bluff e deduzioni più o meno sensate.
Chi parla troppo è sospetto, chi parla poco lo è ancora di più e chi prova a difendersi ha evidentemente qualcosa da nascondere.
In pratica, a Roccascura essere ancora vivi è già un discreto indizio di colpevolezza.
Una formula semplicissima che, partita dopo partita, ha reso Lupi Mannari di Roccascura uno dei titoli più riconoscibili della deduzione sociale.
Venticinque anni dopo, si torna a Roccascura
L’Edizione 25° Anniversario ci porta nel pieno del Festival della Zanna Spezzata, organizzato dagli abitanti per celebrare un quarto di secolo di resistenza contro i licantropi.
Organizzare una grande festa in un villaggio infestato dai Lupi Mannari potrebbe non sembrare una decisione particolarmente brillante, ma stiamo pur sempre parlando degli abitanti di Roccascura.
E questa volta non cambia soltanto l’ambientazione. Le tradizionali carte lasciano spazio a emblemi rigidi, arrivano nuovi personaggi e fanno la loro comparsa degli scenari pensati per modificare le partite.
La domanda, quindi, viene spontanea: dopo venticinque anni serviva davvero cambiare Lupi Mannari di Roccascura?
Materiali e componenti: dalle carte agli emblemi
Se c’è un aspetto nel quale i venticinque anni trascorsi si fanno vedere immediatamente, è quello dei materiali.
Il vecchio Lupi Mannari di Roccascura era praticamente l’essenzialità trasformata in gioco da tavolo: una piccola scatola, 24 carte e la certezza che, dopo abbastanza partite, qualcuno avrebbe iniziato a riconoscere il proprio ruolo da un graffio sul dorso.

L’edizione classica: 24 carte e nient’altro
La confezione originale contiene 24 carte: 13 Contadini Semplici, 4 Lupi Mannari e 7 personaggi speciali, ovvero Veggente, Cacciatore, Strega, Capo Villaggio, Ragazzina, Cupido e Ladro.
È una dotazione ridotta all’osso, ma perfettamente coerente con la filosofia del gioco: distribuire i ruoli e iniziare.
Il problema emerge dopo molte partite. Le carte possono inevitabilmente mostrare qualche segno di usura e, in un gioco nel quale conoscere l’identità degli altri rappresenta praticamente l’intero punto dell’esperienza, riconoscere il Lupo Mannaro perché la sua carta ha un angolo rovinato non è esattamente il massimo della deduzione sociale.
25° Anniversario: addio carte
La nuova edizione risolve il problema alla radice: le carte spariscono completamente e al loro posto troviamo 28 emblemi personaggio rigidi.
Sono più resistenti e possono essere manipolati dal Moderatore durante la notte con maggiore libertà. Girarli o spostarli sul tavolo permette anche di coprire piccoli rumori e movimenti.
Potrebbe sembrare un dettaglio insignificante, ma in Lupi Mannari basta un fruscio proveniente dalla direzione sbagliata perché qualcuno costruisca una teoria investigativa degna di un processo medievale.
Cambia anche la varietà dei personaggi: ai 5 Lupi Mannari tradizionali si aggiunge la nuova Potente Lupa Madre, mentre la dotazione complessiva raggiunge i 28 personaggi.
Anche Roccascura si rifà il look
Il cambiamento passa inevitabilmente anche dalle illustrazioni.
L’edizione classica conserva lo stile ormai storico di Alexios Tjoyas, diventato negli anni parte dell’identità stessa di Lupi Mannari di Roccascura.
L’Edizione 25° Anniversario non rinnega completamente quell’identità, ma la rielabora. Mathieu Lidon firma il nuovo lavoro grafico dedicato alla scatola e agli emblemi, affiancato dalle illustrazioni di Naïade, Misda e Christine Deschamps.
Il risultato è più moderno e ricco, senza trasformare Roccascura in qualcosa di irriconoscibile.
Nuovi personaggi e meccaniche: a Roccascura le cose si complicano
Gli emblemi più robusti sono un aggiornamento gradito, ma la vera novità dell’Edizione 25° Anniversario è rappresentata dai quattro personaggi inediti, affiancati da diversi ruoli recuperati dalle vecchie espansioni.
Il risultato è un Lupi Mannari più vario e imprevedibile, ma anche leggermente più complesso rispetto all’immediatezza dell’originale.
I quattro nuovi abitanti
La Potente Lupa Madre combatte insieme ai Lupi Mannari, ma durante le prime due notti può colpire anche un Contadino dotato di un potere speciale, facendogli perdere definitivamente la propria abilità.
La cosa interessante è che il resto del Villaggio non viene informato: il Moderatore continuerà a chiamare quel personaggio durante la notte come se il suo potere fosse ancora attivo. Una piccola modifica che rende improvvisamente meno affidabili anche le poche certezze disponibili.
Il Colosso preferisce invece un approccio più diretto: se viene divorato durante la notte, prima di uscire dalla partita può scegliere un Lupo Mannaro da trascinare con sé nella tomba.
Per il branco significa dover valutare con maggiore attenzione le proprie vittime, perché quella apparentemente più innocua potrebbe avere un ultimo, spiacevole regalo.
La Scimmia Saggia gioca sul rischio. Una volta per partita può osservare segretamente gli emblemi degli altri giocatori e continuare a esplorare finché incontra dei Contadini. Se però scopre un Lupo Mannaro, viene immediatamente eliminata.
Più informazioni cerca di ottenere, quindi, maggiore diventa il rischio di non riuscire mai a raccontarle. Curiosità e istinto di sopravvivenza, evidentemente, non sempre vanno d’accordo.
Può quindi scoprire esattamente chi è il Lupo, a patto di accettare il piccolo inconveniente di morire prima di poterlo raccontare.
