scritto da
LucaCiglione
Omicidio di una Milionaria è un gioco di investigazione della serie Cryptickillers ed è l’esordio di Asmodee in quest’ambito. L’indagine, pensata da Ben Colpus ha una durata prevista di circa due ore ed è giocabile da 1 giocatore in su. L’età consigliata è 14+ dato il tema dell’omicidio ed altri temi sensibili all’interno del gioco. La difficoltà stimata è di 3,5 stelline su cinque.
“È stato commesso un omicidio nella città di Redmond, Regno Unito. Il corpo di Chloe Whittle, vincitrice milionaria della lotteria, è stato trovato con una letale ferita da pugnalata al petto. Sei l’ispettore incaricato per risolvere questo avvincente gioco di omicidio irrisolto e portare il criminale davanti alla giustizia.”

Componenti e Materiali
Aprendo la confezione ci troviamo davanti a una classica busta investigativa che richiama immediatamente l’idea di un fascicolo di polizia. La busta di plastica richiudibile con una grafica che ricorda il nastro delle scene del crimine è una soluzione che richiama da vicino i primi giochi investigativi “in busta” che hanno contribuito a rendere popolare questo genere.
Per quanto riguarda il contenuto vero e proprio, è importante sapere cosa aspettarsi: la stragrande maggioranza del materiale è composta da fogli A4 stampati. Troviamo interrogatori, rapporti, documenti ufficiali, registri e varie informazioni utili all’indagine. A questi si aggiungono alcune fotografie, un giornale, un orario dei treni, alcuni scontrini, buste e altri piccoli documenti che contribuiscono a costruire il caso.
Le fotografie e i documenti testuali rappresentano però il cuore dell’esperienza e occupano gran parte del materiale presente nella confezione. Di conseguenza, anche la quantità di lettura richiesta è piuttosto elevata: chi ama analizzare documenti, confrontare testimonianze e cercare dettagli nascosti si sentirà a casa, mentre chi preferisce enigmi più pratici o componenti più vari potrebbe trovarsi davanti a un’esperienza molto orientata alla lettura.
Dal punto di vista produttivo non ci sono particolari effetti “wow”: il materiale svolge il proprio compito e supporta l’indagine in maniera funzionale, ma punta più sull’utilità che sull’impatto scenico. È una scelta precisa, che approfondiremo meglio parlando di come questi elementi vengono utilizzati nel corso dell’indagine.

Come si gioca e Trama
La vittima è Chloe Whittle, una ragazza che ha appena vinto una fortuna alla lotteria. Un dettaglio che strappa anche un sorriso, considerando che il suo compagno giocava da anni senza mai riuscire a centrare il colpo grosso, mentre lei ci riesce quasi subito. La fortuna, però, dura pochissimo: il giorno successivo Chloe viene trovata morta e l’indagine prende il via.
Attorno alla vittima ruota una nutrita galleria di personaggi, tutti potenzialmente coinvolti. C’è il padre, appena riapparso nella sua vita dopo un periodo trascorso in carcere,c’è il fidanzato, ci sono amici, conoscenti e persino una possibile stalker. Fin dall’inizio il gioco costruisce quindi una situazione credibile, ricca di moventi e di relazioni da approfondire, senza scivolare in colpi di scena eccessivi o situazioni improbabili. La sensazione è quella di trovarsi davanti a un caso poliziesco relativamente realistico e plausibile.
Il pretesto narrativo che ci mette in gioco è semplice ma funzionale: la collega che stava seguendo il caso si è appena sposata ed è partita per la luna di miele, lasciandoci tutto il materiale raccolto fino a quel momento. Tra gli appunti troviamo anche alcuni indizi che dovrebbero permetterci di accedere alla sua casella email, elemento che introduce la componente digitale dell’esperienza.
Meccanismo di Esclusione
Rispetto ad altri titoli investigativi, Omicidio di una Milionaria adotta un approccio piuttosto particolare. L’obiettivo principale non è tanto formulare una teoria completa fin dall’inizio, quanto individuare tutti i sospettati ed escluderli progressivamente uno dopo l’altro fino a lasciare in piedi un unico colpevole possibile. È un metodo che ricorda il classico ragionamento per eliminazione: si raccolgono prove, si verificano alibi, si confrontano testimonianze e si restringe gradualmente il campo.
L’esperienza si svolge quasi interamente sulla carta. La componente online esiste, ma è limitata principalmente all’accesso alla casella email della collega, dalla quale recuperare ulteriori informazioni e documenti. L’integrazione digitale risulta quindi piuttosto leggera e mai invasiva.
Molto apprezzabile, invece, il sistema di aiuti. Sul sito dedicato ogni elemento dell’indagine è associato a domande specifiche (“Come utilizzo questo documento?”, “A cosa serve questo indizio?”) e gli aiuti vengono forniti in modo progressivo, con più livelli consultabili uno dopo l’altro fino ad arrivare, solo come ultima risorsa, alla soluzione completa. È un sistema ben studiato perché permette di superare eventuali blocchi senza compromettere immediatamente il piacere della scoperta e senza esporsi a spoiler indesiderati.

