L’impero di Cesare

…ovvero S(ono) P(azzi) Q(uesti) R(omani)!

“Romani, vi è stata data una missione di imperiale importanza! Io, il grande Caio Giulio Cesare, vi incarico di espandere i confini del mio impero! Si dice che tutte le strade portano a Roma. Bene, renderemo questo proverbio una realtà! E che sia chiaro a tutti che Cesare è generoso, il migliore di voi sarà ricompensato con indicibili ricchezze! Ave-me!”

Con questo incipit si presenta L’impero di Cesare il nuovo, scanzonato gioco, dell’esordiente Matthieu Podevin, che rielaborando la sua opera prima “Drogi do Rzymu”, e avendo ottenuto la concessione di utilizzare l’ambientazione di Asterix, dell’incomparabile Albert Uderzo, ci proietterà nel 50 a.c., intenti a espandere il dominio romano tramite la costruzione di percorsi, accumulando le ricchezze delle città conquistate.

Il gioco, indipendente dalla lingua, è destinato ad un pubblico family, basato su meccaniche di costruzione di reti, con regole semplicissime, e ci terrà al tavolo per un’oretta circa.

I MATERIALI

Il tabellone

Nella scatola, de L’impero di Cesare, di dimensioni standard, troveremo un bel tabellone riccamente illustrato, a doppia faccia, che riporta la cartina dell’impero romano ai tempi di Cesare; sulla mappa vedremo le città raggruppate per regione di appartenenza con il loro valore, proporzionale alla distanza da Roma, e saranno numericamente diverse a seconda della faccia del tabellone, in quanto dipendente dal numero di giocatori.

Fra le città saranno ben visibili il collegamenti per spostarsi da una città ad un’altra e su ognuno di essi sarà presente il numero di legioni (uno a due) che serviranno per effettuare tale collegamento.

Attorno al tabellone scorre il percorso segnapunti.

Sulle città saranno poi posizionati, in maniera casuale, i talloncini che riporteranno rappresentato il valore della citta stessa e sarà presente lo spazio per ospitare il talloncino di una delle 9 risorse presenti nel gioco: coscia di cinghiale, uva, grano, orci, ampolle, pietre preziose, legno, olive o moneta.

La plancia risorse de L'impero di Cesare
La plancia per la raccolta delle risorse

Ad ogni giocatore verrà consegnata una plancia, riccamente disegnata, che ospiterà una griglia, 8 per 4, in grado di ospitare le risorse, accumulate colonna per colonna: fa eccezione la moneta che andrà posizionata sul suo percorso sotto la griglia. Sia nel percorso delle monete sia nella griglia delle risorse sono presenti i numeri che consentono di capire la metodologia di calcolo dei punti sulla base delle risorse accumulate, prediligendo sia la variabilità che l’accumulo seriale di pochi tipi.

In dotazione saranno poi date le 25 legioni, nel proprio colore, che serviranno a costruire le strade e il segnalino per il percorso segnapunti. Come si vede dalle immagini, le legioni sono di materiale plastico, e riproducono tridimensionalmente i romani che troviamo nei disegni di Asterix.

Un primo piano delle legioni
Un primo piano delle legioni

La qualità dei materiali è molto elevata: per poter rappresentare fedelmente i soldati era necessario utilizzare materiale plastico, ma la resa è veramente di effetto.

LE REGOLE

L’impero di Cesare è un gioco veramente semplice: una volta posizionati i tasselli città e distribuiti casualmente sulle città le risorse, si inizia il gioco: a turno ognuno si deve posizionare una o più legioni in modo da collegare Roma con una città ancora non conquistata, eventualmente utilizzando i percorsi già tracciati dagli altri giocatori. I punti ottenuti immediatamente dipendono della lunghezza del percorso, ossia dal numero di legioni presenti sul percorso più breve con Roma, e ognuno otterrà un punto per ognuna delle legioni presenti nel percorso: in questo modo, verrà premiato non solo chi ha conquistato la nuova città, ma anche chi aveva contribuito alla costruzione del percorso nelle fasi precedenti.

I primi turni: si parte tutti da Roma!
I primi turni: si parte tutti da Roma!

Il giocatore di turno rivendica quindi il talloncino città, e la risorsa posizionata su di esso, andandoli a mettere sulla propria plancia: le risorse generiche nella griglia, raggruppandole per colonna, mentre le monete nel percorso relativo.

Il gioco continua a giro, fino a quando non sono state conquistate tutte le città del tabellone.

