Ilmaji
Se stai leggendo questa recensione sappi che non è quella del film “L’ultimo Bacio” del 2001 di Gabriele Muccino, si tratterebbe di un altro blog che fa film, ed io di film non ne so nulla.
Torniamo a ciò che ci interessa: i giochi di ruolo e torniamo con una delle novità presentate da Grumpy Bear in occasione di Bologna Play 2026. L’ultimo Bacio è un gioco di ruolo, scritto da Daniele Di ubbo, per sole due persone che dovranno vivere ed interpretare una singola scena della caccia di un vampiro nei confronti di un mortale. Il gioco è un masterless (non c’è un master/narratore) ma la palla della narrazione passerà dal vampiro al mortale ad ogni scambio di battute. Il gioco fa parte della collana Ursa Minor, la collana che racchiude piccoli giochi molto particolari e più di nicchia dedicati a chi vuole qualcosa di semplice e rapido da giocare, fanno parte di questa collana Death’s Gambit e Tall Tales, tra gli altri.
Attenzione: il gioco è molto delicato e potrebbero emergere, durante la partita, alcuni elementi che possono mettere a disagio un giocatore, in questo caso è utile utilizzare gli strumenti di sicurezza come “linee e veli” che sono sempre consigliati al tavolo. Per completezza li spiego velocemente: la linea è uno strumento che blocca la narrazione, un sistema che impedisce che alcuni elementi arrivino sul tavolo. Il velo è più leggero, fa entrare la tematica in partita, ma senza descrizioni nel dettaglio.
Come funziona il gioco
Come accennato nell’introduzione, il gioco è per soli due giocatori che interpreteranno rispettivamente il vampiro ed il mortale, uso il maschile sovraesteso per comodità di scrittura, ma nulla vieta che siano interpretati personaggi femminili o non binari. Per giocare occorre avere alcuni tarocchi, nello specifico questi 7: gli Amanti, l’Eremita, l’Appeso, la Morte, il Diavolo, la Luna e il Sole. Tutti gli altri non serviranno nella giocata. Se non si avesse un mazzo di tarocchi (come nel mio caso), in fondo al manuale c’è una tabella per convertire un mazzo di carte con i tarocchi.

I giocatori, quindi, interpreteranno una singola scena di “caccia” in cui il vampiro dovrà fare di tutto per catturare il mortale. La narrazione sarà condivisa e ognuno dei giocatori avrà il proprio peso su quello che riguarda il proprio mondo: il vampiro definirà la lore dei vampiri, mentre l’umano quella dei mortali. Per giocare, il manuale, consiglia di essere banali e spontanei, perchè utilizzare le frasi ad effetto o provare ad impressionare l’altro interpretando Lestat de Lioncourt (personaggio di Intervista col Vampiro, faccio solo citazioni cinematografiche qui), potrebbe mettere in difficoltà l’altro giocatore.
Il gioco inizia con una prima pescata alternata di 3 carte dal mazzo dei Tarocchi; questi ci serviranno per settare il nostro personaggio, in quanto ad ogni tarocco pescato ci sarà una domanda a cui dovremo rispondere per definire meglio il nostro personaggio. Queste risposte devono essere brevi ma devono dare un’idea del proprio personaggio. Le domande variano da “cosa ami del tuo presente” a “perchè ti senti solo” e via con molte altre. Fatto questo si tiene un solo tarocco e si passano gli altri due, all’altro giocatore, così da avere ancora 3 tarocchi a testa.
Da questo momento inizia la caccia. Chi gioca il mortale definisce il luogo ed il tempo in cui questa si svolge. Descrive come sia fatto il mortale e come entri in scena. Volendo si può anche definire prima il tempo ed il luogo in cui si svolgerà l’azione, così da rispondere a delle domande mettendoci degli elementi che si potranno vedere più avanti nella scena. Personalmente l’ho trovato più utile questo diverso posizionamento proprio perchè è stato possibile definire prima alcuni elementi che sono stati usati nella narrazione.
