scritto da
FΛB!O P.
Bluey è una serie stupenda. Da una parte fa ridere i bambini, ma dall’altra descrive l’esperienza dei genitori. Parto da qui, perché nella puntata “Autobus” (la 22ª della 2ª stagione) il papà gioca a fare il conducente, la mamma è un normale passeggero, mentre le sorelle Bluey e Bingo impersonano le nonne Janet e Rita. Il collegamento mentale è stato istantaneo, quando ho visto quante nonnine ci sono da trasportare nelle città di Get on Board!
È un viaggio che comincia a Kyoto nel 2018 con Let’s Make a Bus Route, ripreso da IELLO nel 2022 come Get on Board: New York & Londra e nel 2023 come Get on Board: Paris & Roma, quindi localizzati per noi da ManCalamaro. L’autore è sempre lo stesso, Saashi, come invariati sono i parametri tecnici: 2-5 giocatori (a Roma si può giocare pure in solitaria), età 8+, durata 30′. È un flip-and-write (gira e scrivi) di costruzione reti più raccolta e consegna, indipendente dalla lingua. Biglietti, prego!
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Ringrazio l’editore per la copia recensore.
Ah, ecco l’autobus! Sbrigatevi, prendete posto e riparatevi dalla pioggia! Come ogni viaggio, rimanete affascinati da tutti gli altri passeggeri a bordo: turisti, professionisti, studenti… Viaggiano tutti insieme, anche se ognuno ha destinazioni diverse. Questa linea di autobus è davvero speciale… ma riuscirà a trasportare tutti sani e salvi?
IL GIOCO IN UNA FRASE
Avete 12 round per girare una carta e costruire la migliore linea di autobus corrispondente, portare i passeggeri dove vogliono andare collegandoli alla loro destinazione, evitare il traffico, completare obiettivi pubblici e segreti, guadagnando il maggior numero possibile di punti vittoria.

COMPONENTI
La scatola di Get on Board: New York & Londra (203×203×60mm) contiene il regolamento, un tabellone (fronte New York, retro Londra), 50 fogli giocatore fronte/retro, 160 indicatori Percorso di legno in 5 colori (giallo, verde, azzurro, viola, borgogna), 5 segnalini Partenza di legno sagomati a semaforo, 5 matite, 12 carte Biglietto (numerate 1-12), 6 carte Obiettivo Comune, 10 carte Obiettivo Personale (5 New York + 5 Londra) e un segnalino Controllore di legno.
In alcun casi cambiano forme o nomi, ma a livello di funzionalità e numerosità i materiali di Get on Board: Paris & Roma sono del tutto analoghi. In più troviamo un foglio fronte/retro con le regole per il solitario e 2 carte Ora di Punta, sempre per quando si gioca da soli.
La primissima cosa a colpire, ancora prima dell’apertura, sono i colori e le illustrazioni di Monsieur Z. Potrebbero essere un omaggio a Miroslav Šašek, però non sono un esperto. Oltre che in copertina, campeggiano su tutti i materiali cartacei. La mappa è veramente gremita di dettagli in secondo piano, ma fortunatamente la griglia bianca si stacca bene dallo sfondo. Lo stile retrò anni ’50 incontra favorevolmente il mio gusto.
I fogli giocatore sono divisi in aree di colori diversi in base alla modalità di punteggio. Le due più enigmatiche a prima vista sono quelle celeste e lilla: le griglie dei turisti e dei professionisti (New York & Londra) o dei turisti e degli amanti (Paris & Roma). Mai paura: il regolamento copre ogni aspetto in maniera precisa ed estesa. Su due dei tanti esempi presenti c’è stata una svista, tuttavia un foglietto di errata corrige mette un’efficace toppa.
L’editore sembra aver messo molta cura e attenzione in questo prodotto. Ad esempio ha reso disponibile il file con i fogli giocatore di entrambe le scatole, nel caso siate a corto. Inoltre i biglietti dell’autobus hanno dei piccoli fori senza alcuna funzione ludica, ma aggiungono un tocco in più all’ambientazione. Quelli della metro sono dentellati e strappati (per finta) a mo’ di convalida (forma che in realtà li rende impegnativi da mischiare).
L’unica decisione che metto in discussione è quella di colorare di viola e borgogna gli indicatori Percorso di due giocatori. Gli altri si distinguono nettamente, mentre questi che ho denunciato si confondono facilmente sotto una luce non ottimale. Per tutto il resto i componenti di entrambi i giochi sono assolutamente promossi.
Ecco qui i relativi video di unboxing:
COME SI GIOCA A GET ON BOARD: NEW YORK & LONDRA
Lasciandovi come sempre al regolamento (EN) per una lettura più integrale, ecco una sintesi dei contenuti.
Distribuite a ciascun partecipante un foglio giocatore, una matita, una carta Obiettivo Personale casuale, un segnalino Partenza e 32 indicatori Percorso dello stesso colore. Sistemate il tabellone in base a quanti siete (New York in 2-3, Londra in 4-5). Appoggiate 2 carte Obiettivo Comune casuali sugli appositi spazi. Mescolate e date a ognuno 2 carte Biglietto: il giocatore selezionerà uno dei numeri stampati e piazzerà il suo segnalino Partenza sul punto corrispondente del tabellone. Riprendete e rimescolate le 12 carte Biglietto per formare il mazzo da pesca. Al più anziano va il segnalino Controllore (primo giocatore).

