Scritto con grande felicità da
LucaCiglione
Happy City è un divertente gioco di carte nel quale, nei panni di sindaci, dovremo creare la città più felice. Creato da Toshiki e Airu Sato ed illustrato da Makoto Takami edito in italia da Ghenos Games prevede partite della durata di 20-30 minuti e si può giocare da 2 a 5 giocatori di almeno 10 anni.
“Potete immaginare, creare e costruire il luogo più meraviglioso della terra, ma ci vorranno sempre delle persone perché il sogno diventi realtà.“
COSA TROVO NELLA SCATOLA
Scatola compatta con degli inserti per tenere in ordine ed illustrata anche all’interno che contiene:
- 140 Carte così suddivise: 66 edifici, 12 abitazioni, 56 Edifici Speciali, 5 Happy market ed una carta primo giocatore
- 30 Monete (20 da 1 e 10 da 5)
Le carte (dimensione 43×63 mm) sono ben illustrate con un tratto minimale e molto piacevole e colorato che gridano “sarete felici se ci usate”. Negli edifici speciali ci sono riferimenti e creazioni divertenti da guardare e riconoscere.
Le monete in cartone sono belle spesse e adatte all’uso.

COME SI GIOCA
Il gioco ha un obiettivo immediato e semplice: dovremo ottenere il maggior numero di punti. Otterremo i punti moltiplicando il numero di cuori per il numero di persone presenti nelle 10 carte edificio con cui avremo composto la nostra città.
Anche la simbologia è semplice ed immediata, ogni carta ha un costo segnato in alto a sinistra, un valore di cuori e/o persone ed un eventuale rendita in monete riportati in basso.
Gli edifici sono divisi in 3 diverse pile a seconda del costo ed andranno a comporre una vetrina dalla quale il giocatore potrà comprare l’edificio che ritiene migliore per la sua città.
Il turno comincia con l’incasso delle rendite, poi sarà possibile eliminare una delle carte edificio dal tabellone che verrà poi riportato a tre carte visibili. Le carte non dovranno essere voltate da pile predefinite ma sarà il giocatore a sceglierle dal mazzetto che più preferisce.
A questo punto si può decidere di passare, incassando una moneta, oppure comprare un edificio dal tabellone o uno degli edifici residenziali (sempre disponibili). Qualora se ne soddisfino le condizioni, una volta per partita, sarà possibile anche prendere uno degli edifici speciali.

Modalità per Esperti
Il gioco ha due modalità una semplice ed una avanzata che hanno due differenze: nella modalità avanzata l’Happy Market di partenza ha un colore e quindi può essere usato per raggiungere gli obiettivi necessari a prendere l’edificio speciale. Gli edifici speciali non portano in dote cuori e persone ma delle abilità tutte diverse.

OPINIONI
Happy City è un filler che in 15 minuti ci restituisce partite decisamente più che interessanti; per quanto le regole siano minimali ci sono diverse accortezze su cui porre la giusta attenzione.
La prima cosa da notare è che è importante il garantirsi una buona rendita. Risulta evidente che tanto più riusciremo a portarla vicino alle otto monete a turno, tanto più potremo acquistare qualsiasi cosa vorremmo. Questa corsa all’accumulo, però, deve essere però ben pesata perché la maggior parte degli edifici che portano rendite non solo occuperanno slot in città, togliendo spazio a carte con molti cuori e molte persone, ma potrebbero addirittura portarci dei malus. Inoltre perdere troppo tempo a costruire un motore di monete potrebbe far terminare agli altri la partita con un netto vantaggio di edifici,
Il secondo aspetto è relativo all’uso del tabellone. Poter scartare carte e pescare dal mazzo che desideriamo da una parte ci può far andare a prendere proprio le carte che ci servono ma dall’altra, cosa fondamentale, ci da la possibilità di andare a mettere i bastoni tra le ruote agli avversari con una interazione indiretta decisamente cattivella. Se ad esempio non hanno monete, lasciare loro carte molto costose potrebbe metterli in difficoltà.

