Pubblica il suo primo gioco Lords of Creation, nel 1993, gioco a tema fantasy su plancia esagonata che poco lascia presagire di quello che sarà il successo dell’autore. Dopo diversi anni e molti giochi trascurabili, si arriva al 2002 con Age of Steam, il primo vero capolavoro di Wallace (recentissimamente ripubblicato su Kickstarter – da ora in poi “KS” – in versione Deluxe e contenente anche la ormai immancabile versione in solitario) vincitore dell’IGA nell’anno successivo alla pubblicazione con un Complexity Rating su BGG di 3,90 su 5. Il gioco è un ferroviario – che verrà successivamente declinato in vari modi dallo stesso Wallace – di costruzione rete e gestione capitali, che pone i giocatori davanti a scelte sempre molto stringenti, come sarà tipico in molti dei titoli migliori dell’autore; è richiesta ai giocatori una forte visione strategica e ogni fase del gioco mantiene i giocatori costantemente coinvolti nel prendere decisioni importantissime e interagire con gli altri in base allo svilupparsi della situazione sulla mappa di gioco per gestire al meglio le proprie tratte ferroviarie.
Nuovo anno, il 2004, e nuovo capolavoro: si parla di Struggle of Empires (ripubblicato in versione deluxe su KS da Eagle-Gryphon Games e Giochix nel 2019). Il gioco di Wallace miscela saggiamente due meccaniche in qualche modo affini al sistema di maggioranze e al gioco di conquista e alleanze, oltre a integrare perfettamente tutte le dinamiche di gioco nel periodo di riferimento, ovvero il XVIII secolo, “un’epoca di scoperte e navigazioni, un periodo di colonizzazione e di inizio dell’industrializzazione, e anche un periodo di guerra quasi costante in Europa e nelle sue colonie lontane”. Se per caso avete tutta la notte da dedicargli, sappiate che regge (e bene) sino a sette giocatori. Nello stesso anno non si può non ricordare anche Runebound, titolo fantasy che ha visto diverse edizioni tra cui la seconda a cura di Darrell Hardy in coppia proprio con Wallace; in questo titolo i giocatori devono sconfiggere il Drago Finale, impersonando il proprio eroe, superando diverse avventure e facendo crescere il proprio personaggio in punti esperienza, armi e oggetti utili per la battaglia finale, in un classicissimo gioco che ricordava ai nostalgici del tempo Talisman e/o HeroQuest. Essendo stato realizzato in coppia non so quanto il gioco sia di Wallace, ma il suo apporto è sicuramente presente.
Il 2009 è un anno di grandi giochi in cui Wallace esce con ben sei (!!!) titoli, tutti a loro modo meritevoli di essere ricordati, che cito qui in ordine alfabetico. Partiamo da Automobile, gioco economico-finanziario in cui i giocatori sono capitani nel mondo dell’industria automobilistica e, con le giuste speculazioni, devono accumulare il maggior denaro possibile, aiutati da uno dei personaggi che all’inizio del ‘900 hanno fatto grande l’industria automobilistica americana: Ford, Kettering, Sloan, Howard, Durant, Chrysler, ognuno con le proprie caratteristiche peculiari e a cui potremo rivolgerci nei quattro turni. Ogni giocatore deve decidere quando costruire fabbriche per sviluppare nuovi modelli (ci sono tre segmenti di mercato), quando aprire nuove concessionarie, quando produrre automobili, quando e quante automobili vendere e quando abbandonare i modelli resi ormai obsoleti dalla concorrenza. Per questo motivo nel gioco c’è una fortissima interazione indiretta fra i giocatori, perché le azioni di uno possono condizionare pesantemente il gioco degli altri; allo stesso modo Automobile è un gioco fortemente punitivo, perché non perdona scelte sbagliate, richiede impegno e “calcolo”, ma sa dare grandi soddisfazioni al termine della partita. Il secondo gioco citato per quest’anno è God’s