Ciascuno dei 12 round è diviso in 4 fasi.
- Rivelate una nuova carta Biglietto. Ogni giocatore cancella il numero corrispondente nella parte superiore del proprio foglio, dove vede a quale forma di percorso equivale (numero di indicatori e di curve). A volte potrete scegliere tra due. Gli stessi biglietti hanno forme di percorso diverse su fogli diversi.
- A turno, posizionate gli indicatori Percorso per creare la forma richiesta dal biglietto attivo. Il numero di indicatori deve essere esatto, ma la forma può essere specchiata. Potete congiungere la nuova forma in una qualsiasi delle direzioni che lasciano il vostro ultimo indicatore. Se questo termina su un semaforo verde, posizionate un indicatore aggiuntivo.
Gli indicatori Percorso altrui non sono bloccanti, però la sovrapposizione causa ingorghi. Cancellate un autobus nella parte inferiore del foglio per ogni indicatore Percorso avversario già presente. Per 5 volte, subendo dei malus crescenti, potete scambiare un rettilineo con una curva e viceversa. Non è lecito ripassare per un incrocio in cui siete stati in precedenza, pena l’eliminazione.

Lungo il tragitto spuntate i passeggeri e attivate gli edifici che incrociate.
- Le nonnine danno punti man mano che le si raccoglie, con un incremento progressivo.
- Ciascuno studente vale il numero di università che visitate (moltiplicazione).
- Fino a 3 volte, potete trasportare 1/2/3/4 turisti, sbarcarli al primo Luogo Turistico che raggiungete e ottenere 2/5/9/14 punti.
- Fino a 3 volte, potete trasportare 1/2/3 professionisti, sbarcarli al primo Grattacielo che raggiungete e ottenere 2 PV + 1 nonnetta/4 PV + 1 turista/6 PV + 1 studente.
Ci sono anche 4 luoghi con tanto di nome: segnate punti pari al numero di passeggeri del relativo tipo raccolti quando ci transitate (es. Buckingham Palace per i turisti).
- Verificate i requisiti degli Obiettivi Comuni: valgono 10 punti nel round in cui vengono completati per la prima volta, 6 punti nei successivi.
- Passate il segnalino Controllore o procedete al conteggio finale.
Sommate tutti i passeggeri, eventualmente aggiungete i punti per gli Obiettivi Comuni e Personale (che vale 10 punti se il vostro percorso attraversa 3 località specifiche), quindi sottraete i punti per gli ingorghi e i cambi di forma. Vince chi ha il totale maggiore.

