Scritto tra un arrembaggio e l’altro da
Battlemad
Il capitano “Mezzo” Bill e il suo equipaggio hanno avuto la pessima idea di provare a derubare la strega dello scoglio! Risultato? Sono stati maledetti e trasformati in animali, e se non riusciranno a liberarsi del maleficio entro 13 lune saranno perduti per sempre!

Maledette le streghe che trasformano in animali i poveri navigatori! Era già successo in passato con Circe ed è capitato nuovamente con la temibile Strega dello Scoglio! A subirne le angherie sono il capitano “Mezzo” Bill e la sua ciurma sgangherata: riusciranno a tornare umani in tempo record?
La storia comincia con un incantesimo andato malissimo: un’intera ciurma di pirati viene trasformata in animali da una strega offesa, e da lì si apre un’avventura che mescola ironia, caos e un pizzico di disperazione. La vicenda prende subito un tono leggero, quasi da commedia piratesca, in cui ogni personaggio vive la propria condizione animale con rassegnazione o improvvise, improbabili competenze.
Bestie a Babordo – La Maledizione della Strega dello Scoglio è il nuovo fumettogame di MS Edizioni, scritto da Stefano Ascari e illustrato da Enrico Macchiavello: un fumetto folle, sotto tutti gli aspetti!


Illustrazioni
Partiamo proprio dalle illustrazioni, punto distintivo (giustamente) di questo fumettogame: lo stile dell’autore è chiaro e ben famoso. Sicuramente molti si ricorderanno della famosa pubblicità della Ceres, o quelle degli Skifidol: la penna è sempre la sua! In questo caso, al servizio di questa strana banda di pirati: Bill e i suoi compari sono stati trasformati in bestie e non riusciremo a vederli tornare uomini fino alla fine (e solo se siamo stati bravi!).
Si riesce, grazie alla scelta dell’animale e a qualche connotato extra, a definire benissimo le caratteristiche di ognuno dei membri di questa ciurma. “Mezzo” Bill è un gatto poco votato alla prudenza: il fatto che il soprannome sia mezzo sta proprio a significare che ha perso diversi pezzi del suo corpo nel corso delle avventure! Rick è un simpatico coniglio sempre pronto a scappare dal pericolo, a gambe levate! Pascual è lo sveglio del gruppo: un gabbiano che cerca di mangiare e basta! John è rappresentato da un babbuino rissoso: se c’è da menare le mani, lui è in prima fila! Frank è un pappagallo con l’occhio acuto: solo quello che gli rimane, ovviamente! Paulie il mozzo ha bisogno di mille mani per fare tutto: ora che è un polpo di sicuro ha dei vantaggi. Chiude la ciurma Jordi Bellosguardo: l’affascinante scimmia (che affascinante non è…).
Ogni pagina è tappezzata di minuscoli segni, oggetti abbandonati, numeri nascosti tra le ombre, dettagli che a una prima occhiata sembrano decorativi e invece aprono nuove piste. È un titolo che costringe a restare attento, a sfogliare con lentezza e a guardare in ogni angolo: tutto è così pieno e ricco che il primo pensiero va alle tavole di Jacovitti, apice di quello che è il fumetto demenziale, umoristico e surreale! Si “perde tempo” a cercare i più piccoli dettagli, a perdersi nelle numerose pagine doppie.

Stile Narrativo
Rispetto ad un librogame, dove la storia la fa da padrona, qui sono soprattutto le immagini a fare da traino. Ciononostante, anche la storia orchestrata da Stefano Ascari è degna di nota: dopo essersi inimicati la Strega dello Scoglio, la ciurma di Bill deve fare di tutto per trovare dei doni degni di una strega e, soprattutto, trovare quel maledetto scoglio dove soggiorna!
Si procede quindi in due fasi: nella prima si esplora Tortuga, la città in cui siamo capitati. Nella seconda parte si va per mare: muniti di mappa, si cerca in lungo e in largo l’isolotto della strega.
Sul piano testuale, la scrittura mantiene una leggerezza costante, con un umorismo sempre fresco e immediato. Gli autori si concedono battute e paradossi, ma sempre al servizio dell’avventura e della caratterizzazione dei personaggi.
Quando poi arriverete al termine della storia… troverete una chicca tutta per voi (che non si può assolutamente spoilerare!).