Playground, gioco da tre giocatori che ci fa rivivere le vicende polacche tra l’inizio del 1400 e la fine 1700 (e che trae sicuramente qualche idea dall’omonimo libro dello storico inglese Norman Davies). I giocatori hanno il compito di difendere la Polonia dagli attacchi esterni, collaborando, ma solo uno sarà l’effettivo vincitore al termine della partita: un regolamento complesso, per un’aderenza storica quanto più possibile prossima alla realtà, per un gioco che per le sue caratteristiche non ha trovato la fortuna che avrebbe dovuto. Last Train to Wensleydale (vedere nel 2010 First Train to Nuremberg). Rise of Empires è un gioco di civilizzazione in cui i giocatori si sviluppano attraverso l’acquisizione di tessere (territorio, progresso, città) e, dovendo fare i conti con la guerra con gli altri giocatori; si svolge in tre ere, ciascuna composta da due fasi. Nel gioco si deve avere una chiara visione strategica, dal momento che quanto fatto nella prima fase determina in gran parte ciò che verrà fatto durante la seconda fase per ogni era, e scelte sbagliate
saranno particolarmente punitive, con un ventaglio di scelte strategiche davvero ampio che permettono ad ogni civiltà svariate strade per arrivare alla vittoria, anche se alcune più premianti (o meglio più facilmente giocabili) di altre. Steam, re-implementazione di Age of Steam (nata anche a causa di alcune controversie legali), si distingue per l’eliminazione di ogni elemento di alea e per alcune semplificazioni rispetto all’illustre padre. Waterloo è un gioco che affronta (come moltissimi altri) una delle battaglie più iconiche della storia europea, con meccaniche proprie dei wargame: purtroppo personalmente conosco troppo poco per poterne scrivere di più, ma di cui ne ho letto sempre e solo bene e quindi merita di essere citato.
della Guerra Civile Americana, in un riuscito mix tra boardgame e wargame. L’ultimo gioco da citare per quest’anno è London (ripubblicato nel 2017, con diversi aggiustamenti e la rimozione dell’inutile mappa di Londra): gioco di carte in cui i giocatori dovranno ricostruire Londra, appunto, dopo il famoso incendio del 1666 sino al 1900. Le carte sono in tre colori differenti e per la costruzione sulla plancia giocatore se ne deve scartare una dello stesso colore, ma soprattutto quelle scartate vanno in un mazzo comune di scarto; quando si pescano nuove carte i giocatori possono sempre scegliere di prenderle dal mazzo pesca o dal mazzo degli scarti, cosa che rende interessante l’interazione tra i giocatori, al pari del meccanismo dei punti povertà, risorsa negativa da gestire da parte dei giocatori, anche se manca un po’ il senso di progresso del motore dei giocatori (alla 7 Wonders Duel per intendersi).
Nel 2011 ancora un titolo da ricordare e che ha fatto molto parlare di sé anche per aver vinto l’IGA come miglior gioco per 2 giocatori: parliamo di Pochi acri di neve, deck-building per due giocatori che simula il conflitto fra Francesi e Inglesi per il dominio del Nord America nel diciottesimo secolo. Cercando in rete potrete trovare molte discussioni a proposito della cosiddetta Halifax Hammer, la strategia dominante che dovrebbe portare, inevitabilmente, alla vittoria della fazione inglese (problema in qualche modo corretto dall’autore stesso con il regolamento della seconda edizione e che comunque rispetta anche la realtà, visto che gli Inglesi questa guerra la vinsero). Il gioco, molto strategico, come spesso accade nei titoli dell’autore, è un perfetto connubio tra meccanica e ambientazione: ogni carta è stata concepita basandosi su indizi storici e l’asimmetria dei mazzi dei due contendenti rende ottimamente le differenti condizioni in cui si trovarono a combattere i due eserciti.