CONSIDERAZIONI
Get on Board è un eccellente flip-and-write che si distingue per l’uso di un tabellone condiviso, spostando l’attenzione dal classico foglio personale a una convivenza più sentita con gli altri giocatori. Tracciare percorsi e completare tratte è sorprendentemente appagante, grazie a un sistema semplice, ma ben congegnato. Di fatto è astratto: non trasmette davvero l’atmosfera di Londra o New York, né cerca di rappresentare fedelmente le reti di trasporto reali. La scelta delle città è più evocativa che altro, affidata alla nostra immaginazione. Il passaggio da Kyoto alle ambientazioni occidentali sembra una mossa di marketing, però funziona: è coerente e offre un contesto noto.
All’inizio della partita ricevete una carta Obiettivo Personale, che spinge a pianificare il percorso con tre incroci obbligatori. Anche se la forma ottenuta a ogni turno non è sempre quella ideale, è comunque possibile soddisfare l’obiettivo, a patto di non deviare troppo dal tragitto minimo. La chiave sta nel visualizzare il modo più efficiente per accumulare punti lungo la via, bilanciando flessibilità e precisione. Questo premia la capacità di adattamento e la visione a lungo termine. Il gioco riesce così a combinare immediatezza e strategia, offrendo una sfida accessibile, ma una vittoria tutt’altro che scontata.
La Carta Obiettivo Personale può sembrare un vincolo rigido: in realtà è più un atlante per orientarsi. Vale la pena provare a seguirla, soprattutto nella prima partita mentre si familiarizza con le meccaniche, però i 10 punti che assegna non sono cruciali. Con una costruzione mirata del percorso, potete ottenere molto di più fotografando monumenti o frequentando scuole. Un altro aspetto di Get on Board che va masticato sono gli edifici con nome. Una volta digeriti, tuttavia, aggiungono un ulteriore strato alle scelte.

Avete diversi modi per segnare punti, dalle carte ai tipi di passeggero con le loro logiche. Dovrete prendere decisioni gustose per costruire la linea migliore: il pepe sta nel fare bene rispettando regole semplici. Raccogliere i passeggeri giusti, sfruttare i semafori, adeguarsi: ogni turno costringe a fare il meglio con ciò che viene girato. Di solito seleziono un paio di cose su cui concentrarmi e colgo estemporaneamente il resto: ci sono troppe fonti di PV e troppo pochi round per attingere da ognuna.
Poiché tutte le 12 carte Biglietto vengono utilizzate, Get on Board diventa più prevedibile nel finale. Con il mazzo che si assottiglia, le opzioni si restringono e questo può aiutare nel discernimento. Identificare quali forme devono ancora uscire è fondamentale, come pure calcolare quanti indicatori Percorso mancano, con o senza semafori. Malgrado le possibilità si riducano, ciascun turno porta con sé le sue scelte, ma il rischio di paralisi da analisi è bassissimo.
È diventato il mio verb-and-write preferito? No, quello è ancora Welcome to Dino World, però non rifiuterò mai un giretto su questo autobus. Qui è più agevole coinvolgere giocatori di tutte le età, sia nelle serate in famiglia, sia come filler tra soli adulti. Il regolamento è lineare, facile da apprendere e adatto a tutti i livelli di esperienza. È un’ottima stazione di partenza per chi si avvicina per la prima volta a certe meccaniche ludiche. Inoltre, la preparazione è rapida, la partita scorre in maniera fluida e il ritmo è sostenuto.

