scritto da
Simarillon (Davide)
Abbiamo già parlato di Tic Toc di Little Rocket Games, oggi è il turno del ‘cugino’ Castle Rooms che ha lo stesso creatore, Giampaolo Razzino, e lo stesso illustratore, Marco Salogni. Al gioco si può giocare da 2 a 4 giocatori, a partire dai 6 anni per partite con una durata abbastanza variabile da pochi minuti sino a quindici minuti.
Chi sarà il più abile costruttore di castelli? Proviamo a vedere se riusciamo a creare il nostro!.
I MATERIALI
La scatola, identica a quella di Tic Toc e molto simile per ‘concept’ alle classiche scatoline dei giochi di carte Djeco e contiene:
- cinquantaquattro carte stanza
- sei carte drago
- quattro carte cavaliere.
Le carte hanno una buona grammatura, ma mi ha stupito soprattutto la scatola del gioco, con la sua chiusura magnetica per le illustrazioni il gusto personale, a me non fanno impazzire, ma c’è anche l’unicorno e tanto baste (per Letizia) per promuovere il gioco, quindi, sintetizzando, promossi, nel complesso, i materiali; con il plus già segnalato (e non trascurabile) della chiusura metallica della scatola.

IL GIOCO … OVVERO ECCOVI LE REGOLE
Prima di iniziare vengono distribuite due carte ad ogni giocatore, che al proprio turno pescherà altre due carte. Durante il proprio turno il giocatore deve creare il proprio castello e le relative file di stanze rispettando alcuni semplici vincoli:
- le carte che si aggiungono devono avere i simboli spada ed elmo (apposti sul lato corto della carta) con lo stesso orientamento;
- se si aggiunge una nuova file il simbolo deve combaciare con quelli già presenti nella fila a cui ci si affianca;
- le carte vanno sempre aggiunte a destra delle stanze già presenti;
- si devono far combaciare le strade e i corridoi di ingresso della carta che si sta aggiungendo a quella della stanza già presente;
Il giocatore, al termine del proprio turno, non può mai avere più di due carte in mano.
Ci sono poi il DRAGO che giocato nel castello di un avversario blocca la sequenza che si sta costruendo e il CAVALIERE che, arrivando, fa sparire il drago
Vince il giocatore che riesce a creare per primo una fila di dici carte stanza, qualora non ci riesca nessuno il vincitore sarà chi ha la file più lunga e in caso di parità si valuta la seconda file e così via sino a risolvere la parità e trovare il vincitore del gioco. Qui trovate, comunque, il regolamento completo del gioco.
CONSIDERAZIONI PERSONALI / IMPRESSIONI
Castle Rooms è un gioco strano e diverso da quello che uno si potrebbe aspettare con la sola scatola in mano. Innanzitutto è un gioco che richiede spazio, soprattutto in quattro giocatori, per poter dar modo a tutti di costruire il proprio castello, con i diversi piani per le stanze. Il gioco, infatti, potrebbe obbligarci a fare mosse non ottimali e a creare un numero di piani per le stanze anche in qualche modo significativo (a noi è capitato di avere sette piani iniziati).Proprio questa caratteristica se è dimostrata un po’ spiazzante per alcuni bambini che l’hanno giocato, dal momento che il fatto di dover ‘giocare per forza’ non era un’esperienza che avevano mai vissuto.
Il Drago e il Cavaliere sono la rottura del gioco che è quell’aspetto sempre interessante che fa dire che c’è nel gioco un qualcosa in più e che piace tanto ai piccoli giocatori. Proprio su Draghi e Cavalieri c’è un’altra riflessione interessante da fare, i draghi sono in numero maggiore rispetto a quello dei cavalieri così ci saranno sicuramente almeno due stanze che non potranno essere sbloccate, questa scelta è interessante e porta i nongrandi a fare anche alcune piccole speculazioni sul dove giocare il drago e/o il cavaliere. Personalmente avrei inserito un numero maggiore di questa tipologia di carte, ma perché a me piace sempre molto l’interazione durante il gioco.
Può capitare di essere bersagliati dalla sfortuna (e dai compagni di gioco) di avere draghi e non avere la possibilità di toglierli. Non è un difetto intrinseco del gioco, ma un qualcosa da segnalare e che può rendere il gioco non piacevole per una certa categoria di giocatori (… i più sfortunati e i più permalosi).
Vi sentirete dentro un castello? Non credo, ma sarà sicuramente simpatico vedere le stanze che si vengono ad affiancare e godere di tutti i particolari delle carte giocate.
Il gioco viene segnalato come 6+, d’accordo o no? Se da una parte mi sembra giusto (mancano numeri lettere e … tutto quello che ci fa pensare ad un bimbo di sei anni che si sta scolarizzando) dall’altra mi sembra un pochetto ottimistica, mancando a questa età un po’ di malizia per giocarlo al meglio.
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Personalmente aggiungo questo paragrafo perché ritengo importante ricordare che il gioco è fondamentale nel percorso di crescita del bambino e che “devi costruire il tuo castello dei sogni, ma non vivere in esso”, il blogger e creatore di aforismi americano Marty Rubin. ”, da.
Ecco, quindi in elenco le cose che Letizia ha imparato (o avrebbe imparato se ancora non l’avessero saputo) giocando a Caslte Rooms:
- a rispettare i vincoli di piazzamento;
- ad avere un limite di carte in mano;
- a non arrabbiarsi quando in pochissimo tempo viene smontata la fatica di tanti turni;
- a contare le carte per vedere quanti draghi e quanti cavalieri ci sono ancora;
- a non focalizzarsi su un solo obiettivo, ma avere anche delle strade alternative.
FINO A QUANDO CI POSSO GIOCARE
Il disegno e la tipologia di gioco suggeriscono molto bene il target, ma qui, più che in altri giochi lo si può approcciare anche ad età un pochetto più adulte, pur sempre considerando che si tratta di allineare carte nel modo ottimale, non c’è un difficoltà eccessiva, ma senza un po’ di logica e di pensiero non vinceremo mai.
PERCHE’ GIOCARE CON PAPA’ MA SOPRATTUTTO CON MAMMA
Tutti i giochi è bello giocarli con mamma e papà, ecco qui i motivi in più per giocarli insieme.
La nostra casa non è un Castello (o forse sì, per noi è il più bel castello che ci sia) ma sai che bello potessimo avere tutte queste stanze dove poterci nascondere quando giochiamo a nascondino e tu ci cerchi invano in ogni angolo della nostra casa castello … e poi mamma c’è anche l’unicorno!
Si ringrazia l’editore per la copia recensore fornita in cambio di una recensione imparziale e intellettualmente onesta.
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