scritto da
LucaCiglione
Ideato da Molly Johnson, Robert Melvin e Shawn Stankewich, Propolis è un gioco di piazzamento lavoratori ed Engine Building semplice ma profondo, illustrato da Dylan Mangini ed edito da Ravensburger. Pensato per giocatori dai 10 anni, offre partite rapide di circa 15-30 Minuti ideali per gruppi da 2 a 4 partecipanti. Nei panni di api medioevali dovremo raccogliere il polline e costruire il miglior alveare per soddisfare la regina.
“In Propolis, i giocatori devono schierare le loro api operaie per raccogliere risorse, fortificare il loro regno floreale e costruire un alveare fiorente per compiacere la regina. Il giocatore che costruisce la colonia più efficiente e potente vince.“

I COMPONENTI
Propolis si presenta in una scatola davvero compatta di 15×20 centimetri, ma bella pesante. Una volta aperta ci si rende subito conto del perché: lo spazio è sfruttato al massimo e all’interno trova posto una dotazione decisamente ricca.
La confezione contiene:
- 60 carte Struttura/Paesaggio uniche fronte/retro;
- 48 Api Operaie in legno sagomato;
- 24 segnalini Risorsa in legno;
- 12 carte Struttura iniziale/Palazzo della Regina fronte/retro;
- 16 carte per la modalità in solitario;
- 4 plance Giocatore;
- il regolamento multilingua (italiano, tedesco e francese).
Tra tutti i componenti spiccano sicuramente le Api Operaie: sono pedine in legno sagomato, che danno una piacevole sensazione di qualità già al primo contatto e sono scenografiche sul tavolo.
Le carte sono usate per due funzioni diverse. Su un lato troviamo gli edifici che andremo a costruire durante la partita, mentre sull’altro sono raffigurati i campi e i luoghi in cui le nostre api raccoglieranno il polline. Una soluzione che riduce il numero di componenti senza rinunciare alla varietà. Le plance giocatore sono di cartoncino spesso con appositi alloggiamenti nei quali inserire i segnalini risorsa. In questo modo il conteggio rimane sempre ordinato e ben leggibile, evitando che i cubetti si spostino accidentalmente durante la partita.
Nel complesso la componentistica convince pienamente. Il cartoncino è spesso e robusto, gli elementi in legno sono ben realizzati e la scatola, pur essendo molto compatta, riesce a contenere tutto il necessario senza dare l’impressione di essere sacrificata.
Le illustrazioni, invece, sono l’aspetto che mi ha convinto meno. Si tratta di uno stile piuttosto minimale e pulito, sicuramente molto funzionale alla leggibilità del gioco. Personalmente avrei preferito una direzione artistica differente, più ricca di personalità, ma si tratta di un gusto del tutto soggettivo e sono certo che molti apprezzeranno proprio questa essenzialità.
Una piccola nota pratica riguarda la confezione: la scatola non è sigillata con il classico cellophane, ma con due bollini adesivi. Il consiglio è di rimuoverli appena possibile, così da evitare che, con il tempo, possano lasciare residui di colla sul cartone.

