Last Sabbath

“…quando sanno qualcosa per le loro male arti
è difficile che riescano a nasconderle alle amiche e,
siccome sono deboli, cercano facilmente nelle stregonerie
un mezzo per vendicarsi di nascosto.”
MALLEUS MALEFICARUM, Heinrich Kramer e Jacob Sprenger

Il personaggio della Strega fa parte da molto tempo del mondo narrativo, del folklore e delle tradizioni del genere umano. Esse sono state protagoniste di vere e proprie persecuzioni nel corso della storia umana, temute per la loro magia o connessione mistica con la natura e al tempo stesso desiderate per la risoluzione di problemi di varia natura. In tutto ciò realtà e fantasia si mescolano, si contaminano a vicenda e la figura della Strega passa dall’eretica da sottoporre a indicibili torture descritte nel Malleus Maleficarum per arrivare alla teenager Sabrina. Last Sabbath è un journaling game che prende vita da tutto ciò e ci propone di avventurarci nella nostra vita da Strega.

Ambientazione

Il gioco non ha una ambientazione vera e propria, il fulcro di tutto è la congrega di Streghe che si andrà a interpretare. I giocatori possono narrare le loro storie nell’epoca che preferiscono, che sia il villaggio medievale o un imprecisato futuro. Questa estrema flessibilità permette di interpretare un gruppo di divinatrici all’opera contro i barbari invasori del loro villaggio o delle streghe cybertecnologiche in lotta contro una corporazione rivale.

Meccaniche

La parte meccanica di Last Sabbath è basata su tre aspetti fondamentali:

  • è un journaling game
  • è masterless
  • è rules-light

Le Streghe narrano a turno ciò che accade e le azioni che compiono nei diversi frangenti dell’avventura e successivamente devono trascrivere su un diario le fasi salienti di quanto hanno descritto.

La storia procede con i racconti di ogni giocatore e non è necessaria la figura di un master che gestisca le situazioni, gli incontri o che abbia già pensato una avventura.

Infine il comparto regolistico è immediato e non dispone di una grande struttura, in questo gioco di ruolo la narrazione e l’interpretazione hanno la precedenza su tutto il resto.

Una delle belle illustrazioni di Loputyn

Le scene

Ogni sessione di gioco di Last Sabbath è suddivisa in sette scene che compongono l’ossatura narrativa della storia e ne garantiscono la coerenza necessaria. I nomi delle scene lasciano intendere facilmente ciò che accadrà in quel momento dell’avventura: la Chiamata, l’Iniziazione, il Pericolo, la Ricerca, la Rivelazione, la Minaccia, l’Epilogo.

Ogni Scena può avere tre, cinque o sette turni in base alla lunghezza desiderata della sessione. Dopo ogni turno la Strega sintetizza sul diario ciò che ha descritto, creando così una Traccia. Al termine di ogni Scena ogni giocatore deve scegliere una Traccia che per lui ha una particolare rilevanza e così essa diventerà un Ricordo.

La magia in Last Sabbath

In un gioco di ruolo con delle Streghe come protagoniste non può mancare la magia e infatti ogni giocatore ha a disposizione un Potere da utilizzare nel corso della narrazione. Il Potere ha tre livelli di intensità a cui corrispondono dei costi differenti, ebbene sì la magia si paga a caro prezzo.

  • Malia: magia di basso livello che costa ore della vita della Strega, interpretabili come un affaticamento o una problematica di salute minore;
  • Sortilegio: magia di medio livello che costa un anno di vita della Strega o un ricordo, interpretabili come un precoce invecchiamento o un trauma con relativa perdita di memoria;
  • Incantesimo: magia di alto livello che costa la morte della Strega o la cancellazione di tutti i suoi ricordi.

Aiuti forniti dal manuale

Last Sabbath viene incontro ai giocatori offrendogli due strumenti molto validi per dare imprevedibilità e originalità alla narrazione, in modo che ogni sessione possa essere profondamente differente da quella precedente.

Per definire l’inizio di ogni Scena o magari l’esito di un Incantesimo le Streghe possono utilizzare i metodi di Divinazione: Tarocchi, Mikado, Rune o Foglie di Tè. Per ogni metodo ci sono spiegazioni, immagini e tabelle per mettere in condizione il giocatore di utilizzare lo strumento in maniera corretta e dare la propria lettura e interpretazione dei segni. Il manuale comunque dice chiaramente che non esiste un modo più corretto rispetto ad altri di interpretare quanto emerso dalla Divinazione e quindi di abbandonarsi al proprio istinto ed alle sensazioni del momento.

La Divinazione con le foglie di tè

Inoltre ogni Scena fornisce al giocatore degli Spunti e degli Interrogativi d’ispirazione in modo da fargli capire esattamente quale dovrebbe essere il focus di quel preciso momento narrativo. Ecco un esempio di questo tipo di strumenti:

Scena: Minaccia

Interrogativo d’ispirazione: Come si manifesta la Minaccia? Ѐ disposta a trattare con la Congrega o intende scagliarsi su di essa con tutte le forze?

Spunto: La Minaccia ti propone un accordo: se dovessi ritirarti dalla Missione avrai salva la vita e riceverai un oggetto di valore. Cosa decidi? Intendi davvero fidarti?

Il manuale

Il manuale è composto da una cinquantina di pagine totalmente a colori, su carta di buon spessore e con delle illustrazioni molto belle ad opera di Loputyn (Jessica Cioffi). Il comparto grafico di questa produzione è molto evocativo e rende immediatamente l’idea dell’atmosfera che gli autori hanno voluto conferire all’opera.

Un dettaglio della copertina di Last Sabbath

Le mie considerazioni personali

Last Sabbath è un prodotto che sicuramente si allontana dai GDR a cui gioco di solito, è stata la mia prima esperienza con un journaling game e con un gioco così spinto verso la narrazione pura.

Ho trovato molto in sintonia con il tema dell’opera i metodi di Divinazione ed ho scelto la lettura dei Tarocchi visto che vi è lo stesso meccanismo anche in Sine Requie (il mio GDR preferito). Anche le Rune ed il Mikado sono affascinanti, ma credo che non si possa competere con l’alone di misticismo creato dalla lettura delle Foglie di tè, affascinante e molto particolare per un gioco.

La suddivisione della sessione in Scene, e soprattutto in quel tipo di Scene, l’ho trovato un modo molto intelligente per guidare il giocatore nella creazione di una storia coerente. In questo modo si evita che slanci di fantasia o eccessi di vario tipo possano portare la sessione verso narrazioni inconcludenti. Insomma una rivisitazione dello schema di Propp esposto nella Morfologia della Fiaba, applicata in maniera furba e contestualmente azzeccata.

Mi sento di consigliare Last Sabbath a chiunque voglia provare qualcosa di particolare che mette l’accento sulla narrazione. Le regole sono poche e facili e può essere giocato in brevissimo tempo da novizi o da appassionati di lungo corso.

Invece non è sicuramente il titolo giusto per tutti coloro che prediligono sistemi di gioco più complessi o per gli amanti delle build e dell’ottimizzazione numerico/statistica dei propri personaggi.

Ringraziamo Officina Meningi per la copia review.

Potete trovare Last Sabbath sul sito di Officina Meningi

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