Fabio (Pinco11)
VIANDANTI A SUD DEL TIGRI – RECENSIONE
A questo giro, dopo averci portati in giro per i Mari del Nord al tempo dei Vichinghi (ricordo tra i titoli usciti, per gusto personale, Raiders of The North Sea) e poi nel Regno Occidentale (ricordo qui Paladini ed Architetti), il duo Macdonald – Phillips (sempre per i tipi della Garphill Games e per l’edizione italiana della Fever Games) ci trasporta ora nella Mesopotamia del IX secolo (o da quelle parti), nel Califfato degli Abassidi.
Chiamati a ricoprire il ruolo di altrettanti viaggiatori impegnati a battere a piedi i percorsi dell’epoca (da qui il termine inglese di ‘wayfarers’), ci troveremo a tracciare mappe delle aree esplorate, migliorando le nostre carovane, orientandoci al meglio con le stelle ed ad assoldare collaboratori.
Tutto questo in Viandanti al sud del Tigri (Wayfarers of the South Tigris), un bel gestionalotto per 1-4 giocatori, 60-90′, 12+, dedicato ad un pubblico di giocatori esperti.

VIANDANTI IN POCO
Si inizia componendo il tabellone centrale, il quale raffigura un ideale percorso a caselle nel quale muoveremo il nostro segnalino, circondandolo da una offerta di quattro carte per ciascuno di cinque tipi di esse disponibili. Ognuno riceve poi una scheda, la quale raffigura un paio di ideali aree già esplorate di partenza (una di terra ed una di mare) ed un obiettivo, nonchè tre dadi ed un paio di omini colorati.
Al proprio turno il giocatore può: 1) usare un dado, piazzandolo in una delle proprie caselle azione ; 2) usare un omino, piazzandolo in corrispondenza della quindicina di spazi “bonus” identificati vicino alle carte ; 3) passare, recuperando i propri dadi ed eseguendo eventuali azioni bonus da passaggio del turno delle quali gode.
Nel corso della partita si arricchisce la propria scheda acquisendo carte, divise grosso modo tra quelle paesaggio (terra e mare), utili per raccogliere diversi simboli (che varranno come punti vittoria) e per ampliare i propri spazi azione od ottenere bonus permanenti, quelle obiettivo e di potenziamento di essi (spazio e ispirazione) ed i cittadini (altri power ups).
Ciò serve anche per guadagnare i prerequisiti necessari per poter procedere nel percorso ‘viaggio/diario’ al centro del tabellone, il raggiungimento dell’ultima casella del quale funge anche da timer di fine partita.

COME SI PRESENTA
La componentistica è di buon livello, rispecchiando la qualità media dell’editore e permane un validissimo rapporto qualità / prezzo, rimanendo quest’ultimo nella fascia dei 50 euro (cosa non banale di questi tempi). Abbondante l’uso di icone, che però risultano, ad esito di una partita, del tutto digeribili. Buona la variabilità grazie alla buona quantità di carte ed alla introduzioni di elementi per randomizzare il setup iniziale.
L’ambientazione rappresenta invece il classico sfondo applicato con funzione ornamentale.

COME GIRA VIANDANTI
Bene, decisamente bene. Ispirato chiaramente ai predecessori (il più vicino forse è Paladini) per la logica della costruzione di un motore produttivo utilizzando carte potenziamento, aumenta ancora la varietà di cose da fare, abbassando il peso medio della singola carta, in modo tale da consentire maggiore attenzione alla microgestione.
Nel contempo è proposto un minigioco sulla propria scheda personale, con una griglia da riempire con potenziamenti per i valori dei dadi, i cui valori non hanno ora alcuna connessione con la potenza del risultato (ossia un 6 NON vale x volte più di un 1).
La difficoltà percepita (dagli utenti di BGG) è ora di 3,74/5, in linea con il 3.70 di Paladini ed un poco di più rispetto al 3.44 dei Visconti, ma chi abbia già giocato qualche predecessore sarà avvantaggiato dalla familiarità con l’iconografia e non avvertirà tutta questa difficoltà.

