
scritto da
Figlio di Griffin
e da tutti gli impressionanti
Buona domenica e buone prime spiagge a tutti!
Questa settimana (oltre alle spiagge) abbiamo visitato un bosco, una fattoria, una fabbrica, una galassia, un mercato e financo un libro.
Buona lettura.
PILLOLE
[Antonio-Figlio di Griffin] Root • 2-4 giocatori • 12+ • 60-90′ • giocato in 3 • 90 minuti scorrevoli

Dopo la partita fatta in 2, io e Max avevamo una voglia pazzesca di reintavolarlo con un altro competitor in mischia! Ci siamo riusciti con Giovanni, che ha preso il ruolo del vagabondo contro i gatti di Max e le mie aquile. La partita è progredita in maniera molto scorrevole, visto che tutti e tre ci eravamo abbondantemente allenati con la versione per cellulare del gioco. Io ho cominciato a carburare lentamente (come permettono le aquile ogni volta) con Max intento a espandere i suoi controlli e Giovanni pronto a recuperare oggetti e a dar fastidio a entrambi con qualche scaramuccia spot. A un certo punto ho abbandonato l’obiettivo personale di punti, cercando di realizzare quello di dominio della carta che vedete in foto. Per non avere messo i bastoni tra le ruote a Max in un turno prima – intento com’ero a spostare e rispostare le mie aquile, puntando a vincere in un paio di turni dopo – gli ho permesso di arrivare alla sua condizione di vittoria, impossibile da contrastare anche per Giovanni. Root resta un signor gioco per palati esperti, una bellissima esperienza asimmetrica che lascia sensazioni diverse ad ogni partita. Consigliatissimo per gruppi che si siedono spesso allo stesso tavolo. Botte ragionate e visione tattica da tenere sempre attiva, questa la sintesi di ogni sessione “rootiana”.
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[Antonio-Figlio di Griffin] Everdell • 1-5 giocatori • 13+ • 40-80′ • giocato in solitario • 60 minuti con rilettura regole del bot

Dopo più di un anno ho rimesso sul tavolo Everdell per una sfida in solitario contro il topo nero cattivo! Apparecchiarlo dà sempre tanta soddisfazione e benedico tutte le bustine usate all’epoca per preservare la consistenza e la bellezza delle carte (e lo dico da non-imbustatore). Durante la partita, essendo un po’ arrugginito, non riesco a ingranare molte combo che mi permettano di giocare carte in maniera gratuita grazie agli edifici. Così facendo riesco a calare nella mia città troppe poche carte, senza raggiungere minimamente il limite di 15 che, altre volte, mi era sempre venuto facile realizzare. Capirete che la sconfitta è arrivata quasi scontata, come anche la frustrazione da orgoglio ludico ferito. Nonostante ciò mi sono comunque divertito, cosa che Everdell riesce sempre a fare, soprattutto in più giocatori (in 3 penso sia perfetto).
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[Antonio-Figlio di Griffin] Azul • 2-4 giocatori • 8+ • 30-45′ • giocato in 3 • 45 minuti con veloce spiegazione agli altri due che non lo avevano mai giocato

Passano a casa Antonello e Francesca per una veloce serata ludica, defaticante rispetto alla loro giornata da architetti sui cantieri. Quale gioco è miglior defaticante per un architetto se non uno in cui scegliere piastrelle da posizionare?!? Entrambi apprezzano subito la bellezza dei materiali e la fluidità dei round. Partiamo tutti un po’ frenati con pochi punti iniziali, questo a causa di limitate scelte di prossimità delle varie piastrelle sui nostri tabelloncini. I due architetti capiscono subito come ingranare e macinare punti (anche a fine partita). Io commetto un paio di errori che mi “regalano” diversi micidiali malus, i quali incideranno drasticamente sul mio punteggio finale. Vincerà la competitiva Francesca, che non smetterà più di esultare fino all’uscita di casa…
Azul resta un titolo bello da proporre ai più, facile da spiegare e bastardo da combattersi: soprattutto nel forzare brutte prese (obbligate) agli avversari!
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[F/\B!O P.] Race for the Galaxy • 2-4 giocatori • 12+ • 30-60′ • giocato in 2 alla prima partita • 60′ con spiegazione

Alberto mi scrive che ha bisogno di aiuto per sfoltire lo scaffale della vergogna. Credo stia sviluppando una dipendenza da Vinted. Ad ogni modo mi accoglie su un tavolo fuori casa e proviamo l’esperimento di giocare in esterna: ben presto saremo costretti ad accendere una lampada da tavolo, con i pianeti invasi di bestie terrestri.
Il titolo è un classico di selezione azioni e combo carte: in 2 si selezionano due carte a testa, si risolvono nell’ordine di fase 1-5 con chi l’ha scelta che effettua una versione potenziata. I punti si fanno sia al momento, consumando le materie prodotte, sia a fine partita, con i valori stampati sulle carte calate. La partita finisce all’esaurirsi dei gettoni punteggio o al piazzamendo della 12ª carta individuale (come ha fatto Alberto).
Le meccaniche sono di facile assimilazione e ci siamo sentiti subito in gara, nonostante l’inesperienza. Alberto ha adottato un approccio più militare, mentre io sono stato più commerciante. È stato utile pure cercare di entrare nella testa dell’avversario, per non giocare le stesse carte azione, sprecandole. In finale Alberto ha vinto per una carta e lo scontro è risultato ben bilanciato. Alla prima occasione ben volentieri lo proveremo in 3-4.
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[F/\B!O P.] Mercado de Lisboa • 1-4 giocatori • 8+ • 30-45′ • giocato in 2 di cui io alla prima partita • 30′ con spiegazione

