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Figlio di Griffin
Buona domenica a tutti!
Ieri sera sui nostri tavoli ci siamo battuti su strade senza Galli, abbiamo dato poco credito ai culti, ci siamo messi a riempire scaffali e abbiamo giocato carte quasi “sputate”.
Buona lettura!
PILLOLE
[Antonio-Figlio di Griffin] L’Impero di Cesare • 2-5 giocatori • 10+ • 30-60′ • giocato in 4 • 45 minuti compresa lettura delle poche regole

Avevo acquistato in super-offerta questo titolo e l’occasione di provarlo direttamente col massimo di giocatori al tavolo l’ho avuta una sera in associazione.
Di sicuro è stato solo il mio amore incondizionato per i colori e i disegni del mondo di Asterix a farmelo comprare, anche perché da una veloce lettura del regolamento non mi sembrava proprio interessante.
Alla prova sul tavolo, purtroppo, le mie remore da giocatore ormai scafato si sono rivelate più che giustificate. Un gameplay che definire piatto è davvero poco. Come poco è quello che puoi fare in partita.
Poche scelte tattiche e poco appeal per gli obiettivi di plancia personale, molto influenzati dalla randomizzazione del posizionamento dei segnalini risorsa sulla mappa centrale.
Anche agli altri giocatori ha annoniato tantissimo, senza trasmettere alcuno spunto o entusiasmo legato a mosse o strategie. Ci siamo limitati a posizionare linee di legionari (soldatini) ammirandone la fattura ma pensando di impiegarli, magari, per altri giochi…ho detto tutto.
Sono finito pure ultimo ma questo non ha influenzato in negativo e in alcun modo il mio giudizio che resta incentrato a una valutazione del titolo come da non-giocatori.
Carino da proporre a bambini alle primissime armi ludiche, anche solo per far apprezzare loro le meccaniche di costruzione reti, nonché la bellezza dei disegni di mappa, personaggi e risorse.
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[Antonio-Figlio di Griffin] Terra Mystica • 2-5 giocatori • 13+ • 120′ • giocato in 5 • 120 minuti con spiegazione e senza aver completato tutti i round previsti

Mi capita (purtroppo a fine serata) di intavolare per la prima volta, sempre in associazione, questo classico conosciuto e stragiocato da tutti gli altri giocatori al tavolo.
L’approccio, per me, è un tantino confuso, un po’ per la stanchezza della serata, un po’ per le tante informazioni da assimilare (e ricordare alla meno peggio) per fare le azioni al mio turno.
Dopo un’oretta capisco abbastanza bene le azioni possibili e le interazioni coi relativi sviluppi su mappa., tant’è che – anche se in ritardo – riesco a prendere acnh’io il bonus per la grandezza minima della propria città.
Comprendo poi solo alla fine l’utilità dei tracciati dei culti per acquisire punti secchi a fine conteggio e sgomito un po’ per salire, da terzo, su un paio di essi ed essere comunque presente su tutti.
La faticosa e stanca partita decidiamo di interromperla per raggiunti limiti di stanchezza e di orario, saltando gli ultimi due round.
Alla fine riesco a non finire ultimo, piazzandomi al quarto posto. Che dire, non è stato proprio un colpo di fulmine da prime impressioni ma neppure un diniego assoluto a rigiocarci…ovviamente in maniera più lucida.
L’unica cosa rimasta per me un po’ nebulosa, l’utilizzo e il giro dei dischetti viola per caricare e liberare azioni extra. Confesso di non essere entrato bene e a pieno nella logica per poterne sfruttare al meglio la meccanica.
Mi ha molto incuriosito come titolo anche se non mi ha divertito tantissimo. Ma per questo dò la colpa alla stanchezza e all’ora tarda di intavolamento.
Una seconda chance gliela concederò ma magari intavolando qualcuna delle sue nuove pelli (Terra Nova o Era delle Scoperte) che, per mio gusto, hanno artwork dei personaggi migliori.
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[F/\B!O P.] My Shelfie • 2-4 giocatori • 8+ • 30′ • giocato in 4 di cui 2 alla prima partita • 25 minuti con spiegazione

