Iliad

DUEL-lando: Iliad

Tranquilli oggi non tenterò di convincervi a cambiare operatore telefonico, ma vi porto la recensione di Iliad, uno degli ultimi titoli di quel “geniaccio” del dottor Knizia. Iliad è un gioco per 2 giocatori di età pari o superiore ai 10 anni le cui partite durano circa 30 minuti. Illustrato da Harry Conway ed edito da Bitewing Games che ringrazio per la copia review che ci ha concesso durante l’ultima fiera di Essen.

Come intuibile dal titolo, l’ambientazione è la guerra di Troia e come è noto nei due schieramenti sono presenti due eroi contrapposti: Ettore per i Troiani e Achille per i Greci. Entrambi cercano il favore degli dei perché offrano loro supporto e spostino la bilancia dell’esito della battaglia. Solo una parte però ne uscirà vittoriosa e il suo eroe diventerà la leggenda dell’Iliade.

Al di là del tema scelto, sia chiaro sin da subito, che siamo di fronte ad un titolo astratto (che più astratto non si può) di piazzamento tessere quadrate su una griglia 6×6 che utilizza principalmente le meccaniche del draft, della gestione della mano e del set collection, per simulare gli scontri all’interno della guerra di Troia.

Anche se i temi dell’onore, della gloria, della mortalità, della vendetta, del destino e dell’intervento divino non si sentono come quando si leggono le pagine del poema di Omero, vi consiglio di continuare la lettura: ne vedrete delle belle (e non mi riferisco ad Elena).

I MATERIALI

Una volta defustellati tutti i componenti in cartone, la scatola a base quadrata di Iliad rimarrà abbastanza vuota, infatti pur misurando all’incirca 20x20x5,5 cm i materiali occuperanno all’incirca la metà del volume totale.

La plancia centrale del gioco è in stoffa ed è suddivisa in una griglia di 6×6 celle quadrate: una sorta di scacchiera con caselle alternate a sfondo blu e rosso e una cornice a delimitare il “campo di battaglia.

Troviamo poi un sacchetto sempre in stoffa, utilizzato per estrarre casualmente i 29 gettoni Successo in cartone molto spesso e super solido che hanno una forma particolare e una volta disposti attorno alla plancia centrale sembrano proprio la cornice di un quadro.

Per finire troviamo 36 tessere quadrate anche queste di cartone bello spesso. Sono 18 tessere con retro blu e l’icona di un cavallo a rappresentare le truppe comandate da Ettore di Troia e le altre 18 a sfondo rosso e un’icona che ricorda la trinacria siciliana a rappresentare gli opliti greci guidati da Achille.

La grafica non è certo centrale in questo gioco, ma le illustrazioni stilizzate presenti sulle tessere, i gettoni ed anche sul sacchetto e la plancia di stoffa sono perfettamente in linea con l’ambientazione. L’iconografia invece è molto chiara e intuitiva. Nel complesso il gioco è totalmente indipendente dalla lingua ad esclusione del manuale delle regole.

Il regolamento di questa versione inglese è snello e ben scritto con diversi esempi di gioco e un pratico riassunto degli effetti delle tessere in ultima pagina. La produzione nel suo complesso risulta quindi più che buona e assolutamente in linea con gli standard degli ultimi anni per giochi di questo genere.

COME SI GIOCA

In Iliad, i due giocatori si alternano nel posizionare una tessera alla volta nel tentativo di guadagnare il favore di tutti e cinque gli dei: Zeus, Apollo, Athena, Poseidone e Afrodite. Alla fine del gioco, il vincitore è il giocatore che ha raccolto i gettoni successo rappresentanti tutti e cinque le divinità, ma se entrambi i giocatori, o nessuno dei due, soddisfa questa condizione, allora il vincitore è il giocatore che ha guadagnato il maggior numero di punti dai gettoni successo.

La plancia centrale è composta da sei righe e sei colonne di sei spazi ciascuna, dove vengono posizionate le tessere. Metà degli spazi sono spazi blu dove verranno posizionate le tessere dei Troiani e si alternano con gli spazi rossi riservati ai Greci. A entrambe le estremità di ogni riga e colonna c’è uno spazio per i gettoni Successo.