COME SI GIOCA
Propolis è un gioco di piazzamento lavoratori nel quale i giocatori sviluppano il proprio alveare costruendo edifici. La partita termina quando un giocatore costruisce la sua decima carta, dopodiché si procede al conteggio dei punti.
Durante il proprio turno si sceglie una tra cinque possibili azioni. La prima consiste nel piazzare un qualsiasi numero di Api Operaie su una carta Paesaggio libera. È possibile occupare tutti gli spazi disponibili oppure solo una parte. Una volta piazzate le api, si ottengono immediatamente le risorse raffigurate sugli spazi occupati.
La seconda azione permette di fortificare le proprie api. Le pedine vengono adagiate sul fianco e producono nuovamente le risorse della carta su cui si trovano. Inoltre, ai fini delle maggioranze, un’ape fortificata vale due api normali. Una terza possibilità consiste nel richiamare le proprie api. Si possono riprendere una o più api, anche provenienti da carte differenti, riportandole nella propria riserva.
Costruire edifici è l’ultima azione possibile. Si paga il costo indicato sulla carta, utilizzando le risorse richieste oppure, quando previsto, le api. La carta viene aggiunta al proprio alveare e se ne applicano immediatamente gli effetti, ad esempio ottenere risorse permanenti o nuove api. Le risorse permanenti ridurranno poi il costo delle costruzioni successive. Un edificio particolare è il Palazzo della Regina. Ogni giocatore può costruirne uno soltanto durante la partita e il suo costo può essere pagato esclusivamente tramite le risorse permanenti. Anche il Palazzo della Regina conta come una delle dieci carte necessarie per far terminare la partita.
Al termine di ogni turno si verifica se una delle file di carte Paesaggio è stata completamente occupata. In tal caso, il giocatore che ha piazzato l’ultima ape su quella fila ottiene immediatamente la relativa risorsa jolly. Successivamente si calcola la maggioranza: ogni ape normale vale uno, mentre ogni ape fortificata vale due. Il giocatore con la maggioranza recupera tutte le proprie api presenti nella fila interessata. Terminata questa fase, la partita prosegue normalmente.

CONSIDERAZIONI & IMPRESSIONI
Partiamo da una cosa che mi ha fatto sorridere fin dal primo momento. Sulla scatola Propolis viene descritto come un gioco di piazzamento lavoratori con api medievali. È una definizione curiosa: le api sono api, immaginarsi che siano “medievali” è proprio il classico risultato di quando si prende un gioco fortemente astratto e gli si applica un’ambientazione per renderlo più caratteristico. Avrebbero potuto essere formiche, gnomi o qualsiasi altra creatura; in questo caso sono api… medievali. Il tema, infatti, durante la partita si percepisce piuttosto poco.
Dal punto di vista delle meccaniche e delle interazioni invece Propolis convince. Lo definirei un eurogame light, un ottimo titolo per chi vuole avvicinarsi ai giochi di piazzamento lavoratori senza dover affrontare regolamenti complessi o una quantità elevata di eccezioni.
Il primo elemento interessante è la costruzione del proprio motore. Fin dai primi turni è importante osservare gli edifici disponibili e pianificare il proprio sviluppo. Le risorse permanenti ottenute dalle costruzioni riducono il costo degli edifici successivi e permettono di rendere il proprio turno sempre più efficiente. Una buona pianificazione viene premiata e consente di risparmiare azioni preziose nel corso della partita.
L’altra meccanica che mi è piaciuta particolarmente riguarda la gestione delle api. A differenza di molti altri giochi di piazzamento lavoratori, le api non tornano automaticamente disponibili. Saremo noi a decidere quando spendere un’azione per richiamarle. Questo porta a una scelta continua: utilizzare molte api per raccogliere più polline oppure conservarne alcune per mantenere una maggiore flessibilità nei turni successivi. Inoltre è qui che entrano in gioco le maggioranze. Vincerle permette di recuperare automaticamente le proprie api, evitando di dover utilizzare un turno per riaverle. È proprio questa ottimizzazione a fare spesso la differenza: riuscire a raccogliere le risorse necessarie e, contemporaneamente, recuperare i propri lavoratori senza perdere azioni rende il proprio sviluppo molto più efficiente.
Interessante anche la gestione dei diversi tipi di polline. Non tutte le risorse hanno infatti lo stesso peso strategico. Ad esempio, il polline giallo è generalmente più facile da ottenere e permette di costruire edifici che garantiscono punti o nuove api, ma spesso non contribuisce allo sviluppo delle risorse permanenti. Si crea così un doppio binario: puntare sulla velocità, cercando di arrivare rapidamente alle dieci carte, oppure investire nella costruzione di un motore più efficiente che potrebbe ripagare maggiormente nel punteggio finale.
Le decisioni da prendere sono quindi numerose nonostante le azioni siano davvero limitate. Bisogna scegliere quali risorse raccogliere, quali edifici costruire, come distribuire le proprie api e quando vale la pena competere per una maggioranza invece di concentrarsi esclusivamente sulla raccolta del polline. La parola chiave del gioco è ottimizzazione.
I turni scorrono rapidamente e il ritmo rimane sempre sostenuto. Nella mia esperienza le partite si concludono generalmente in circa mezz’ora, arrivando talvolta a quaranta minuti con giocatori più riflessivi o ai primi approcci. Nel complesso Propolis è un eurogame leggero ma tutt’altro che banale, capace di proporre decisioni interessanti all’interno di una struttura di regole semplice e immediata.

