Scritto seguendo la mappa del tesoro da
Battlemad
Landmarks è un gioco di parole per 2-10 giocatori dagli 8 anni in su, firmato da Danilo Valente e Rodrigo Rego e pubblicato in Italia grazie a GateOnGames, dalla durata di circa 20 minuti a partita. I giochi di associazione verbale sono uno dei pochi tipi di giochi che piacciono a mia moglie: sarà riuscito Landmarks a ricavarsi un posticino nel suo cuore?
Vi ricordo che Landmarks è uno dei giochi che avevamo provato in mega anteprima durante la visita agli uffici e magazzini di GateOnGames!
Tu hai la mappa, ma il tuo gruppo si è perso in una giungla piena di trappole,
maledizioni e un bel mucchio di tesori.
Guida il tuo gruppo verso il bottino dando indizi composti da una sola parola.
Allontanalo dai pericoli e aiutalo a trovare i tesori.
Fagli connettere gli indiizi e guidalo verso il prossimo punto di riferimento…
ma il gruppo troverà la strada giusta?

A chi può piacere?
Landmarks è un titolo trasversale, capace di coinvolgere sia i veterani dei giochi da tavolo sia i neofiti, purché abbiano un minimo di dimestichezza con i giochi di parole. La sua natura cooperativa e competitiva al tempo stesso lo rende perfetto per gruppi di amici, famiglie e associazioni ludiche, ma anche per contesti educativi, grazie al suo potenziale lessicale e logico. Quest’ultimo aspetto, in particolare, mi coinvolge in prima persona: l’ho già suggerito ai colleghi di area umanistica come ottimo strumento didattico!
Non serve essere dei linguisti per giocarci e divertirsi: la vera sfida è pensare fuori dagli schemi, trovare connessioni creative e comunicare idee in modo laterale. Proprio per questo non è il titolo ideale per chi cerca partite veloci e leggere in stile party game: Landmarks premia concentrazione, attenzione e collaborazione. Se vi piacciono i giochi dove ogni indizio richiede un ragionamento a più livelli, troverete pane per i vostri denti!

Contenuto
Aprendo la scatola di Landmarks si viene accolti da una produzione essenziale ma funzionale. Niente fronzoli o componentistica superflua: il cuore del gioco sono le carte Mappa (ben 150!), divise in tre blocchi per partite collaborative semplici, collaborative difficili e competitive a squadre. Abbiamo poi uno stupendo tappetino in tela (ricorda quello di Intrighi a Corte!), un pennarello e 32 tessere esagonali su cui poter scrivere. Vorrei far notare che il tappetino è double-face: i due lati sono uguali a livello di gameplay, ma uno ha delle bellissime grafiche che simulano la morfologia del terreno! Puramente estetico, ma gran bel colpo d’occhio!
L’estetica è pulita: icone semplici, colori accesi e un design che richiama le mappe e l’esplorazione, senza mai risultare invadente. Si percepisce subito la volontà degli autori e dell’editore di evitare qualsiasi sovrastruttura che potesse distrarre dal fulcro del gioco: le parole.
Regolamento e meccaniche
Setup
Il setup di Landmarks è rapido: dopo aver scelto un Navigatore, cioè il giocatore che guiderà gli altri nell’esplorazione, si prende una carta Mappa casuale e si posizionano le prime 3 tessere di partenza. A lato, avremo la plancia Progressi, che indica le varie tipologie di terreni che possiamo trovare, e 7 tessere vuote.
La carta Mappa deve ovviamente rimanere nascosta al gruppo, eccezion fatta per il Navigatore: su di essa abbiamo tutti non solo i primi 3 Punti di Riferimento, ma anche la posizione di tutti i tipi di terreno!
Svolgimento del turno
Il cuore della partita è tutto qui: comunicare una parola segreta usando i Punti di Riferimento come “mattoni linguistici”. Il Navigatore deve riuscire a individuare i termini perfetti per guidare il gruppo nella direzione di sua scelta (e verso l’uscita!), ovviamente rispettando alcune regole:
- Sono ammesse solo parole singole o acronimi;
- Non si possono usare parti di parole già scritte sulla plancia;
- Non si può comunicare verbalmente nessun concetto.
Gli altri giocatori discutono fra loro e provano a indovinare la posizione esatta della tessera. Devono ovviamente osservare la mappa e cercare di capire la traiettoria logica che il Navigatore ha seguito. Quando hanno scelto la posizione esatta della tessera, la si posiziona e inizia la fase di Esplorazione: si controlla se, nel punto scelto, sono presenti degli oggetti (Tesoro, Amuleto, Acqua) o un pericolo (Maledizione, Trappola): in quel caso se ne applicano gli effetti.