In Get on Board il fattore fortuna è presente, tuttavia non è dominante: il foglio fornisce ben cinque opportunità per una modifica curva-rettilineo, aggirando così eventuali ostacoli. Certo, ogni modifica costa qualche punto, ma anche nei momenti meno favorevoli c’è sempre qualcosa che potete fare. Reagite in modo tattico: come ottenete il massimo da questo turno? Non temete di incassare le penalità: attraversare ingorghi o trasformare curve in strade dritte (o viceversa) può aprire nuovi orizzonti. In molti casi, una rotta ben delineata porta talmente tanti PV che i piccoli malus non pesano particolarmente (benché psicologicamente sembri il contrario).
La meccanica del traffico è uno stratagemma naturale e tematico per introdurre un pizzico di interazione. L’intensità è leggera e non conflittuale, dato che nessuno può davvero bloccarvi. Talvolta accade che più giocatori si concentrino nella medesima zona del tabellone: in quei casi chi gira al largo può schivarsi parecchi malus. C’è poi la corsa agli Obiettivi Comuni, però la differenza di 4 punti solamente non la fa percepire come ostile. Pur restando contenuta, la mappa condivisa alza l’interazione sopra la media della categoria.
Get on Board diventa più stretto e impegnativo con 3 o 5 giocatori rispetto a 2 o 4, poiché ogni lato del tabellone è pensato per due diverse taglie. Con un numero dispari, la congestione è quasi inevitabile e sono partite per chi ama maggiore influenza reciproca; con uno pari, scala bene per chi odia i punteggi negativi. La scatola suggerisce 8+ come età consigliata, ma Alice a 7 anni si è divertita comunque. Le restrizioni di piazzamento permettono ai giovani giocatori abituali di anticipare un tantino, magari con un po’ di direzione da parte di un adulto. La partita dura sempre 12 round, con mediamente due indicatori Percorso per turno: non si perde tempo e la durata varia di una manciata di minuti.

La rigiocabilità è discreta, grazie alle carte obiettivo (Comune e Personale) e alle posizioni di partenza variabili. Ciascun passeggero è una sfida a sé: ho vinto massimizzando gli studenti? Adesso provo con i professionisti! La mappa consente libertà di movimento e uno degli aspetti più interessanti è che ogni foglio giocatore associa forme e biglietti in modo differente. Ciò crea variazioni nell’andatura individuale e aggiunge freschezza alle partite. Chiaramente la struttura del gioco rimane la stessa (gira una carta, piazza gli indicatori, segna i passaggi) e non ci starei sopra tutta la sera, però nel suo ruolo di filler non tradisce.
Lati negativi?
Uno legge i nomi di due città sulla copertina e si aspetta di avere due mappe tra cui scegliere. E invece no: è il numero dei giocatori a decidere. Tenete conto che, se giocate sempre in 2 o massimo in 3, non andrete mai a Londra.
Sarebbe stato auspicabile un numero almeno doppio di obiettivi: il primo che mi viene in mente è quello del mix con i quattro passeggeri.
Se siete abituati a una complessità spinta, potreste trovare questo titolo troppo leggero.
L’eliminazione dei giocatori poteva essere formulata in maniera diversa. Tuttavia non ci è mai capitata e la reputo una situazione più ipotetica che reale.
Prima o poi fogli e matite si esauriranno. Se siete contro i consumabili, c’è poco da fare. Io credo che plastificherò gli ultimi 5 fogli e mi affiderò ai pennarelli cancellabili.