In Quanti si Gioca e Le Età per Giocarci
La scatola suggerisce 10 anni o più, un’indicazione che condivido. Non tanto perché il regolamento sia complesso, al contrario, le regole si spiegano in pochi minuti, quanto perché il gioco richiede una buona capacità di pianificazione e di ottimizzazione delle proprie azioni. Se per la semplicità regolistica non avrei problemi a proporlo anche a giocatori un po’ più giovani (dagli 8 anni), credo che per padroneggiarlo e sfruttarne davvero tutte le possibilità strategiche, i 10 anni indicati sulla confezione sembrano una soglia sensata.
Per quanto riguarda il numero di giocatori, Propolis mantiene sostanzialmente la stessa struttura in qualsiasi configurazione. La condizione di fine partita è sempre la costruzione della decima carta di un giocatore, ma aumentando il numero dei partecipanti cresce il tempo necessario per arrivarci e aumenta la competizione per le carte Paesaggio e per le maggioranze.
L’interazione è principalmente indiretta ed è piuttosto contenuta. Non ci sono azioni aggressive nei confronti degli avversari, la competizione nasce dalla corsa alle carte disponibili e, soprattutto, dalla lotta per ottenere le maggioranze sulle file di Paesaggio, che permettono di recuperare le proprie api senza dover spendere un’azione per richiamarle.
Personalmente ho trovato il gioco particolarmente piacevole in tre giocatori, una configurazione che rappresenta un buon equilibrio tra durata della partita, controllo della situazione e livello di competizione. In due offre un’esperienza più controllabile, mentre in quattro il tavolo diventa inevitabilmente più affollato e i tempi tendono ad allungarsi.
È infine presente una modalità in solitario, gestita tramite un mazzo Automa. Funziona ma credo che Propolis dia il meglio con più giocatori al tavolo.

Conclusioni
Propolis è uno di quei giochi che dimostrano come non servano decine di regole per offrire partite interessanti. In pochi minuti si è già operativi, ma turno dopo turno emergono decisioni tutt’altro che banali, tra la gestione dei lavoratori, la costruzione del proprio motore e la corsa agli obiettivi. Nonostante sia semplice da spiegare le scelte che dobbiamo fare di volta in volta non sono affatto banali e le ottimizzazioni possibili non sono affatto poche.
L’ambientazione resta sullo sfondo e le meccaniche sono piuttosto astratte, ma chi apprezza gli eurogame leggeri difficilmente ne sentirà la mancanza. Il punto di forza è proprio la capacità di condensare tante scelte significative in una durata contenuta. La scelta di rendere gli edifici dietro le carte ci fa usare ogni partita edifici sempre diversi nel mercato garantendo variabilità e longevità.
Lo consiglio sia a chi vuole avvicinarsi ai giochi di piazzamento lavoratori con un regolamento accessibile, sia ai giocatori più esperti che cercano un titolo veloce ma appagante da intavolare tra una partita più impegnativa e l’altra. Materiali curati, scatola compatta e una buona rigiocabilità fanno il resto, rendendo Propolis un gioco che è sì piccolo ma non per questo banale.
Se siete interessati potete trovarlo qui su Dungeondice.

— Alcune immagini sono tratte da BGG, i vari diritti appartengono ai rispettivi proprietari. Le immagini e le regole sono state riprodotte pensando possano essere una gradita forma di promozione. Verranno rimosse immediatamente su semplice richiesta. —
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