Un gioco con profondità inaspettata
Queste due caratteristiche rendono il gioco, che giocato senza attenzione può essere proposto davvero a chiunque, adatto anche a giocatori più esperti che troveranno, nel mettere in difficoltà i sindaci delle città avversarie, una certa soddisfazione.
La gestione corretta delle carte diventa fondamentale anche per andare a scegliere i colori adatti per poter accaparrarsi le carte edificio speciale più interessanti ed utili alla nostra strategia.
Seppur risulti evidente che il punteggio massimo si farà avendo un egual numero di cuori e persone, non è così scontato che si debba proseguire in modo matematico mantenendo l’equilibrio tra queste due variabili, dato che, un approccio teso a massimizzare inizialmente uno dei due aspetti e andare poi a pareggiare potrebbe essere da un certo punto di vista più profittevole anche se più facilmente boicottabile dagli avversari.
Come vedete, pur avendo sostanzialmente due azioni: guadagno soldi, compro edifici, c’è una serie di aspetti di cui tenere conto che rendono Happy City un gioco affatto banale, con buona profondità e che risulta perciò sia divertente che interessante da giocare.
La presenza della versione avanzata sinceramente non mi fa impazzire, le carte speciali aggiungono al gioco effetti asimmetrici che non ritengo davvero necessari in un gioco che già nella modalità base (eventualmente ibridata con il draft degli happy market Colorati) spicca già per semplicità ed eleganza.
Non potendo avere nella propria città due carte con lo stesso nome la fortuna potrebbe verso fine partita avere un certo peso anche se, il sapere a grandi linee la composizione di ogni mazzo (il retro delle carte ha una simpatica legenda) può da un certo punto di vista mitigare la cosa.

A CHI E’ RIVOLTO
Mai come in questo caso possiamo dire che il gioco sia adatto a tutti. Non sono regole aggiuntive a renderlo interessante anche per i gamer, ma il poterlo giocare con un approccio diverso e più consapevole; il che mi ha reso ancora più ammirato per il lavoro di game design che ha alle spalle.
Questa sua duplice attrattiva si riflette anche nel fatto di essere Mensa Recommended (Un premio per giochi innovativi, belli da giocare e con un buon livello di sfida) ed avere vinto quest’anno l’American Tabletop Early Gamers Winner (la categoria del premio U.S.A. dedicata ai i giochi per neofiti).
IN QUANTI CI GIOCO
Non nascondo che Happy City, pur scalando in maniera perfetta con ogni numero di giocatori, diventa in due una sfida assolutamente spettacolare. Nel testa a testa, infatti, ci saranno solo tre edifici residenziali disponibili e quindi anche la corsa a prendere l’unico condominio presente (che assegna tre persone con una singola carta) aggiunge ulteriore pepe ad una sfida che diventa particolarmente tattica ed avvincente rendendo il gioco un vero e proprio gioiellino di tattica.

CONCLUSIONI
Se siete alla ricerca di un giochino compatto, semplice nel regolamento ma che volendo può essere giocato in modo molto tattico e che addirittura in due giocatori diventa una vera e propria battaglia all’ultima mossa, il tutto condensato in 15 minuti di esperienza ed un setup di 30 secondi, beh allora Happy City potrebbe davvero fare al caso vostro.
Il gameplay pur mantenendosi estremamente semplice ed adatto a chiunque nasconde scelte strategiche complesse il cui apice è toccato dal poter modificare in parte le carte disponibili per chi pescherà dopo di noi.
Sebbene l’ambientazione non sia percepita più di tanto, il tema del building rimane sempre e solo sullo sfondo, la piacevolezza dei disegni ed il flusso di gioco lineare e scorrevole lo rendono un gioco che soddisfa molto di più di quanto si potrebbe pensare semplicemente leggendo il regolamento.
Decisamente una bella scoperta e devo dire che Happy City mi ha lasciato decisamente Happy =)
Ringraziamo Ghenos Games per la copia review
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it

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