DI CHE SI TRATTA
E’ passato qualche mesetto da quando il nostro (allora esordiente) Giulio scriveva la sua recensione (qui il link) di Calico (ideato da Kevin Russ e prodotto dalla Flatout Games e presto disponibile in italiano con edizione della Little Rocket Games). Poichè Azul in casa mia aveva ottenuto ottimi risultati, mi sono rapidamente indirizzato anche verso questo simpatico giochino astratto il quale propone una interessante sfida da puzzle game (una sorta di sudoku esagonato con trame e colori) con una grafica molto gattosa, abbinamento questo azzeccatissimo dalle mie parti.
Pubblico: familiare, ma forse almeno uno dovrebbe aver già provato qualche puzzle game o essere adepto quantomeno all’enigmistica. Diciamo che è adatto per una famiglia smart 🙂
Dati: 1-4 giocatori, 30′-45′, 13+ (ma ci puoi giocare anche parecchio prima …)
Dipendenza dalla lingua: nessuna (salvo il manuale)
IL GIOCO IN POCO
Ogni giocatore riceve ad inizio partita una scheda, che contiene una griglia esagonata, con le caselle del contorno già disegnate (occhio, perchè contano ai fini del gioco e danno vita ad una asimmetria tra i giocatori), nonchè due tesserine esagonali. Ognuno colloca in 3 punti predeterminati della propria scheda altrettante tesserine obiettivo e si parte.
Ogni tessera di gioco riproduce un tipo di trama (ce ne sono 6 diverse) ed ha un colore di fondo (ce ne sono 6 diversi) ed il tutto consiste, in sostanza, nel piazzare al proprio turno una tessera dentro la propria scheda, pescandone poi una dall’offerta (ce ne sono tre tra le quali scegliere) e ripetere tutto ciò, a turno, fino a completamento della scheda.
I punti si ottengono creando catene di almeno 3 tessere dello stesso colore (3 punti), o realizzando catene (o schemi prefissati) di un certo numero di tessere con la stessa trama (qui i punti di bonus sono variabili) ed assemblando tessere intorno alle 3 tesserine obiettivo rispettandone le richieste (qui i punti sono variabili).
COME SI PRESENTA
Bene, decisamente bene. La lezione che ha insegnato Azul, sdoganando i giochi astratti per il grande pubblico, è che se fornisce una componentistica di buon livello e la si accoppia ad un gameplay valido, riuscirai ad avvicinare un target anche familiare ed i produttori di Calico dimostrano di aver compreso appieno questo insegnamento.
Abbiamo infatti quattro schede giocatore molto solide e dotate di un bordo esterno utile ad evitare che le tesserine scivolino durante la partita. Le tessere sono colorate e dotate di trame che alla prima partita possono risultare difficili da memorizzare (ce ne sono 2-3 facili, tipo i puntini e le righe, ma un paio sono meno immediate, come le stelline), ma l’impatto visivo d’insieme è di tutto rispetto, con il tema di fondo prescelto, che è quello dei gatti, che poteva essere sostituito allegramente da cani o criceti, ma che ci sta comunque benissimo (del resto i gatti, notoriamente, amano i plaid).
Nell’insieme, quindi, senza esagerare (non ci sono blocchi di legno o miniature o roba del genere), siamo di fronte ad un prodotto che riesce a farsi notare, una volta messo sul tavolo e lo fa senza sconfinare in una fascia di prezzo esagerata (gira tra i 30 euro ed i 40 euro, a seconda dell’edizione).
SENSAZIONI
Calico è un titolo che è riuscito ad appassionarci in casa (me e mia moglie), scalando rapidamente le nostre classifiche di gradimento per i puzzle game.
Premetto un doveroso avviso, ossia che in genere la scintilla per il gioco tende a NON scattare alla primissima partita, perchè per poter ottenere buoni punteggi è necessario avere presente SIA che ci sono sei colori (questo viene benissimo da subito), SIA che ci sono sei trame diverse e queste ultime, che vedete riprodotte nella versione bianco e nero degli obiettivi comuni della foto di cui sopra, richiedono almeno 2-3 partite per essere adeguatamente memorizzate. Il tutto, insomma, richiede un minimo di adattamento mentale per entrare nella sua logica e far nascere quel senso di sfida tipico dei migliori giochi astratti e di enigmistica, che cresce nel giocatore di pari passo con la piena consapevolezza di tutte le sfumature delle regole. Dategli, quindi, più di una possibilità, perchè potreste altrimenti perdervi la chance di apprezzarlo.