Definito il tempo ed il luogo è il turno del vampiro che descrive la propria entrata in scena e compie la prima mossa. Sceglie, quindi, un tarocco dalla sua mano e descrive come si approccia al mortale utilizzando lo spunto collegato al tarocco scelto. Ogni tarocco ha uno spunto che serve a chi sta interpretando il personaggio, per definire come si comporta. Una volta conclusa la propria azione, il vampiro passa il tarocco al mortale che lo mette da parte. E’ il turno del secondo giocatore che narra la reazione del mortale e che reagisce scegliendo, a sua volta, un tarocco e prendendo spunto da esso. Una volta terminata la propria interazione, passa il tarocco al vampiro, e così via finchè non si sono scambiati tutti i propri tarocchi con quelli dell’altro giocatore. Si tratta, in sostanza, di una singola scena e di 3 interazioni complete tra i due personaggi, in cui possiamo mettere in gioco cosa fa il nostro personaggio, cosa pensa, come cambia l’ambiente. Ci saranno, giustamente, scambi di battute e momenti di narrazione, ma saranno sempre i giocatori a definire quando l’approccio cambia, passando la narrazione all’altro.

Al termine delle interazioni avremo nuovamente 3 tarocchi. Facciamone scegliere uno all’altro giocatore, così che ne abbiamo due che conosciamo ed uno che ci arriva dall’altra persona, a questo punto definiamo quale sarà il destino dell’altro personaggio. Sarà quindi il vampiro, scegliendo uno dei tarocchi, a definire il destino del mortale e quest’ultimo, prendendo spunto da uno dei tarocchi, definirà che cosa succede al vampiro. Tutto dipende dalle carte che si hanno in mano e dalla scelta che si vuole dare alla narrazione: potrà essere un finale in cui ci si innamora, oppure in cui si perde la vita o in cui ci si allontanerà o avvicinerà per sempre.
Quando i giocatori sono pronti, passano il tarocco scelto all’altro giocatore e chi si sente pronto, narra il destino del proprio personaggio, prendendo spunto dalla carta ricevuta. Potrà essere un racconto breve, una frase, un momento più avanti nel tempo in cui si definisce il finale della storia e dei personaggi. E’ questo il momento in cui la caccia finisce, ma saranno i giocatori a decretarlo e a vedere cosa ne sarà del vampiro e del mortale.
Il manuale
Il formato del manuale è un A5, come tutti gli Ursa Minor ed è di circa 40 pagine ed è ricco di illustrazioni gotiche di Eleonora Abate, tutte dedicate ai vampiri ed al loro immaginario. A mio parere sono molto belle e molto evocative ed aiutano ad immergersi nella lettura. Anche la rappresentazione dei tarocchi è splendida e molto ispirata, con una rivisitazione delle carte tradizionali.
L’ispirazione del gioco, come indicato in varie parti del manuale, è quella di Vampiri: La Masquerade, ma anche di altri giochi di ruolo come For The Queen. Il mondo dei vampiri e la componente più “seducente” di questi è la classica rappresentazione di Vampiri: La Masquerade stessa, in cui il vampiro oltre a cacciare ha una forte componente affascinante e molto intima.
Il manuale presenta un replay di una giocata (si tratta della trascrizione di una giocata fatta solitamente dall’autore) che ritengo essere sempre uno strumento molto utile per capire come funzioni un gioco. In questo caso il replay è spezzato in base a ciò che il manuale presenta, quindi le diverse pescate dei tarocchi, la definizione dei ruoli, ecc.