I gettoni Successo vengono mescolati all’interno del sacchetto da cui se ne estraggono cinque a formare una riserva che però non potrà avere gettoni con valori negativi. Poi, circondate la plancia con i gettoni rimanenti: iniziando da qualsiasi bordo e proseguendo in senso orario, si pesca e si posiziona un gettone a faccia in su lungo ogni spazio ai bordi della plancia.

I giocatori scelgono il proprio set di tessere tra: quelle blu che rappresentano Ettore di Troia e quelle rosse che simboleggiano Achille dei Greci. Ogni set conta 18 tessere, tre per ogni valore da 1 a 5 e tre tessere Dolos; queste andranno mescolate e posizionate a faccia in giù di fronte a sè.

Ogni giocatore pesca due tessere dal proprio mazzo e le posiziona casualmente a faccia in su, sui due spazi centrali della plancia del proprio colore. Se capita di pescare due tessere identiche, vanno rimesse nel mazzo, e si ripete la procedura fino a quando non se ne pescano due diverse. Infine, si pescano due tessere dal proprio mazzo nella propria mano che rimarrà sempre nascosta all’avversario.

Le regole di piazzamento delle tessere sono molto semplici: bisogna giocare la propria tessera su uno spazio vuoto della plancia del rispettivo colore in modo che la tessera sia adiacente ad almeno un lato di un’altra tessera già sulla plancia. È chiaro che vista la colorazione della plancia, tutte le tessere adiacenti apparterranno all’avversario e che le proprie tessere non saranno mai adiacenti.

Le tessere hanno effetti differenti a seconda del numero riportato su di esse, ad eccezione delle tessere di valore 5 e delle tessere Dolos che non ne attivano. Gli effetti delle tessere sono opzionali, cioè non si è obbligati a usarli, ma se intendete farlo, dovrete applicarli immediatamente dopo aver giocato la tessera. Vediamo di seguito gli effetti delle tessere con valore da 1 a 4:

Valore 1: Si può riposizionate una delle tessere accessibili dell’avversario. Una tessera è accessibile se almeno uno spazio adiacente alla tessera è vuoto. Quando si riposizione una tessera, bisogna seguire la regola di posizionamento, ma non viene attivato nuovamente il suo effetto. È possibile riposizionare una tessera anche se ne lascia una senza un’altra adiacente.

Valore 2: è possibile spostare una delle proprie tessere accessibili. Anche in questo caso quando si muove una tessera, bisogna seguire la regola di posizionamento e non si attiva nuovamente il suo effetto e anche in questo caso è possibile lasciare spazi vuoti.

Valore 3: è consentito scambiare uno dei propri gettoni Successo già conquistati con uno qualsiasi dei cinque gettoni della riserva. Si noti come non sia avranno gettoni Successo da scambiare fino a quando non si saranno conteggiato una o più linee.

Valore 4: Si può girare questa tessera a faccia in giù, insieme a una delle tessere adiacenti dell’avversario. Le tessere a faccia in giù occupano ancora i loro spazi, ma non hanno valore. Le tessere a faccia in giù possono essere riposizionate dall’effetto di una tessera di valore 1 o 2.

Alla fine del proprio turno, occorre controllare se alcune linee (righe o colonne) sono state completate: in tal caso queste dovranno essere conteggiate come spiegherò tra qualche riga. Infine, si pesca una nuova tessera dal proprio mazzo per riportare la mano a due tessere e il turno passerà al proprio avversario.

Quando una linea (riga o colonna) viene completata deve essere conteggiata (a meno che non sia successo già in precedenza): entrambi i giocatori contano il valore totale delle proprie tessere nella linea. Il valore totale è composto da tutti i valori delle tessere (1-5) più i valori di eventuali tessere Dolos. Le tessere a faccia in giù non hanno valore.

A proposito delle tessere Dolos: queste sono riconoscibili per l’icona formata da 4 frecce e assumono come valore, la somma di entrambe le tessere adiacenti nella linea che si starà conteggiando (queste apparterranno sempre all’avversario). Se una tessera Dolos si trova all’estremità di una linea, assume il valore dell’unica tessera adiacente nella linea di cui si sta calcolando il punteggio. Se due o più tessere Dolos sono adiacenti, non derivano valore l’una dall’altra.