Il bello del gioco risiede nel fatto che le regole di partenza sono immediate, visto che si deve solo prendere una tessera e piazzarla nella propria scheda e che i punti di base che si ottengono sono facili facili (metti vicine tre tessere dello stesso colore e prendi un bottone, che dà 3 punti) da capire. Poi, gradualmente, entri però nella logica che con un piazzamento singolo puoi perseguire contemporaneamente anche l’obiettivo di dar vita a combinazioni di caselle adiacenti con la medesima trama (secondo livello) e qui inizia la riflessione, perchè ti rendi conto di dover cercare di massimizzare i risultati. Appena compi questo secondo step, eccoti pronto al terzo, che è quello del dover, sempre mentre stai perseguendo le prime due mete, anche porre attenzione alle tre tesserine obiettivo, che ti richiedono di essere circondate, durante la partita, con tessere di certi colori E trame.
Ecco, quindi, che arrivi a benedire il fatto di avere solo due tesserine in mano tra le quali scegliere e solo tre nell’offerta: è vero che mano a mano che diventi bravo inizi a lamentarti della sfortuna che non ha fatto uscire e basta proprio la tessera che vuoi (e dire che ce ne sono diverse copie di ognuna delle 36 combinazioni …), ma nel contempo se l’offerta fosse troppo ampia, finiresti per impazzire, riesaminando ad ogni turno davvero trooooppe opzioni.
Il gioco riesce, insomma, a proporre una sfida dotata del giusto spessore, con una varietà di cose da tenere presenti, ma senza esagerare nel fornire troppe scelte, che donerebbero un pizzico di profondità in più, ma al prezzo di rallentare, ragionevolmente, il flusso del gioco oltre il tollerabile. Chi vuole una sfida più relax può limitarsi a perseguire solo alcuni obiettivi (ed otterrà comunque buoni punteggi), mentre chi vuole può impegnarsi più allo spasimo, potendo raggiungere numeri davvero importanti o lamentarsi per la sfortuna (la colpa, se perdiamo, non è mai solo nostra …).
La scalabilità del gioco è ottima, perchè il gioco resta lo stesso in qualunque composizione numerica (anche il solitario gira benissimo), anche se la versione che mantiene un filetto di controllo extra è quella in due (quello che lasci dell’offerta potresti ritrovarlo e, soprattutto, l’avversario potrebbe anche prendere una tessera per toglierla a te …). La variabilità è garantita dalle diverse tesserine obiettivo personali e pubbliche e da un set di regole custom che suggeriscono la possibilità di rendere il tutto più facile (regole per famiglie) o complesso, introducendo scenari e vincoli extra. L’interazione è in radice limitatissima, anche se i giocatori scafati sanno scegliere tenendo conto SIA dei propri obiettivi che di ciò che potrebbe avvantaggiare l”avversario, elevando quindi il livello di cattiveria (ma mai senza andare nella interazione diretta).
L’abbiamo proposto anche a nostro figlio (12 anni) il quale, pur preso in questo periodo da altri interessi ludici (leggi Fortnite), ci si è applicato ed è entrato nelle logiche del tutto già alla prima partita, per cui è diventato rapidamente uno dei preferiti di casa nella categoria puzzle games, spingendomi, complice l’imminente uscita (mentre scrivo) dell’edizione italiana, a scrivere un riparliamone dedicato ad esso.
Nell’insieme un family plus che consiglio, magari dopo averci fatto un paio di partite di prova alla versione solitario online (nella sezione pro e contro trovate il link).
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| Il nostro bel gattone di casa protagonista 🙂 |
PRO
Regole di base facili
Propone diversi livelli di possibile approccio, con regole modulabili
Ottimi componenti
Un puzzle game efficace e potenzialmente profondo
Grafica pulita e ci sono i gatti … 😉
CONTRO
Alla prima partita le 36 diverse combinazioni di trame-colori possono lasciare smarriti
Non è un family basico basico (ma questo è anche un pregio)
A volte l’esito, tra pro, può essere dettato da un pizzico di fortuna nell’uscita delle tessere e degli obiettivi (le schede sono asimmetriche)
… e quanti contro vuoi trovarci nella descrizione di un gioco che mi è piaciuto un sacco?
FAQ
Lo posso provare?
Certo, ne trovate una versione online in solitario cliccando qui
E’ difficile?
No. Diciamo che lo è un pelo di più di Azul. Su BGG lo classificano come 2,19 su base 5, mentre Azul è 1,77 e Sagrada è 1.93. Per chi ha amato questi due, Calico dovrebbe essere una sorta di must.
Genere?
Astratto puzzle game.
Come è stato accolto?
Benissimo: il progetto kickstarter è stato finanziato in carrozza, raccogliendo 200.000 dollarozzi e rotti ed al momento gode di altre otto edizioni nazionali (una delle quali da parte della Ravensburger). Su BGG gode di un solidissimo 8.0 di voto medio, che ne fa il 6° titolo nella classifica di sempre dei giochi astratti (dopo Azul – Azul Summer – Yinsh – Patchwork e Tzaar).
Ci sono tanti gatti?
Si, li trovate un poco ovunque nel gioco. L’attinenza al tema si ferma alla grafica, ma sono simpatici e irresistibili 😉
Ricordo che il gioco è normalmente disponibile anche Se ti va di sostenerci, puoi fare i tuoi acquisti su DungeonDice.it
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