A questo punto si ottengono i punti delle città conquistate, prendendo in considerazione solo la città di maggior valore per ogni regione, e si conteggiano le risorse accumulate sulla plancia; inoltre il giocatore con più legioni non utilizzate riceve 10 punti. In caso di parità totale, si guarderà, nell’ordine: il giocatore con città di più regioni diverse, quello con più oro, quello con più legioni non utilizzate.

L'impero è oramai completo!
L’impero è oramai completo!

LE IMPRESSIONI

L’impero di Cesare è adatto decisamente ad un pubblico family, sia per la semplicità delle regole, che per l’ambientazione scanzonata proposta.

Questo non significa che non abbia una sua profondità: anzi, il gioco richiede elevate doti tattiche, per capire come riuscire a fare punti durante la partita, cercando di impossessarsi dei percorsi più utilizzati vicino a Roma, quando si devono raggiungere le località più remote, ma soprattutto verificando quali risorse ci si potrà accaparrare, e quali città potranno fornire più punti, considerando che di ogni regione si guadagneranno solo i punti della città più importante: quindi applicare una strategia per cui ognuno utilizza sempre il proprio cammino, porta sì ad accumulare molti punti durante il gioco, ma impedisce la molteplicità delle regioni visitate, per cui si finirà per visitare solo città di un paio di regioni, perdendo i punti delle città minori della regione visitata, e non ottenendo punti dalle città delle regioni ignorate.

Ovviamente anche l’accumulo delle risorse ha il suo peso, ed in questo caso ha senso muoversi sia nella direzione della differenziazione, che cercando comunque di progredire su una o due risorse specifiche.

Finale de L'impero di Cesare
Il giocatore Brutus, alla fine della partita ha accumulato 20 punti per le risorse differenziate e solo 2 per le risorse uguali; 16 punti per le monete… mi sa che non ha vinto 🙂

La parte forse più tattica, però, risiede nel capire come arrivare alle città più remunerative… se si gioca con giocatori poco attenti è possibile che vengano servite su piatti d’argento a uno dei contendenti, in maniera del tutto casuale, ma se si gioca con giocatori accorti, si potrebbe addirittura arrivare a situazioni scacchistiche, dove si procede cautamente per non aprire strade troppo favorevoli agli avversari, ma con la consapevolezza che prima o poi qualcuno dovrà pur farlo…

Questo non significa che si debba obbligatoriamente bruciarsi il cervello ad ogni turno, ma sicuramente è un gioco che si presta a differenti livelli di “profondità”, a seconda del gruppo di giocatori che siede al tavolo.

L'impero di Cesare situazione di gioco
Il giocatore Brutus (rosso) si è espanso in medio oriente, ma è Aplusbegalix (giallo) che controlla le strade intorno a Roma…

Dal punto di vista della rigiocabilità, la distribuzione iniziale casuale delle risorse garantisce una certa longevità, mentre dal punto di vista della scalabilità, la presenza delle due facce del tabellone garantisce una interattività corretta a seconda del numero di giocatori.

Malgrado questo, non si gioca lo stesso numero di round, ed anche l’ordine di turno, soprattutto per i primi potrebbe risultare importante, per cui forse si poteva pensare ad un bilanciamento (qualche punto gratuito per gli ultimi giocatori).

E’ pur vero che, in definitiva, i punti che si fanno durante il gioco (quelli ottenuti dai percorsi), alla fine saranno poco meno della metà dei punti totali che si ottengono a fine partita, per cui questo effetto potrebbe risultare trascurabile…

É comunque di fondamentale importanza ricordare che chi avrà utilizzato il minor numero di legioni, otterrà 10 punti, e 10 punti sono molti, considerando che le due città più importanti portano solo 8 punti.

le città de L'impero di Cesare
Le città sono quasi tutte conquistate!

Detto questo, L’impero di Cesare funziona o no? Nel mare magnum delle uscite questo gioco ha la speranza di elevarsi in qualche modo?

Dal punto di vista dell’innovazione, la costruzione di reti è una meccanica vista e stravista, eppure sta proprio nella sua semplicità che il gioco può farsi notare, anche grazie alla spinta propulsiva di un’ambientazione come quella di Asterix!

L’aspetto interattivo è forse la parte più divertente, in quanto si corre verso le stesse mete, dove ognuno fornisce un pezzetto del tragitto all’avversario.

In tanti giocatori, diventa meno controllabile, ma si esalta la sua componente goliardica, mentre in pochi giocatori può diventare, appunto, più scacchistico.

Niente di nuovo, quindi, ma ben fatto e ben confezionato.

Si ringrazia Asmodee per la copia di review concessaci.

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