Abbiamo una nuova Multipla e festeggiamo riempiendola di bambini, non tutti nostri però! Passiamo a prendere Ambra dopo coro e carichiamo anche un’amica: stiamo infatti andando a cena dalla sua famiglia. Il papà ha cucinato delle lasagne fusion napoletane-trevigiane, mentre la mamma ha preparato un gioco da tavolo; noi contribuiamo con il dolce fatto da Alice e con più birre Castello dei castelli della Borgogna.
Durante il vostro turno, prendete 1, 2 o 3 tessere oggetto dal tabellone comune, seguendo due regole: devono essere adiacenti tra loro e in linea retta, devono avere almeno un lato libero all’inizio del turno. Poi inserite dall’alto queste tessere in 1 colonna della vostra libreria 3D (tipo Forza 4) per soddisfare la carta obiettivo personale (tipi specifici in precisi punti della libreria), la carta obiettivo comune (uno schema che prima completate, più segnate) o per formare aree di tessere dello stesso tipo. Il primo giocatore che riempie tutta la libreria attiva il finale e ottiene 1 PV bonus. Al termine del round, chi ha più punti vince la partita.
Emma ci spiega le regole e si accaparra il segnalino primo giocatore, che è una carinissima poltrona tridimensionale. Quasi tutto il suo impegno è rivolto all’obiettivo personale, che le potrebbe fornire ben 12 punti. Io dichiaro apertamente di non avere grandi mire, se non quella di fare meglio di Monica. Sara ha un sorrisetto sornione e si candida tacitamente come mattatrice del tavolo. Il sistema di presa dal tabellone comune è stuzzicante: la prima volta è impossibile prendere più di due tessere, dopo però è tassativo sforzarsi in tal senso, se si vuole il bonus di fine partita. Il nostro obiettivo comune chiede tessere dello stesso tipo su una diagonale e io comincio a infilarci dei gatti, ma già alla terza riga mi distraggo e fallisco la sequenza. Tuttavia ho un buon motivo: mi sto concentrando su allargare aree dello stesso tipo. L’interazione è praticamente tutta sul tabellone (perché le tessere che voglio spariscono subito prima del mio turno?), eccetto le corse ai bonus dati in esclusiva o che premiano la velocità. Alla fine è proprio Sara a riempire la sua libreria per prima, però la conta finale dei punti le riserva un beffa: la supero di 2 PV. Il gioco è piaciuto a tutti ed eravamo già pronti alla rivincita, se non ci fosse stato Marco ad apparecchiarci sopra le sue deliziose lasagne 😛
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[Stefano] Drama Lama • 2-6 giocatori • 10+ • giocato in 5 • 20′ minuti con spiegazione

Periodo intenso, super incasinato tra recensioni e nuovi figli in arrivo, c’è pochissimo tempo per perdersi in chiacchiere e giochi brutti! Quindi: serata post pizza con Drama Lama. “Caciara” è la parola d’ordine! È il nuovo titolo di Clementoni che sarà disponibile a Play. Questo titolo fa parte di una serie di nuove uscite che stanno avvicinando i giochi da tavolo Clementoni ai board gamer (almeno, questa è la mia impressione). A Play son sicuro che il loro stand strizzerà l’occhio ai passanti.
Ma veniamo subito a noi, dita spezzate, amicizie rovinate e table flip facile, è questo il gameplay di Drama Lama, gioco che mi ricorda la bella infanzia passata davanti la PS1 con “Le Follie dell’imperatore” per prendere spunto dai bizzarri lama pensati da Clementoni, il mio sarebbe un “LAMARCORD”, vabbe’! Scusate! Più avanti capirete la battuta! Dunque il gioco consiste in una pesca dal mazzo centrale, che vi farà pescare pucciosi lama, come il “Barack Olama” o “Lamaggeddon” e persino il “Dalai Lama” (ora avete capito la battuta?) che giocati attiveranno effetti su voi e sugli altri, facendovi fare cose in un mix di meccaniche tra colpo d’occhio e dexterity. A volte, nelle sfide che si innescano dagli effetti, dovete essere i più veloci a identificare dei colori, in altre dovete lanciare il dado che vi guiderà nel duello di colpo d’occhio etc. (capite le dita spezzate?) Tutti, con le loro manacce, cercheranno di essere i più veloci.
Il Drama Lama invece (che dà il titolo al gioco) è il più cattivissimo, perché vi farà perdere una vita istantaneamente.
Il gioco scorre veloce, la serata scorre tra una risata e un’altra e a scorrere veloce è anche il tempo dei giocatori che vengono eliminati. La player elimination so che non piace particolarmente, ma qui c’è troppa caciara per annoiarsi, specie per gli spettatori! Che dire… una bella sorpresa, che intavolerò più spesso nei post-serata con gente profana! Seguirà recensione approfondita nei prossimi giorni!
CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Sul canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo in due settimane F/\B!O P. ha caricato un unboxing e un gameplay.
Il disinscatolamento riguarda Books of Time, di Filip Głowacz, gioco da tavolo edito da Board&Dice. È conosciuto anche come “quello dei raccoglitori ad anelli” e nel video sentirete molti clack-clack!
La partita invece l’ha giocata in solitaria a Explorers, uno dei tre “gusti” di Dicey Roads, gioco da tavolo edito da DiceTiki, di Kamil Sklorz. È un roll-and-write/color print-and-play da 1-99 giocatori.
Sul podcast in queste due settimane prima le voci di Fapos, Alex e Stefano inizieranno #onfire con i Tabula Awards spagnoli per poi passare alle case editrici che fonderanno e a qualche anticipazione di Play 2024 che farà aumentare l’Hype.
Poi Fapos e LucaCiglione intervistano uno degli autori più eclettici del panorama ludico italiano: Paolo Mori!
ENIGMI E SALUTI
Dopo lunga assenza torna un mirabolante caleidoscopio: quale copertina è finita tra i cinque specchi riflettenti?

Giocate, guardate, associate e commentate. Alla prossima sfida sui nostri tavoli!
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