scritto da F/B!O P.
In questa rubrica del
venerdì, dedicata ai giochi per bambini dai 2 agli 8 anni, quasi mai si trova
la meccanica del roll&write, ossia del tira i dadi e scrivi su un foglio
qualcosa dipendente dai valori usciti. Oggi dunque vi parlo di una rarità e vi
anticipo sin d’ora che, avendo l’età di confine 8+ come consigliata,
può essere tranquillamente intavolato come family game e impegnare pure i
grandi (troverete maggiori considerazioni nella sezione Fino a quando ci si
può giocare). Qualche dato tecnico e poi vi spiego anche la trovata che lo
caratterizza: autore Yu Wang, editore Blue Magpie Games,
2-8 giocatori, durata 15-20 minuti.
Per saltare direttamente alla sezione MMDC seguite questo collegamento⤵.
Ringrazio
Taiwan Boardgame Design per la copia recensore.
Il tuo giocherellone (e dalle zampe stranamente corte) gatto T-Rex e i suoi
amici sanno che sei stanco dopo essere tornato a casa dal lavoro. Quindi,
naturalmente, corrono e saltellano per casa il più possibile, solo per
creare un bel pasticcio affinché ti ricordi di loro! Perché finché siete una
famiglia, ogni giorno è una vacanza per T-Rex e i suoi amici!
I COMPONENTI
La scatola, di
dimensioni 227×162×34mm, contiene:
- il regolamento (EN/CN);
- tre
dadi personalizzati a sei facce, ma con i valori standard; - un blocco di
fogli.
Dadi e carta: cosa c’è di più comune? Eppure i dadi sono
trasparenti con una silhouette di testa di gatto su ogni faccia e un numero
inscritto. Sono belli e piacevoli da lanciare, con la curiosità che i valori
non sono accoppiati nel solito modo 1-6, 2-5 e 3-4 sulle facce opposte. I
fogli sono materiali consumabili, per cui ho intenzione di plastificare gli
ultimi otto e di inserire dei pennarelli cancellabili. In alternativa su BGG
sono
presenti i file print-and-play
da ristampare. Le regole non sono scritte da un inglese madrelingua, ma i
materiali la promozione se la meritano.
Ho girato anche un video di
unboxing:
![]() |
| Il foglio del giocatore con le quattro aree in cui fare punti in maniera diversa |
LE REGOLE, OVVERO: COME SI GIOCA?
Preparazione: Ognuno prende un foglio e recupera una
penna/matita.
Svolgimento: Nel vostro turno lanciate in modo
nascosto i tre dadi, poi rivelatene due a scelta. Quando tutti li hanno
inseriti nelle caselle del proprio foglio, mostrate anche il terzo, che se
possibile va inserito rispettando i vincoli a bordo foglio (vedere foto). Le
varie sezioni fanno punti in maniera diversa: numeri uguali, sequenze
crescenti/decrescenti, somme precise (vedere foto pure per questi dettagli).
Alcune caselle forniscono dei “biscottini” da usare al momento, che permettono
di cancellare numeri già scritti. La partita finisce quando qualcuno non è più
in grado di inserire i primi due dadi: vince chi ha più punti.
Il
regolamento completo lo potete trovare
qui.
CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
L’intuizione, semplice, di mostrare i dadi in due battute è veramente
azzeccata. Questo, unito ai limiti di piazzamento del terzo dado, è quello che
rende il gioco particolare. È anche elemento di interazione, che spesso
in questo genere un po’ latita. Infatti posso tenere come terzo dado nascosto
uno che fa comodo a me, ma se riesco al contempo a sceglierne uno che mette in
difficoltà gli avversari è tutto di guadagnato. Potrebbe essere perché li
costringo a delle sequenze suboptimali (ad esempio mostrando prima 2-4 e poi
il 3) oppure perché a voi non servono più 1 nella zona dove si devono scrivere
gli 1 che escono sul terzo dado. Per il resto, le modalità in cui fare punti
nelle differenti aree del foglio non è che abbiano inventato niente.
Quando
si parla di lanci di dadi fatti così, non si può lasciare la
fortuna fuori dal discorso. Tuttavia il fatto che tutti debbano
impiegare gli stessi valori usciti la salva dall’essere colpevolizzata per
sconfitte o vittorie. Cioè se escono dieci 6 di fila è un problema per
chiunque. Dall’altro lato, avere solo tre opzioni tra cui selezionare il dado
nascosto consente un certo controllo senza sprecare tempo in pensate seriali.
E poi il momento “ta-dan!” in cui scoprite il terzo dado e qualcuno vi ricopre
di improperi è impagabile ^_^
Ambra inizialmente cercava
di individuare schemi simili e riapplicarli nelle partite successive, però si
è accorta da sola che non funzionava. L’approccio deve essere necessariamente
dinamico e adattativo. La rigiocabilità è data proprio da questo
fattore e successioni di lanci diversi richiedono reazioni diverse sul foglio.
