L’ambientazione teorica del titolo è quella di Venezia, con le sue isole, collegate da ponti, tuttavia si tratta evidentemente di un semplice pretesto (o forse un omaggio alla città lagunare) per presentare un titolo che in realtà è a tutti gli effetti un gioco astratto, da scacchiera.
Venendo ai meccanismi direi che è quasi più facile leggersi il regolamento, che si trova sul sito della Rio Grande (tra l’altro nella ricerca scrivete ‘diavalo’ invece che diavolo, perchè per errore han scritto così ..) che è brevissimo (due paginette).
In ogni caso sul tabellone, che è semplicemente una griglia di caselle quadrate da 10×10, il giocatore piazza ad ogni turno due tessere del proprio colore od un ponte che collega due tessere. Lo scopo del gioco è quello di creare il maggior numero possibile di ‘isole’ (ossia di gruppi di 4 tessere che si toccano almeno su di un lato) e di collegarle fra loro grazie ai ponti. Alcune delle particolarità sono: 1) nessuna tessera di quel colore può toccare un’isola ; 2) i gruppi di tessere da meno di 4 caselle si chiamano ‘banchi di sabbia’ e non attribuiscono punti, ma servono solo per collegare le isole ; 3) vince chi ottiene più punti, tenendo conto che con più isole collegate attribuiscono forti bonus, mentre le isole non collegate danno un solo punto a testa. A fianco potete vedere una immagine di gioco: il bianco ha già collegato con successo 4 isole, mentre il rosso (il cui schieramento è stato ‘tagliato’ nel mezzo dal bianco) ne ha collegate tre nella parte alta del tabellone e tre in qualla bassa. Il gioco, che si ispira a ‘Twixt‘, un titolo in giro da vari anni e che propone alcune meccaniche derivanti anche dal Go, sottoposto ad alcune partite con il Berto, si rivela molto profondo ed interessante, risultando davvero una bella sorpresa in quanto, pur avendo qualche segnalazione, non risulta abbia mai sfondato in giro per internet.
A livello di realizzazione molto carini sono i pezzi, ovviamente in particolare i ponti (le tessere sono invece solo quadretti di legno), mentre il ‘tabellone’ (piuttosto piccolo) è funzionale, ma di semplice cartone e di scarsa consistenza, per cui poteva essere fatto meglio.
Gradevole l’impatto visivo complessivo con la partita in corso. Nel complesso direi che è davvero un bel gioco, riservato però, naturalmente, agli appassionati del genere (ossia di titoli tipo scacchi, tipo i giochi del progetto GIPF e così via).
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