C’è però un elemento che non mi è piaciuto in merito a questo replay e che mi ha fatto storcere il naso durante la sola lettura del manuale. La storia che viene raccontata è una giocata parecchio provocante, direi quasi spinta, che mette molta più enfasi di quanta ne servirebbe nell’elemento della sensualità/sessualità. Non sono un puritano, ma leggere questa storia mi ha fatto pensare che il gioco fosse più orientato a narrare storie di sesso, invece che la caccia più subdola e manipolatrice di un vampiro.
Nel corso delle giocate, però, ho visto che questo aspetto non è fondamentale e non è quello predominante nel gioco che, anzi, ha la possibilità di diventare molto profondo affrontando anche tematiche come la morte, la vita, l’innamoramento e l’abbandono.
Tornando al materiale Grumpy Bear rende disponibile il pdf del manuale sul proprio sito. Non essendoci la necessità di avere schede o altro, basta prendere appunti su un quaderno o tenere a mente i propri spunti e desideri per riuscire a giocare al meglio.
Per una giocata online, invece, serve poter condividere i Tarocchi, basterà usare un portale come Roll20 o Playingcards.io per settare il mazzo di tarocchi e dividerseli come da manuale.
Considerazioni personali
La dicotomia tra vampiro e mortale è un classico della narrazione e in questo gioco viene messa in mostra molto bene. L’uso dei tarocchi è molto evocativo e lascia una bella libertà narrativa dando degli spunti molto utili ai giocatori. Si potrebbero usare più tarocchi, mettendo in gioco più interazioni, ma sarebbero difficili da trovare altri input rispetto a quelli presenti sul manuale, in quanto presentano già ottimi punti di partenza per la narrazione. L’elemento che mi è saltato all’occhio è che, durante la caccia, si potrebbe anche pensare di tenere per sè i propri tarocchi, evitando il passaggio di carte e lo scambio di spunti, mantenendo invece il pacchetto di tarocchi come una sorta di scheda dei comportamenti da tenere per vampiro e mortale, passando poi tutto il mazzetto a fine “caccia” e tornando con le meccaniche classiche. Provo a fare un esempio: se faccio un vampiro che ha gli spunti Tormento, Potere e Mistero, potrei utilizzare questi elementi in più momenti, in più situazioni, invece che utilizzarli una volta e poi passarli, in questo modo il mio personaggio sarà definito da queste caratteristiche che potrò utilizzare più volte, facendo valere il mio potere, quindi tormentando la vittima che, magari ribellandosi, potrebbe far scattare nuovamente la scintilla del mio potere, e via così. E’ un approccio leggermente diverso che, tutto sommato, viene abbastanza naturale: si mantiene il carattere e l’atteggiamento del personaggio, anche se si sono passate la carte all’altro.
Personalmente sono riuscito a giocare storie molto profonde che hanno parlato di vita, di voglia di vivere e di amore per questa, con vampiri che avevano fame di questa vita e che soffrivano il fatto di non averla, questa vita o la libertà di morire. Sono state giocate intense che hanno permesso di affrontare temi importanti, senza dover passare dalla componente più “carnale” della caccia del vampiro.
L’attenzione che il gioco pone sugli strumenti di sicurezza è fondamentale perchè si possono toccare argomenti e temi davvero molto delicati e qui, ancora di più che in altri giochi, questi strumenti sono indispensabili per la giocata, soprattutto in caso di sessioni con persone che si conoscono meno.
Ed è qui un altro elemento importante che vorrei far emergere: il gioco funziona bene se c’è già intesa al tavolo. Funziona bene se i giocatori si conoscono, se hanno dimestichezza tra di loro, oltre che affiatamento e fiducia nell’altro. Sapere di potersi aprire, di mostrare lati di sè più vulnerabili o lati più “sensuali”, è un elemento che permette di avere una giocata meglio riuscita, oltre che più intima e più vera. Non è un gioco semplice, non è un gioco di sola caccia, soprattutto se si vuole scavare un po’ più nel cuore delle emozioni…possibilmente senza un paletto di frassino!
Si ringrazia Grumpy Bear per la copia revisione
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