scritto da polloviparo.
Scusate se nel titolo ho utilizzato degli acronimi, ma ho attinto a piene mani dal mondo dei videogames.
Le similitudini fra il mondo dei videogame e quello dei boardgame sono veramente molte e questa non fa eccezione.
Quando ho iniziato a giocare le espansioni erano piuttosto sporadiche e diciamo che se un gioco aveva riscosso un buon successo ed aveva venduto bene, a distanza di qualche anno si provava a proporre l’espansione.
Oggi i giochi che vantano espansioni non si contano quasi più.
Siamo talmente abituati all’idea che i giochi avranno un espansione, che questa è richiesta dai giocatori a distanza di poche settimane dalla disponibilità del gioco base.
Nel trattare l’argomento cercherò di indossare i guanti di velluto, perchè a quanto pare parlare di espansioni è un po’ come parlare del prezzo dei giochi, ci sono sempre animi pronti ad infiammarsi.
Diciamo che sostanzialmente ci sono due scuole di pensiero: quelli che vedono le espansioni come un opportunità e quelli che le vedono come un fastidio.
Vi anticipo che in linea di massima, anche se con qualche eccezione, appartengo alla seconda categoria.
Quelli che le vedono come un opportunità ritengono che l’espansioni non facciano altro che arricchire l’esperienza di gioco del solo set base, aggiungendo le stesse spesso nuove opzioni e/o comunque nuovi componenti.
Ritengono che nulla sottraggano ai giocatori, in quanto trattasi di moduli opzionali acquistabili separatamente e la frase che molto probabilmente vi capiterà di sentire se trattate questo argomento con loro è: “beh che problema c’è? Se non ti interessa la lasci dov’è…”
Un altro cavallo di battaglia dei sostenitori delle espansioni è che queste permettono di contenere il prezzo del gioco base, lasciando al giocatore la possibilità di affrontare la spesa in modo graduale e fino al livello desiderato.
vero…. secondo me in parte…
Ho sempre più la sensazione che le espansioni non vadano tanto ad arricchire i giochi base, quanto invece a “mortificarli”.
Mi spiego meglio, mi sembra sempre più palese che ci siano casi ormai eclatanti di espansioni che non sono concepite in un secondo tempo, ma contestualmente al gioco base.
Il perchè è molto semplice, non nascono come espansioni, ma come parti integranti del gioco base che vengono “mutilate” proprio allo scopo di ricavarne espansioni, da vendere separatamente in futuro.
Futuro ormai neanche tanto lontano, in quanto non è più cosa rara, vedere i primi annunci della pubblicazione di espansioni a pochi mesi dalla disponibilità di un qualsivoglia titolo.
Un esempio particolarmente fastidioso è quando l’espansione integra i pezzi per il “fantomatico quinto giocatore”.
Guarda caso il gioco base è per 2-4 giocatori e in fase di playtest non devono essersi accorti che c’era spazio anche per una quinta persona…
Visto che ho nominato la parola “playtest”, colgo l’occasione per trattare anche questo argomento (ovviamente sempre dal mio punto di vista).
Mi sembra che il mercato negli ultimi anni abbia avuto una forte accelerazione, quantomeno in termini di volumi di titoli proposti.
Quanti erano all’ultimo Essen? Più di 700?
Sicuramente il crowdfunding ci ha messo un bello zampino e ha dato una mano importante ad alimentare il fenomeno.
Questi giochi hanno spesso periodi di “gestazione” molto contenuti e sessioni di playtest piuttosto blande.
Quindi cosa succede? Semplice, che il gioco può mostrare degli evidenti difetti come strategie dominanti, sbilanciamenti vari e in alcuni casi anche veri e propri bachi (mi viene in mente ad esempio quello scoperto recentemente in Caverna di Rosenberg).
Beh, ma dov’è il problema? Facciamo una bella espansione e aggiustiamo il tutto!
In questo caso l’espansione del gioco da tavolo assume una connotazione molto vicina a quella delle vecchie patch dei videogame, che in qualche modo contenevano all’interno diversi “fix” atti ad evitare “crash di sistema” o a ridurre le incompatibilità con alcune configurazioni.
Facciamo un esempio pratico, alcuni giorni fa ho anticipato l’uscita della futura espansione di Bruges.
Avevo letto un sacco di thread su forum dove si diceva che una tale carta era “sgravata” ossia particolarmente potente.
Guarda caso l’espansione conterrà una copia della carta riveduta e corretta.
Si tratta dell’Engraver che invece di due punti per ogni personaggio di una diversa tipologia, ne assegnerà soltanto uno.
Praticamente il suo potere viene dimezzato (per chi vuole approfondire qui).
Ora la mia domanda è: “se effettivamente è stato riscontrato che questa tesi non era così campata per aria, perchè io devo acquistare l’espansione per avere il gioco a posto?”
Per non parlare degli errori di stampa. Nella prima edizione inglese di Mage knight the board game erano contenute diverse carte con errori di stampa, le cui versioni corrette sono state inserite nella prima espansione: “The lost legion”.
Ecco ora a tutte queste espansioni si aggiungono anche i “goodies” o se preferite i “promo fiera”.
Se vi capita di andare ad Essen, vi accorgerete che acquistando molti giochi è possibile ricevere del materiale promozionale: una tessera aggiuntiva, un carta con un personaggio in più, i trippolini in legno sagomato invece degli anonimi cubetti e così via.
Ora passi per i trippolini a forma di grano invece dei cubetti gialli, ma le altre cose aggiungono un qualcosa al gioco ed in pratica fungono da “mini espansioni”.