Meccaniche
La struttura del fumettogame resta quella classica: si salta da una vignetta numerata all’altra, seguendo le decisioni prese leggendo il testo. Ma non solo!
Essendo un fumetto, anche le immagini sono da controllare: troveremo molti indizi più o meno nascosti, che ci permetteranno di sbloccare nuovi snodi narrativi o, più semplicemente, di ottenere oggetti o informazioni.
Nel corso del gioco entra in scena anche una mappa esplorabile, che permette di visitare tutta la zona, alla ricerca della strega.
Nella scheda di gioco troviamo diverse sezioni distinte:
- il Lunario, che consente di tenere traccia del tempo. Alla tredicesima luna, infatti, la maledizione diventa permanente!
- le coordinate per la navigazione. Ogni tanto troviamo delle coordinate segrete: segnandole, possiamo viaggiare senza consumare lune!
- appunti di viaggio e zaino, per annotare le cose più utili e per conservare i nostri preziosi oggetti;
- la borsa del pirata, che servirà solo al termine dell’avventura per capire quanto valgono i nostri doni alla strega;
- il generatore di insulti pirateschi. Siamo pirati, dobbiamo insultare liberamente e ingegnosamente chiunque!
- la tavola dei nomi dei Celebri Filibustieri, un bel mix di nomi che potrebbero tornarci utili;
- il Cifrario Pirata, che contiene le possibili risposte ai quesiti che ci verranno posti;
- la Tavola del Sestante, abbinata alla Mappa, per navigare nel Mare Interno.

Considerazioni
Bestie a Babordo è un piacere da leggere. La storia è avvincente e richiama, con la giusta dose di ironia, le avventure dei pirati che tanto ci appassionavano da ragazzi. L’idea della trasformazione in animali è lo spunto ideale per una ricerca sia sulla terraferma che via mare.
Molto apprezzato il formato A4 e la copertina cartonata, che rendo il volume di comoda lettura: tutte le immagini sono tranquillamente visibili (non si perdono diottrie nel cercare i piccoli dettagli). Rimanendo sul tema, gli indizi sparsi nei riquadri si individuano abbastanza comodamente: giusto un paio si trovano tra le due pagine e potrebbero sfuggire, ma basta guardare con poca più attenzione.
La storia, divisa in due parti distinte, è decisamente un punto di forza: nella prima ci spostiamo usando il tipico sistema dei librigame, con bivi sia narrativi che visivi, mentre nel secondo bisogna usare la mappa e scegliere il luogo in cui spostarsi.
Si aggiungono, come divertenti aggiunte, la tabella di insulti pirateschi e il cifrario pirata: la prima servirà soprattutto per un divertimento personale (sempre utile trovare nuovi insulti originali!) mentre la seconda ci aiuterà quando dobbiamo dare delle risposte.

Considerazioni conclusive
Chi teme che i fumettogame finiscano troppo in fretta scopre presto che qui non è così. La densità delle vignette rallenta il passo in modo assolutamente piacevole: ogni scena richiede tempo e merita attenzione. Anche solo l’introduzione può occupare ben più di quanto ci si aspetti, soprattutto perché dovremo capire quali strade prendere e, a volte, dovremo tornare sui nostri passi per recuperare un indizio che in precedenza ci era sfuggito.
Bestie a Babordo: offre un’avventura piratesca ironica, piena di dettagli da scoprire e di scelte che nascono sia dalla narrazione che dalle illustrazioni. È un viaggio confuso, divertito e un po’ caotico, esattamente come la sua ciurma. E, alla fine, finiremo per amare questi sgangherati pirati animaleschi!
Si ringrazia l’editore per la copia review
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