Come regola “avanzata” il regolamente propone di variare in fase di
preparazione i valori che vincolano il terzo dado nelle quattro aree da
punti.
La scalabilità non ci ha dato alcun problema in pochi o
tanti. Poiché la fine della partita dipende dal riempimento del foglio, i
tempi saranno più o meno sempre gli stessi (da venti minuti a mezz’oretta),
perché i tiri necessari prescindono da chi è a farli. Chiaramente se servono
24 turni complessivi per chiudere la partita, in 2 giocatori sarete per 12
volte chiamati a selezionare il terzo dado, mentre in 8 lo farete soltanto 3
volte. Non fosse per questo, potreste aggiungere giocatori ad libitum
fintantoché i risultati dei lanci sono visibili/noti a tutti.
Come
lati negativi posso solo mettervi in guardia contro la semplicità del
titolo, la sua meccanica roll&write (la cui implementazione difficilmente
ve la farà amare se già la odiate) e la presenza di gattini pucciosi. Forse
con poco sforzo poteva pure essere aggiunta una variante in solitario. Dimenticavo che la cosa più assurda è il nome: perché hanno chiamato T-Rex il gatto, mandando fuori strada chiunque legga il titolo?
COSA SI IMPARA IN QUESTO GIOCO
Ecco qui in elenco le cose che Ambra (7 anni e 6 mesi) e gli altri
bambini che hanno giocato con lei hanno potuto imparare – o ripassare –
giocando a T-Rex’s Holiday:
- a scegliere strategicamente quali
dadi mostrare e quale tenere temporaneamente nascosto; - le sequenze di
numeri crescenti e decrescenti; - a sommare per arrivare esattamente a 14
oppure a sottrarre per capire quanto manca; - che i giochi da tavolo
possono avere anche materiali usa e getta.
FINO A QUANDO CI SI PUÒ GIOCARE
Il regolamento riporta 8+ e sono sostanzialmente d’accordo.
Ambra ci gioca a 7 anni, ma nelle partite miste grandi e piccoli non riesce
ancora a competere per la vittoria, fermandosi circa 10 punti sotto agli
adulti. Nelle partite tra pari chiaramente la situazione cambia, tuttavia non
si può comunque anticipare troppo per la presenza di sequenze e operazioni
numeriche. All’altro estremo, come spoilerato nell’introduzione, ci si può
giocare senza problemi ad ogni età, coinvolgendo pure babbani e giocatori
occasionali. Se amano i gatti sarà addirittura più facile. È una scatola che
potenzialmente può restarvi in casa per sempre, salvo poi scoprire che i
roll&write sono il vostro genere e salire di complessità.
![]() |
| I tre dadi trasparenti con le silhouette di gatto |
MIA MOGLIE DICE COSE
«Questo è uno dei classici giochi “pochi componenti, massima resa”. Può
essere che non sia originalissimo, ma io non ho mai giocato a cose simili,
per cui per me alla base c’è una buona idea. Cosa mi piace? Con tre dadi si
riesce a creare una sfida per niente banale. Ognuno deve posizionare gli
stessi numeri, eppure nessuno fa esattamente le stesse scelte ed è
incredibile come anche poche differenze portino a risultati molto diversi.
Tenere il terzo dado segreto è senza dubbio quello che porta più pepe nella
partita. Altro punto decisivo sono i cartelli che limitano gli inserimenti
dei terzi numeri: qui vi voglio. In una partita io e Ambra abbiamo palesato
i numeri che volevamo uscissero e chi tirava i dadi ha, giustamente,
lasciato uno di questi (quello che interessava a me) per terzo. Perché?
Perché non potevo inserirlo dove mi serviva! Per cui? Per cui non palesatevi
mai oppure mentite!
Altre cosa carina è che possono giocare anche i
bambini con un minimo di dimestichezza con somme e sequenze di numeri
crescenti e decrescenti. Un modo divertente per mettere in pratica quello
che si impara sui libri.
Considerazioni finali flash:
- belli i gatti!
- terribilmente fuorviante il nome!
- perché la busta in sovracoperta?
- bello!»
MIA FIGLIA DICE COSE
«È un po’ difficile. Voglio provarlo con Giovanna che ha 8 anni. Le mie
parti preferite sono le scatolette e il tunnel. I biscottini sono molto
utili per cancellare gli errori. I dadi sono carini. La scatola mi piace
perché sembra un pacco postale. Lo consiglio ai miei amici per ripassare
addizioni e sottrazioni divertendosi. PS: A me piace molto quando spunta un
numero che posso mettere nel tunnel!»
Per tornare su seguite questo collegamento⤴.
Se
volete provarlo, potete scaricare il print-and-play da
qui.
— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai
rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte
pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse
immediatamente su semplice richiesta. —
Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it