Mi viene difficile saltare anche un solo singolo anno di questo periodo e quindi scelgo per gli anni 2012 e 2013 P.I. e Uno Studio in Smeraldo (ripubblicato in una seconda edizione nel 2015 con diversi aggiustamenti al regolamento e che è quella a cui mi riferisco nella guida), titoli che lasciano sensazioni sempre molto diverse e contrastanti. P.I. è un gioco deduttivo in cui si dovranno trovare il sospettato, il crimine che ha commesso e il luogo dove si sta nascondendo attraverso un meccanismo di piazzamento su tabellone degli investigatori o di scelta delle carte indizio, che forniscono informazioni relativamente a risoluzione, prossimità o mancato collegamento sul singolo aspetto del caso; il sistema sembra governato molto dalla fortuna (da cui non è esente), ma non è così, infatti, nelle diverse partite fatte siamo arrivati alle conclusioni al massimo con un turno di ritardo. Uno Studio in Smeraldo è un gioco ispirato a un racconto del 2004 di Neil Gaiman, in cui Cthulhu e i Grandi Antichi incontrano Sherlock Holmes; è basato su meccaniche di deck-building e controllo area, con l’interessantissimo twist della carta ruolo, che ci fa giocare (segretamente) nel ruolo dei Lealisti o dei Restauratori, e un sistema di punteggio molto particolare e abbastanza controintuitivo, che ci pone a fare molta attenzione alle mosse di tutti i giocatori, potenziali alleati o avversari (tralasciate assolutamente di giocarlo di 2); per finire ha un’ampia possibilità di azioni, ben nove quelle disponibili, con l’accortezza che maggiore sarà il numero di carte usate per eseguire l’azione e più forte sarà il suo effetto.
Il 2018 è un altro anno “quasi magico”. Esce infatti AuZtralia: si ritorna dai Grandi Antichi di Lovercraft per un gioco che miscela molto sapientemente diverse meccaniche molto care all’autore: gestione risorse, costruzione rete e push your luck e, contemporaneamente unisce l’esperienza di gioco competitiva a quella cooperativa, con i giocatori costretti a collaborare per non far vincere gli Antichi, che entrano a fine partita nel conteggio finale dei punti e sono un “giocatore a tutti gli effetti”; il gioco ha una ri-giocabilità elevatissima (a fronte di un setup un pochetto lungo) e un’intrigante modalità in solitario, con un ambientazione sentita e calzante per un titolo davvero ampiamente sottovalutato. Lincoln, asimmetrico per 2 giocatori mix tra wargame ed eurogame, ambientato nella Guerra di Secessione americana (periodo storico che, evidentemente, piace all’autore) con la particolare – e originale – meccanica del deck-building al contrario, ovvero della de-costruzione del mazzo (“deck destruction” definita dallo stesso Wallace). Per ben rappresentare quello che successe durante il conflitto ogni carta, infatti, ha diversi usi, ma gli effetti più importanti spesso ne comportano l’eliminazione dal gioco per il resto della partita; inoltre i due mazzi sono molto diversi, le condizioni di vittoria sono diverse ed è richiesto ai giocatori, necessariamente, un differente approccio strategico al gioco. Arriviamo a Wildlands, abbastanza rapido gioco skirmish, quasi deterministico, che si lascia giocare volentieri sia dai giocatori alle prime armi sia da giocatori più esperti; ogni giocatore controlla la propria fazione di cinque eroi, le fazioni asimmetriche hanno caratteristiche uniche, che portano a giocare in modo anche piuttosto differente; il combattimento semplice, ma non banale, è basato sull’uso
di carte, i punti si fanno sconfiggendo gli avversari, ma anche raccogliendo cristalli sulla mappa (con set di carte opportune) e vince il primo giocatore che arriva a cinque punti. Ma il 2018 è soprattutto l’anno di Brass: Birmingham, ovvero come è possibile migliorare un capolavoro; il gioco parte, infatti, dalle solidissime basi di Brass (Lancashire) e introduce alcuni piccole novità: si cambia distretto industriale, si cambia grafica, più cupa e anche più “adeguata”, a mio gusto; si introduce una nuova risorsa, la birra (che spiazza i vecchi giocatori di Brass), si elimina qualche piccolo fattore di alea come un nuovo modo di usare le carte jolly, si esaspera un’interazione tra i giocatori anche “cattiva” e si crea un gioco da TOP10 assoluta!