Punteggio e obiettivi
Il gioco si sviluppa in una serie di round, fino a quando non si raggiunge l’uscita o non si viene eliminati. Questo avviene se si termina la scorta d’acqua (le 7 tessere disponibili sulla plancia), se si ricevono due Maledizioni o se si raggiunge l’Uscita con una Maledizione e nessun Amuleto.
In base al numero di Tesori trovati, si capisce il risultato: andiamo da “partita vinta…” a “una vittoria leggendaria!”.*
Varianti
Il regolamento prevede diverse varianti per adattare la difficoltà e la competitività: una modalità cooperativa standard (carte verdi), una cooperativa avanzata (carte gialle) e una competitiva a squadre (carte rosse). Si consiglia di usare le carte gialle solo dopo aver preso dimestichezza col gioco.
La modalità competitiva vede sfidarsi due squadre guidate da un Navigatore a testa: l’obiettivo è trovare 4 tesori prima degli avversari. Alcuni tesori sono specifici per una delle due squadre: attenzione a non regalare tesori agli avversari! Amuleti e Maledizioni invece sono personali delle squadre: chi li trova se li tiene! Notare che la seconda squadra inizia la partita con un Amuleto in saccoccia.

Impressioni
Landmarks sorprende già dai primi turni per la sua capacità di stimolare il pensiero laterale e la cooperazione. La sensazione è quella di “giocare con le mappe mentali” più che con le semplici parole: ogni Punto di Riferimento diventa un vero e proprio nodo concettuale e la bravura del Navigatore a sfruttare ogni singola parola è la chiave per la vittoria.
Il livello di difficoltà varia molto a seconda delle parole già presenti: alcune combinazioni danno vita a indizi geniali e soddisfacenti, altre possono far scervellare anche i gruppi più affiatati. Il rischio di “blocco” esiste, ma viene evitato cercando strade alternative sulla mappa.
Non c’è un solo modo di comunicare, ma infinite strade percorribili, che cambiano a seconda dei giocatori e delle situazioni: ogni Navigatore troverà il modo di guidare al meglio il proprio gruppo, con il proprio stile di gioco. Capita anche di ridere per per gli indizi improbabili o le interpretazioni bislacche, ma non manca mai una sottile soddisfazione per ogni connessione riuscita.
Dal punto di vista della scalabilità, Landmarks regge bene in qualsiasi conformazione, ricordando però che in molti si rischia di perdere troppo tempo nelle discussioni su dove posizionare la singola tessera. In quel caso, dai 6 giocatori in su, suggerisco di passare alla modalità competitiva.

Altri giochi di parole
Inevitabile considerare altri giochi di parole e di associazioni logiche. Forse quelli che più famosi e “pertinenti” sono Just One e Nome in Codice.
Partendo da Just One, entrambi condividono l’idea di collaborazione e la ricerca di indizi non banali: Landmarks si stacca da quest’impostazione di base con la semplice presenza di più Punti di Riferimento e della Mappa. La ricerca degli indizi non è fine a se stessa (trovo l’indizio giusto per la carta, faccio indovinare a vado oltre) ma c’è un’idea di costruzione continua! Devo trovare il suggerimento migliore sia per fargli indovinare la singola posizione giusta, ma anche per darmi lo spunto perfetto per continuare a guidarli. L’idea è costruire, mattone dopo mattone, la mappa di indizi perfetta per condurre il gruppo lungo il percorso perfetto. Siamo sicuramente su un gradino più alto rispetto a Just One, pur condividendo il concetto di partenza.
Spostandosi sul lato competitivo, il paragone inevitabile è Nome in Codice: comunicazione limitata, mappa di parole e associazione concettuale sono i punti in comune. Credo che, in questo caso, si rimanga sullo stesso livello di difficoltà: la partenza è più o meno la stessa, ma si cresce seguendo due strade diverse. Fondamentale è tenere in conto che i Punti di riferimento dati dall’altro Navigatore diventano spunti anche per noi… o ostacoli! Diventa importantissimo cercare di aiutare la nostra squadra il più possibile, complicando la vita all’altra: un concetto che in Nome in Codice non viene approfondito. Da tenere in considerazione anche l’idea che in Nome in Codice gli indizi vanno via via diminuendo, mentre in Landmarks aumentano! Bisogna quindi prepararsi ad una serie di spunti sempre maggiori: sarà importante districarsi all’interno di essi per portare a casa la vittoria.

Conclusione
Landmarks è un gioco sorprendente nella sua semplicità e profondità. Offre un’esperienza originale, riuscendo a risultare familiare con le sue novità. Il suo punto di forza è la capacità di stimolare creatività, ascolto e cooperazione, senza mai diventare banale o ripetitivo.
Dopo diverse serate di gioco, in famiglia e con amici, posso tranquillamente dire che ha superato il test “moglie”: piace e diverte, quindi diventerà un must per tutte queste calde serate estive!
Non è il party game adatto a serate caotiche e superficiali, ma si ritaglia un posto d’onore fra i giochi da “brainstorming”: se cercate un gioco capace di mettere alla prova il vostro ingegno e quello dei vostri amici, che sappia essere accessibile ma profondo, competitivo ma mai frustrante, Landmarks è la scelta giusta!
Si ringrazia l’editore per la copia review
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