Terminato il conteggio, si confrontano i totali e il giocatore con il valore più alto vince la linea. In caso di pareggio questo viene vinto dal giocatore che sta effettuando il turno. Il vincitore della linea sceglie uno dei due gettoni Successo alle estremità della linea appena conteggiata, lasciando l’altro gettone all’avversario.

La partita termina quando tutte le tessere sono state giocate, ovvero quando tutti gli spazi della plancia risultano occupati e tutte le righe e colonne sono state conteggiate.

Se avete il supporto di tutti gli dei (ovvero avete raccolto almeno un segnalino per ognuna delle cinque divinità) ma il vostro avversario no, vincete immediatamente. Bisogna tenere presente che il segnalino con le fedi nunziali raffigurate sopra (tematicamente rappresentano il matrimonio con Elena), funziona come jolly e può sostituire un qualsiasi altro segnalino di uno degli dei.

Se entrambi i giocatori hanno il supporto di tutti gli dei (o se nessuno dei due lo ha), la vittoria è determinata dai valori in punti dei vostri gettoni Successo. Chi possiede più di un gettone dello stesso dio, conterà solo il gettone di valore più alto a cui andranno aggiunti tutti i gettoni non-dei (sia valori positivi che negativi).

Il giocatore con il punteggio totale più alto vince il gioco. Se c’è un pareggio, si confronta il totale di tutti i gettoni degli dei di valore inferiore (che non sono stati contati finora) per rompere il pareggio. Se il pareggio persiste, il giocatore che ha il gettone Zeus di valore più alto vince; se nessuno dei giocatori ha un gettone Zeus, allora vince il giocatore che ha il gettone Poseidone di valore più alto.

IMPRESSIONI

Iliad è un gioco che, in una sola parola, definirei sincero. Partiamo dalla plancia: un “fazzoletto” di stoffa (soluzione che si sta diffondendo sempre di più, ma che non mi convince del tutto) che rappresenta il campo di battaglia, una griglia 6×6 che ad inizio partita risulta incorniciata da tessere punteggio. Queste sono di facile lettura: alcune, stampate in tinte pastello, rappresentano il favore degli dèi e per ognuno di questi troviamo tre tessere disponibili.

Poi ci sono le altre tessere con valori numerici che rappresentano semplicemente punti per il conteggio finale, dominate da quelle di tinta “profondo rosso” che riportano valori negativi. Per quanto ci sia stato un evidente sforzo dal punto di vista grafico di tematizzare il tutto, Iliad una volta apparecchiato sul tavolo, appare per quello che è: un gioco 100% astratto in pieno stile Knizia.

Come in molti dei migliori giochi del designer tedesco, tutto ruota attorno ad un solido nucleo di poche semplici regole che in questo titolo, si realizzano nelle restrizioni di piazzamento e negli effetti delle tessere quadrate, cuore del gioco. In questo senso, devo ammettere che raramente capita di giocare a titoli così puliti e lineari, ma allo stesso tempo, tutt’altro che banali.

Ogni piazzamento conta: i guerrieri contribuiscono alla contesa, sia sulla riga che sulla colonna dove vengono piazzati, ma non tutte le battaglie sono equivalenti, infatti alcune linee mettono in palio gettoni simili, addirittura dello stesso dio, altre potrebbero risultare decisive se trai due bonus c’è una grande differenza di punti.

Ecco che, dove piazzare le tessere, risulta una scelta davvero difficile perché a volte potrebbe essere necessario sacrificare una linea per avere la meglio su quella che potrebbe risultare decisiva per la vittoria finale. Il condizionale è d’obbligo visto che ogni tessera può sconvolgere lo “status quo”.

Le tessere Dolos (il cui valore finale è dato dalla somma delle due tessere vicine) e quelle di valore 4 (che ci consentono di girare a faccia in giù una tessera del nostro avversario annullandone la “forza”) a prima vista sembrano le più performanti, ma a volte riuscire a spostare una propria tessera, o una di quelle del nemico, produce effetti devastanti.  