Facciamo qualche esempio pratico, ho recentemente acquistato Coal Baron e scopro consultando Bgg che esistono delle “Phasenkarten”
Cosa saranno mai queste carte fase?!?
Cito da Bgg:
“The expansion was available at Essen 2013 with the limited wooden box version.”
“Ossia questa espansione era disponibile ad Essen 2013 con l’edizione limitata con scatola in legno”

Ecco ora ci si mettono pure le edizioni deluxe!
Cerco di approfondire l’argomento e scopro che si tratta di carte che obbligano i giocatori a scegliere dove piazzeranno i lavoratori e a dichiararlo anticipatamente mediante la selezione di una carta (con un influenza diretta di tale scelta sugli avversari), in sostituzione del piazzamento libero previsto nel gioco base.
Queste carte attribuiscono inoltre un benefit ai giocatori che le opzionano.
Ora potrà sembrare una banalità, ma questa introduzione stravolge molto il gioco, aggiungendo un ulteriore layer di complessità che di fatto lo rende ancor più interessante per giocatori un po’ scafati.
Insomma non una semplice aggiunta, non un “more of the same”, ma regole e parti di gioco che sono state tagliate, per essere incluse in una versione a parte.
Altro esempio, provo grazie ad un amico Yunnan, mi piace e lo acquisto.
Vado su Bgg e scopro che esiste un: “Tu Di Gong Shrine”
Cosa sarà mai?!?
Presto detto, basta dare un’occhiata su Bgg:
“Promotional item given away at Spiel 2013 for those who bought Yunnan at the fair.”
Un oggetto promozionale consegnato ad Essen 2013 a chi acquistava Yunnan in fiera.
Sì, ma nello specifico cos’è?
Una plancia aggiuntiva da collocare accanto alla plancia centrale. Rappresenta un edificio aggiuntivo dove è possibile piazzare i propri lavoratori.
Permette di raddoppiare un progresso ottenuto mediante il piazzamento di un lavoratore in un altro edificio e modifica sostanzialmente gli effetti del piazzamento sul secondo slot della banca.
A quanto pare questa posizione non era particolarmente vantaggiosa e questo edificio la rende più interessante.
Ecco qua un’altra “espansioncina” che aggiunge un edificio al gioco, non si tratta di qualche trippolino in più, ma di un qualcosa che influenza pesantemente il flusso di gioco e corregge anche qualcosina.
Come non citare poi l’espansione “Fama e Fortuna” di Sid Meier Civilization, che va ad influire direttamente sulle condizioni di vittoria, alterandone gli equilibri.
Così condizioni che prima sembravano irraggiungibili o quantomeno difficilmente perseguibili, diventano un traguardo più vicino e più goloso, come potete immaginare, con un impatto importante sul gioco.
Questo fa sì che giocare con o senza espansione obblighi ad un approccio diverso al gioco.
Qual’è la morale di tutta questa storia?
La morale è che fra espansioni commerciali, tessere e materiali promo, mini espansioni e chi più ne ha più ne metta, si ha sempre la sensazione di avere il gioco incompleto.
Poi magari uno acquista la prima espansione pensando di mettersi in pari e puntualmente esce l’annuncio della seconda espansione!
Guardate il fatto che il gioco base venga avvertito come un qualcosa di incompleto, non è inusuale e spesso si verificano discussioni come queste:
“Giochiamo a Tzolkin?”
“Ce l’hai con o senza espansione?”
“Senza….”
“No allora no, c’è quella strategia dominante che hanno corretto con l’espansione…”
“:(“
Sia chiaro, io non penso che Tzolkin sia penalizzato da una strategia dominante ed il gioco mi va benissimo così com’è, ma vi sono mai capitate discussioni analoghe?
Guardate sono arrivato fin qui, senza entrare neanche nel merito del prezzo delle espansioni, spesso e volentieri di poco inferiore a quello del gioco base, pur se molto sottodimensionate in relazione ai contenuti.
Quindi come ho detto in molte occasioni, se pur perfettamente comprensibili e condivisibili da un punto di vista prettamente commerciale (se ho un prodotto che vende, perchè non dovrei cercare di guadagnarci qualcosina in più?), le trovo un pochino fastidiose come giocatore.
Insomma ben vengano espansioni che arricchiscono e rinfrescano giochi con qualche annetto sulle spalle; ben vengano espansioni che introducono nuove idee e concetti, poichè proprio di queste sono frutto.
Basta a tutte quelle speculazioni che sottraggono materiale e regole ai giochi, spezzettandolo in tante parti, da vendere separatamente; ma soprattutto basta ai pezzi per il quinto giocatore venduti separatamente! 🙂
Sul discorso materiale con errori di stampa o da sostituire perchè “sbilanciante”, tanto di cappello a quegli editori che intervengono fornendo il materiale sostitutivo senza delegarlo ad espansioni future.
Ricordo ancora con un certo piacere il grande atto di serietà compiuto da Asterion, nel sostituire le carte di 7 Wonders per il problema dei retri delle carte militari con una saturazione del colore più marcata (con tanto di carte sostitutive tradotte interamente in italiano).
Avendo aperto ironizzando sui dlc dei videogame, chiuderei ricollegandomi a questi.
E’ ovvio che quando si parla di videogames, i “fix” siano molto più semplici da gestire: basta mettere le correzioni online e ognuno può collegarsi alla rete per scaricarle autonomamente.
Nel mondo dei boardgame, si aggiungono obbligatoriamente costi di produzione e di distribuzione, con cui gli editori devono fare i conti.
E voi cosa pensate delle espansioni: “opportunità” o “fastidio”?
Fateci sapere la vostra opinione in merito!
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