Bocciamo la location esterna e rientriamo. Alberto cerca tra le ultime consegne qualcosa che giri bene in 2 e mi propone questo: “È l’Azul di Lacerda!” Non ho una grande passione per i giochi con gli schermi per nascondere informazioni, però il riassunto delle azioni all’interno è comodo e le illustrazioni molto belle, per cui accetto senza pensarci troppo.
In sostanza si tratta di piazzare su una griglia 5×5 delle tessere bancarella, eventualmente da potenziare con i gettoni ristorante, se abbinati correttamente (es. pesce-sushi) e collocati ortogonalmente. I soldi si fanno posizionando sui quattro lati esterni i clienti, che mostrano dei requisiti di numerosità e tipologia delle bancarelle. La partita finisce quando rimane solamente un certo numero di caselle vuote.
È un astrattone ben vestito e si vede subito che il mio avversario ha già una manciata di partite in archivio. Mi difendo discretamente, ma mi concentro soprattutto nel far soldi, tralasciando l’altra cosa importante: bruciare i clienti sub-optimi per me, ma spettacolari per Alberto. Poco male: sono le attenzioni che si impara ad avere appunto con l’esperienza. Ora che sia al livello di Azul non lo direi proprio, però capisco il paragone con un gioco molto approcciabile e con licenza di colpi bassi. Alla fine l’aspetto che forse mi ha infastidito maggiormente sono proprio quelle illustrazioni, che trovo ancora molto bene, tuttavia confondono un tantino la visione d’insieme.
[Pietro-ZAKK_09] Gloomhaven: Jaws of the Lion • 1-4 giocatori • 14+ • 30′ a giocatore • giocato in 2 • circa 75′ con spiegazione

Incredibile ma vero, siamo alla fine di giugno e io ancora non ho provato il tanto acclamato Gloomhaven: Jaws Of the Lion. E visto che devo levarmi il dente, convoco il Vecchio e ci prepariamo alla missione introduttiva, spiegata perfettamente dal libro. Io scelgo il guardiano rosso (classe tank) e lui l’ascia (classe inox). Spendiamo due parole sul setup e sul regolamento: semplicemente perfetti. Grazie al libro delle mappe la preparazione si fa in dieci minuti e il regolamento non lascia dubbi. Sicuramente su questo il quarto posto su BGG è meritatissimo.
La storia è avvincente – giuro non farò spoiler – e ci coinvolge subito, sebbene sia solo la prima missione. I nemici sono moderati (alzo la difficoltà per pepare un po’ la sfida) e abbastanza lenti, ma la dea bendata si mette in mezzo, rovinandomi qualche bell’attacco e portando vicino allo sfinimento la classe Inox, non molto resistente. Un rovescio della fortuna ci permette però di tornare in forma e di sconfiggere sto’ minchia di soldato élite, che non voleva morire. Obiettivo: ultimato.
Il gioco è davvero fantastico e fa venir voglia di un’altra giocata. Grazie alle prime tre missioni guidate, che danno poche regole alla volta, si può giocare fin da subito senza star a guardare sempre il manuale. A darmi fastidio è probabilmente la componente legacy, ma che per fortuna può essere azzerata. Che dire…? Pronti per la prossima avventura!
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CONTENUTI AUDIO E VIDEO
Nei contenuti del canale YouTube di Giochi sul Nostro Tavolo questa settimana trovate nuovamente un gametrailer in 60″ e due unboxing.
Cominciamo sempre con il sorriso della nostra Vale, che ci illustra [in 60″], il gioco n. 19 dei 21 Giochi Minuti: Al Lavoro nel Villaggio.
Continuiamo col qui scrivente Figlio di Griffin, che apre e mostra le fantastiche carte di Similo: Harry Potter.
Chiude F/\B!O con l’apertura di un gioco, Sogni per Bambine Ribelli, nato da un libro di successo, scritto da donne in gamba per bambine in gamba.
In questa nuova puntata del Podcast Matte e gli Interesse Ludico chiacchierano con un ospite espertissimo, Dario De Toffoli, scrittore, editore e giocatore (professionista) che ha collaborato in passato anche col geniale Alex Randolph.
ENIGMI E SALUTI
Settimana scorsa nessuno è riuscito a trovare la soluzione all’indovinello:
“Guarda avanti, guarda oltre, su di un albero o sopra un ponte“.
Che altro non nascondeva che il meraviglioso Tang Garden!
Questa volta invece ditemi dove mi trovo se un po’ guardo il sentiero, un po’ le mura e un po’ lo spirito?
Giocate, pensate e commentate.
Alla prossima!
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