Quindi a fronte di un impianto regolistico così semplice e lineare i ragionamenti che ne scaturiscono sono davvero stimolanti, senza però arrivare a livelli da “brucia-cervello” e questo è un altro punto a favore di Iliad perché non presta il fianco a paralisi da analisi. Anche con giocatori piuttosto pensierosi non mi è mai capitato di dover aspettare troppo perché facessero la loro scelta.

Questa capacità è dettata dal fatto che Iliad permette ai giocatori di tenere in mano solo due tessere alla volta concedendo un ristrettissimo spazio di manovra. È una limitazione che in certi momenti può darvi la sensazione di impotenza, specialmente quando pescate un guerriero che vi permette di scambiare tessere Successo prima di averne effettivamente vinte.

In realtà si tratta di trovare un modo alternativo di utilizzare le proprie truppe magari spingendo il completamento di una linea che sebbene vi veda sconfitti, non avvantaggerà più di tanto il vostro avversario. D’altro canto è impensabile pensare di vincere su ogni linea e quindi può essere un’ottima strategia anche quella di scegliere di limitare i danni.

La mano così limitata evita anche di far diventare una partita di Iliad una sfida troppo scacchistica: non è necessario memorizzare le aperture, o prevedere chissà quante mosse in anticipo e anche la pesca casuale delle tessere Riduce in maniera drastica l’aspetto tattico del gioco lasciando che i giocatori si concentrino sulla strategia.

Il tocco di genio finale del buon Reiner, sta nella condizione di vittoria: invece di premiare semplicemente chi ha accumulato più punti durante la sfida, qui bisogna aver conquistato il favore di tutti gli dei coinvolti e anche questo aspetto ha un risvolto strategico perché anche quando il vostro avversario ha raccolto molti più punti di voi basta negargli la tessera della quinta divinità per ribaltare le sorti dell’incontro.

Personalmente non mi aspettavo di poter trovare tanta soddisfazione a giocare un astratto del genere e la velocità delle partite e un ulteriore punto a suo favore.

CONSIDERAZIONI FINALI

Iliad è un gioco astratto con materiali molto curati. Non mi fa impazzire la scelta della plancia centrale in stoffa, ma ammetto che questo ha permesso di risparmiare spazio per la scatola. I componenti in cartone sono di ottima qualità a tutto vantaggio dell’ergonomia.

La grafica è ridotta al minimo, infatti ad esclusione della scatola e del regolamento gli altri disegni sono piccoli in quanto stampati sui gettoni e le tessere. Nel complesso lo stile è perfettamente in linea con il tema e l’ambientazione e nel complesso adeguata per questo tipo di gioco. Chiarissima l’iconografia che contribuisce a rendere Iliad totalmente indipendente dalla lingua.

A proposito di ambientazione, nonostante si tratti di un gioco astratto ho apprezzato lo sforzo di cercare di tematizzare il tutto, ma inevitabilmente rimane una sfida 1VS1 su scacchiera e infatti anche il regolamento dritto chiarissimo e asciutto parla di linee, tessere e gettoni, mica di fronte della battaglia, soldati e favore degli dei.

Benché si tratti di un gioco di tipo scacchistico, la possibilità di scegliere fra solo due tessere ad ogni turno, elimina quasi del tutto la parali da analisi limitando al minimo i downtime e rendendo le partite abbastanza veloci anche al di sotto dei 30 minuti dichiarati sulla scatola.

Iliad punta tutto sull’eleganza, la fluidità e la profondità e solo un autore come il Dr. Reiner Knizia poteva sfornare un gioiellino di tale spessore e strategia con poche regole, senza eccezioni, in grado di regalare comunque soddisfazione e divertimento.

Di solito giro alla larga dai titoli astratti, non amo scervellarmi per calcolare le prossime mosse del mio avversario e preparare tutte le adeguate contromisure. Per fortuna Iliad sa essere elegante, profondo e sfidante senza risultare troppo pesante. Provatelo perché ne vale davvero la pena.

Iliad un duello uno contro uno frimato dal dr. Reiner Knizia
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