Opinioni e Dinamiche
La prima cosa da sapere è che Omicidio di una Milionaria non è un’indagine leggera. La quantità di documenti da leggere è notevole e richiede attenzione, pazienza e una certa predisposizione all’analisi. Da questo punto di vista il gioco riesce nell’intento di farci sentire davvero all’interno di un’indagine: ci troviamo davanti a una massa di informazioni da organizzare, collegare e interpretare, proprio come farebbe un investigatore chiamato a esaminare un fascicolo complesso.
Il problema è che siamo nel 2026, non nel 2020. Negli ultimi anni il genere investigativo si è evoluto parecchio e molti autori hanno trovato soluzioni per accompagnare gradualmente i giocatori all’interno del caso, evitando quella sensazione iniziale di smarrimento che può derivare dal trovarsi davanti a decine di documenti apparentemente scollegati tra loro.
Omicidio di una Milionaria sceglie invece una strada molto tradizionale: tutto viene messo sul tavolo quasi subito e sta ai giocatori capire da dove partire. Gli investigatori più esperti probabilmente apprezzeranno questa libertà, mentre chi è meno abituato al genere potrebbe sentirsi sopraffatto dalla quantità di informazioni disponibili e faticare a trovare un primo filo da seguire.
Non è necessariamente un difetto, ma è una scelta che oggi appare quasi anacronistica. Lo stesso discorso vale per l’integrazione digitale. Qualche anno fa accedere a un sito, recuperare una password e consultare contenuti online era un elemento sorprendente; oggi è qualcosa che molti giochi investigativi danno quasi per scontato e spesso viene integrato in maniera molto più articolata, attraverso telefonate, siti web, social network, messaggi e altre forme di interazione. Qui la componente online è presente ma limitata. Funziona, accompagna l’indagine e fornisce informazioni utili, ma difficilmente rappresenta uno degli elementi memorabili dell’esperienza.

Confronti
Se confrontato con molte produzioni recenti, Omicidio di una Milionaria esce quindi un po’ ridimensionato sul piano dell’innovazione. È probabilmente una delle indagini più classiche che mi sia capitato di affrontare negli ultimi anni: tanta carta, tanta lettura e una componente digitale che rimane sullo sfondo.
Detto questo, quando ci si concentra sul caso vero e proprio, il gioco riesce comunque a regalare soddisfazioni. Il sistema basato sull’esclusione progressiva dei sospettati funziona e spinge a formulare continuamente ipotesi. Alcune delle esclusioni sono particolarmente interessanti perché non eliminano direttamente un sospettato, ma permettono di scartare determinate prove o interpretazioni, obbligandoci a rivedere le nostre conclusioni.
Tuttavia questo meccanismo di esclusione questo genera anche una delle poche perplessità sull’impianto investigativo. In almeno un caso il gioco considera un sospettato sufficientemente escluso, mentre personalmente non ho avuto la sensazione di aver ottenuto un vero alibi capace di chiudere definitivamente la questione. La spiegazione fornita è coerente con la soluzione proposta, ma lascia comunque un piccolo margine di dubbio che mi ha fatto storcere il naso.
Fortunatamente si tratta più di una sbavatura che di un problema strutturale. Nel complesso l’indagine è lineare, gli indizi importanti sono nascosti con attenzione ma sempre rintracciabili, e la sensazione di mettere insieme i pezzi del puzzle uno dopo l’altro rimane piacevole per tutta la durata dell’esperienza. Non reinventa il genere, non sorprende con trovate particolarmente moderne, ma riesce comunque a offrire quella soddisfazione tipica delle buone indagini: vedere lentamente emergere la verità da una massa inizialmente caotica di informazioni.

