Scritto da
Max
Trovo che in questo ultimo periodo i giochi basati sulla meccanica del trick taking (giochi di prese) stiano spopolando, alcuni più tradizionali e altri con qualche trovata innovativa. Anche Hasbro ha deciso di mettere a catalogo un gioco che va in questa direzione e che sia adatto anche ai più piccoli. Sweet Takes si descrive come un concentrato di zucchero e scaltri trucchetti. Andiamo a scoprire quanto sia effettivamente dolce questo titolo.
Come funziona?
La struttura di base è quella di un classico gioco di prese: ogni giocatore gioca una carta e, in base alle carte giocate, qualcuno riuscirà a conquistare quelle presenti al centro del tavolo. La particolarità di Sweet Takes arriva però molto presto, durante la fase di setup.
Infatti dopo aver determinato quanti semi utilizzare in base al numero dei giocatori è il momento di creare le scorte segrete. Ogni giocatore non ha infatti soltanto le carte che tiene in mano, ma anche tre carte coperte, una riserva segreta che può essere utilizzata durante la partita. Quando decidiamo di giocare una di queste carte, non sappiamo in anticipo cosa stiamo mettendo in gioco.

Ogni giocatore inizia la partita con nove carte in mano e tre nella scorta segreta. Una carta coperta potrebbe essere esattamente quella che ci serve per conquistare una presa importante… oppure rivelarsi completamente inutile.
Le partite sono divise in 12 round, e bisogna quindi cercare di amministrare le proprie carte pensando non soltanto alla presa che stiamo giocando in quel momento, ma anche a quello che potrebbe succedere nei turni successivi.
Un po’ come la briscola, ma non troppo
Un turno di gioco si svolge nel seguente modo: il primo giocatore di turno sceglie il seme iniziale giocando una carta dalla propria mano o dalla scorta segreta. Tutti gli altri giocatori devono decidere se giocare una carta dello stesso seme o se azzardare una carta segreta. Il secondo giocatore infatti può giocare una carta dalla propria mano, ma questa deve corrispondere al seme iniziale. Se tra le carte della propria mano non c’è il seme corretto allora può giocare una carta qualsiasi. Se il seme della seconda carta giocata non corrisponde con quello iniziale, allora viene determinato il seme secondario.
Gli altri giocatori seguiranno questa logica per giocare le proprie carte e si passerà quindi alla fase di raccolta. Colui che ha giocato la carta col valore più alto del seme iniziale raccoglie tutte le carte di quel seme, lo stesso ragionamento vale per il seme secondario. Nel caso ci siano carte di altri semi, possono essere raccolte dai giocatori che le hanno giocate rispettando sempre la regola del valore più alto. L’ultimo giocatore che ha vinto una presa sarà il primo a giocare nel turno successivo.
Le carte raccolte in ogni round vanno a comporre il mazzo del punteggio di ogni giocatore. Per ogni presa la carta più alta viene posta in questo mazzo a faccia in su, le altre a faccia in giù. Dopo i 12 round di gioco è il momento di determinare il vincitore. Ogni carta ha due numeri su di essa ben visibili, il valore e i punti vittoria che garantisce. Ogni giocatore somma i punti delle carte a faccia in su nel suo mazzo punteggio, ogni carta a faccia in giù vale un punto. Chi ha più punti ha fine partita assaporerà il dolce gusto della vittoria.
La riserva segreta
Le tre carte coperte sono sicuramente l’elemento più divertente del gioco. Ogni volta che decidiamo di utilizzarne una, c’è quel piccolo momento di tensione nel girarla per vedere cosa abbiamo pescato… o meglio, cosa avevamo davanti a noi fin dall’inizio. Può capitare di scoprire proprio la carta che stavamo aspettando oppure di trovarsi con una carta che non ci serve assolutamente a nulla.

Questo introduce una componente di fortuna abbastanza evidente, ma secondo me coerente con quello che vuole essere Sweet Takes. Non siamo davanti a un gioco in cui ogni partita può essere completamente controllata attraverso una pianificazione perfetta. È piuttosto un gioco in cui bisogna prendere le decisioni migliori possibile con quello che abbiamo a disposizione. E quando una scelta rischiosa va bene, la soddisfazione arriva immediatamente.
Un gioco per tutti?
Probabilmente sì, ed è uno dei suoi punti di forza. Le regole sono semplici da permettere di coinvolgere anche giocatori che non hanno esperienza con i giochi da tavolo o di carte. Allo stesso tempo, dietro la semplicità delle regole ci sono alcune piccole decisioni che permettono anche agli adulti e ai giocatori più esperti di divertirsi.
È quindi uno di quei giochi che può funzionare bene tra genitori e figli, durante una serata in famiglia o come filler tra due giochi più impegnativi. Anche il formato aiuta: la scatola è compatta e contiene 60 carte, più la carta segnaturni e il regolamento.
Fortuna sì, ma non soltanto
Il principale limite di Sweet Takes è probabilmente proprio quello che costituisce parte del suo fascino: la fortuna. Le carte coperte possono cambiare parecchio l’andamento di una mano e la distribuzione iniziale può portare a situazioni in cui un giocatore parte avvantaggiato. Non è quindi il gioco ideale per chi cerca un titolo di prese estremamente strategico e controllabile.
Per il tipo di esperienza che propone, però, non lo considero necessariamente un difetto. Sweet Takes vuole essere rapido, leggero e soprattutto divertente. E il fatto che una carta girata all’ultimo momento possa ribaltare una situazione contribuisce proprio a creare quei piccoli momenti di sorpresa che rendono piacevole la partita.
La veste grafica
Il tema delle caramelle è semplice e immediato e rende il gioco particolarmente adatto al pubblico familiare. I semi delle carte sono rappresentati da diversi tipi di dolci gommosi: orsetti, vermicelli, anelli e altri elementi colorati. È una scelta che rende le carte facilmente riconoscibili e dà al gioco un aspetto allegro e immediato.

Non aspettatevi però un’ambientazione particolarmente profonda o delle illustrazioni ricercate: le caramelle sono soprattutto un modo per rendere più simpatico e accessibile un gioco che, meccanicamente, rimane un gioco di prese.
Considerazioni personali
Sweet Takes è uno di quei piccoli giochi che funzionano proprio perché non cercano di fare troppo. Le regole si spiegano velocemente, le partite scorrono, le carte coperte introducono una buona dose di sorpresa e il sistema di punteggio obbliga a non considerare automaticamente la carta più alta come quella migliore.
Non è un gioco che punta sulla profondità strategica e la componente di fortuna si sente, ma è anche questo a renderlo adatto a un pubblico molto ampio. È soprattutto un gioco di carte familiare, rapido e facile da proporre, con quel pizzico di rischio che può trasformare una semplice presa in un piccolo colpo di scena.
E considerando il formato e il tempo necessario per una partita, è uno di quei giochi che può tranquillamente finire nello zaino e venire tirato fuori quando si ha voglia di fare una partita senza dover preparare il tavolo per mezz’ora.
Si ringrazia Hasbro per la copia review
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