Non ho giocato ai titoli del 2019 Milito card-driven wargame che ci mette nei panni di condottieri di antiche civiltà (Romani, Cartaginesi, Macedoni, Persiani, …) e Nanty Narking, nato da un progetto KS e re-tematizzazione del precedente Discworld: Ankh-Morpork; Nanty Narking è ambientato nell’affascinante Londra vittoriana, nel pieno dello stile letterario di grandi autori come Dickens e Doyle al quale si rifà in modo scrupoloso riguardo personaggi, tematiche e luoghi, il tutto con delle miniature davvero belle. Entrambi godono, comunque, di un discreto riscontro su BGG e nomino ancora Judge Dredd: Helter Skelter, ri-tematizzazione (evidentemente questo era l’anno) del precedente Wildlands, con pochissimi aggiustamenti alle regole, in ambiente Judge Dredd di cui ci aveva parlato il nostro F/B!O.
Per il 2020 scelgo Anno 1800 basato sul popolare gioco per PC della Ubisoft e di cui non posso dire molto, se non che da quello che se ne legge sembra davvero essere un gioco di alto profilo alla Wallace, e Rocketmen, ancora finanziato tramite campagna KS e di cui leggerete a breve la recensione qui sul BLOG. Mi riprometto di tenere aggiornata quanto più possibile questa ludografia, sapendo che questi ultimo sono i primi titoli di cui dovrò tornare a scrivere, magari recuperando anche qualcosa del passato più e meno recente.
Wallace fa uscire i giocatori dalla loro comfort zone, i suoi titoli spesso ci sorprendono ed è per questo che dei suoi giochi è facile leggerne sia bene sia male, perché sono un “qualcosa di diverso” e mettono alla prova il nostro modo consolidato di essere giocatore.
LA TOP DI BGG
| Rank | Posizione | Titolo |
| 1 | 3 | Brass: Birmingham |
| 2 | 19 | Brass: Lancashire |
| 3 | 119 | Age of Steam |
| 4 | 127 | Railways of the World |
| 5 | 181 | Steam |
| 6 | 335 | Pochi Acri di Neve |
| 7 | 337 | London |
| 8 | 445 | Automobile |
| 9 | 463 | Discworld: Ankh-Morpork |
| 10 | 477 | Struggle of Empires |
La top di Simarillon (Davide)
Con la dovuta segnalazione che non ho mai giocato (purtroppo) a Brass:
Birmingham e questo è il motivo per cui il gioco non compare nella mia
personale classifica.
| Rank | Titolo | |
| 1 | Brass: Lancashire | |
| 2 | AuZtralia | |
| 3 | Tinner’s Trail | |
| 4 | Automobile | |
| 5 | Pochi Acri di Neve | |
| 6 | Via Nebula | |
| 7 | P.I. |
LA TOP DI MARTIN WALLACE Voglio lasciare la mia ultima perla nascosta per chi è arrivato sino a qui a leggere e si merita un premio. Ho provato a contattare Wallace, che mi ha risposto lasciandomi la sua TOP5 (e lo ringrazio moltissimo!), con la seguente premessa:
I have never rated my games before so quite a difficult thing to do. I’ve gone for a top five. This is based on my enjoyment of playing them.
| Rank | Titolo | |
| 1 | A Study in Emerald | |
| 2 | Anno 1800 | |
| 3 | Brass (Lancashire and Birmingham) | |
| 4 | A Few Acres of Snow | |
| 5 | Lincoln |
Aspetto le vostre TOP qui sotto nei commenti!
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