IL FLUSSO DELLA PARTITA
Alla prima spiegazione, vi avverto, potreste rimanere un attimo tramortiti dalla gran quantità di icone che avranno dovuto illustrarvi e dal numero di spazi azione fruibili, fra dadi ed omini, ma si tratta, come accennavo, di una sensazione passeggera. Normalmente si inizia a familiarizzare cercando di acquisire carte e/o tessere potenziamento della carovana e subito a seguire si rivolge l’attenzione sul percorso ‘diario’ del tabellone, cercando di avanzare al suo interno.
Gradualmente, così, si riscontra che diversi degli spazi azione per gli omini sono modi alternativi per reperire risorse e ci si concentra sulle proprie strategie.
Le strade principali per fare punti possono consistere nel concentrarsi su pochi obiettivi e massimizzarli, magari abbinandoli con l’acquisizione di carte paesaggio mirate e con personaggi e location che attribuiscano bonus ogni volta che si prelevano, oppure nel puntare sui bonus per la raccolta di set di carte. Nel contempo affascina sempre l’idea di progredire nel percorso sul tabellone, che campeggia al centro del tavolo, ma che alla fine può non rivelarsi così decisivo come si penserebbe.
Nel complesso abbiamo la costruzione di motorini produttivi, una varietà di cose di fare, una gran varietà di carte potenziamento ed obiettivo, tutte cose che fanno la felicità degli amanti del cinghiale.

SENSAZIONI
I fan dell’autore/editore non credo che avranno grosse difficoltà nè ad entrare in Viandanti, nè a gradirlo, trattandosi in sostanza di una diversa declinazione di ingredienti di base noti, abbinata ad una giusta quantità di cose nuove (il minigioco della carovana, la quantità di carte ed i loro tipi, il punteggio) tale da non avvertire la sensazione di giavvisto. Per loro, quindi, una nuova ricetta per cucinare il cinghiale.
Per chi non avesse mai avvicinato questi titoli (ma davvero un amante del cinghiale non ha mai provato un Paladini o un Raiders? … ho dei dubbi) può essere occasione per confrontarsi con questo approccio al genere e non dovrebbe rimanere deluso, al netto di una potenziale difficoltà di avvicinamento iniziale, legata alla mancata conoscenza, per loro, di iconografia e logiche di fondo, che invece aiuta molto gli utenti più o meno abituali.
Personalmente l’indice di gradimento è elevato, anche ad esito di più partite giocate, risultando apprezzabile la varietà di strade aperte, a fronte, come possibile ‘minus‘, di una certa alea nell’uscita delle carte nei momenti chiave (quando ti serve un certo tipo di paesaggio o di obiettivo o di personaggio e non escono e basta …). Direi che resta, comunque, uno dei migliori nella mia classifica degli Shem-made.

PARAMETRI VARI
Partiamo dall‘interazione per dire che nella forma diretta è sostanzialmente assente, mentre l’altrui presenza di avverte grazie ad alcune cosette sparse, tipo le maggioranze finali nelle tre ‘gilde’ (relativamente poca roba, comunque) o la presenza dei segnalini influenza sulle carte. C’è anche una ‘corsa’ per arrivare in fondo al percorso ‘diario’, ma i bonus possono anche risultare non del tutto determinanti a fronte degli sforzi richiesti talvolta per progredire, per cui non è detto che arrivare per primi sia decisivo.
Sulla scalabilità di Viandanti la versione che ho provato più di frequente è quella a tre, che garantisce la giusta via di mezzo tra la rapidità delle mosse ed un adeguato refresh delle carte in tavola. Direi che è preferibile iniziare con 2-3 giocatori per la primissima esperienza, per poi passare a 4 appena familiarizzato con il tutto, per tenere contenuti i tempi di gioco. Una volta memorizzato tutto, però, vi stupirete a vedere come i turni possano fluire senza momenti di pausa (salvo pensatori seriali o momenti ‘topici’).
L’alea, infine, è presente, vista la gran quantità di carte. Per quelle paesaggio è stata anche pensata una soluzione (a certe condizioni puoi pescare dal mazzo), ma per gli amanti del controllo assoluto qualche doglianza ci può essere.

CONCLUSIONI
Viandanti è un validissimo seguito della serie idea da Shem Phillips (ed i suoi coautori/collaboratori), primo titolo della nuova ‘saga’ dedicata stavolta al sud del Tigri. Cinghialoso e selvatico il giusto, abbina una struttura di base classica (per il genere/serie), con diverse varianti / minigiochi, così da dar vita ad un titolo con il giusto sapore di nuovo.
Ringrazio l’editore per la copia di review concessa e ricordo che il gioco è disponibile anche Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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