Fabio (Pinco11)
MY SHELFIE: I NUMERI
Dalla creatività del duo Dunstan / Walker Harding (due autori che hanno un curriculum di tutto rispetto, con oltre 60-70 titoli pubblicati, tra i quali spiccano Sushi Go, Cacao, Barenpark (il secondo), Elysium (il primo), ecco un nuovo puzzle game indirizzato ad un pubblico assolutamente familiare, ovvero My Shelfie.
Lo scaffale al quale fa l’occhiolino il titolo è quello, ideale, di casa nostra e lo scopo del gioco è quello di organizzarlo, formando sezioni dedicate ad ospitare gli stessi contenuti.
Assolutamente basso il coefficiente di difficoltà percepito (1.40 su scala 5 su BGG), siamo di fronte ad un family (2-4 giocatori) introduttivo, come confermano gli altri dati numerici (30′ a partita – 8+ di età).

MY SHELFIE IN POCO
Davvero facili le regole. Il setup prevede di piazzare in una griglia irregolare una manata di tesserine colorate e si parte. Al proprio turno il giocatore deve solo scegliere di prelevare UNA, DUE o TRE tessere allineate dall’offerta (a patto che tutte abbiano un lato ‘libero’) e deve poi collocarle tutte nella stessa colonna all’interno del proprio ‘scaffale’ 3D. Punto.
Scopo del gioco è quello di dar vita a gruppi di tessere confinanti (ortogonalmente, quindi la diagonale non conta) per ottenere bonus crescenti a fine partita a seconda della dimensione dell’area formata. Nel contempo ci sono una carta obiettivo personale, che richiede di piazzare certi colori in certe posizioni e degli obiettivi comuni che premiano maggiormente chi per primo li ottiene.
La partita termina quando qualcuno completa la propria griglia (si finisce il giro) e chi ha più punti, vince. Qui il link al sito dell’editore, per chi volesse approfondire.

COME SI PRESENTA
Lo scaffale di My Shelfie è proposto nella forma di una griglia tridimensionale in plastica nella quale si collocano le tesserine di cartoncino con il classico meccanismo ‘a caduta’. Naturale è il richiamo al tradizionale Forza 4 (tranne per il fatto che nel ricordato predecessore la griglia è 7×6 caselle, mentre qui abbiamo un 5×6), anche se poi l’attinenza si ferma qui, visto che le logiche di gioco sono quelle dei puzzle game e non quelle dell’astratto d’antan.
Graficamente il tratto è leggero e dominano, come doveva essere per premiare il colpo d’occhio, gli sfondi delle singole caselle, ottenendo in questo modo un effetto complessivo gradevole e funzionale. Qualche dubbio forse mi resta solo sulla scelta, nella palette di colori, di beige e marrone, ma la perfezione è sempre difficile da raggiungere.
Nell’insieme il tutto fa la sua figura al tavolo (considerando il target), anche se la produzione ha chiaramente teso, complessivamente, a contenere i costi, per cui mancano i tocchi tipici di giochi che puntano ad una fascia di prezzo superiore (qui stiamo in quella intorno ai 35 euro, che in luce dei recenti aumenti è diventata una fascia abbastanza bassa).
L’ambientazione prescelta è simpatica e tutto sommato coerente con l’idea di fondo, pur rimanendo nel contesto di un tema che resta decisamente di contorno.

COME GIRA MY SHELFIE
Siamo di fronte ad un titolo che è chiaramente proposto ad un pubblico davvero familiare, ossia per un target grosso modo identificabile con quello dello Spiel des Jahre classico. Regole facili, pochi fronzoli e giusto quel set minimo di cose da fare che possa consentire tranquillamente di sedere al tavolo anche un bimbo delle elementari.
Non pensate di confrontare, quindi, My Shelfie con un Calico o con la recente versione “Il Giardino della Regina” di Azul, perchè qui la difficoltà è volutamente più bassa (2.19 per Calico, 2.94 per i Giardini, contro 1.40 di My Shelfie). Pensate che uno Splendor, per capirci, è quotato 1.78, per cui qui la fruibilità è quella di un pubblico addirittura più ampio.

Questo non vuol dire, però, che il gioco cada nel banale, perchè comunque sono state inserite quelle 2-3 ideuzze tali da scavare, come deve accadere in questa classe di titoli, l’usuale fossato tra chi decida di giocare impegnandosi e chi lo faccia in modo più o meno casual.
Alla prima partita, infatti, i più disimpegnati si limitano a cercare di rispettare le posizioni indicate dalla carta obiettivo personale, puntando magari, nel contempo, a dar vita ad occasionali gruppi di tessere del medesimo colore. Se invece la cosa si prende con quel minimo di impegno in più, allora si vanno a valutare tutte e tre gli ambiti che danno punti, cercando di coordinare l’esigenza di far gruppi con quella di perseguire gli obiettivi comuni ed infine con la carta personale.
ALTRE CARATTERISTICHE
Seguire tutte e tre le cose non arriva mai al livello di un bruciacervelli e le opzioni che offre il ‘mercato’ non sono poi così sovrabbondanti da richiedere chissà quali tempi di riflessione, per cui i tempi di attesa restano di solito molto contenuti e le partite fluiscono normalmente senza intoppi, tanto che il ‘refill’ del tabellone (che si fa in un minuto) è di sovente il momento di maggior attesa.
Le sensazioni restituite, quindi, sono quelle tipiche di un puzzle game, categoria che è assolutamente di tendenza in questo periodo, toccando le tradizionali corde tipiche di questa classe di titoli, ma senza richiedere mai un eccessivo impegno. Il pubblico di riferimento è quindi sicuramente quello family e di occasionali, potendo fungere My Shelfie da buon introduttivo per la categoria o quale fillerino.

Sulla scalabilità direi che il gioco resta concettualmente identico in ogni conformazione numerica, per l’esperienza di gioco resta la medesima. Nel contempo uno dei pregi che ha risiede proprio nella rapidità delle partite, per cui direi che la versione a due giocatori risulta quella che ha il miglior rapporto divertimento/tempo.
L’interazione è invece molto bassa, limitandosi alla corsa agli obiettivi comune ed all’occasionale ‘accaparramento’ più o meno involontario dei colori oggetto dell’altrui desiderio.
Sulla longevità è difficile esprimersi, nel senso che non lo vedo come un titolo che ‘tenga’ tantissimo se messo sul tavolo troppo frequentemente solo da adulti, ma se lo pensiamo giocato con bambini, può anche diventare una valida alternativa al più ‘basico’ Forza 4.

CONCLUSIONI
My Shelfie è un simpatico puzzle game introduttivo indirizzato ad un pubblico familiare. Ha quale componente principale una griglia che tanto ricorda quella del classicone Forza 4, con un set di regole molto lineare, per cui è validamente proponibile quale introduttivo e/o per coinvolgere al tavolo i più piccoli. Ne è disponibile, per chi desiderasse provarlo, una versione digitale su BGA.
Si ringrazia l’editore per la copia di review concessa.
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