In quanti ci gioco
Sul sito il gioco viene proposto per 1-99 giocatori, un’indicazione che sulla carta può anche avere senso, ma che nella pratica appare piuttosto fantasiosa. La quantità di materiale da leggere è infatti molto elevata. Non stiamo parlando di qualche carta o di pochi documenti: buona parte dell’esperienza consiste nell’analizzare testimonianze, rapporti, fotografie e altri elementi contenuti nel fascicolo. Con tanti giocatori al tavolo diventa difficile persino condividere efficacemente le informazioni. Leggere tutto ad alta voce richiederebbe un’enormità di tempo, mentre dividere il materiale tra più persone rischia di far perdere dettagli importanti o di lasciare qualcuno ai margini dell’indagine.
Per questo motivo continuo a pensare che la configurazione ideale per giochi di questo tipo sia la coppia, e Omicidio di una Milionaria non fa eccezione. Due persone possono dividersi parte della lettura, confrontarsi costantemente sulle ipotesi e mantenere entrambi una visione completa del caso. Anche un piccolo gruppo di tre o quattro giocatori può funzionare, ma rappresenta probabilmente il limite massimo consigliabile. Oltre quella soglia aumentano sensibilmente i tempi morti, le discussioni rischiano di diventare dispersive e qualcuno potrebbe sentirsi più spettatore che investigatore.
Le età per giocarci
Per quanto riguarda l’età consigliata, il 14+ indicato sulla confezione mi sembra una scelta ragionevole. Non tanto per la difficoltà dell’indagine, che tutto sommato rimane accessibile, quanto per le tematiche affrontate. Si parla pur sempre di un omicidio e nel corso della storia emergono situazioni e contenuti che richiedono una certa maturità.
Non ci troviamo davanti a qualcosa di particolarmente crudo o splatter, né a immagini scioccanti, ma il tema centrale rimane quello di un delitto. Come sempre, molto dipende dalla sensibilità dei ragazzi e dalle esperienze mediatiche che hanno già avuto. Chi è abituato a serie crime, gialli o film investigativi potrebbe affrontarlo tranquillamente anche un po’ prima dei 14 anni, ma personalmente non lo proporrei a bambini delle elementari. Direi che la scuola media rappresenta un punto di partenza più sensato per apprezzarne davvero contenuti e atmosfera.

Conclusioni
Omicidio di una Milionaria è un investigativo solido, ben costruito e capace di regalare una genuina soddisfazione quando i pezzi del puzzle iniziano finalmente a combaciare. L’indagine è coerente, gli indizi sono disseminati con attenzione e la sensazione di stare realmente ricostruendo un caso di omicidio accompagna gran parte dell’esperienza.
Allo stesso tempo, però, è impossibile ignorare il contesto in cui arriva. Negli ultimi anni il genere investigativo si è evoluto molto, sia dal punto di vista dei materiali sia per quanto riguarda l’integrazione digitale e il modo in cui le informazioni vengono presentate ai giocatori. Confrontato con molti dei suoi principali concorrenti, Omicidio di una Milionaria dà l’impressione di essere un progetto nato qualche anno fa e pubblicato soltanto oggi. La qualità dei componenti è funzionale ma essenziale, la parte online è presente ma limitata, e l’impianto generale dell’indagine rimane fortemente ancorato alla formula più classica del fascicolo da analizzare pagina dopo pagina.
Non è necessariamente un difetto. Anzi, alcuni appassionati potrebbero apprezzare proprio questa impostazione più tradizionale, meno spettacolare e più focalizzata sulla lettura e sul ragionamento puro. Tuttavia, è difficile non pensare a quanto alcune delle innovazioni introdotte negli ultimi anni abbiano reso questo genere più accessibile, più immersivo e spesso anche più coinvolgente per un pubblico ampio.
Per questo motivo, chi si avvicina oggi al mondo dei giochi investigativi potrebbe trovare alternative più moderne e rifinite. Se invece siete appassionati del genere, amate analizzare documenti, prendere appunti, confrontare alibi e ricostruire eventi partendo da una grande quantità di informazioni, Omicidio di una Milionaria ha comunque molto da offrire. Non reinventa nulla e non detta nuove direzioni al genere, ma resta una buona indagine, piacevole da affrontare e capace di regalare qualche ora di autentico lavoro investigativo.
Ringraziamo Asmodee per la copia review
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