Infine troviamo il Burattinaio, che sopravvive al primo attacco dei Lupi grazie al sacrificio del proprio burattino.
Rimane in partita e può continuare a votare, ma perde completamente la possibilità di parlare. Può comunicare soltanto attraverso i gesti fino alla propria eliminazione definitiva.
Considerando quanto sia difficile dimostrare la propria innocenza a Roccascura potendo parlare, farlo mimando non sembra esattamente un vantaggio.

I ritorni dalle espansioni
Accanto alle novità troviamo alcuni personaggi già comparsi nelle espansioni storiche.
Il Domatore di Orsi fornisce al Villaggio un indizio sulla possibile presenza di un Lupo Mannaro accanto a lui, mentre l’Attore può scegliere tra tre differenti poteri preparati all’inizio della partita, introducendo un interessante elemento di gestione e tempismo.
La Serva Devota può appropriarsi dell’identità di un giocatore appena condannato dal Villaggio, ereditandone ruolo e poteri.
Il Capro Espiatorio, invece, paga letteralmente per l’incapacità degli altri di prendere una decisione: in caso di pareggio durante una votazione viene eliminato al posto dei sospettati, ottenendo però il diritto di stabilire chi potrà votare il giorno seguente.
Probabilmente è il personaggio che meglio riassume il concetto di giustizia vigente a Roccascura:
non sappiamo chi sia colpevole, quindi nel dubbio uccidiamo qualcun altro.
Scenari e rigiocabilità: come cambiano le partite
La rigiocabilità è sempre stata una caratteristica naturale di Lupi Mannari di Roccascura. Dopotutto, anche utilizzando gli stessi personaggi, basta cambiare le persone sedute al tavolo per ottenere una partita completamente diversa.
Nell’edizione classica, pensata per gruppi da 8 a 18 giocatori, la varietà nasce soprattutto dalla composizione del Villaggio. Il regolamento suggerisce ai principianti di partire dalla Modalità Semplice e introdurre gradualmente i personaggi speciali.
L’Edizione 25° Anniversario mantiene questa libertà, ma aggiunge qualcosa di nuovo: quattro scenari strutturati.
Quattro modi per tornare a Roccascura
Gli scenari propongono composizioni precise dei personaggi e una breve introduzione narrativa che il Moderatore legge prima della partita. Ogni scenario indica inoltre quali emblemi utilizzare in base al numero dei partecipanti, evitando di dover costruire ogni volta il Villaggio da zero.
Troviamo Il Sosia del Burattinaio, Il Colosso Senza Rivali e Una Nuova Minaccia, quest’ultimo dedicato alla comparsa della Potente Lupa Madre.
A chiudere il percorso c’è Il Festival della Zanna Spezzata, lo scenario più completo, nel quale entrano contemporaneamente in gioco tutti e quattro i nuovi personaggi.
Non siamo quindi davanti a quattro giochi differenti, quanto a configurazioni pensate per mostrare gradualmente le possibilità offerte dai nuovi ruoli.
Una scelta particolarmente utile per chi arriva direttamente a questa edizione e non vuole scoprire nel modo peggiore che mettere troppi poteri nella stessa partita può trasformare Roccascura in un piccolo disastro amministrativo.
E se gli scenari non bastano?
Rimane possibile creare liberamente le proprie partite scegliendo quali personaggi inserire.
Il regolamento fornisce però alcune indicazioni per evitare configurazioni troppo sbilanciate: i Contadini dovrebbero essere almeno il doppio dei Lupi Mannari e, aumentando il numero di abitanti dotati di poteri speciali, può essere necessario rafforzare anche il branco.
Chi vuole semplicemente distribuire i ruoli e iniziare può ancora farlo. Chi invece preferisce costruire serate diverse ha ora molti più strumenti a disposizione.
Pro
- Emblemi promossi: più resistenti delle vecchie carte e decisamente più adatti a un gioco destinato a passare continuamente di mano.
- Molto più varia: nuovi personaggi e ruoli recuperati dalle espansioni aumentano sensibilmente le combinazioni possibili.
- Gli scenari funzionano: offrono configurazioni già pronte e permettono di introdurre le novità senza complicare inutilmente le prime partite.
- Il cuore è ancora quello giusto: bluff, accuse e discussioni restano al centro dell’esperienza anche con tutte le nuove aggiunte.
Contro
- Perde un po’ di immediatezza: più ruoli e più poteri significano anche più regole e interazioni da ricordare.
- Il Moderatore conta ancora tantissimo: ritmo e riuscita della partita dipendono molto da chi gestisce il Villaggio.
- Non risolve i limiti dell’originale: eliminazione dei giocatori e dipendenza dal gruppo rimangono parte integrante dell’esperienza.
Verdetto finale: quale edizione scegliere?
Dopo venticinque anni, Lupi Mannari di Roccascura dimostra di non aver bisogno di grandi rivoluzioni per continuare a funzionare. Del resto, quando bastano poche accuse infondate per mettere fine a un’amicizia, la formula ha evidentemente qualcosa di buono.
L’edizione classica rimane una scelta validissima per chi cerca un gioco essenziale, economico e immediato, soprattutto per le serate occasionali.
Il 25° Anniversario è invece la versione che sceglierei oggi: più completa, meglio realizzata e capace di offrire maggiore varietà senza snaturare l’originale. Non è indispensabile per chi possiede già il gioco e lo tira fuori due volte l’anno, ma per chi frequenta abitualmente Roccascura rappresenta un aggiornamento convincente.
In entrambi i casi, resta una certezza: il problema di Roccascura non sono mai stati soltanto i Lupi Mannari, ma soprattutto gli abitanti.
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