NEW YORK & LONDRA VS PARIS & ROMA
| NEW YORK & LONDRA | PARIS & ROMA |
| le strade già occupate valgono punti negativi (ingorghi) | le strade già occupate valgono punti positivi (sezioni rapide) |
| le strade nere sulla mappa da 2-3 rappresentano gli ingorghi preestistenti | le strade gialle e borgogna sulla mappa da 2-3 rappresentano le sezioni rapide preestistenti (attive in base al primo biglietto) |
| 4 luoghi hanno l’indicazione del nome e una modalità di punteggio dedicata | non presenti |
| la forma di percorso che termina su un semaforo ottiene un indicatore bonus | i cartelli della metro vengono accumulati sul foglio e possono essere spesi per piazzare un indicatore bonus o valgono 2 PV alla fine |
| i professionisti sono simili ai turisti, ma forniscono un passeggero bonus | gli amanti sono simili ai turisti, ma forniscono più punti in coppia |
| gli obiettivi personali vanno soddisfatti interamente | gli obiettivi personali possono essere soddisfatti parzialmente |
| non presente | una variante solitario simula l’interazione con un altro giocatore |
Potete scaricare in inglese il regolamento e la variante in solitaria di Get on Board: Paris & Roma.
L’atmosfera vira verso un tono più romantico: coppie che si incontrano lungo le linee della metro diventano protagoniste. Se associate le città di Parigi e Roma all’amore, questa versione di Get on Board potrebbe risuonare maggiormente con le vostre corde. A differenza del caos urbano di New York o Londra, qui si premiano gli incroci e gli scambi che favoriscono gli incontri. Il gioco trasforma le penalità in opportunità, cambiando il segno da negativo a positivo e influenzando pure il clima al tavolo. Gli avversari non sono più ostacoli da evitare, ma compagni di viaggio con cui condividere l’esperienza. Questo piccolo cambio di prospettiva rende la partita più rilassata e meno competitiva, senza alterare le meccaniche di base.
Ambra lo preferisce proprio per questo, mentre personalmente ho uno stimolo maggiore a evitare le penalità. Sostanzialmente le potremmo definire delle alternative abbastanza equivalenti, al netto della minor punitività e di una spiegazione ancora più immediata, elementare e comprensibile. Se la presenza del solitario è il vostro ago della bilancia, sappiate che si replica senza sforzo anche a New York: in pratica sono due carte segnaposto infilate nel mazzo (che segnalano quando svalutare gli Obiettivi Comuni) e una tabella comparativa dei punteggi finali.

È DIVERTENTE PERDERE A QUESTO GIOCO?
Il senso di questo paragrafo lo potete leggere meglio qui, ma in sintesi mi chiedo: la sconfitta mi lascia la voglia di tornare nuovamente su Get on Board?
- Sì, perché mettere giù un tragitto ben fatto, con meno malus di tutti i rivali, è una gratificazione di per sé.
- Sì, perché fino al conteggio finale l’esito era apertissimo e una curva piuttosto che un’altra ha fatto la differenza.
- Sì, perché non ho mai vinto caricando tutte le nonnette e voglio farcela!

MIA MOGLIE DICE COSE
«Sono rimasta piacevolmente sorpresa da questo gioco, perché, personalmente, mi è riuscito meglio di altri titoli simili. Mi spiego.
In genere, in tutti i giochi che prevedono la creazione di percorsi e una certa capacità orientativa sulla mappa, io faccio pena. Niente di strano, poiché mi perdo ancora adesso nel paese in cui vivo e ci vivo da quarant’anni. In parole povere, non ho un buon senso dell’orientamento. Per chi ama i manga, immaginatemi come Ryoga al femminile.
Ogni volta che Fabio mi propone un gioco che ha una mappa, io sospiro, perché so che perderò miseramente, anche se la maggior parte delle volte mi diverto lo stesso.
Invece… invece in questo gioco, ugualmente non ho vinto, ma non ho fatto schifo come al solito.
Non serve grande capacità analitica per capire il perché: la spiegazione sta tutta nel fatto che si fanno punti anche, e soprattutto, grazie ai personaggi o ai luoghi che si incrociano per via. Il che mi ha permesso di guadagnare un buon punteggio, sebbene ogni tanto abbia calcolato male il percorso. Un buon modo per compensare la mia difficoltà a trovare la strada più breve o migliore per i miei scopi.
Questa scatola strizza finalmente l’occhio a chi con la geografia e l’orienteering non fa pace dalle scuole medie: ragazzi, potete farcela pure voi, evviva!
L’ora del riscatto è arrivata!»
Per tornare su seguite questo collegamento⤴.
On line si può giocare su Board Game Arena, qui New York & Londra e qui Paris & Roma.
Se vi interessa potete acquistarlo Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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